Il vicepresidente e Ministro Luigi Di Maio con il presidente della Regione Veneto Luca Zaia in occasione della firma degli accordi di programma per le aree di Frosinone, Venezia e Gela presso la sede del ministero dello Sviluppo Economico, Roma 23 ottobre 2018. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

“L’autonomia del Veneto si deve dare il prima possibile, perché i veneti hanno votato un referendum che non deve essere disatteso”. Così il vicepremier Luigi Di Maio, a margine di una visita a Spresiano. “Non ci sono dubbi da nessuna delle due forze politiche che sostengono questo governo, stiamo lavorando con i ministri competenti per dare l’autonomia sulle materie richieste prima possibile”. “Nei vari consigli dei ministri di dicembre occorre affrontare questo tema”, assicura Di Maio e aggiunge: “Non perderemo o prenderemo tempo: i veneti avranno l’autonomia in tempi certi”.

Il vicepremier è poi intervenuto sul reddito di cittadinanza e sul negoziato con l’Ue sulla manovra.

“Ogni giorno ci sono nuove ipotesi sul reddito di cittadinanza. Il reddito di cittadinanza come è partito così arriva”, ha detto Di Maio. “E’ una misura – ha proseguito – che arriverà alle persone che vorranno mettersi in gioco per trovare lavoro e noi, come Stato, gli proporremo un lavoro e se non lo accetteranno perderanno il reddito”.

“E’ una misura di politiche attive del lavoro – ha spiegato ancora Di Maio – che tra l’altro darà sgravi alle imprese che assumeranno dalla platea del reddito di cittadinanza”. “Se un’impresa assume chi prende il reddito – ha concluso – avrà uno sgravio fiscale pari al reddito di cittadinanza che prendeva quella persona”.

“Non fermiamoci ai numerini. Se l’economia rischia di fermarsi noi dobbiamo fare una manovra che mette soldi nell’economia”, ha aggiunto Di Maio, sull’eventuale previsione di abbassamento del rapporto fra deficit e Pil al 2%. “Poi, nella trattativa, se non si chiede al governo di tradire gli italiani, perchè noi non tradiremo gli italiani – ha concluso – possiamo portare avanti tutti i punti di caduta e compromessi che vogliamo”.

“Non fermiamoci ai numerini. Se l’economia rischia di fermarsi noi dobbiamo fare una manovra che mette soldi nell’economia”. Lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio, sull’eventuale previsione di abbassamento del rapporto fra deficit e Pil al 2%. “Poi, nella trattativa, se non si chiede al governo di tradire gli italiani, perchè noi non tradiremo gli italiani – ha concluso – possiamo portare avanti tutti i punti di caduta e compromessi che vogliamo”.