Nessuna descrizione della foto disponibile.In qualche pour parler amichevole, abbiamo espresso al collega la nostra opinione circa il talento; e lo abbiamo invitato a scavare nell’iperuranio di Platone, per verificare il magma, lava, cenere e lapilli che si agitano nel suo mantello etneo (chiediamo scusa a Beno Gutenberg).

Non indossiamo i panni di Socrate e nemmeno ci sfiora l’anticamera del cervello di scomodare la maieutica di Fenarete (non c’azzecca) o la dialettica, per tirare fuori la verità.

Ricordiamo a noi stessi ciò che abbia ventilato Aristotele:”Ogni ‘zoon politikon”, ha dentro di sè dei talenti naturali, che bisogna coltivare”.

In attesa della ‘bussata’ del fanciullino pascoliano. Noi pensiamo, che il nostro interlocutore sia in grado di azionare l’ippocampo; deposito del tesoretto di poesie, riflessioni, dialoghi e perchè no commedie, romanzi e così via.

La competenza-abilità c’è, forse, serve un input. Ci si chiede, quanto sottile sia la linea di demarcazione fra convinzione e convincimento.

Non c’è bisogno del telescopio di Monte Palomar per osservare il talento naturale di Andrea; non si pone il dubbio amletico di William Shakespeare ” To be, or not to be, that is the question”.

Qualcosa del demiurgo, ci sarà stato nei suoi allievi, che si diplomano e si laureano con il massimo dei voti; e frequentano Università prestigiose di sapore internazionale (Non è un facile complimento di parata:”Reddite quae sunt caesari caesari et quae sunt dèi dèo).

Siamo più che certi, che nel suo intimo egli coltivi questa passione, arte se non hobby.

Abbiamo ‘pizzicato’ una riflessione breve su internet (Facebook) che non era di sicuro lo specchietto per le allodole, ma che a nostro parere, se non abbiamo le traveggole, sia degna di nota; pennellate michelangiolesche, un canto di sirene; e qui la riproponiamo ai nostri lettori sovrani:”

Andrea Malaspina

Emozioni
Passeggio lungo il balcone di casa mia,
un tiepido sole fa capolino fra le nuvole.
Al di là della strada, nel giardino di fronte, timide campanelle annunciano la primavera,
all’orizzonte oltre le case e i palazzi il mare: qualche nave ogni tanto va.
E’ il paesaggio di sempre, ma in questo periodo, qualcosa di profondo è cambiato ed è tutto così diverso.
Non c’è più il frastuono delle macchine giù nella strada e ci mancano le passeggiate sul nostro lungomare o le rapide escursioni verso Pentedattilo, dove trionfano i mandorli in fiore e i colori dell’erba sulla.
Ed ancora, ci mancano le chiacchierate con gli amici ed un caffè al bar.
Ma ci manca soprattutto l’abbraccio dei nostri cari affetti distanti da noi, così come noi manchiamo a loro.
Ed allora, in questa strana domenica di primavera, mi soffermo a immaginare tempi migliori, quando questa tempesta sarà ormai passata e tutti noi potremo tornare a “vivere”.
Buona e serena giornata.