All’invaso Gigliara Monte, nei comuni di Chiaravalle C. e San Vito, ad oggi ancora sotto la giurisdizione della Direzione Generale per le Dighe, sono in corso di esecuzione degli interventi, quasi alle battute finali, il cui soggetto attuatore è individuato nell’Amministrazione Provinciale di Catanzaro a cui lo sbarramento è stato trasferito dall’ex Ufficio del Genio Civile che, seppur mirati alla risoluzione di problemi connessi alla stabilità dell’opera stessa ed alla sua messa in sicurezza, ne prevedono altresì l’abbassamento della quota di coronamento. Con tale intervento – scrive Coldiretti agli Enti preposti (Regione, Ministero, Provincia di Catanzaro, Consorzio di Bonifica di Catanzaro, ANBI)- si mira a dismettere un invaso esistente precludendo lo sfruttamento del territorio agricolo eventualmente sotteso, ovvero disattivandone le funzionalità irrigue e/o idroelettriche. Coldiretti in riferimento alle ultime indicazioni nazionali in materia di piccoli e medi invasi, in modo specifico alla L. 27 dicembre 2017, n. 205 “ Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018”, previo censimento e utilizzo dei piccoli e medi invasi, riferisce che si può ottenere un finanziamento per il completamento per i piccoli invasi che presentano determinate caratteristiche. Al comma 516, in particolare, è prevista la programmazione e la realizzazione di interventi necessari alla mitigazione dei danni connessi al fenomeno della siccità e al fine di promuovere il potenziamento e l’adeguamento delle infrastrutture idriche esistenti. Nel particolare, da studi effettuati, l’invaso di Gigliara potrebbe servire un vasto territorio agricolo con rilevanti riverberi sul territorio a beneficio dell’agricoltura della zona senza considerare l’importante fattore naturalistico dovuto all’ecosistema silvo – faunistico che si sviluppa intorno a tali ambienti nonché di utilità nella conservazione delle specie vegetali ed animali. Dopotutto, tale impostazione era già prevista nel progetto iniziale. Pur essendo ben consapevoli delle enormi problematiche di stabilità dell’invaso – chiarisce il Presidente Molinaro – dovute sia alla stabilità delle sponde, sia alla rinvenuta situazione di interrimento dello scarico di fondo, è necessario che tale invaso venga utilizzato per le finalità proprie del suo originario utilizzo, ovvero la fruibilità agricola del territorio, prevedendone quindi il completamento e la piena funzionalità. Non si può accettare passivamente – continua – la dismissione di un invaso di tali potenzialità. E’ necessario intervenire mediante la realizzazione delle infrastrutture necessarie alla derivazione dal corpo diga, alla messa in sicurezza delle sponde e alla distribuzione della risorsa agli agricoltori tali da recuperare territorio irriguo che sia fruibile e di sostentamento per l’economia agricola del territorio. Coldiretti Calabria fa propria questa necessità, e propone agli Enti in indirizzo un riutilizzo finalizzato a scopo irriguo dell’infrastruttura stessa previa esecuzione, appunto, delle opere necessarie.