Callipo e Pitaro Io resto in Calabria iniziativa a Catanzaro

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“È stata una campagna elettorale molto intensa, ho visitato quasi tutta la Calabria e non è stato certo un giro turistico, ma una presa di coscienza, ho visto tante piccole isole, ognuna con le sue peculiarità ed esigenze. Non è stato certo tempo perso, perché ora sento di poter affrontare con coscienza il ruolo di opposizione. Stare all’opposizione non vuole dire fare la guerra, bocciare ogni cosa per partito preso. Noi vogliamo essere un pungolo per chi governa, perché proprio così pensiamo di essere d’aiuto alla Calabria. Lo faremo esercitando le prerogative legislative dei consiglieri regionali, ma lo faremo anche sul territorio, continuando ad ascoltare le persone e portando alle Regione i loro bisogni. Questo ruolo mi affascina e ora vogliamo farlo nel migliore dei modi. Abbiamo detto di voler rivoluzionare il modo di fare politica in Calabria e possiamo farlo anche dall’opposizione. La Presidente della Regione non è il nemico da abbattere ma l’amico da aiutare”.  È quanto ha detto Pippo Callipo, leader di “Io Resto in Calabria”, intervenendo a Catanzaro nella sala “Nino Gemelli” dell’ex Arca-Enel all’iniziativa intitolata “Entriamo in scena!” (moderata dalla giornalista Rosita Mercatante) organizzata dal consigliere regionale Francesco Pitaro per fare un’analisi del voto e discutere sulle opportunità dell’area centro ed  a cui hanno partecipato i candidati Mario Deonofrio e Danilo Ferrara. Pitaro, dopo aver ricordato che “il  nostro progetto ha contagiato 245.000 persone, ha avuto quasi l’8 per cento pari a 61 mila voti e con i suoi quattro consiglieri regionali è la seconda forza dell’opposizione”, ha detto: “Una delle sfide dell’XI legislatura è  la ricomposizione del sistema – regione. A partire dal ventre molle che è oggi l’area centro, che include non solo Catanzaro e Lamezia ma, coincidendo con la circoscrizione elettorale centro, comprende anche  Crotone e Vibo. Un sistema-regione frammentato, con Reggio che dialoga con Messina e Cosenza con le regioni contigue e tanti altri centri  della Calabria che si muovono in direzioni opposte, non può che generare gravi diseconomie, poca  credibilità nel confronto con le istituzioni nazionali ed europee e scarso appeal per gli investitori. In queste condizioni è compromessa la coesione istituzionale, economica e sociale della Calabria e dunque il suo futuro. Non è una sfida facile, in quanto implica la revisione delle politiche di mezzo secolo di regionalismo e l’adozione di una strategia che orienti tutti i soggetti che agiscono nello scenario calabrese verso l’obiettivo della crescita e, al contempo mobiliti le risorse comunitarie, nazionali e regionali finalizzandole allo sviluppo”. Ha aggiunto: “Oltre alla Regione, uno dei soggetti  che, più di altri,  dovrebbe svolgere un ruolo attivo per aggregare nell’area centro gli interessi pubblici e privati  è il capoluogo della regione. Però Catanzaro questa missione l’ha finora elusa ed oggi appare come  un capoluogo dimezzato, non in grado di svolgere le funzioni istituzionali che lo Statuto regionale gli  assegna, né di stimolare la Regione a cambiare passo. Il compito di colmare i vuoti dell’area centro con azioni propulsive non  lo svolgeva prima, figurarsi ora che il Comune si è inabissato in una crisi di credibilità che paralizza  persino l’amministrazione ordinaria. Una crisi che è ben diversa dalle crisi del passato e rischia di diventare una crisi di sistema. Perciò chiediamo che le forze politiche all’infuori del cerchio dell’attuale potere locale assieme alle istanze del civismo inizino una discussione volta a  monitorare i bisogni della città e a  definire una proposta per il cambiamento che sia aperta, inclusiva e  plurale. Noi di ‘Io resto in Calabria’ ci siamo! Entriamo in scena non per demolire, ma per costruire un percorso di rinnovamento che deve nutrirsi di  contenuti innovativi ed avere il sostegno dei cittadini”.