Risultati immagini per Melito Porto Salvo stadioIl presidente di casa Giuseppe Vadalà, non fa drammi:”Noi giochiamo per divertirci e fare esperienza”

MA QUESTO RIZZICONI E’ SQUADRA CHE POSSA IMPENSIERIRE IL SIDERNO

di Domenico Salvatore

MELITO PORTO SALVO (RC)-Niente melodrammi. Una sconfitta sia pure in casa e fin’anche con largo punteggio ci può stare; non per questo, i melitesi si strappano i capelli o si lacerano le vesti.

Il presidente Giuseppe Vadalà, lo aveva detto in tempi non sospetti; cioè nella immediata vigilia del campionato.

La Calcistica Spinella, avrebbe affrontato la seconda esperienza, interrotta ed ora riproposta, con ciò che passa il convento.

In corso d’opera, arriveranno altri giocatori a completamento dell’organico, ancora carente ed insufficiente.

Precedenza al settore giovanile, per aiutare i ‘galletti di primo canto’ con cresta, alucce, speroni ed artigli a crescere; tuttavia, non sarà sbattuta la porta in faccia agli over ed a qualche dinosauro, scappato da Jurassic Park.

Non sarà commesso l’errore clamoroso dell’abate Martino, che per un ‘punto’ perse la cappa (di priore)…’Porta patens esto nulli. Claudatur honesto’; un altro ibis redibis.

Il ‘Pifferaio Magico’ Francesco Barresi, è riuscito ad irretire con il suono ammaliante del suo strumento, i calciatori di…Hamelin ( della Calcistica Spinella).

L’espulsione di Romeo, forse frettolosa ed istintuale, non può essere di sicuro un alibi od un capro espiatorio; anche perchè gli ospiti avevano già segnato un paio di golletti.

Sta di fatto però che da quel momento in poi, i padroni di casa siano stati spazzati via, come gli abitanti di Longarone dalla Diga del Vajont.

La ‘disfatta di Caporetto’, degli spinelliani, non è arrivata come 100 anni fa con un attacco a sorpresa di austriaci e tedeschi, ma è maturata sul campo.

Mister Barresi, non si è fatto buggerare dalla lunga sosta natalizia;anzi era pronto a ‘riprendere le armi’ da subito.

Fermo restando che ognuno sia stato lasciato libero di abbuffarsi, come da copione, non solo maccheroni e carne di capra…Cantava il folk singer Demetrio Aroi:”E cu’ frittuli e curcuci ‘nda facimu bona ‘a cruci’; se non petrali, torroni, panettoni, crespelle ed ogni altro ben di Dio, dagli intingoli ai manicaretti passando per le leccornie, tipici delle nostre contrade, vino a perdere, coca-cola, birra, spumante, champagne ed ogni altra bevanda compatibile.

Nemmeno mister Silvio Malaspina ha messo al bando i prodotti eno-gastronomici.

Ognuno, al chiuso di casa propria od in quella di amici, parenti e conoscenti, ha avuto la possibilità di rimpizzarsi come ha ritenuto opportuno…spaghettate diurne e notturne, risotto alla marinara, ai funghi, pasta, tagliatelle e canelloni al forno, pasticci di tortellini e ravioli, con varianti di panna e besciamella, agnello o capretto al forno con patatine, cotoletta alla milanese, roast beef; ma c’è anche il buongustaio che preferisca Pisarei e faśö, polenta coi ciccioli, pasticcio di maccheroni e via dicendo, dove costolette di maiale, salsicciotti alla brace od al forno,  formaggio pecorino o Parmiggiano Reggiano, hanno avuto il ruolo che gli competa.

Poi, tutti a correre se non come Abebe Bikila ed Emil Zatopec, almeno sul tapis roulant, come la…tartaruga, la lumaca e la chiocciola, per smaltire le tossine e i trigliceridi.

La Calcistica Spinella, ha costruito quelle tre o quattro palle goal, sventate dall’uomoragno pianigiano ed un calcio di rigore non concesso, che ci poteva stare.

Almeno Inzitari, ha spolverato i guantoni; poi ha timbrato il cartellino della disoccupazione presso il locale ufficio di collocamento.

Troppo poco per pareggiare, figurarsi per vincere; e con ‘Francesco Ferrucci’ al tappetto, il trainer rizziconese, ha ordinato a ‘Fabrizio Maramaldo’ di non infierire sui deboli e sui vinti.

Il Rizziconi ha passeggiato; ‘La Promenade de la Croisette à Cannes’; se non soggiorno e turismo sulla rive del Marosimone.

Ha dominato in lungo ed in largo, ogni zona del campo, con una condotta di gara perfetta, dove il giro palla era la regola; ma le individualità hanno dimostrato di sapersi trovare pronte.

Il modulo tattico di mister Barresi si è rivelato efficiente, funzionale ed efficace.

Praticamente, non c’è stata storia, La Calcistica spiaccicata a centrocampo e surclassata sulla trequarti, ha blaterato qualche manovrina sulla fascia e biascicato un timido contropiede, poi è crollata come Sonny Liston, sotto i colpi micidiali di Cassius Clay  a Miami in Florida.

Il pomeriggio gelido, appena mitigato da qualche timido raggio di sole, non ha facilitato una partita di calcio champagne con le bollicine; ammesso per assurdo che ci fossero le condizioni tecniche ed atletiche; casomai, un ambiente ideale per girare gli esterni di Zanna Bianca, il dottor Zivago, Il richiamo della foresta e Michele Strogoff.

Hanno impressionato tuttavia, gli scatti felini come quelli del tigrillo di Luis Sepulveda in ‘Il vecchio che leggeva romanzi d’amore”.

A tratti, sembrava una corsa di Willie il Coyote e Beep Beep;se non di Tom e Jerry.

La Calcistica Spinella, una dignità che sposta le montagne come quella di Jean Valjean, protagonista de ‘I miserbaili’ di Victor Hugo, non ha chiesto sconti di sorta.

Un solo cartellino rosso, sventolato fin troppo frettolosamente al difensore esterno di casa, per una parolina di troppo e nessun giallo la dicono tutta sulla correttezza, improntata sul bon ton, il galateo, la cavalleria ed il fair-play.

I panchinari non hanno nulla da recriminare; tutti sono stati impiegati e ciascuno ha potuto offrire ciò che avesse in corpo.

Tifosi della Calcistica non se ne sono visti, C’erano sugli spalti una ventina di ultras, contras e aficionados, ma erano tutti del Rizziconi; una costante in questo campionato che ha riacceso l’entusiasmi di un tempo.

La città di Rizziconi ha espresso in passato squadre anche del campionato di Eccellenza e Promozione, poi la decadenza ha risucchiato nel buco nero della Galassia Nana ogni euforia.

Colpa anche della politica, che continua a prendere per i fondelli gli sportivi di quella città della sterminata Piana di Gioia Tauro.

Conosciamo quel nobile centro, uno dei polmoni economici della potenziale sesta provincia calabrese, come voleva il senatore Armando Veneto, ex sottosegretario di Stato.

Era,per molte famiglie provenienti da ogni angolo, uno dei punti strategici per rifornirsi di merce di vario genere, comprese calzature e capi di abbigliamento.

Abbiamo raccolto il grido di dolore di tifosi e dirigenti, che gridano allo scandalo :”E’ una vergogna che al 2020, i nostri ragazzi non possano ancora giocare sul proprio campo, in condizioni di normalità; paesi e comunità più piccoli del nostro, hanno uno stadio degno di questo nome con tanto di manto erboso”.

Scandaloso anche lo stato della strada provinciale che unisce Rizziconi con Gioia Tauro; qualche ‘rara avis in caelo’, se non operaio della vigna del Signore, si era messo in testa di progettare finalmente una bretella di scorrimento veloce, in grado dicollegare le due città, in meno di cinque minuti; ma poi non se ne fece niente; tutti hanno paura di che cosa.

 

Ci tornano in mente le immagini di qualche anno fa (18 novembre 2011).

La nazionale italiana di calcio del  presidente della Figc Giancarlo Abete,   mantenne la promessa fatta al presidente di “Libera” don Luigi Ciotti (per il quale “le mafie si combattono e si vincono non solo nei territori infestati, ma soprattutto a Roma, nel Parlamento facendo le leggi adeguate”).

I moschettieri di Cesare Prandelli, con Pirlo e capitan Buffon ed il calabrese Rino Gattuso nelle vesti inusuali di arbitro, si sono allenati a Rizziconi, su un campetto sorto su un terreno confiscato alle ndrine.

Era già la terza volta che quel campetto veniva inaugurato, perché ogni volta veniva distrutto.

Erano presenti anche, per la cronaca: il presidente della Figc Abete, i parlamentari Luigi De Sena, Marco Minniti, Laura Garavini e Angela Napoli, il presidente della Giunta regionale Giuseppe Scopelliti, il presidente del Consiglio regionale Francesco Talarico, il presidente della Provincia Giuseppe Raffa, alcuni consiglieri regionali e provinciali, il prefetto Luigi Varratta e il questore Carmelo Casabona; il vescovo della diocesi di Oppido – Palmi  Luciano Bux, autorità ecclesiali, con don Pino de Masi in primis, punto di riferimento dell’associazione “Libera” nella piana di Gioia Tauro.

Fu stanziata una congrua cifra per quell’evento, ma gli sportivi al di là del valore simbolico, allegorico, morale, non trassero vantaggio alcuno.

Sarebbe bastato orientarla verso la realizzazione del manto erboso artificiale; invece niente, nemmeno le briciole, tanto per cambiare.

Ora una nuova cordata spinta da nuovi entusiasmi e dagli sportivi, ha iniziato una nuova avventura con lo spirito di Sandokhan, Tarzan della giungla, Indiana Jones, Harry Potter e Jim Hawkins; il rischio è che il sogno dei peones e campesinos possa fare di nuovo ploff!

‘La mafia delle parole’, come sibilava don Ciotti in quella circostanza, può essere battuta solo con l’unità d’intenti con i fatti, con le opere :’Concordia res parvae crescunt, discordia maximae dilabuntur’.

I nuovi dirigenti, hanno deciso di puntare sul vivaio locale; giovani di Rizziconi, che lottano e combattono in nome della bandiera del paese, come ai vecchi tempi, prima dell’arrivo dei ‘mercenari e dei lanzichenecchi’.

Son finiti i tempi di spendi e spandi, vacche grasse, spighe piene, sciala e fa festa, crapula, baldoria e bisboccia