È noto che a Bova, accanto a quelle che furono le Scuole Elementari, si trova il Parco delle Rimembranze.
È un parco come tanti con aiuole, fiori, ghiaia e panchine, ma ha la peculiarità di una doppia fila di alberi maestosi e secolari che noi bovesi curiosamente chiamiamo ancora l’Arbureddhi come li chiamarono i nostri nonni quando, in memoria dei caduti in guerra, furono messi a dimora.
Il Parco fu ideato e realizzato, col contributo del Comune, dal maestro e poeta, Rosario Gentile, con la collaborazione dei colleghi e l’impegno delle scolaresche, nel 1923.
Ad ognuno degli alberelli piantati fu apposta una targhetta col nome del caduto ed i familiari di questo si prendevano cura della pianta.
Per l’occasione il maestro Gentile compose alcuni versi che furono musicati dal famoso maestro Cutrì.
Questi i versi:
OMAGGIO AI CADUTI
Salvete, o prodi, o martiri,
delle battaglie sante!
Corone, baci e lacrime
daremo a queste piante:
qui ci ricorda un albero
d’ogni caduto il nome
e con le nuove chiome
rinverdirà l’onor…
Sarebbe bello se fosse ripristinata la targa che li riportava, apposta durante l’amministrazione Nucera, e che è andata distrutta e ancor più bello sarebbe se, attraverso la delibera comunale o altri mezzi, si risalisse ai nomi dei caduti.
I versi, dopo averli a lungo e invano cercati, li ho rinvenuti casualmente tra le carte di mio padre. Carte che hanno riservato anche qualche altra sorpresa di cui parleremo prossimamente.









