Il genio del medico al servizio del teatro e della cultura

ANGELO FAZIO, ATTORE, REGISTA E POETA

di Domenico Salvatore

Melito Porto Salvo (rc)- Angelo Fazio, un medico prestato al teatro, anche scrittore, poeta, saggista, antropologo ed intellettuale.

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Scrive poesie, insieme alla moglie, dottoressa Candida Lasco, anch’essa medico in pensione, primario per tanti anni all’ospedale di Melito Porto Salvo, intitolato all’onorevole Tiberio Evoli, primario e direttore sanitario, uno dei padri del socialismo, Medaglia d’oro, poeta e scrittore.

Ma la sua vera passione, sin dalla più tenera età è stato il teatro, coltivato nella sua Tindari, agro del Comune di Patti, città greca, fondata da Dionisio I di Siracusa nel 396 a.C., di cui parla anche Strabone, geografo, filosofo e storico, .

“Il teatro, fonte Wikipedia, (dal greco  théatron, che significa “spettacolo”, dal verbo  (theàomai, ossia “vedo”) è un insieme di differenti discipline, che si uniscono e concretizzano l’esecuzione di un evento spettacolare dal vivo.

La rappresentazione, si svolge davanti ad un pubblico utilizzando una combinazione variabile di parola, gestualità, musica, danza, vocalità, suono ecc.

Il teatro, può avere forme diverse, come l’opera lirica, il teatro-danza, il kabuki, la danza katakali, l’opera cinese, il teatro dei burattini, la pantomima.

E’ stato spiegato in tutte le salse che  per fare teatro servano tre elementi, l’attore, lo spettatore e lo spazio scenico o palcoscenico.

Ci sono innumerevoli stili e generi che possono essere impiegati dai commediografi, dai registi e dagli impresari per venire incontro ai diversi gusti del pubblico, nei diversi contesti e culture.

Possiamo elencarne alcuni, anche se la lista sarà sempre incompleta, considerando il fatto che i generi elencati non si escludono a vicenda.

La ricchezza del teatro è tale che i praticanti di questa disciplina possono prendere in prestito elementi di ognuno di questi stili e presentare lavori multi-disciplinari in una combinazione virtualmente infinita.

Tragedia: è un dramma di intento serio e di significato in genere elevato, generalmente di tema mitologico o storico e perciò spesso ambientata fra gli dei od alla corte di un re, (vedi tragedia greca) in cui un personaggio eroico affronta gli eventi o le conseguenze delle sue azioni, e generalmente si conclude con la morte dei protagonisti o con la descrizione della loro pena. In epoca classica, raccontava un fatto perlopiù noto a tutti.

Commedia: perlopiù a lieto fine, la commedia ha temi leggeri, si occupa di problemi quotidiani e mette a nudo le debolezze dei suoi personaggi. Generalmente i personaggi sono persone comuni che si trovano negli ambienti del ceto medio-alto urbano (servi compresi).

La risata è il segno più forte di complicità tra spettatore e attore, e la maestria nel delineare personaggi comici ha portato al successo numerosi attori teatrali.

Musical: (abbreviazione di musical comedy) è un genere di rappresentazione teatrale in cui l’azione viene portata avanti sulla scena non solo dalla recitazione, ma anche dalla musica, dal canto e dalla danza.

Concerto-show: è una moderna forma ‘ibrida’ di spettacolo teatrale che coniuga in modo coerente le due espressioni singolarmente ben definite e definibili.”.

Il dottor Angelo Fazio, vive e lavora a Melito Porto Salvo l’estrema ‘punta’ dello Stivale.

Ha lavorato con diverse compagnie teatrali del Melitese. Poi ne ha fondato una, oramai quasi vent’anni fa “Accademia Drammatica Melitese” intitolata alla studentessa universitaria Carmen Flachi, scomparsa in circostanze drammatiche.

Predilige i lavori di Luigi Pirandello, Anton Checov ed Eduardo De Filippo, ma privilegia anche il vernacolo, (Armando Curcio, Nino Malgioglio ecc.).

Fazio si esibirà nella serata del 14 agosto a Montebello con la rappresentazione de “ Il marchese di Ruvolito’.

“TITOLO: IL MARCHESE DI RUVOLITO
SOGGETTO RAPPRESENTATO: Scene dal film “Il Marchese di Ruvolito” tratto dall’omonima opera teatrale di Martoglio.

ARTISTA: Laura Bottini COLLOCAZIONE: V TRAVERSA N 63 DESCRIZIONE: Il marchese di Ruvolito, fonte www.prolocobelpasso.it, è un opera teatrale di Nino Martoglio, definita una “commediola dialettale, una specie di favola napoletana”, che era stata portata sui palcoscenici, tra l’altro, da Angelo Musco. Al tempo della sua realizzazione, l’opera era presentata come parte di una ricca vena di commedie d’ambiente di cui fu tanto prodigo il teatro dell’Italia meridionale, tra la fine del secolo scorso (‘800 ndr) e l’inizio del corrente (‘900 ndr) con un abbondante filone di romanzieri e commediografi, quali Verga, Capuana e Martoglio.

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Napoli, primi anni del ‘900. Donna Placida Cimosata, arricchitasi con il suo negozio di salumi, ha una sola aspirazione: far sposare la figlia Immacolata con un nobile, per poter fregiare la famiglia di un titolo patrizio.

Però Immacolata è innamorata di Adolfo, assieme al quale è cresciuta sin da piccola nel rione in cui i due giovani abitano. Ma donna Placida non intende desistere e chiede aiuto al Marchese di Ruvolito, suo vicino, di condizione nobiliare ma di scarse sostanze.

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Costui le propone come genero il barone di Mezzomondello, nobile, ma ormai senza patrimonio.

Il barone ed Immacolata vengono presentati durante una festa in cui si effettuano ascensioni in pallone dove, per far colpo sulla ragazza, il barone viene appunto fatto decollare, tra mille paure.

Ma questo gesto non serve a catturare l’attenzione della giovane che, anzi, chiede al marchese di Ruvolito di aiutarla a sfuggire il destino che sua madre progetta per lei.

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Quando infine emerge che Mezzomondello si fa mantenere da Lily, una soubrette sua amante, a sua volta mantenuta da un ricco ed anziano commendatore, anche Ruvolito si schiera dalla parte dei due giovani innamorati.

Per mettere tutti d’accordo il marchese offre quindi al giovane Adolfo il proprio titolo nobiliare e così riuscirà sia a soddisfare le ambizioni di donna Placida che a rendere felice Immacolata.

Da qui l’idea di rappresentare nell’opera i quattro personaggi principali, ovvero gli innamorati Immacolata e Adolfo in basso, e il Marchese di Ruvolito e il barone di Mezzomondello nella scena dell’ascensione in pallone, che la critica del tempo definì la più rappresentativa.Risultati immagini per Il marchese di Ruvolito

I personaggi hanno volti appena abbozzati, maschere, in quanto sono personaggi di fantasia e i tratti somatici variano in base all’attore che ne ha interpretato il ruolo negli anni.

Nell’opera sono legati tra loro dagli sguardi, infatti è possibile notare che si osservano tra loro; Immacolata, il Marchese e il barone risultano più “piccoli” di Adolfo, che invece si fa “grande”, agli occhi dell’amata, del titolo nobiliare acquisito.”.

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Il piatto forte del dottor Angelo Fazio, attore e regista però, è la consueta, attesissima Rassegna Teatrale, che partirà alla Villa Comunale di Melito, il 25 agosto 2019, s.r..

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