epa08001433 A prematurely born infant is cared for in an incubator in the Preterm Birth Ward of Heim Pal Children's Hospital in Budapest, Hungary, 15 November 2019 (issued 16 November 2019). World Prematurity Day is observed on 17 November since 2011 to raise awareness of preterm birth. On average one in every ten children is born preterm, meaning before the 37th week of the pregnancy, or of less than 2,500 grams of newborn bodyweight. The annual number of preterm deliveries is currently about 15 million worldwide. EPA/MARTON MONUS ATTENTION: This Image is part of a PHOTO SET HUNGARY OUT

Sarebbe stato annidato in un rubinetto dell’acqua utilizzata dal personale della Terapia intensiva neonatale dell’Ospedale della Donna e del Bambino di Borgo Trento a Verona il Citrobacter, batterio che sarebbe stato la causa della morte di quattro bambini tra la fine del 2018 e quest’anno, e che ha indotto i responsabili sanitari alla sua chiusura. E’ la conclusione a cui giunge la relazione di una delle due commissioni nominate dalla Regione Veneto, e di cui un’anticipazione è stata pubblicata oggi dal Corriere del Veneto. Si tratta della cosiddetta “commissione esterna”, coordinata da Vincenzo Baldo, ordinario di Igiene e Sanità pubblica all’Università di Padova. Un’altra relazione, che sarà consegnata alla Prociura della repubblica di Verona, è composta da membri interni all’amministrazione regionale. Secondo le conclusioni della commissione esterna, il Citrobacter avrebbe colonizzato il rubinetto probabilmente a causa di un mancato o parziale rispetto delle misure d’igiene; un altro errore potrebbe essere stato di ricorrere all’acqua del rubinetto e non ad acqua sterile. I primi controlli da parte dei vertici dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Verona erano stati avviati a gennaio poi erano stati interrotti a causa dell’emergenza Coronavirus. L’intero reparto di Ostetricia – Punto nascite, Terapia intensiva neonatale e Terapia intensiva pediatrica – è stato riaperto oggi, dopo che il 12 giugno scorso il direttore generale dell’Aou veronese, Francesco Cobello, ne aveva disposto la chiusura, procedendo alla totale sanificazione degli spazi.

“Ho ricevuto la relazione sul caso del batterio Citrobacter all’Ospedale della Donna e del Bambino di Verona da parte della Commissione ispettiva che ho fatto attivare a suo tempo, presieduta dal Professor Baldo dell’Università di Padova”. Così il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, interpellato dall’ANSA. “Ho dato disposizione al segretario regionale della Sanità Mantoan -prosegue – che tale relazione venga inoltrata alla Procura della Repubblica e resa disponibile per l’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona e per i famigliari dei bambini colpiti dal batterio, in modo che possano conoscere gli esiti fin da subito”. Secondo alcune anticipazioni, dalla relazione emergerebbe che il batterio si sarebbe annidato in un rubinetto dell’acqua utilizzata dal personale della Terapia intensiva neonatale; l’infezione sarebbe stata la causa della morte di quattro bambini tra la fine del 2018 e quest’anno, e ha indotto i responsabili sanitari alla chiusura, nel giugno scorso. Dopo la completa sanificazione, il reparto è stato riaperto.