Una targa in Senato a ricordo dei caduti di Nassiriya

Una targa in Senato a ricordo dei caduti di Nassiriya

12.11.2017   20:30 - 

Elio Cotronei release - 

Una targa con i nomi delle 19 vitime italiane, nella sala già intitolata ai caduti della strage, è stata scoperta oggi in Senato, in occasione della Giornata dedicata al ricordo dei caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace. Fu uno dei familiari delle vittime a proporre di rendere omaggio agli italiani uccisi nella città irachena ricordando i loro nomi rivolgendosi al presidente del Senato, Pietro Grasso, durante la Messa celebrata il 12 novembre dello scorso anno.

«I nomi dei tanti caduti che oggi commemoriamo, fedeli e coraggiosi interpreti del nostro impegno al servizio della collettività, resteranno sempre impressi nella nostra memoria. A tutti loro tributiamo la nostra profonda riconoscenza», il ricordo del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, «nella celebrazione della Giornata dedicata al ricordo dei caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace, rivolgo il mio deferente e commosso pensiero a tutti coloro che hanno perso la vita impegnati nella pacificazione delle aree di crisi, per sconfiggere il terrorismo transnazionale e radicale, per dare alle popolazioni oppresse la speranza di un futuro migliore. I militari e i civili che operano con professionalità e grande generosità nelle più travagliate regioni del mondo, dall’Africa al Medioriente, dall’Afghanistan all’Iraq - quest’anno ricorre il 14° anniversario della strage di Nassiriya - sono il simbolo di un impegno forte a tutela del bene comune, dell’affermazione del rispetto reciproco e dei diritti umani, valori su cui si fonda la nostra carta costituzionale».

Il 12 novembre 2003 avvenne il primo grave attentato di Nāṣiriya. Alle ore 10:40 ora locale (UTC +03:00), le 08:40 in Italia, un camion cisterna pieno di esplosivo scoppiò davanti l'ingresso della base MSU (Multinational Specialized Unit) italiana dei Carabinieri, provocando successivamente l'esplosione del deposito munizioni della base e pertanto la morte di diverse persone tra Carabinieri, militari e civili. Il carabiniere Andrea Filippa, di guardia all'ingresso della base "Maestrale", riuscì a uccidere i due attentatori suicidi, tant'è che il camion non esplose all'interno della caserma ma sul cancello di entrata, evitando così una strage di più ampie proporzioni. I primi soccorsi furono prestati dai Carabinieri stessi, dalla nuova polizia irachena e dai civili del luogo. Nell'esplosione rimase coinvolta anche la troupe del regista Stefano Rolla che si trovava sul luogo per girare uno sceneggiato sulla ricostruzione a Nāṣiriya da parte dei soldati italiani, nonché i militari dell'esercito italiano di scorta alla troupe che si erano fermati lì per una sosta logistica.

 

Il Comando dell'Italian Joint Task Force (IJTF) si trovava a 7 chilometri da Nāṣiriya, in una base denominata "White Horse", distante circa 4 chilometri dal Comando USA di Tallil. Il Reggimento MSU/IRAQ, composto da personale dei Carabinieri Italiani e dalla Polizia Militare Romena (a cui poi si aggiungeranno, a fine Novembre 2003 120 uomini della Guardia Nazionale Portoghese), era diviso su due postazioni: la base "Maestrale" e la "Libeccio", entrambe poste al centro dell'abitato di Nāṣiriya. Presso la base "Maestrale" (nota anche con il termine "Animal House"), che durante il regime di Saddam Hussein era sede della Camera di Commercio, era acquartierata l'Unità di Manovra. Presso la "Libeccio" avevano sede sia il Battaglione MSU, sia il Comando del Reggimento MSU/IRAQ. L'attentato avvenne alle ore 10,40 del 12 novembre 2003 alla base "Maestrale". L'altra sede, "Libeccio", distante poche centinaia di metri dalla prima, venne danneggiata anch'essa dall'esplosione. Era infatti intendimento dei Carabinieri, contrariamente alla scelta dell'Esercito di stabilirsi lontano per avere una maggiore cornice di sicurezza, posizionarsi nell'abitato per un maggior contatto con la popolazione. Due mesi dopo l'attentato, il Reggimento CC lasciò definitivamente anche la Base "Libeccio", trasferendosi alla base di "Camp Mittica" nell'ex aeroporto di Tallil, a 7 km da Nāṣiriya.

L'attentato provoca 28 morti, 19 italiani e 9 iracheni. 

Gli italiani sono:

  • i carabinieri
    • Massimiliano Bruno, maresciallo aiutante, Medaglia d'Oro di Benemerito della cultura e dell'arte
    • Giovanni Cavallaro, sottotenente
    • Giuseppe Coletta, brigadiere
    • Andrea Filippa, appuntato
    • Enzo Fregosi, maresciallo luogotenente
    • Daniele Ghione, maresciallo capo
    • Horacio[1] Majorana, appuntato
    • Ivan Ghitti, brigadiere
    • Domenico Intravaia, vice brigadiere
    • Filippo Merlino, sottotenente
    • Alfio Ragazzi, maresciallo aiutante, Medaglia d'Oro di Benemerito della cultura e dell'arte
    • Alfonso Trincone, Maresciallo aiutante
  • i militari dell'esercito
    • Massimo Ficuciello, capitano
    • Silvio Olla, maresciallo capo
    • Alessandro Carrisi, primo caporal maggiore
    • Emanuele Ferraro, caporal maggiore capo scelto
    • Pietro Petrucci, caporal maggiore
  • i civili

Nell'azione sono rimasti feriti anche 19 carabinieri e Aureliano Amadei, aiuto regista di Stefano Rolla.

 

In tutto i feriti nell'azione terroristica sono stati 58.[2]

FONTE 

SMS  E WIKIPEDIA

 

Una targa con i nomi delle 19 vittime italiane, nella sala già intitolata ai caduti della strage, è stata scoperta oggi in Senato, in occasione della Giornata dedicata al ricordo dei caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace. Fu uno dei familiari delle vittime a proporre di rendere omaggio agli italiani uccisi nella città irachena ricordando i loro nomi rivolgendosi al presidente del Senato, Pietro Grasso, durante la Messa celebrata il 12 novembre dello scorso anno.
«I nomi dei tanti caduti che oggi commemoriamo, fedeli e coraggiosi interpreti del nostro impegno al servizio della collettività, resteranno sempre impressi nella nostra memoria. A tutti loro tributiamo la nostra profonda riconoscenza», il ricordo del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, «nella celebrazione della Giornata dedicata al ricordo dei caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace, rivolgo il mio deferente e commosso pensiero a tutti coloro che hanno perso la vita impegnati nella pacificazione delle aree di crisi, per sconfiggere il terrorismo transnazionale e radicale, per dare alle popolazioni oppresse la speranza di un futuro migliore. I militari e i civili che operano con professionalità e grande generosità nelle più travagliate regioni del mondo, dall’Africa al Medioriente, dall’Afghanistan all’Iraq - quest’anno ricorre il 14° anniversario della strage di Nassiriya - sono il simbolo di un impegno forte a tutela del bene comune, dell’affermazione del rispetto reciproco e dei diritti umani, valori su cui si fonda la nostra carta costituzionale».

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