Quattro progetti italiani tra i vincitori del Premio dell’Unione europea per il Patrimonio Culturale / Europa Nostra Awards 2017

Quattro progetti italiani tra i vincitori del Premio dell’Unione europea per il Patrimonio Culturale / Europa Nostra Awards 2017

5.03.2017   14:45 - 

Elio Cotronei release - 

Bruxelles / L’Aia, 5 aprile 2017 - La Commissione Europea e Europa Nostra hanno reso pubblici oggi i vincitori dell’edizione 2017 del Premio dell’Unione Europea per i Beni Culturali / Europa Nostra Awards, la massima onorificenza in Europa nel settore dei beni culturali. I 29 vincitori provenienti da 18 paesi sono stati individuati per i risultati di rilievo che hanno conseguito in materia di conservazione, di ricerca, di servizio attivo, e nei campi della didattica, della formazione e della sensibilizzazione pubblica. Tra i vincitori di quest'anno ci sono quattro eccellenti risultati Italiani: nella categoria di conservazione, la Piramide Bianca di Roma; nella categoria di ricerca, 'Carnival King of Europe', San Michele all'Adige, e 'Museo Piranesi', Milano; e nella categoria di educazione, formazione e sensibilizzazione, ilCartastorie: gli archivi si raccontano, Napoli. Giurie di esperti indipendenti hanno esaminato un totale di 202 domande, presentate da organizzazioni e da individui provenienti da 39 paesi in Europa, e hanno scelto i vincitori.

 

I cittadini di tutto il mondo possono adesso votare online per il Premio pubblico esprimendo il sostegno per un progetto vincitore del proprio o di un altro paese europeo. I votanti hanno la possibilità di vincere un viaggio per due persone in Finlandia e di essere ospiti speciali alla cerimonia di premiazione che si terrà nella storica città di Turku il 15 maggio. Durante la cerimonia, saranno annunciati sia i sette vincitori del Gran Premio, ognuno dei quali riceverà € 10.000, che il vincitore del Premio pubblico, selezionato tra i progetti vincitori di quest’anno.

 

Mi congratulo con tutti i vincitori. I loro risultati dimostrano ancora una volta quanto siano impegnati molti europei nel proteggere e salvaguardare il proprio patrimonio culturale. I loro progetti evidenziano il ruolo significativo del patrimonio culturale nella nostra vita e nella nostra società. Soprattutto oggi, con la società europea posta di fronte a molte grandi sfide, la cultura assume un ruolo fondamentale per aiutarci a far conoscere la nostra storia e i nostri valori comuni al fine di promuovere la tolleranza, comprensione reciproca e integrazione sociale. L’Anno europeo dei Beni culturali nel 2018 sarà l’occasione ideale per concentrarsi su quello che ci unisce come europei - la nostra storia comune, la cultura e il patrimonio. La Commissione europea continuerà a sostenere questo premio e altri progetti relativi al patrimonio attraverso il nostro programma Creative Europe”, ha detto Tibor Navracsics, Commissario Europeo per l’Istruzione, la Cultura, la Gioventù e lo Sport. 

 

Mi congratulo vivamente con i vincitori di quest’anno e voglio rendere omaggio a tutti coloro che hanno reso possibile questi risultati eccezionali, grazie al loro talento formidabile, al loro impegno appassionato e a una grande generosità. Ora essi fanno parte delle circa 450 realizzazioni d’eccellenza selezionate da Europa Nostra e dalla Commissione europea negli ultimi 15 anni. Tutti insieme, i nostri vincitori dimostrano che il patrimonio è uno strumento fondamentale per lo sviluppo economico sostenibile, per la coesione sociale e per un’Europa inclusiva. I leader europei dovrebbero cogliere l’opportunità storica dell’Anno europeo dei Beni Culturali nel 2018 per riconoscere i molteplici vantaggi del patrimonio e il suo valore fondamentale nell’unire paesi, comunità e  culture in Europa e oltre”, ha dichiarato Plácido Domingo, il cantante lirico di fama mondiale, Presidente di Europa Nostra. 

 

I vincitori del Premio dell’Unione Europea per i Beni Culturali / Europa Nostra Awards 2017 saranno festeggiati nel corso di un evento di alto profilo co-organizzato dal Commissario UE Navracsics e dal Maestro Plácido Domingo, che avrà inizio nel tardo pomeriggio del 15 maggio nella chiesa di San Michele a Turku. La Cerimonia di Premiazione del Patrimonio Europeo raccoglierà circa 1.200 persone, tra cui professionisti del patrimonio, volontari e sostenitori provenienti da tutta Europa, nonché rappresentanti di alto livello delle istituzioni dell’UE, del paese ospitante e degli altri Stati membri.

 

I vincitori  inoltre  presentaranno i loro risultati  esemplari nel campo del patrimonio  il 14 maggio alla “Excellence Fair”, presso la Sala Sigyn del Conservatorio di Musica di Turku, e parteciparanno ai vari eventi del Congresso Europeo del Patrimonio a Turku (11-15 maggio). Organizzato da Europa Nostra, il Congresso fornirà una piattaforma stimolante per rinforzare il networking culturale e  discutere degli ultimi sviluppi delle politiche europee relative al patrimonio, con particolare attenzione all'Anno europeo dei beni culturali 2018.

 

Le domande per l’edizione 2018 del Premio possono essere presentate dal 15 maggio al 1 ottobre 2017, attraverso il sito web appositamente dedicatovi. 

 

 

 

PER SAPERNE DI PIU’

Per il progetto vincitore:

informazioni e commenti della giuria,

immagini in alta risoluzione e videos

Twitter: @europanostra   

Creative Europe website

Twitter: @europe_creative

Commissioner Navracsics website

www.archeoroma.beniculturali.it

www.museosanmichele.it

www.pierpan.com

www.ilcartastorie.it

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Vincitori 2016

(in ordine alfabetico per paese d’origine)

 

Categoria Conservazione

▪ St. Martin’s Chapel in Stari Brod, near Sisak, CROATIA

▪ Baroque Complex and Gardens in Kuks, Hradec Králové region, CZECH REPUBLIC

▪ Ancient city of Karthaia, Island of Kea, GREECE

▪ Bastion of the Grand Master's Palace in Rhodes, GREECE

▪ White Pyramid in Rome, ITALY

▪ The King’s Road across Filefjell, NORWAY

▪ The Clérigos’ Church and Tower in Porto, PORTUGAL

▪ Cultural Palace in Blaj, Transylvania region, ROMANIA

▪ Cap Enderrocat Fortress, Mallorca, SPAIN

▪ Roof for the ruins of the Monastery of San Juan in Burgos, SPAIN

▪ Cromford Mills: Building 17, Derbyshire, UNITED KINGDOM

 

Categoria Ricerca

▪ Rode Altarpiece Research and Conservation Project, Tallinn, ESTONIA

▪ ‘Carnival King of Europe’, San Michele all’Adige, ITALY

▪ ‘Museum Piranesi’, Milan, ITALY

▪ Bosch Research and Conservation Project, ‘s-Hertogenbosch, THE NETHERLANDS

 

Categoria Contributi Esemplari

▪ Mr. Ferdinand Meder, Zagreb, CROATIA

▪ Mr. Jim Callery, County Roscommon, IRELAND

▪ The Norwegian Lighthouse Society, NORWAY

▪ Mr. Zoltán Kallós, Transylvania region, ROMANIA

 

Categoria Educazione, Formazione e Sensibilizzazione

▪ Erfgoedplus: Online heritage platform, Hasselt, BELGIUM

▪ Centre of Visual Arts and Research, Nicosia, CYPRUS

▪ Educational programme for Czech cultural heritage, Telc, Vysočina region, CZECH REPUBLIC

▪ Paavo Nurmi Legacy project, Turku, FINLAND

▪ Heritage Crafts Initiative for Georgia, Tbilisi, GEORGIA

▪ Cultural Heritage and Barrier-free Accessibility project, Berlin, GERMANY

ilCartastorie: Storytelling in the archives, Naples, ITALY

▪ Jewish Cultural Heritage: Educational programme, Warsaw, POLAND

▪ Advanced Master in Structural Analysis of Monuments and Historical Constructions, European programme coordinated in Guimarães, PORTUGAL

▪ SAMPHIRE: Maritime heritage project in western Scotland, UNITED KINGDOM

 

 

A Europa Nostra Award is also presented to remarkable heritage projects from two European countries not taking part in the EU Creative Europe programme.

 

Categoria Conservazione: Kılıç Ali Paşa Hamam in Istanbul, TURKEY

Categoria Ricerca: Philippe Stern’s Collection of Timekeepers, Geneva, SWITZERLAND

 

 

Quattro progetti italiani

 

 

La Piramide Bianca a Roma

Il progetto di restauro di questo emblematico monumento, unico esempio rimasto di monumento costruito a Roma durante il I secolo a.C. secondo la moda egizia, è stato promosso e diretto dalla Soprintendenza Speciale per il Colosseo e l’Area Archeologica centrale di Roma, ma non sarebbe stato possibile senza il finanziamento di Mr. Yuzo Yagi, un uomo d'affari giapponese di Osaka.

Mr. Yagi, con il finanziamento del restauro della piramide, ha voluto esprimere la sua gratitudine all'Italia per la crescita della sua azienda nel paese.

La giuria ha sottolineato che “questo progetto ha un importante significato globale e riflette uno dei migliori aspetti del nostro mondo cooperativo e globalizzato: un monumento di ispirazione egizia a Roma attentamente restaurato con l'aiuto di un mecenate giapponese”.

Il progetto di restauro ha contemplato approfondite ricerche sullo stato della piramide ed ha sviluppato tecniche di restauro innovative riguardanti gli effetti dei protettivi anti-inquinamento per la protezione del marmo di Carrara.

Le analisi preliminari hanno evidenziato che gran parte della superficie marmorea presentava delle deformazioni dei prospetti in marmo ed era affetta da degrado di natura fisica, chimica e biologica.

La vegetazione infestante aveva peggiorato le fessurazioni tra i blocchi di marmo, mentre i restauri precedenti, risalenti alla metà del XX secolo, avevano danneggiato il marmo con prodotti molto corrosivi ed esposto ad attacchi di microrganismi biologici e l'acqua piovana, penetrando all’interno aveva aggravato il degrado degli affreschi interni.

Nell’occasione del restauro è stata realizzata anche l’accessibilità a norma al monumento prima preclusa essendovi solo un accesso tramite una ripida scala esterna.

Il progetto di restauro ha affrontato ciascuno di questi problemi contribuendo notevolmente anche alla conoscenza della conservazione del marmo di Carrara.

La giuria ha dichiarato: “Questo accurato restauro è di altissima qualità e ha rivitalizzato questo importante monumento nel centro di Roma. L'intervento di analisi ha utilizzato una dettagliata ricerca di materiali innovativi e di tecniche per raggiungere con successo gli obiettivi”.

Inoltre, i risultati e le soluzioni per gestire situazioni di inquinamento in una città come Roma, dove la densità di popolazione e il turismo minacciano il vasto numero di siti storici, hanno arricchito la comprensione di questi problemi e permetteranno ai futuri progetti di conservazione dei materiali di beneficiare dei risultati raggiunti.

La giuria ha sottolineato inoltre: “La posizione del monumento nel centro di Roma, ha presentato difficoltà per il gruppo di lavoro, superate con ingegno. Il piano include inoltre programmi di manutenzione per il futuro che dimostrano come la squadra abbia una buona prospettiva di lavoro a lungo termine necessaria per proteggere questo fantastico monumento. Il miglioramento dell’ accessibilità, con l'aggiunta di un nuovo ingresso accessibile, assicura al  monumento un turismo sostenibile”.

 

 

Carnival King of Europe, San Michele all’Adige

Attraverso un’ estensiva ricerca etnografica, con relativa documentazione filmica e mostre itineranti, il progetto ‘Carnival King of Europe’, un partenariato di 9 musei etnografici europei, ha cercato di gettare nuova luce sulle somiglianze riscontrate nelle mascherate carnevalesche invernali che hanno luogo in Europa. Il progetto mirava infatti a svelare le radici comuni di questi rituali e a fissare l’evidenza dei loro parallelismi sorprendenti.

“Questo progetto ha grande valenza in quanto dimostra che la gente delle diverse regioni d’Europa mantiene nei suoi valori e nelle sue tradizioni alcune somiglianze di lunga data. Focalizzandosi sulla tradizione europea del carnevale, il team di ricerca ha reso evidenti queste somiglianze nel contesto di una festa che incoraggia interazione e cooperazione all’interno della comunità, e la rappresentazione dell’identità locale”, ha detto la giuria.

Il progetto di ricerca è stato co-finanziato dall’Unione Europea e ora prosegue con i fondi di ricerca ordinari dell’istituto coordinatore del progetto, il Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina (Trentino Folklife Museum) di San Michele all’Adige, un importante museo etnografico delle Alpi italiane.

‘Carnival King of Europe’ ha documentato direttamente quasi un centinaio di mascherate in 14 paesi europei, dai Balcani all’Iberia, passando per l’Europa centrale, le Alpi e l’intera penisola italiana, mentre la comunicazione relativa al progetto ha toccato in Europa un numero di paesi ancora maggiore. Per raggiungere gli obiettivi del progetto si è fatto ricorso a una varietà di strategie, tra cui il lavoro sul campo e la documentazione fotocinematografica, in modo che ciascuno degli eventi mascherati prescelti fosse ripreso dall’alba al tramonto nel giorno stesso della sua messa in atto. Gli esiti del progetto sono stati diffusi attraverso grandi mostre, attività didattiche, un sito web, la proiezione dei film realizzati, conferenze e convegni. Gran parte dei risultati conseguiti dal progetto è stata adeguatamente pubblicata su riviste scientifiche, mentre il volume Il Carnevale Re d'Europa: viaggio antropologico nelle mascherate invernali (2015) ne raccoglie in sintesi gli esiti generali.

 

 

 

‘Carnival King of Europe’ ha rivelato una grande ricchezza di somiglianze specifiche tra le varie regioni d’Europa, che ci dicono molto su quello che si può trovare al cuore di una comune cultura europea. La diffusione del progetto ha inoltre fatto sì che in tutta Europa si sia acuita la consapevolezza di queste tradizioni comuni. “Il progetto è un esempio importante di come si possa preservare il patrimonio immateriale e popolare d’Europa. Abbiamo particolarmente apprezzato il modo in cui l’indagine si sia basata sulla collaborazione con esperti locali delle tradizioni”, ha osservato la giuria.

 

 

‘Museo Piranesi’, Milano

Il progetto ‘Museo Piranesi’ è una straordinaria avventura nella storia dell'arte con un profondo significato europeo. Il professor Pierluigi Panza ha dedicato più di vent'anni, dal suo dottorato ad oggi, allo studio di Giovanni Battista Piranesi. La sua ricerca lo ha portato alla scoperta  che Piranesi non fu solo  incisore e architetto ma egli anche scavava, restaurava, collezionava opere antiche, che avrebbe poi venduto, nella sua casa-museo di Palazzo Tomati a Roma . Dal 2011, sulla base di manoscritti, incisioni e testi dell'epoca, Panza ha identificato dove sono custodite oggi queste opere ricostruendo, di fatto, quello che era il suo museo.

In collaborazione con i curatori di numerosi musei e collezioni private europee, sono stati localizzati e identificati 269 pezzi passati dal laboratorio di Piranesi. I pezzi si trovano in 43 luoghi diversi di 9 Paesi europei, sia in collezioni private che in grandi musei come ad esempio i Vaticani e i Capitolini di Roma, il Museo Nazionale di Stoccolma, il British Museum, il Louvre, l'Hermitage. La grande diffusione dei pezzi è la prova del profondo significato del progetto a livello europeo ed è un esempio della grande portata di questo impegno. “La dedizione di oltre 20 anni di questo instancabile ricercatore ha dato un eccellente contributo alla comprensione dell'antichità nel XVIII secolo in Europa e completa la nostra comprensione del ruolo di Piranesi”, ha sottolineato la giuria.

La ricerca non è stata finalizzata solo alla realizzazione di un inventario delle opere, ma anche a scoprire la ragione per la quale ogni opera sia entrata a far parte della collezione. Su questo punto, la giuria ha osservato che “l'indagine ha studiato la diffusione della collezione di antichità di Piranesi e ha individuato i collegamenti e gli andamenti del collezionismo dell’epoca”.

“Il successo del progetto mette in evidenza il ruolo di una accurata documentazione storica, che ha permesso a questo ricercatore di identificare correttamente i pezzi, dimostrando l’importanza di questa pratica”, ha sottolineato la giuria. La ricerca ha fornito una nuova comprensione delle attività di un laboratorio del XVIII secolo, i cui risultati sono stati estensivamente pubblicati negli ultimi 20 anni e trovano un consolidamento in una nuova pubblicazione illustrata che sarà edita quest’anno da Skirà con il supporto di Intesa San Paolo. La pubblicazione, che sarà anche digitalizzata per una più ampia fruizione garantirà accessibilità i risultati e in un certo senso ricostruirà il 'Museo Piranesi' del XVIII secolo.

 

 

ilCartastorie: gli archivi si raccontano, Napoli

ilCartastorie | Museo dell’Archivio Storico del Banco di Napoli è un innovativo progetto di valorizzazione che intende tutelare e promuovere il patrimonio culturale custodito dalla Fondazione Banco di Napoli, che ha sede nel cuore del centro storico partenopeo.

Grazie alla minuziosa tenuta dei conti degli antichi banchi pubblici napoletani, l’Archivio offre un affascinante spaccato di 500 anni di vita napoletana a partire dalle dinamiche dell'economia del Mezzogiorno. Il progetto del museo mira a “ridare vita” a tali archivi di inestimabile valore attraverso innovativi strumenti creativi e un percorso multimediale.

Le attività svolte in Archivio riguardano diversi ambiti e includono visite guidate, progetti di narrazione digitale, realizzazione di cortometraggi e spettacoli teatrali. Le iniziative sono costantemente ispirate da ricerche fatte in Archivio e trovano spesso la loro ideazione nel corso di laboratori creativi che vi si tengono annualmente; ed è proprio la storia conservata negli archivi lo spunto per immaginare e costruire nuove e affascinanti racconti. La promozione dell’arte e della creatività avviene anche attraverso il coinvolgimento di artisti nazionali e internazionali, musicisti, poeti e scrittori che realizzano lavori ispirati dall’Archivio.

Come sottolinea la giura del premio, "il modo coinvolgente in cui vengono proposte visite guidate e workshop di narrazione per avvicinare i visitatori alle diverse sezioni dell'Archivio, trasforma informazioni statiche in una fonte dinamica fruibile dalla comunità, che favorisce il senso di appartenenza del pubblico a questo prezioso patrimonio".

Mentre le storie diventano protagoniste, allo stesso tempo è posta al centro dell’attenzione del pubblico la loro stretta relazione con il patrimonio archivistico. I visitatori si trovano così a sfogliare le pagine degli antichi registri contabili, a curiosare tra debiti e crediti di un conto personale e possono in tal modo farsi un’idea di come gli archivi dei banchi, e Napoli stessa, potessero apparire nei secoli passati.

La giuria ha apprezzato l'approccio del museo, sottolineando che "i visitatori hanno la possibilità di accedere ad aspetti che fanno riferimento alla cultura materiale e immateriale di diverse epoche." In questo modo, il progetto mostra come cultura materiale e immateriale siano costantemente collegate.

Il successo che ha avuto ilCartastorie nello stimolare la comunità partenopea può essere visto come un grande incentivo per analoghi contesti e costituisce un esempio importante per il resto d'Europa, dove il patrimonio archivistico è di straordinaria importanza. Nelle parole della giuria, “si tratta di un’iniziativa facilmente replicabile in qualsiasi archivio d’Europa e rappresenta un modo creativo e vivace di coinvolgere l’intera comunità nella fruizione di questa tipologia di patrimonio culturale; peraltro, questo approccio stimola pubblico e visitatori a proteggere e valorizzare la ‘memoria’".

 

 

 

Contesto

 

Il Premio dell’Unione europea per il Patrimonio Culturale / Europa Nostra Awards

 

Il Premio dell’Unione europea per il Patrimonio culturale / Europa Nostra Awards è stato lanciato dalla Commissione Europea nel 2002 ed da allora è gestito da Europa Nostra. Il premio celebra e promuove le migliori pratiche relative alla conservazione del patrimonio, la ricerca, la gestione, il volontariato, l'educazione e la comunicazione. In questo modo, contribuisce a creare un più forte riconoscimento pubblico del patrimonio culturale come risorsa strategica per l'economia e la società europee. Il Premio è sostenuto dal programma Europa Creativa dell'Unione Europea.

Negli ultimi 15 anni, le organizzazioni e gli individui provenienti da 39 Paesi hanno presentato un totale di 2.720 candidature per i premi. Per quanto riguarda il numero di candidature per Paese, la Spagna è prima in classifica, con 498 progetti, seguita dal Regno Unito, con 286. L’Italia occupa la terza posizione (278 iscrizioni). Per quanto riguarda le categorie, quella della Conservazione ha avuto il maggior numero di candidature (1.606). Seguono le categorie dell’istruzione, formazione e sensibilizzazione (457), poi ricerca (340), e, infine, Contributi Esemplari (317).

Dal 2002 giurie di esperti indipendenti hanno selezionato 455 progetti premiati provenienti da 34 paesi. In linea con il numero di candidature la Spagna è in cima alla lista con 61 riconoscimenti ricevuti. Il Regno Unito è al secondo posto con 60. L'Italia risiede al terzo posto (37 premi), Germania al quarto (29 premi), e Grecia al quinto (27 premi). Per quanto riguarda le categorie, la Conservazione ha il maggior numero di vincitori (267) seguiti dalla categoria Contributi Esemplari (67), dall’ Istruzione, Formazione e Sensibilizzazione (65), e, infine, dalla Ricerca (56).

Un totale di 95 Grand Prix da € 10.000 l’uno sono stati consegnati ad eccezionali iniziative nell’ambito del patrimonio culturale, selezionate tra i progetti già premiati.

Il Premio dell’Unione europea per il Patrimonio Culturale / Europa Nostra Awards ha ulteriormente rafforzato l’influenza del settore del patrimonio culturale in Europa, evidenziando le best practice, incoraggiando lo scambio di conoscenze tra Paesi e collegando i vari soggetti interessati a reti più ampie. Ha anche portato importanti vantaggi per i vincitori, come una maggiore esposizione (inter)nazionale, successivi finanziamenti e un incremento del numero di visitatori. Inoltre, ha aumentato la consapevolezza dei cittadini del nostro patrimonio condiviso, evidenziando il suo carattere intrinsecamente europeo. Il Premio è quindi uno strumento fondamentale per promuovere il patrimonio europeo.

 

 

Europa Nostra

 

Europa Nostra è la federazione paneuropea di organizzazioni a difesa del patrimonio, che è anche supportata da una vasta rete di enti pubblici, aziende private e singoli individui. Coprendo 40 paesi in Europa, l'organizzazione è la voce della società civile impegnata nella salvaguardia e promozione del patrimonio culturale e naturale in Europa. Fondata nel 1963, Europa Nostra è oggi riconosciuta come la rete più rappresentativa del patrimonio in Europa. Plácido Domingo, cantante lirico di fama mondiale e direttore d'orchestra, è il presidente dell'organizzazione. Europa Nostra organizza campagne per salvare monumenti, siti e paesaggi d'Europa in pericolo, in particolare attraverso il programma “I 7 più a rischio”. Europa Nostra celebra l'eccellenza attraverso il Premio dell'Unione europea per il Patrimonio Culturale / Europa Nostra Awards; contribuisce inoltre alla formulazione e l'attuazione delle strategie europee e delle politiche connesse al patrimonio, attraverso un dialogo strutturato con le istituzioni europee e il coordinamento del patrimonio europeo Alleanza 3.3.

 

 

Europa Creativa

 

Europa Creativa è il nuovo programma dell'UE per sostenere i settori culturali e creativi, permettendo loro di aumentarne il contributo alla crescita e all’occupazione. Con un bilancio di 1,46 miliardi di euro per il 2014-2020, ‘Europa Creativa’ supporta le organizzazioni nel campo del patrimonio, arti dello spettacolo, belle arti, arti, editoria interdisciplinare, film, TV, musica, e video giochi e decine di migliaia di artisti, operatori culturali e audiovisivi. Il finanziamento permetterà loro di operare in tutta Europa, per raggiungere maggior pubblico e per sviluppare le competenze necessarie nell'era digitale.

 

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dal sito Roma Capitale

Piramide Cestia bianca come 2000 anni fa. Terminato il restauro

Piramide Cestia

Roma, 21 aprile – Dopo 327 giorni di lavoro e 2 milioni di euro finanziati dal mecenate giapponese Yuzo Yagi, la Piramide Cestia torna alla città. Un restyling che ha visto al lavoro, su una superficie di oltre 2200 mq di marmo di Carrara, restauratori, archeologi, architetti, strutturisti, chimici e meccanici della Soprintendenza Speciale per l'Area archeologica di Roma e dell'ISCR (Istituto Superiore per il Restauro).
 

 

Nell'ambito dei lavori, si è intervenuti per mettere al riparo dalle infiltrazioni d’acqua i dipinti della camera sepolcrale interna e per mettere in sicurezza con apparecchi in acciaio inossidabile, progettati espressamente per questo restauro, il rivestimento in blocchi di marmo.
 

Il restauro del monumento, fatto realizzare da Caio Cestio nel I secolo a.C., è stato inaugurato alla presenza dello stesso Yagi, del sindaco Ignazio Marino, dell'assessore capitolino alla Cultura Giovanna Marinelli,dai sottosegretari ai Beni culturali, Francesca Barracciu e agli Esteri, Benedetto Della Vedova alla presenza dell'ambasciatore del Giappone Kazuyoshi Umemoto. "È un giorno di felicità e festa per Roma - ha detto Marino - e ringrazio Yuzo Yagi per la sua generosità e la sua filantropia". Il Sindaco ha poi accennato al progetto di pedonalizzazione dell’area: “Considerando che è un nodo importante per la città, ci sono molti aspetti che devono essere valutati con attenzione".

 

Visite guidate straordinarie, in occasione del completamento del restauro, dal 21 al 24 e il 26 aprile, alle 10, alle 11 e alle 12. Come di consueto, la Piramide è visitabile il 2° e 4° sabato del mese per visite individuali (alle 11) e per i gruppi (alle 10 e alle 12), con prenotazione obbligatoria.

 

20 APR 2015 – PR

 

 

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