Melito Porto Salvo, la città piange la scomparsa del roccioso difensore della Melitese Peppe Minicuci, celebrato asso del calcio locale

Melito Porto Salvo, la città piange la scomparsa del roccioso difensore della Melitese Peppe Minicuci, celebrato asso del calcio locale

5 novembre 2017    19:15

Posted by Domenico Salvatore-

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  Peppe Minicuci con i baffi  è il 5° in piedi da sinistra, con Liuzzo, Orlando e Toscano

 

Indimenticabile difensore degli anni d’oro del calcio ‘melitoto’: giocò anche nel Roghudi (Figc)di Peppe Sgrò

PEPPE MINICUCI, LA QUERCIA CADUTA

 

Gli sportivi, la gente, il popolo, il cittadino, il lettore sovrano, ‘aspettano’ che il giornalista sia ‘sempre e comunque’ informato sui fatti, gli avvenimenti, le vicende, le situazioni, gli episodi …ed i misfatti.

Sebbene, sappiano che soltanto Dio è:in Cielo, in terra ed in ogni luogo. Essere sempre sulla notizia è stato ed è, il sogno di ogni giornalista

Di certe notizie, non vorremmo mai occuparci; ma per dovere di cronaca, dobbiamo farlo: è l’imperativo categorico del giornalista, condannato a non poter scegliere, né rinunciare.

Abbiamo conosciuto Peppe Minicuci ed i suoi fratelli, negli Anni Sessanta e Settanta.

Allora ricoprivamo l’incarico di corrispondente della Tribuna del Mezzogiorno, Giornale di Calabria versione Mancini-Ardenti e della Gazzetta del Sud, inviato speciale di RTM di Melito Porto Salvo.

Uno dei nostri maestri di giornalismo, il leggendario Gianni Brera, lo avrebbe così pennellato…” Difensore arcigno, massiccio, solido, praticamente insuperabile.

C’era la grinta, il mordente, la carica, l’aggressività e l’energia. Ancora oggi a Reggio Calabria, Locri-Siderno e Palmi-Gioia, lo ricordano per le sue straordinarie performences.

Marito premuroso, padre affettuoso, amico sincero, un uomo di grande dignità.

Ogni tanto ci chiedeva, come tanti altri suoi compagni: “Domenico, ma quando finisce questo libro?” (un 'tormentone come quello sulle fotografie:"Domenico, ma il rullino c'è in quella macchina fotografica?")

Il riferimento è alla ‘scrittura’-redazione del libro “Melito nel pallone”, dedicato ai campioni del passato e del presente, delle squadre di calcio, ma anche volley, basket, calcio a 5, ciclismo, rugby, hokey su prato ecc. i cui lavori sono iniziati circa tre anni fa, ma oramai, se Dio vorrà, sono in dirittura d’arrivo.

Era forte come una quercia. Ci torna alla mente la poesia di Giovanni Pascoli “La quercia caduta”: Dov'era l'ombra, or sé la quercia spande/morta, né più coi turbini tenzona./La gente dice: Or vedo: era pur grande!/  Pendono qua e là dalla corona/i nidietti della primavera./Dice la gente: Or vedo: era pur buona!/Ognuno loda, ognuno taglia. A sera/ognuno col suo grave fascio va./Nell'aria, un pianto… d'una capinera/che cerca il nido che non troverà./”

C’erano tutti i suoi compagni al funerale, a salutare chi nel paese lasciò a livello calcistico, un segno indelebile per almeno un ventennio; amici, parenti e conoscenti.

Allora non era stato ancora inventato John Rambo, perciò con Mimmo Cuzzucoli impersonavano altri eroi come ‘Ercole e Maciste’; e Mimmetto Zampaglione,  ‘Tarzan’; Mimmo Franco, ‘Ben Hur’; Andrea Manti, Apollo o 'il barone'; Bruno Ferrante, era 'Garrincha; Nardo Follia, 'Pelè'; Mimmo Morello, 'Il granatiere'; Ninetto Franco, 'L'inglese'; Pippo Laface 'La pantera rosa'; Mimmo Tripodi, 'il ragioniere'; Beniamino Pulitanò 'U zi' Benju o 'geometra', Antonio Pansera 'Mbertini', Francesco Sergi, 'U Turchettu' o 'l'anguilla'; Pino Taverna, 'il bomber', Mimmo Labate 'Sandokhan', Demetrio Romeo 'Il mastino', Gianfranco Praticò 'il genio', Elia Lasco 'il biondino terribile' e 'Ciuffo d'oro' , Ciccio Ciancia 'Black spider '; Giovanni Franco 'Carabetta ' e 'Giocoliere', Mimmo Meduri 'La diga di Assuan'; Tonino Malacrinò, 'Hoss Cartwright'; Paolo Lugarà 'Il ribelle'; Alduccio Evoli 'Il piede sinistro di Dio',  ecc. di quelli che ci vengono in mente.

Era un pupillo di ‘Ntoni Toscano ‘U Biondu e l’ingegnere Saverio Orlando ‘il romano’.

Recita il sacerdote celebrante:”In Paradiso ti accompagnino gli angeli,/al tuo arrivo ti accolgano i martiri,/e ti conducano nella santa Gerusalemme./Ti accolga il coro degli angeli,/e con Lazzaro povero in terra/tu possa godere il riposo eterno nel cielo./Io sono la risurrezione e la vita./Chi crede in me anche se muore vivrà;/e chiunque vive e crede in me,/non morrà in eterno./Apritemi le porte della giustizia:/entrerò e renderò grazie al Signore./Questa è la porta del Signore/per essa entrano i giusti./Celebrate il Signore, perché è buono;/perché eterna è la sua misericordia./. Aut…Nelle tue mani, Padre clementissimo, /consegniamo l’anima del  nostro fratello / con la sicura speranza che risorgerà nell’ultimo giorno/insieme a tutti i morti in Cristo./Ti rendiamo grazie, o Signore,/per tutti i benefici che gli hai dato in questa vita,/come segno della tua bontà/e della comunione dei santi in Cristo./Nella tua misericordia senza limiti,/aprigli le porte del paradiso;/e a noi che restiamo quaggiù/dona la tua consolazione con le parole della fede,/fino al giorno in cui, tutti riuniti in Cristo,/potremo vivere sempre con te nella gioia eterna./Per Cristo nostro Signore./”.

Così lo ricorda uno degli storici (a pieno titolo) di questa città, “Natali ‘U Biondu” Pansera:”

Peppe, uomo di profonda vita interiore ma allo stesso tempo semplice.

Uomo di sport, dal fisico roccioso e aitante.
la sua indole a difendere i deboli, spesso lo portavano ad esporsi ed essere al centro dell’attenzione, quando in campo gli animi erano accesi. Ma poi con umiltà sapeva chiedere scusa.
Ha saputo incarnare il modello dello sportivo che non si arrende mai, non si era arreso neanche nel dolore e nella malattia, ha lottato con tutte le sue forze, ma il Signore lo ha voluto accanto a se.

Preghiamo per te Peppe, e grazie per averci insegnato a lottare.
R.I.P.
O Padre, che hai chiamato il nostro fratello Peppe a partecipare alla passione del tuo Figlio nella sofferenza del corpo e dello spirito, donaci di raccogliere il premio nella gloria del cielo .Per Cristo nostro Signore. Amen".

Domenico Salvatore

 

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