Brancaleone, la Pro Loco incontra un gruppo di Armeni giunti in paese

Brancaleone, la Pro Loco incontra un gruppo di Armeni giunti in paese

11.08.2017   14:15 - 

Elio Cotronei re4lease - 

 

 

A Brancaleone sono giunte due famiglie di armeni, le quali sono state accolte da Sebastiano Stranges e Carmine Verduci - Presidente Pro Loco Brancaleone.

 

Il gruppo è stato guidato verso la scoperta di Brancaleone Vetus e le sue grotte-chiese di origine armena. La visita ha fatto tappa all’interno della grotta dell’albero della vita (ormai simbolo per eccellenza di Brancaleone e di tutto il territorio grecanico); dove il gruppo visibilmente emozionato, ha recitato il padre nostro in lingua madre.

 

Gli ospiti hanno fatto visita al Parco Archeologico Urbano di Brancaleone Vetus, interessato da una grande opera di riqualificazione del borgo, grazie al progetto “Salviamo Brancaleone Superiore”.

La pianificazione è stata promossa dalla Pro-Loco di Brancaleone, guidata dal suo Presidente Carmine Verduci; da tutto lo staff staff in collaborazione con il Consorzio di Bonifica Versante Jonico Reggino.

 

Già dal mese di Maggio 2017 il gruppo sta operando insieme ai tanti volontari, affinché la borgata sia più fruibile, pulita ed accessibile ai visitatori, che arrivano da più parti d’Italia.

 

Nel corso della giornata gli ospiti hanno visitato alcuni palmenti di Ferruzzano, guidati dal Prof. Orlando Sculli, che ha condotto importanti studi sul censimento di oltre 180 macine, diffuse nel territorio.

Affascinanti sono state anche le visite presso il sito di Rocca Armenia a Bruzzano Vetere, dove sono stati accolti dalla Pro-Loco di Bruzzano Zeffirio, che hanno fatto conoscere la straordinaria storia millenaria di questo luogo magico e tra i più suggestivi di tutto il territorio.

 

“E’ stata un’emozione grande –ha dichiarato Sebastiano Stranges- insieme a Carmine Verduci negli anni, abbiamo divulgato la cultura del territorio, la sua vera essenza, promuovendo, mediante il web, questa zona di Calabria sconosciuta al resto del mondo, ecco, noi l’abbiamo resa celebre, creando la denominazione “Valle degli Armeni”, che si riferisce al territorio, che comprende i comuni di Brancaleone, Staiti, Bruzzano Zeffirio e Ferruzzano, paesi e luoghi questi, che hanno avuto la sua impronta armena tangibile, grazie alle ricerche e alle scoperte da me condotte negli ultimi decenni, insieme ad Università molto prestigiose americane ed europee.

 

Molti hanno cercato di smontare ogni certezza di queste, che oggi non sono solo semplici teorie, ma prove certe, che il territorio è stato caratterizzato dalla presenza degli Armeni, che tra l’VIII-IX sec. d.C. ha abitato questi luoghi, come dimostrano i toponimi, usi costumi, derivazioni linguistiche e genetiche, comprovate anche dagli studi condotti dal progetto LANGELIN (LANguage-GEne_LINeages), che nasce da una collaborazione fra linguisti e genetisti iniziata da qualche anno e mira a ripercorrere una linea di ricerca, fondata la Luca Cavalli Sforza 25 anni fa, cercando di stabilire nella storia delle popolazioni umane quali rapporti intercorrano tra la trasmissione biologica del patrimonio genetico e la trasmissione culturale del linguaggio”.

 

Soddisfazione espressa anche da Carmine Verduci, Presidente della Pro-Loco di Brancaleone e leader dell’Associazione Kalabria Experience, che si è fregiata sin dall’inizio del simbolo del Pavone, proprio quello che è stato scoperto da Stranges all’interno della Grotta dell’Albero della vita di Brancaleone, ed il pavone è un simbolo molto antico e mistico.

 

“Siamo onorati della visita di Fimi, Roy, Marco e l’artista Asilva Girardier a Brancaleone e subito dopo nel nostro borgo, che in questo momento è pronto a rinascere, grazie ad anni di impegno da parte mia e di tutti i soci e volontari.

 

Specialmente siamo grati anche a Daniela Strippoli (Guida turistica della Calabria), che ha diffuso attraverso il suo blog e la pagina Facebook, la cultura e le bellezze nascoste di questo nostro territorio, arrivando a farlo conoscere agli Armeni nel mondo.

 

Questa è la dimostrazione - prosegue Carmine Verduci- che il web è diventato un potente mezzo di comunicazione, capace di unire i popoli e diffondere la vera essenza dei luoghi, che hanno un forte bisogno di mostrarsi alle vecchie e nuove generazioni, ignare forse, di un enorme patrimonio storico-archeologico e formativo, che attrae e piace al nuovo turismo”.

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