Vibo Valentia, operazione "Costa Pulita", il giornalista Pietro Comito era finito nel mirino della 'ndrangheta?

21.04.2016 00:07

 

MA ESISTE ANCORA, LA LIBERTA' DI STAMPA IN CALABRIA? L'ORDINE DEI GIORNALISTI DELLA CALABRIA, RINGRAZIA MAGISTRATURA E FORZE DELL'ORDINE PER L'IMPEGNO COSTANTE E TUTELA DELLA LEGALITA'

E' davvero inquietante il quadro che emerge dalle carte dell'inchiesta "Costa pulita" e che oggi ha portato all'arresto di 23 presunti affiliati alle cosche del Vibonese. Una intercettazione agli atti conferma che esponenti di una pericolosissima cosca avevano messo nel mirino il collega Pietro Comito "reo" di avere raccontato, sul giornale sul quale all'epoca scriveva, dei festeggiamenti di alcuni capi bastone dopo le elezioni amministrative di Briatico. Nella intercettazione uno degli affiliati riportava la volontà di "spaccare" Pietro Comito alla prima occasione utile. A suo tempo il collega Comito aveva ricevuto in redazione una lettera minatoria con la quale gli si "consigliava" di non occuparsi delle vicende del Comune di Briatico. Quanto emerge dall'inchiesta "Costa pulita" conferma che la lettera non era certo uno scherzo. L'Ordine dei Giornalisti della Calabria segnala che si tratta dell'ennesimo episodio di minacce o violenza che vede come soggetto a rischio un giornalista calabrese che ha solo fatto il proprio lavoro con serietà e rigore. Nell'esprimere la più sentita solidarietà al collega Pietro Comito l'Ordine dei Giornalisti della Calabria ringrazia magistratura e forze dell'ordine per l'impegno costante a tutela della legalità e della incolumità dei cittadini, nonché per l'impegno a salvaguardia dei tanti colleghi che, seguendo in questa terra difficile la cronaca nera e giudiziaria, sono più di altri esposti alle ritorsioni ed agli attacchi delle organizzazioni criminali.

Comunicato Consiglio Regionale Ordine dei Giornalisti

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Premio Siani a tre giornalisti calabresi vittime di intimidazioni

Riconoscimento consegnato a giornalisti che operano in terre permeate da ‘ndrangheta, camorra e mafia

CATANZARO – Giornalisti finiti nel mirino della criminalità organizzata, ai quali l’Osservatorio “Falcone-Borsellino-Scopelliti”, presieduto da Carlo Mellea, ha inteso conferire il premio intitolato alla memoria di Giancarlo Siani, il cronista del Mattino di Napoli assassinato il 23 settembre del 1985. Del premio, fonte “qui cosenza.it,” la cui prima edizione si svolgera’ a Soverato con la consegna dei riconoscimenti il prossimo 14 maggio, saranno insigniti tre giornalisti calabresi: la cronista giudiziaria Alessia Candito, del Corriere della Calabria, il direttore responsabile dell’emittente televisiva LaC, Pietro Comito, il giornalista Pasqualino Rettura del Quotidiano della Calabria. Saranno premiati assieme al collega siciliano Paolo Borrometi, alla salentina Marilu’ Mastrogiovanni e al napoletano Arnaldo Capezzuto, divenuto nel corso di questi anni uno dei volti simbolo dei cronisti sotto minaccia. In occasione del conferimento del premio sara’ presentato il libro “Io non taccio – L’informazione che da’ fastidio”, cio’ nel contesto di un convegno sulla figura di Giovanni Falcone, uomo e magistrato che ha sacrificato la sua vita per un’Italia migliore.

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