Un morto e diversi feriti nel "solito" incidente sulla 'statale della morte', la famigerata 106, tra Melito Porto Salvo e Saline Joniche

16.05.2016 01:38

Un altro incidente stradale mortale (15 maggio 2016) nei pressi di Saline Joniche. Ma l’informazione non è…informata

LA STATALE DELLA ‘MORTE’ 106 GHERMISCE UN’ALTRA VITTIMA ALLE PORTE DI MELITO PORTO SALVO

Domenico Salvatore

MELITO PORTO SALVO (RC).Il flash dell’Ansa, dà subito l’idea, di che cosa possa essere accaduto. Un guaio grosso così. Una tragedia. Un’altra disgrazia.

Sul posto del sinistro, avvisati telefonicamente, sono intervenuti immediatamente i Carabinieri della stazione di Melito, in collaborazione con quelli della stazione di Montebello-Saline, coordinati dal capitano Gianluca Piccione, comandante della compagnia di Melito Porto Salvo.

Contemporaneamente, anche un’ambulanza del 118 con i sanitari a bordo. Diversi feriti, se la caveranno con alcuni giorni di prognosi per ferite multiple e lacero-contuse, ecchimosi e trauma cranico.

Ma per Maria Cristina Brancatisano, non c’era più nulla da fare. Per lei è arrivata un’altra macchina. Quella della ditta del ‘caro estinto’, per il trasporto della salma all’obitorio degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria.

Apriamo una parentesi obbligatoria e dovuta, ma non è polemica gratuita. Quello di Melito, che ha già festeggiato i primi cento anni, è chiuso da tempo.

Il nosocomio melitese, a titolo di cronaca, è l’unico fra Reggio (che sta scoppiando fra un disservizio e l’altro; a parte le vicende giudiziarie ) e Locri.

A poco a poco, lo stanno smantellando, disarticolando, smembrando, azzerando, annientando, polverizzando; stanno chiudendo tutti i reparti o divisioni e perfino gli ambulatori.

Un lavoro ai fianchi, ‘scientifico’. Nessuno dei ben numerosi primari, andati in pensione, è stato rimpiazzato.

Se è per questo, nemmeno i paramedici od infermieri. Fra poco, molto presto, il nosocomio verrà chiuso definitivamente, per mancanza di sanitari e di servizi. Imploderà dal di dentro.

Questa è l’opinione corrente; non la nostra. Il pessimismo, la diffidenza ed il sospetto, stanno prendendo corpo con il passare dei giorni.

Favorito dal sordido, squallido, disonesto o sporco gioco di prestigio di politici incoscienti ed irresponsabili; arrivisti, scalatori sociali, arrampicatori, politicanti squalificati, che continuano a menare il can per l’aia; a discutere sul sesso degli angeli ed ammannire “l’erba trastulla”; se non, a giocare al massacro con la salute pubblica del vasto comprensorio.

Gli scioperi e le manifestazioni di piazza all’acqua di rosa (alla camomilla), lasciano il tempo che trovano. Manca la coscienza e la dignità di popolo; il senso della collettività.

Il solismo, il personalismo, l’individualismo esasperante, il soggettivismo regnano sovrani.

Ognuno, di quelli che avrebbero potuto e dovuto vigilare e salvaguardare, ha badato solo al suo orticello. Del nosocomio, non glien’è mai fregato un bel niente; sic et simpliciter.

Vi risparmio le passerelle e le vetrine dei menager, direttori generali, direttori sanitari, tirapiedi, giannizzeri e portaborse.

Di politici, almeno tre o quattro governatori, che son venuti sul posto, anche diverse volte; i presidenti della Provincia anche; (non si contano senatori, deputati, segretari nazionali del partiti, ‘galoppini’ regionali e provinciali, ministri e sottosegretari e chi più ne abbia, più ne metta) e tecnici. Fingevano in malafede. Ma gli applausi, erano sinceri e scroscianti.

A parole predicavano libertà, democrazia, progresso, benessere. In realtà portavano solitudine, abbandono, anonimato, isolamento, boicottaggio. Predicavano bene e razzolavano male. Il danno oltre alla beffa.

Ci si chiede: a favore di chi o di che cosa?

Facevano buon viso e cattivo gioco. Doppiogiochisti, cerchiobottisti, voltagabbana, che sanno come abbindolare, ingannare ed imbrogliare la gente; e carpire la loro fiducia, indossando la pelle dell’agnello, ad ogni tornata elettorale.

I gonzi, allocchi, sempliciotti e creduloni, sempre pronti e disponibili a svendersi per un piatto di lenticchie, sono cascati di fronte alle loro promesse da marinaio.

Lassismo e menefreghismo, qualunquismo, pressapochismo ed aria di sufficienza, anche quando il “Tiberio Evoli, quasi quattrocento posti letto, scoppiava di salute.

Chiediamo scusa per quest’intermezzo, che non è uno sfogo; cassandra è stata condannata dagli dèi, a non essere mai creduta; ma non ci sfugge nemmeno, quante vite umane, siano state salvate, grazie al Pronto Soccorso dell’ospedale di Melito e quanti bambini siano nati ed abbiano visto la luce e la vita.

Dice l’Ansa che “Una donna di 53 anni, Maria Cristina Brancatisano, é morta in un incidente stradale accaduto lungo la statale 106 nella periferia di Melito Porto Salvo, al confine con Saline Joniche, frazione di Montebello.

Un incidente stradale, verificatosi, lungo la statale 106  a metà strada fra Melito Porto Salvo e Saline Joniche, frazione di Montebello.

La donna, che é morta sul colpo, viaggiava a bordo di un'automobile condotta dal marito che, per motivi in corso d'accertamento, si é scontrata con un'altra vettura che viaggiava nello stesso senso di marcia.

Sul posto si sono recati i carabinieri della Compagnia di Melito Porto Salvo, che stanno ricostruendo la dinamica dell'incidente, ed il personale dell'Anas per la gestione della viabilità.

Il tratto della statale 106 in cui si é verificato l'incidente é rimasto chiuso per alcune ore.”

Se non fosse per l’Ansa, non sapremmo niente, nonostante la nostra testata sia regolarmente iscritta al Tribunale di Reggio Calabria, ed accreditata presso enti ed associazioni.

Prima di poter informare, dobbiamo essere informati noi. O no?

Come funzioni malissimo la comunicazione da questa parte, e non solo qui purtroppo, lo abbiamo ribadito mille e mille volte. ‘Tempo perso signor maestro’.

“Lor signori”, non hanno capito ancora, che senza informazione, non si vada da nessuna parte?

Continuate pure a ciurlare nel manico; a mettere la testa sotto la sabbia; ad abbassare sempre la testa. Ma, dopo l’ospedale, si prenderanno altri uffici, strutture e servizi. Un altro incidente stradale sulla statale 106, disgraziatamente ‘ingiuriata’ superstrada.

Con i bivii perennemente al buio. Sprovvista di segnaletica orizzontale, verticale e luminosa.

Le carreggiate deformate; il manto stradale divelto, sradicato zigrinato, eroso ed infestato da erbacce e cespugli sporgenti.

Non parliamo del difetto strutturale o meccanico: gomme, freni e luci. E poi? Le distrazioni fatali, un malore improvviso; stato di coscienza alterato da alcool o sostanze psicotrope, sbalzi di pressione e di temperatura.

Incidente per cause in corso di accertamento.

L’ultima parola, spetta ai Carabinieri od alla Polizia, che dovranno redigere una relazione o rapporto. In alcuni casi anche ai Vigili del Fuoco.

Il medico legale per l’ispezione cadaverica. La ditta funebre per la rimozione del corpo. Il pm. di turno per la direzione delle indagini.

L’Ansa si limiterà a ripulire il selciato e cospargerlo di polvere rossastra, per assorbire eventuali liquidi ed altre sostanze impregnanti.

Domenico Salvatore

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