Ucciso a Melbourne l' avvocato della malavita Pino Acquaro, Ma i padrini della 'ndrangheta australiana, fondata da 'Ntony Macrì, hanno ripreso a sparare?

17.03.2016 17:40

Era appena uscito dal suo negozio, quando è stato affrontato dal kiler che lo ha sforacchiato in punti vitali. Nick McKenzie che indagava sulla mafia e Joseph Acquaro, noto per la disponibilità ad aiutare connazionali a risolvere problemi di famiglia e di affari sospettato di rivelargli segreti pericolosi, furono avvertiti dalla Polizia australiana, che due fratelli Tony e Frank Madafferi stessero cercando di far sorvegliare i loro movimenti, ma la cosa, rimase lettera morta

MELBOURNE (AUTRALIA), IL NOTO PENALISTA ED IMPRENDITORE, GIUSEPPE “JOSEPH”, PINO ACQUARO, 54 ANNI E PADRE DI TRE FIGLI, AMMAZZATO A COLPI DI PISTOLA IN CENTRO, NEL CORSO DI UN AGGUATO DI STAMPO MAFIOSO

Domenico Salvatore                                               

Il noto avvocato Giuseppe ‘Joseph’ Acquaro, legale di fiducia di tanti mafiosi, piccoli e grossi della “Terra dei canguri” è stato ammazzato a colpi di pistola, martedì 15 marzo 2016, a Melbourne, in Australia.

Il professionista-impresario, ha difeso narcotrafficanti del calibro di Pasquale Barbaro, Rocco Arico e Frank Madafferi, il fratello di Tony, condannato per avere importato 4 tonnellate di ecstasy, droga nascosta in barattoli di pomodori provenienti dal porto di Napoli.

Uno o più killers, armati di pistola, gli hanno teso un agguato mortale all’uscita dal suo negozio e lo hanno ridotto come un colabrodo.

La morte è stata presso che istantanea. La vittima designata raggiunta al capo ed al tronco è stramazzata sulla strada, in una lago di sangue; mentre si accingeva a salire a bordo della sua macchina.

A nulla sono serviti gl’interventi dei sanitari, forse avvertiti da uno spazzino in transito, per tentare di soccorrerlo.

Il corpo su disposizione del magistrato che coordina le indagini della Polizia, è stato trasferito all’istituto di Medicina Legale, dove verrà effettuata l’autopsia a cura del perito settore nominato dal Tribunale.

Poi, la salma verrà restituita alla famiglia, per la celebrazione dei finerali.

Un tourbillon terribile.

Tessere di un mosaico che ruotano vorticosamente intorno ad un delitto eccellente; una strada di Melbourne: l’avvocato ‘Joseph’ Giuseppe Acquaro, 54-year-old; anche presidente della Camera di commercio italiana di Melbourne;  ilsuo bar, a Lygon Street, nel quartiere italiano di Carlton; la Purana task force di Polizia del Victoria; il caffè a East Brunswick ; Reggio Calabria Club; Tony Madafferi ed una taglia sull’ avvocato  di $ 200.000; il giudice della Corte Suprema John Dixon;  il giornalista Nick McKenzie; il ministro di Victoria, Jane Garrett; Frank Madafferi; il negozio di frutta Noble Park; l'avvocato di Tony Madafferi, Georgina Schoff; l’ispettore Michael Huges; Pasquale Barbaro, Rocco Arico e Frank Madafferi; il negozio ‘Gelobar’ nel nord di Melbourne periferia di Brunswick East.

L’agguato, presenta le caratteristiche di un’imboscata di stampo mafioso.

Un delitto eccellente. Il professionista aveva difeso tanti mafiosi, piccoli e grossi. La notizia in un attimo ha fatto il giro del pianeta.

La ‘ndrangheta in Australia, ha radici profonde. Introdotta negli Anni Cinquanta da ‘zi’ ‘Ntoni Macrì, il così detto boss dei due mondi, ucciso a Siderno il 20 gennaio del 1975, da un commando composto da tre o quattro persone che giunsero a bordo di una Giulietta Alfa Romeo e scaricarono le loro armi micidiali; mitra, pistole e lupara.

Nell’agguato, rimase gravemente ferito, il suo guardaspalle Francesco Commisso.

Capobastone della 'ndrangheta calabrese e capo dell'omonima cosca, controllava la zona della Locride negli anni Cinquanta e Sessanta. E la Provincia, assieme ai due padrini dell’Onorata Società, antico nome della ‘ndrangheta, Domenico Tripodo,  (di Reggio Calabria) inteso ‘U zi’ Micu ed a Girolamo Piromalli (di Gioia Tauro) inteso ‘U zi’ Mommu.

I legami all'estero. Riuscì ad avere collegamenti in Canada (Toronto, Montreal e Ottawa), Stati Uniti (New Jersey) e Australia. Ebbe rapporti con Frank Costello e Albert Anastasia, membri di Cosa Nostra americana.

Un panettiere di Siderno, Michele Racco gestiva l'organizzazione in Canada e quello che verrà poi chiamato Siderno Group.

Negli Stati Uniti e in Australia si appoggiò su famiglie originarie di Siderno.

I legami con Cosa Nostra. Fin dagli Anni Cinquanta era in rapporto con Michele Navarra, capo dei corleonesi, e negli anni sessanta e settanta con Luciano Liggio, Salvatore La Barbera, Pietro Torretta e con i Greco di Ciaculli.

Il 23 maggio 1967 fa uccidere Salvatore Cordì capo dell'omonima cosca per aver rubato 1700 casse di sigarette dategli dal clan dei siciliani.

Con la sua morte scoppiò la prima guerra di 'Ndrangheta. La sua eliminazione viene inquadrata, proprio per il fatto che lui non voleva che le cosche si immettessero nei nuovi mercati redditizi come la droga e i sequestri di persona, ma che continuassero le consuete attività illecite.

Il successore, fu suo nipote Vincenzo Macrì, capo anche della locale di Siderno.

 

In seguito, le redini, finirono nelle mani del clan dei Commisso; e di Giuseppe Commisso, inteso ‘U Mastru’, che in base alle intercettazioni ambientali e telefoniche, controllava più di cento locali di ‘ndrangheta.

Ancora è presto, per capire che direzione abbiano preso le indagini della Polizia australiana, che indaga per risalire agli esecutori materiali del delitto, al movente ed all’eventuale mandante.

Ma, non si esclude, la pista mafiosa. Per capire anche, in questo caso, se l’ordine di uccidere Acquaro, sia partito dalla “Provincia”, organo supremo di autogoverno della ‘ndrangheta planetaria.

Oppure, sia stato deciso dal locale principale dell’Australia, che comunque è legato e vincolato con la ‘ndrangheta reggina.

E’ vero o falso, che i fratelli Madafferi, originari di Oppido Mamertina (RC), abbiano messo una taglia di duecentomila dollari sulla testa dell’avvocato ucciso a Melbourne?

Una task force di Polizia del Victoria, che è stata istituita per indagare il mondo della criminalità organizzata di Melbourne, dovrà chiarire anche questo.

Sta indagando anche per capire se fosse o meno,  un amico e socio in affari di un importante uomo d'affari, accusato di legami con la mafia; e con il quale avrebbe avuto uno scontro.

La palla al balzo è nelle mani del giudice della Corte Suprema John Dixon.

E’ vero o no che  la polizia  abbia messo in guardia il signor Acquaro sul presunto pericolo? E che gli consigliò di rinforzare la sua sicurezza personale?

Trova poco seguito, la bufala delle frequentazioni sospette ed equivoche dei figli dell’avvocato, che sarebbero vicini ai Madafferi. Corre voce, che il padre fosse contrario.

 La Polizia sta tentando di capire, se vi siano o meno presunti legami del crimine organizzato  con i politici liberali .

Di quali informazioni, più o meno importanti è in possesso il giornalista Nick McKenzie? La Polizia lo ha avvertito  del pericolo che corre.

Tony Madafferi, proprietario della catena nazionale di pizza ‘La Porchetta’ difeso dall’avvocatessa, Georgina Schoff, che secondo Herald Sun, sarebbe il principale sospettato, si ritiene innocente e respinge ogni accusa ed illazione.

L’ultima vittima della Piovra calabrese, in ordine di tempo, è un noto professionista di origini reggine, l’avvocato Pino Acquaro sospettato di essere una talpa al servizio dei giornalisti.

La Polizia, ha sentito i testimoni, ma nessuno avrebbe visto i volti dei killer. Qualche passante, ha detto di aver visto tre uomini a bordo di un’auto, sparare all’impazzata, prima di allontanarsi.

Nessuna novità sui posti di blocco volanti, sulle perquisizioni domiciliari dei pregiudicati, loro alibi-orario e guanto di paraffina.  

Tranquillo, appare il ministro dello Stato di Victoria, Jane Garrett.

A suo dire, la Polizia  guidata estremamente bene dal commissario di polizia Graham Ashton, è ben attrezzata per affrontare il crimine organizzato; e di far luce sulla morte  dell’importante  uomo d'affari e avvocato penalista, Giuseppe Acquaro, ucciso in strada, fuori dal suo bar gelateria East Brunswick.

L'omicidio dell’avvocato e noto esponente della comunità calabrese Joseph Acquaro, ammazzato a colpi di arma da fuoco da distanza ravvicinata,   a Lygon Street, nel quartiere italiano di Carlton a Melbourne, in Australia mentre tornava alla sua auto dal bar gelateria, è stata una vera e propria esecuzione in puro stile.

Non per caso, le indagini della polizia si sono subito concentrate sulla 'Ndrangheta, insediata a Melbourne e nel resto dell’Australia, dal mammasantissima dell’Onorata Società ‘’don Antonio’ Macrì.

“L'Onorata Società (in inglese: Honoured Society), è il nome che viene dato alla 'Ndrangheta che opera in Australia e a Melbourne in particolare.

Chiamata dagli italo-australiani anche:La Famiglia e dagli australiani semplicemente Mafia.

La 'ndrangheta, fonte Wikipedia, ha controllato il crimine organizzato italo-australiano sin dall'inizio del XX secolo lungo tutto la costa est australiana.

Sorge all'inizio nello Stato del Queensland dove hanno proseguito la loro forma rurale di crimine organizzato, specialmente nel settore industriale della frutta e verdura.

Dal 1928 al 1940, gli furono attribuiti 10 omicidi e 30 bombe esplosive. Le 'ndrine più in vista sono i Sergi, i Barbaro e i Papalia della Locride.

Coinvolta negli omicidi del mercato Victoria del 1963, fu guidata da Frank Benvenuto sino al suo omicidio avvenuto nel 2000.

In connessione a un conflitto per lo scambio di poteri nello scenario malavitoso australiano, nel 2002 fu ucciso anche Tony Romeo, figura di rilievo dell'organizzazione.

In base alle dichiarazioni di Pasquale Barbaro, detto Il principale, un boss di Canberra, Rosario Gangemi sarebbe de facto nuovo capo dell'organizzazione a seguito degli omicidi ai danni d'essa.

Gangemi, che ha sempre rappresentato una figura importante all'interno del gruppo, sarebbe, secondo la polizia italiana, autore degli omicidi del mercato Victoria su ordine di Liborio Benvenuto, padre di Frank.

Liborio, ormai prossimo alla morte nominò Giuseppe, Joe, Arena come nuovo padrino di Melbourne. Arena aveva 50 anni quando fu ucciso da una fazione rivale 6 settimane dopo che morì Benvenuto nel 1988.

Michele Scriva, affiliato ai Gangemi fu il primo a commettere un omicidio di mafia accoltellando 91 volte Fat Joe Versace nel 1945, successivamente in carcere per un altro omicidio.

 Gangemi morì per cause naturali all'età di 83 anni il 2 luglio 2008 con oltre 250 persone al suo funerale, tra cui alti membri della Banda di Carlton come Mick Gatto.

Con l'operazione Crimine del 2010 si è confermato che i locali presenti in Australia fanno riferimento a una camera di controllo detta Crimine, i cui componenti fanno capo al Crimine di Polsi e si riuniscono periodicamente con le cosche calabresi per assumere decisioni e coordinarsi fra di loro.

A conclusione dell'operazione Crimine 2 il 9 marzo 2011 si viene a conoscenza del Locale di Stirling vicino Perth, e di un presunto esponente, nonché ex sindaco della città, Tony Vallelonga”.

“La presenza della 'ndrangheta in Australia risale agli inizi del novecento con le prime migrazioni di italiani. In loco venne chiamata: Honoured society (onorata società). È composta per lo più da 'ndrine originarie della Locride e aspromontane, in particolare Platì, con cui mantengono ancora oggi i contatti.

La 'Ndrangheta, ad oggi, è presente in tutti gli stati australiani; i gruppi più attivi sono: i Papalia-Sergi-Barbaro, gli Alvaro e i Giorgi-Morabito-Barbaro.

Alcune 'ndrine australiane hanno fatto parte fino agli anni '90 del cosiddetto Siderno Group, una vasta rete criminale 'ndranghetista che trafficava in droga tra il Sud America, il Canada, l'Europa e l'Australia stessa.

Griffith, Nuovo Galles del Sud-Tra gli omicidi eccellenti si annoverano quello dell'attivista Donald Mackay il 15 luglio 1977 a Griffith e del vicecapo della polizia federale dell'Australia Meridionale Colin Winchester assassinato a Canberra il 10 gennaio 1989.

Ad oggi le forze dell'ordine australiane non ritengono vi siano organizzazioni criminali di stampo mafioso nel loro territorio, nonostante i numerosi processi e condanne definitive avvenute in passato.

Struttura-Con l'operazione Crimine del 2010 si è confermato che i locali presenti in Australia fanno riferimento a una camera di controllo detta Crimine, i cui componenti fanno capo al Crimine di Polsi e si riuniscono periodicamente con le cosche calabresi per assumere decisioni e coordinarsi fra di loro.

Negli Anni Ottanta, i servizi informativi australiani scoprono della presenza di una struttura di coordinamento dell'organizzazione di cui fanno parte i principali capibastone e in particolare i 6 capi che controllano le sei macro-aree in cui è stata suddivisa l'Australia.

Nel 1981 erano: Giuseppe Carbone per l'Australia meridionale, Domenico Alvaro per il Nuovo Galles del Sud, Pasquale Alvaro per Canberra, Peter Callipari per Griffith (Nuovo Galles del Sud), Pasquale Barbaro per Melbourne e Giuseppe Alvaro per Adelaide.

 

 

Ad Adelaide le 'ndrine Sergi, Barbaro, Trimboli, Romeo, Nirta, Alvaro, e Perre vengono denominate le "sette cellule"

Locali:Locale di Stirling (Stirling - Perth)

Locale di Melbourne.

Storia-Prima metà del '900.

L'ingresso di elementi 'ndranghetistici in terra australiana, secondo il rapporto dei servizi segreti australiani (ASIO) degli anni '60 del '900, ha luogo il 18 dicembre 1922, quando il piroscafo ‘Re d'Italia’ approda al porto di Melbourne.

Di questo storico avvenimento l'organizzazione criminale ha tramandato il racconto secondo cui furono 3 gli affiliati che per primi portarono e fondarono la società criminale in Australia: Antonio Barbaro, detto "the toad" nello stato di Victoria, Domenico Strano (? - 1965) nel Nuovo Galles del Sud e un terzo di cui non si conosce il nome a Perth in Australia Occidentale, in cui fondo un Locale.

Dall'inizio del '900 fino agli anni '50 si hanno notizie di 'ndrangheta sono nello stato di Victoria e del Queensland.

Grazie alle informazioni tratte dalle forze dell'ordine locali tra il 1928 e il 1940 si possono far risalire 30 attentati e 10 di omicidi riconducibili alla malavita calabrese ma che all'epoca vennero attribuita ad una generica "The black hand": La mano nera. Essa si dedicava al furto e all'estorsione, successivamente alla coltivazione della canapa. Negli anni venti Vincenzo D'Agostino fu il primo capobastone degno di nota, attivo ad Ayr, Ingham e Innisfal, nel Queensland settentrionale.

Nel 1930 la polizia scopre che un certo Antonio Brando era un capo-'ndrina di Melbourne.

Da un rapporto degli anni '60 di John T. Cusack, elemento dell'FBI statunitense scopre che il 20 gennaio del 1932 fu ucciso Rocco Tremarchi, elemento di spicco della malavita calabrese di Melbourne.

Anni Cinquanta e Sessanta

« L'onorata società calabrese […] attualmente è coinvolta in reati di estorsione, prostituzione, falsificazione, gioco d'azzardo, traffico di armi, traffico di stupefacenti e usura. Se non verrà repressa entro i prossimi venticinque anni, la società sarà in grado di occuparsi di ogni aspetto del crimine organizzato e degli affari legittimi del Paese.

In Australia, così come in Italia, Stati Uniti e Canada, la società è diretta da un capo dei capi.

Uno staff di capi collabora insieme a lui nella direzione completa dell'organizzazione che può essere a livello statale, nazionale e metropolitano. I membri sono divisi quindi in

famiglie o gruppi, sotto la guida di un capo famiglia »

(Ciconte e Macrì, 2009, pp. 11-12).

Nel 1965 l'ufficiale Colin Brown dell'Australian Security Intelligence Organization (Organizzazione dei servizi di Sicurezza australiani) conferma l'esistenza di una criminalità organizzata nella comunità calabrese.

Questa conferma arrivò dopo che fu incaricato di aprire una commissione sulla criminalità organizzata sul suolo australiano che alla fine produrrà il documento:"The Italian Criminal Society in Australia" (La società criminale italiana in Australia). Secondo il magistrato statunitense Ihon Cusack operava già a Melbourne, nel Queensland, in Australia occidentale e nel Victoria dove contava già 300 membri.

In questo periodo viene anche stilato un rapporto dall'uomo della DEA John T. Cusack che per la prima volta afferma l'esistenza di 'ndrine anche nel Nuovo Galles del Sud, ed in particolare a Griffith, paese di Riverina, e nell'Australia Meridionale.

Nel rapporto furono elencate anche diverse famiglie: Sergi, Barbaro, Trimboli, Agresta, Zappia, Romeo, Musitano, Ielasi, Perre, Romeo e Violi.

Tra gli anni cinquanta e sessanta nello stato di Victoria vi fu il dominio di Domenico Italiano detto il Papa, morto il 13 dicembre 1962; egli aveva il controllo del Victoria Produce market, tre mesi dopo prese il suo posto Vincenzo Angilletta creando la cosiddetta 'ndrina La Bastarda e venne ucciso nel marzo del 1963 davanti casa a Northcate in Sheppard Street.

Nel 1964 muore a Mildura (Victoria) Giuseppe Rullo, presunto capoclan rimpiazzato poi dai suoi figli.

Anni settanta

A Michelago (Nuovo Galles del Sud) Viene scoperta una coltivazione di Canapa

Negli anni settanta vengono ritenuti i responsabili della scomparsa del candidato al parlamento del Nuovo Galles del Sud Donald Mackay (Scomparso 15 luglio 1977), che aveva additato come responsabili del traffico di marijuana e eroina i capibastone Robert Trimboli, Anthony Sergi e Giuseppe Scarfò.

Nel Queensland Bruno Romeo, detto The Fox, è uno dei boss più importanti dell'area. Sempre in questo periodo alcune indagini scoprono coltivazioni di canapa, oltre che a Griffith a Yelardin (Queensland) e Michelago (Nuovo Galles del Sud) e altri paesi dell'Australia Meridionale.

Anni ottanta. Newton Adelaide, in Flotta Street viene rinvenuto un codice di 'ndrangheta

Negli anni ottanta i servizi informativi australiani scoprono la presenza di una struttura di coordinamento dell'organizzazione di cui fanno parte i principali capibastone e in particolare i 6 capi che controllano le sei macro-aree in cui è stata suddivisa l'Australia.

Nel 1981 erano: Giuseppe Carbone per l'Australia meridionale, Domenico Alvaro per il Nuovo Galles del Sud, Pasquale Alvaro per Canberra, Peter Callipari per Griffith, Pasquale Barbaro per Melbourne e Giuseppe Alvaro per Adelaide.

Furono fatte delle inchieste parlamentari e ancora nel 1989 si scoprì un traffico di denaro proveniente da Gioiosa Jonica verso il paese per la spedizione di cocaina in Calabria.

Nel 1988 il governo italiano decide di mandare Nicola Calipari a investigare sulla struttura organizzativa e traffici illeciti della 'Ndrangheta.

Durante quel periodo vengono trovati anche codici, formule e riti scritti da membri dell'organizzazione.

Il 10 gennaio 1989 viene assassinato a Canberra Colin Winchester, vicecapo della polizia federale dell'Australia Meridionale che mise in risalto la presenza della malavita calabrese attraverso i media.

Nel settembre dello stesso anno si scoprì che alcuni ndranghetisti si riunivano in via Flotta a Newton e fu rinvenuto un codice dell'organizzazione.

Le autorità australiane però mai individuarono la 'ndrangheta come associazione pericolosa in sé, si limitarono a perseguire i reati commessi dai singoli membri, come avviene fino ad oggi.

Anni novanta-Negli anni novanta le 'ndrine continuano l'attività di narcotrafficanti e solo in questo periodo l'autorità nazionale del crimine (National Crime Authority o NCA) si impegnò a comprendere meglio, e pianificare una strategia per combattere il crimine organizzato italiano. L'operazione che ne scaturì fu chiamata Cerberus.

Ad essa seguirono anche le operazioni Afghan, Beetle, Bradman, Chow, Dingo, Fallow, Husky, Regis, Jungla, Parabola, Pegaso, Pizza, Troodon, Spaniel, Sput, Strap 1, Strap 2, Vulpino e Zappa.

Nel 1993 vengono, difatti, arrestate 13 persone fra cui Francesco e Antonio Perre per aver coltivato cannabis nel Territorio del Nord.

Ancora una volta, però, le numerose indagini non portano alla conclusione, o a una migliore conoscenza del crimine italo-australiano in Australia.

Addirittura quando un informatore racconta di riunioni avvenute in Calabria, presso un luogo noto come la Madonna della montagna, si pensa faccia riferimento a dicerie calabresi e a un libro di Malafarina (La 'ndrangheta del 1986) dove si racconta di una riunione a Montalto Uffugo sventata dalla polizia.

Dalle indagini dell'operazione Siderno Group il 22 luglio 1990 si svolge una riunione ad Ardore Marina tra esponenti di livello internazionale della 'Ndrangheta, tra cui Domenico Sergi per l'Australia, Vincenzo Trento per il Canada, Eliseo Lazzarino per il Belgio e Anthony Cipriani di Terranova s. M. (arrestato una volta in Australia il 21 agosto del 1984) per trafficare in eroina.

Quest'ultimo si muoveva tra Regno Unito, Svizzera e Paesi Bassi, probabilmente per fini di riciclaggio.

Per l'Australia era presente anche Giuseppe Macrì (nato a Siderno il 15 novembre 1938), arrestato nel novembre 1983 insieme a Giovanni Nirta, Paolo Alvaro e Antonio Franco per coltivazione di cannabis.

Nel Siderno Group per l'Australia vi erano anche esponenti dei Musitano, dei Commisso, dei Papalia, dei Sergi e dei D'Agostino.

Nel 1993 viene gambizzato Rocco "Roy" Barbaro.

Il 2 marzo 1994 viene ucciso con un pacco-bomba il sergente dell'NCA (National Crime Authority) Geoffrey Bowen chiamato a testimoniare nel processo per traffico di droga in cui erano imputati proprio Francesco e Antonio Perre, fratello e nipote di colui che, pochi giorni dopo, fu arrestato e accusato dell'omicidio.

 

Dall'operazione Castanea e Monsoon si evincono possibili collegamenti tra i colombiani e gli italo-australiani per il traffico di droga internazionale, in cui era coinvolto un argentino il cui fratello fu arrestato in Argentina nel 1987 insieme a Paolo Sergi, Antonio Calabrò e Stefano Romeo per il possesso di 43 kg di eroina.

Tutte le operazioni si concludono nel 1995 con l'arresto di 271 persone, il sequestro di 37.000 piante e 10 tonnellate di canapa, 400 kg di anfetamine, 1.100.000 dollari australiani e beni immobili del valore di 6 milioni di dollari.

Anni Duemila-Nel 2002 viene ucciso in un frutteto a Griffith, Antonio Romeo, sposato con la figlia di Giovanni Sergi. La polizia australiana pensa a due piste: lo stesso Sergi mandò un sicario per motivi d'onore (poiché tradiva sua figlia) o per motivi economici, essendo un trafficante scomodo a Pasquale "Pat" Barbaro (figlio di Francesco Barbaro), dell'omonima famiglia.

Nel 2005 il ministro australiano Amanda Vanstone revoca l'ordine di deportazione al presunto ndranghetista originario di Oppido Mamertina Francesco Madafferi che risultava sul suolo australiano come clandestino.

Francesco e il fratello Antonio, un titolare di stallo nel commercio all'ingrosso nel mercato di frutta e verdura di Melbourne furono accusati da un rapporto della Polizia dello stato di Victoria di appartenere ad una famiglia coinvolta in ricatti, estorsioni e omicidi.

Il rapporto è stato pubblicato nel 2000 in un'udienza durante la battaglia di Francesco contro la deportazione, ma è stato successivamente respinto da un giudice dell'Administrative Appeals Tribunal come contenente le informazioni da informatori della polizia senza nome e forse inaffidabili.

La ministra giustificò la sua decisione di garantire a Madaffari un visto a causa della sua insanità mentale. Sebbene sia accusato che i genitori e gli affiliati di Madafferi abbiano donato fino a 100.000 dollari australiani al Partito Liberale e quattro politici liberali abbiano discusso sul visto del calabrese.

Il 9 agosto 2008 a Melbourne, a conclusione di un'operazione cominciata nel 2007, viene sequestrato un carico di ecstasy dal valore di 264 milioni di euro. Nell'operazione sono state arrestate 21 persone di cui alcune anche in Europa: Belgio, Paesi Bassi, Germania e Italia.

Il traffico era gestito in collaborazione con l'associazione criminale di motociclisti dei Black Uhlans. Tra gli arrestati Pasquale "Pat" Barbaro e Francesco Madafferi.

Oggi-A Stirling, (Perth) con l'operazione Crimine 2 viene scoperto un locale di 'ndrangheta

Con l'operazione Crimine del 2010 si è confermato che i locali presenti in Australia fanno riferimento a una camera di controllo detta Crimine, i cui componenti fanno capo al Crimine di Polsi e si riuniscono periodicamente con le cosche calabresi per assumere decisioni e coordinarsi fra di loro.

A conclusione dell'operazione Crimine 2 il 9 marzo 2011 si viene a conoscenza del Locale di Stirling, Perth, e di un presunto esponente, nonché ex sindaco della città, Tony Vallelonga.

La 'Ndrangheta è tuttora presente in tutti gli stati australiani eccetto i territori del nord e la Tasmania; i gruppi più attivi sono i Papalia-Sergi-Barbaro, gli Alvaro e i Giorgi-Morabito-Barbaro.

Ad oggi le forze dell'ordine australiane non ritengono vi siano organizzazioni criminali di stampo mafioso nel loro territorio, nonostante i numerosi processi e condanne definitive avvenute in passato.

Il 28 giugno 2015 va in onda sulla ABC australiana la puntata "The Mafia in Australia: Drugs, Murder and Politics" (La Mafia in Australia: Droghe, Omicidi e Politica) di Four Corners, una indagine giornalistica in collaborazione con il giornale Fairfax dove mostra il grado di penetrazione della mafia calabrese nel tessuto politico australiano a livello federale e statale (sia partiti conservatori che liberali) grazie alle falle presenti nel sistema di raccolta fondi dei partiti politici.

Sarebbero riusciti ad entrare in contatto oltre che con diversi esponenti di spicco del partito liberale australiano anche con l'ex primo ministro (1996 - 2007) John Howard, ma non è stato dimostrato che lui né fosse a conoscenza di chi avesse incontrato.

Nel documentario inchiesta viene anche raccontato del caso Amanda Vanstone e dell'origine della 'ndrangheta sul suolo australiano”. Domenico Salvatore

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