TERRORE A PARIGI, POI TOCCHEREBBE A ROMA, LONDRA E WASHINGTON

25.11.2015 21:52

Di Domenico Salvatore

Angoscia, dolore, sbalordimento, orrore, incredulità. Sono forse, i primi sentimenti che aleggiano nel cuore e nella mente dei Parigini o dei Francesi. Ma, anche del continente europeo, che continua a fare lo gnorri; se non a recitare il comodo alibi dell’ ingenuo, gonzo ed allocco. Mentre i morti fioccano come la neve a Courmayeur. Una strage, un’ecatombe, una carneficina. Cantano i fucili a pompa, crepitano i kalashnikov, urlano gli “ananas”. Al chiuso ed all’aperto. Allo stadio od al teatro, dove c’è più folla da colpire. In nome di Allah, ignora e calpesta tanto i Diritti Umani quanto le Convenzioni internazionali sulla guerra; chi abbandoni la religione per ateismo o conversione a un'altra religione, perde tutti i suoi diritti, anzi, è passibile di morte. Non siamo a Beirut ovest, Bagdad o Tripoli, dove le stragi sembrano quasi un’accettabile normalità degli eventi. Con cadenza quasi quotidiana si assiste allo sterminio programmato dei prigionieri di guerra; il genocidio mirato di minoranze etniche e religiose; la decapitazioni di adulti e bambini, filmati e documentati per terrorizzare i nemici;  la riduzione in schiavitù delle donne catturare da bande di terroristi; le mille altre brutalità che disorientano e sgomentano . Bensì a Parigi. Nel cuore della Francia; dell’Europa. Ancora c’è gente in giro, che si ostina a rifugiarsi dietro utili capri espiatori, sofismi, cavilli e pedanterie; a non chiamarla con il suo vero nome: GUERRA! Uno scontro di civiltà e religioni con l’unico scopo di soggiogarsi l’un l’altra, vero e proprio, come Storia comanda. Nel 732 d. C.: la battaglia di Poitiers; 1099. conquista di Gerusalemme da parte delle truppe crociate. 1187: battaglia di Hattin. Saladino sconfigge le truppe cristiane e termina praticamente il Regno latino di Gerusalemme. L’atto finale è rappresentato dalla caduta in mano musulmana della roccaforte di S. Giovanni d’Acri nel 1291.Più acuto, dalla Conquista di Costantinopoli in poi. A parte le sante Crociate (XI-XIII secolo),  la riconquista di Granada (1492), la battaglia di Lepanto (1571), la battaglia di Vienna (1683).Uno scontro epocale, titanico, che affonda le radici nel primo millennio dell’Era Cristiana. Cristo, dice cose ben diverse: non legittima, come Allah nel Corano, la guerra, le mutilazioni, le torture fisiche, le discriminazioni, le tasse agli infedeli.  Dopo i primi lanci delle agenzie e degli smartphone, si sono mossi i “gendarmi” del pianeta, a caccia di consensi, sostegni, supporti ed appoggi; vetrine e passerelle, per rafforzare la loro leadership. Poi, a lacrime di coccodrillo versate, cancelli serrati e sbarrati dopo il furto sacrilego di Santa Chiara, la secolarizzazione del dimenticatoio e dell’oblìo, la dimenticanza, la perdita della memoria collettiva, stenderà il suo manto misericordioso. Scrive Magdi Cristiano Allam:” La Chiesa guarda anche con stima i musulmani che adorano l'unico Dio, vivente e sussistente, misericordioso e onnipotente, creatore del cielo e della terra, che ha parlato agli uomini. Essi cercano di sottomettersi con tutto il cuore ai decreti di Dio anche nascosti, come vi si è sottomesso anche Abramo, a cui la fede islamica volentieri si riferisce. Benché essi non riconoscano Gesù come Dio, lo venerano tuttavia come profeta; onorano la sua madre vergine, Maria, e talvolta pure la invocano con devozione. Inoltre attendono il giorno del giudizio, quando Dio retribuirà tutti gli uomini risuscitati. Così pure hanno in stima la vita morale e rendono culto a Dio, soprattutto con la preghiera, le elemosine e il digiuno. Se, nel corso dei secoli, non pochi dissensi e inimicizie sono sorte tra cristiani e musulmani, il sacro Concilio esorta tutti a dimenticare il passato e a esercitare sinceramente la mutua comprensione, nonché a difendere e promuovere insieme per tutti gli uomini la giustizia sociale, i valori morali, la pace e la libertà.”. Allah il divino non è Cristo il carnale.

Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha telefonato questa mattina al suo omologo francese, François Hollande, ribadendo che i due Paesi "continueranno a lavorare insieme e con altri Paesi nel mondo per sconfiggere il flagello del terrorismo". Parole di sdegno sono arrivate dal Vaticano che, per voce del direttore della sala stampa, padre Federico Lombardi, ha definito la carneficina "un attacco alla pace di tutta l'umanità che richiede una reazione decisa e solidale da parte di tutti noi per contrastare il dilagare dell'odio omicida in tutte le sue forme". Gesti e parole di solidarietà nei confronti di Parigi sono giunte da ogni parte del mondo, dove molti monumenti o impianti sportivi sono stati illuminati dal rosso, bianco e blu della bandiera francese. Spenta per lutto la Tour Eiffel.

 

"L'Italia piange le vittime di Parigi e si unisce al dolore dei fratelli francesi. L'Europa colpita al cuore saprà reagire alla barbarie". Così il premier italiano Matteo Renzi che sin dai primi momenti segue da Palazzo Chigi l'evoluzione della situazione. Gli ha fatto eco il Capo dello Stato Sergio Mattarella esprimendo 'apprensione e forte dolore".  L'orrore che sta sconvolgendo la capitale francese e tutto il Paese lascia esterrefatti e sgomenti - scrive il Capo dello Stato - in un messaggio a Francois Hollande. "Seguo con apprensione e forte dolore gli sviluppi dei barbari attacchi terroristici ancora in corso a Parigi", dice ancora Mattarella. Il ministro dell'interno Angelino Alfano ha convocato per domani, alle 9.30, al Viminale il Comitato Nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica dopo gli attentati di Parigi. In via eccezionale sarà presieduto dal premier Matteo Renzi. Il premier, in contatto con le cancellerie dei paesi alleati ha espresso il proprio sgomento di fronte alle notizie francesi e la "solidarietà totale" al presidente Francoise Hollande e al popolo francese."Questo dramma non riguarda solo Parigi, non riguarda solo la Francia ma tutta l'Europa e tutti coloro che credono nella libertà nei diritti e nella dignità umana". Lo dice all'ANSA il presidente del Senato Pietro Grasso, in visita ufficiale a Belgrado. "Siamo al fianco" delle Istituzioni francesi "nella necessità di rispondere nel modo più fermo alla minaccia del terrorismo. Gi assassini non riusciranno ad intaccare i principi di civiltà che sono alla base delle nostre Costituzioni democratiche". Lo dice all'ANSA la presidente della Camera Laura Boldrini. "Vicini alla Francia, al dramma delle famiglie delle vittime, uniti contro il terrore #avecParis": così, in un tweet, il ministro degli esteri Paolo Gentiloni.Per il presidente degli Stati Uniti Barack Obama la parola d'ordine è "i valori di liberté, egalité e fraternité non sono solo condivisi dal popolo francese, ma anche da noi". Gli ha fatto eco Hillary Clinton: "Le notizie che giungono da Parigi sono strazianti. Prego per la città e le famiglie delle vittime". "I miei pensieri e le mie preghiere sono con tutti coloro che questa sera sono a Parigi", ha scritto in un tweet l'ex presidente Usa Bill Clinton.  "Seguo scioccato gli attacchi di Parigi. La mia piena solidarietà e simpatia al popolo e alle autorità francesi". Lo scrive su Twitter il presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk. "Seguo scioccato gli attacchi di Parigi. La mia piena solidarietà e simpatia al popolo e alle autorità francesi". Lo scrive su Twitter il presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk. "Sono scioccato dagli eventi di Parigi. I nostri pensieri e preghiere sono con il popolo francese. Faremo tutto ciò che possiamo per aiutare". Così il premier britannico David Cameron su Twitter. "Sono profondamente scioccata dalle notizie e dalle immagini che arrivano da Parigi. In queste ore, i miei pensieri vanno alle vittime di questi attacchi evidentemente terroristici, ai loro cari e a tutti gli abitanti di Parigi". Lo ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel, in una nota ripresa dai media francesi.Il presidente russo Vladimir Putin ha espresso le sue "profonde condoglianze" a Francois Hollande e a "tutto il popolo francese" in seguito ai "terribili" attacchi terroristici a Parigi. "Terribili notizie ci arrivano da #Parigi. Il nostro pensiero alle famiglie delle vittime, il nostro sostegno alle autorità". Lo scrive in un tweet il presidente del parlamento europeo Martin Schulz. "Sono atterrito e sconvolto nel vedere che la Francia è in questo stesso momento colpita dal terrorismo più odioso". Così il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker. "La mia solidarietà alla Francia e ai francesi", ha aggiunto, "ho fiducia nel popolo e nelle autorità francesi per superare insieme questa prova". Il  lancio dell’Ansa non lascia dubbio alcuno: ”L'orrore assedia la Francia con un attacco terroristico senza precedenti in Europa. Sarebbero circa 120 i morti a Parigi. E' una carneficina, con stragi in tutta la capitale francese, in azione anche i kamikaze: colpiti un teatro, lo stadio e altri punti della città."La Francia manda i suoi aerei in Siria, bombarda uccidendo i bambini, oggi beve dalla stessa coppa": è quanto afferma il canale Dabiq France (la rivista francese dello Stato islamico) assumendo la paternità degli attentati. Lo riferisce il Site. Dopo Parigi, ora "tocca a Roma, Londra e Washington": è il sinistro proclama che accompagna le celebrazioni dei sostenitori dell'Isis, su Twitter, degli attacchi a Parigi, con l'hashtag '#Parigi in fiamme'. Al momento non c'è una rivendicazione ufficiale dello Stato islamico. Non mancano le minacce a Spagna e Portogallo, territorio dell'antico Califfato in Europa. "Ricordate, ricordate il 14 novembre di #Parigi. Non dimenticheranno mai questo giorno, così come gli americani l'11 settembre". Lo scrive Rita Katz sul Site citando canali dell'Isis.Terrore senza precedenti, almeno 120 morti in sette attentati: diverse sparatorie e alcune esplosioni ad opera di kamikaze vicino allo stadio. Sono una settantina, invece, gli ostaggi uccisi all'interno del teatro Bataclan. In una città assediata da terroristi e teste di cuoio, 100 ostaggi in una sala da concerti, decine di cadaveri attorno allo Stade de France, dove gli spettatori di Francia-Germania sono ancora bloccati. Il presidente Francois Hollande ha dichiarato lo stato di emergenza. Il governo ha decretato il piano Alpha Rouge (Alfa Rosso), un livello di allerta mai toccato prima e che corrisponde al livello "attentati multipli". Poi un Hollande visibilmente scosso ha parlato in diretta tv ai francesi annunciando lo stato di emergenza, l'afflusso di militari nella capitale "per evitare nuovi attacchi" e la chiusura delle frontiere.

Il presidente francese François Hollande ha chiuso le frontiere: "Dobbiamo difenderci", ha detto in diretta tv. Altri 1500 militari sono stati mobilitati a Parigi. La American Airlines ha per il momento sospeso i voli verso Parigi. Il Belgio ha ripristinato i controlli alla frontiera francese e rafforzato le misure di sicurezza anche negli aeroporti e nelle stazioni.

LE SPARATORIE - Le strade del cuore della capitale sono deserte o blindate dalla polizia, l'invito delle autorità è a restare in casa se possibile o - per chi è in locali o ristoranti - di non muoversi. Dalle caserme e da diverse regioni stanno affluendo rinforzi di reparti speciali e teste di cuoio. Negli ospedali si sta procedendo a liberare per quanto possibile i posti letto. Il primo attentato - a quanto sembra un'azione kamikaze - è stato segnalato nel X arrondissement, in una brasserie nel quartiere tipico dei ristoranti kosher. Dieci morti a quanto sembra, poi i terroristi - come se stessero compiendo un raid - sono ridiscesi verso l'XI e il XII arrondissement, a pochi metri dalla redazione di Charlie Hebdo, insanguinata dagli attentati del 7 gennaio.

LA STRAGE AL TEATRO - ella sala da concerti Bataclan - dove c'era il tutto esaurito per un concerto rock del gruppo americano 'Eagles of death metal' - un gruppo di terroristi ha gridato "Allah è grande" e ha aggiunto frasi sulla Siria. Poi ha aperto il fuoco sul pubblico, dove si è verificata una carneficina con un centinaio di morti: pare che i terroristi abbiano ucciso le persone una a una.  Testimoni della presa di ostaggi alla sala da concerti Bataclan di Parigi ha parlato - in lacrime - di uno dei terroristi che gridava "Allah u Akbar", "Allah è grande".

I KAMIKAZE E LE ESPLOSIONI VICINO ALLO STADIO - A Saint-Denis, allo Stade de France, tre esplosioni invece scuotevano i 50.000 presenti all'amichevole Francia-Germania. I giocatori si sono fermati, alcuni spettatori sono riusciti a uscire, gli altri sono rimasti bloccati dalla polizia all'interno fin dopo il termine della gara. Immediatamente evacuato il presidente Francois Hollande, che assisteva alla partita in tribuna d'onore. Due i kamikaze in azione: il bilancio parla di almeno 30 morti in esplosioni di polvere da sparo mista a chiodi in una brasserie e altri due siti adiacenti allo stadio. Molti i feriti. scontro di civiltà, che poteva sembrare nulla più di una reminiscenza di vicende medioevali, si riaffaccia nella cronaca e nella storia del nostro tempo con una impareggiabile brutalità, che ignora e calpesta tanto i Diritti Umani quanto le Convenzioni internazionali sulla guerra.” Sarà bene, ricordare anche la “Dichiarazione universale dei diritti umani” come ideale comune da raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni, al fine che ogni individuo ed ogni organo della società, avendo costantemente presente questa Dichiarazione, si sforzi di promuovere, con l'insegnamento e l'educazione, il rispetto di questi diritti e di queste libertà e di garantirne, mediante misure progressive di carattere nazionale e internazionale, l'universale ed effettivo riconoscimento e rispetto tanto fra i popoli degli stessi Stati membri, quanto fra quelli dei territori sottoposti alla loro giurisdizione.

“Articolo 1

Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

Articolo 2

Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.

Articolo 3

Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona.

Articolo 4

Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma.

Articolo 5

Nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizione crudeli, inumani o degradanti.

Articolo 6

Ogni individuo ha diritto, in ogni luogo, al riconoscimento della sua personalità giuridica.

Articolo 7

Tutti sono eguali dinanzi alla legge e hanno diritto, senza alcuna discriminazione, ad una eguale tutela da parte della legge. Tutti hanno diritto ad una eguale tutela contro ogni discriminazione che violi la presente Dichiarazione come contro qualsiasi incitamento a tale discriminazione.

Articolo 8

Ogni individuo ha diritto ad un'effettiva possibilità di ricorso a competenti tribunali contro atti che violino i diritti fondamentali a lui riconosciuti dalla costituzione o dalla legge.

Articolo 9

Nessun individuo potrà essere arbitrariamente arrestato, detenuto o esiliato.

Articolo 10

ogni individuo ha diritto, in posizione di piena uguaglianza, ad una equa e pubblica udienza davanti ad un tribunale indipendente e imparziale, al fine della determinazione dei suoi diritti e dei suoi doveri, nonché della fondatezza di ogni accusa penale che gli venga rivolta.

Articolo 11

Ogni individuo accusato di un reato è presunto innocente sino a che la sua colpevolezza non sia stata provata legalmente in un pubblico processo nel quale egli abbia avuto tutte le garanzie necessarie per la sua difesa.

    Nessun individuo sarà condannato per un comportamento commissivo od omissivo che, al momento in cui sia stato perpetuato, non costituisse reato secondo il diritto interno o secondo il diritto internazionale. Non potrà del pari essere inflitta alcuna pena superiore a quella applicabile al momento in cui il reato sia stato commesso.

Articolo 12

Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, né a lesione del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni.

Articolo 13

    Ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato.

    Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio paese.

Articolo 14

    Ogni individuo ha il diritto di cercare e di godere in altri paesi asilo dalle persecuzioni.

    Questo diritto non potrà essere invocato qualora l'individuo sia realmente ricercato per reati non politici o per azioni contrarie ai fini e ai principi delle Nazioni Unite.

Articolo 15

    Ogni individuo ha diritto ad una cittadinanza.

    Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua cittadinanza, né del diritto di mutare cittadinanza.

Articolo 16

    Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione. Essi hanno eguali diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e all'atto del suo scioglimento.

    Il matrimonio potrà essere concluso soltanto con il libero e pieno consenso dei futuri coniugi.

    La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato.

Articolo 17

    Ogni individuo ha il diritto ad avere una proprietà sua personale o in comune con altri.

    Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua proprietà.

Articolo 18

Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare di religione o di credo, e la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, e sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell'insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell'osservanza dei riti.

Articolo 19

Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.

Articolo 20

    Ogni individuo ha diritto alla libertà di riunione e di associazione pacifica.

    Nessuno può essere costretto a far parte di un'associazione.

Articolo 21

    Ogni individuo ha diritto di partecipare al governo del proprio paese, sia direttamente, sia attraverso rappresentanti liberamente scelti.

    Ogni individuo ha diritto di accedere in condizioni di eguaglianza ai pubblici impieghi del proprio paese.

    La volontà popolare è il fondamento dell'autorità del governo; tale volontà deve essere espressa attraverso periodiche e veritiere elezioni, effettuate a suffragio universale ed eguale, ed a voto segreto, o secondo una procedura equivalente di libera votazione.

Articolo 22

Ogni individuo, in quanto membro della società, ha diritto alla sicurezza sociale, nonché alla realizzazione attraverso lo sforzo nazionale e la cooperazione internazionale ed in rapporto con l'organizzazione e le risorse di ogni Stato, dei diritti economici, sociali e culturali indispensabili alla sua dignità ed al libero sviluppo della sua personalità.

Articolo 23

    Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell'impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la disoccupazione.

    Ogni individuo, senza discriminazione, ha diritto ad eguale retribuzione per eguale lavoro.

    Ogni individuo che lavora ha diritto ad una rimunerazione equa e soddisfacente che assicuri a lui stesso e alla sua famiglia una esistenza conforme alla dignità umana ed integrata, se necessario, da altri mezzi di protezione sociale.

    Ogni individuo ha diritto di fondare dei sindacati e di aderirvi per la difesa dei propri interessi.

Articolo 24

Ogni individuo ha diritto al riposo ed allo svago, comprendendo in ciò una ragionevole limitazione delle ore di lavoro e ferie periodiche retribuite.

Articolo 25

   Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all'alimentazione, al vestiario, all'abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari; ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza, vecchiaia o in altro caso di perdita di mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà.

    La maternità e l'infanzia hanno diritto a speciali cure ed assistenza. Tutti i bambini, nati nel matrimonio o fuori di esso, devono godere della stessa protezione sociale.

Articolo 26

    Ogni individuo ha diritto all'istruzione. L'istruzione deve essere gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali. L'istruzione elementare deve essere obbligatoria. L'istruzione tecnica e professionale deve essere messa alla portata di tutti e l'istruzione superiore deve essere egualmente accessibile a tutti sulla base del merito.

    L'istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza, l'amicizia fra tutte le Nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire l'opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace.

    I genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere di istruzione da impartire ai loro figli.

Articolo 27

    Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici.

    Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.

Articolo 28

Ogni individuo ha diritto ad un ordine sociale e internazionale nel quale i diritti e le libertà enunciati in questa Dichiarazione possano essere pienamente realizzati.

Articolo 29

    Ogni individuo ha dei doveri verso la comunità, nella quale soltanto è possibile il libero e pieno sviluppo della sua personalità.

    Nell'esercizio dei suoi diritti e delle sue libertà, ognuno deve essere sottoposto soltanto a quelle limitazioni che sono stabilite dalla legge per assicurare il riconoscimento e il rispetto dei diritti e delle libertà degli altri e per soddisfare le giuste esigenze della morale, dell'ordine pubblico e del benessere generale in una società democratica.

    Questi diritti e queste libertà non possono in nessun caso essere esercitati in contrasto con i fini e principi delle Nazioni Unite.

Articolo 30

Nulla nella presente Dichiarazione può essere interpretato nel senso di implicare un diritto di un qualsiasi Stato, gruppo o persona di esercitare un'attività o di compiere un atto mirante alla distruzione di alcuno dei diritti e delle libertà in essa enunciati.”.

La Dichiarazione islamica dei diritti dell'uomo, proclamata il sabato 19 settembre 1981 presso l’UNESCO a Parigi, è la versione islamica della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo. Si è resa necessaria per il fatto che la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo non è compatibile con la concezione della persona e della comunità che ha l'Islam.

                                                                            

                                                                                                              

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