Strasburgo - Risoluzione del Parlamento europeo sulle relazioni commerciali tra l'UE e la Cina e sullo status di economia di mercato

12.05.2016 12:22
     

Il Parlamento europeo,

–  vista la normativa antidumping dell'UE (regolamento (CE) n. 1225/2009 del Consiglio, del 30 novembre 2009, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea,

–  visto il protocollo di adesione della Cina all'Organizzazione mondiale del commercio (OMC),

–  viste le sue precedenti risoluzioni sulle relazioni commerciali UE-Cina,

–  visto l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che l'Unione europea e la Cina sono due dei maggiori operatori commerciali al mondo, essendo la Cina il secondo maggior partner commerciale dell'UE e l'UE il primo della Cina, con un interscambio commerciale giornaliero fra i due paesi di ben oltre 1 miliardo di euro;

B.  considerando che ogni decisione su come trattare le importazioni dalla Cina dopo il dicembre 2016 dovrà assicurare la conformità del diritto dell'UE alle norme dell'OMC;

C.  considerando che, quando la Cina ha aderito all'OMC, una disposizione concordata per la sua adesione ha previsto una metodologia specifica per il calcolo del dumping, e che tale previsione è stata inserita nella sezione 15 del protocollo di adesione della Cina e serve come base per un trattamento differenziato delle importazioni cinesi;

D.  considerando che il resto della sezione 15 del protocollo di adesione della Cina all'OMC costituisce il riconoscimento da parte dell'OMC della possibilità di applicare alla Cina norme speciali in materia di inchieste antidumping e fornisce la base giuridica per l'applicazione di una metodologia non standard alle importazioni dalla Cina dopo il 2016;

E.  considerando che, dato l'attuale livello di influenza dello Stato sull'economia cinese, le decisioni delle imprese concernenti prezzi, costi, produzione e fattori produttivi non rispondono a segnali di mercato che rispecchino l'offerta e la domanda;

F.  considerando che, nel suo protocollo di adesione, la Cina si è impegnata fra l'altro a consentire che tutti i suoi prezzi siano determinati dalle forze di mercato, e considerando che l'UE deve assicurare che la Cina rispetti pienamente i suoi obblighi in ambito OMC;

G.  considerando che la sovraccapacità della Cina sta già avendo forti ripercussioni sociali, economiche e ambientali nell'UE, come dimostra il recente impatto negativo sul settore siderurgico dell'UE e in particolare del Regno Unito, e che per l'occupazione nell'UE l'impatto sociale del riconoscimento dello status di economia di mercato (SEM) alla Cina potrebbe essere considerevole;

H.  considerando che la consultazione pubblica, conclusasi di recente, sulla possibile concessione del SEM alla Cina potrebbe fornire ulteriori informazioni che potranno essere utili per affrontare il problema;

I.  considerando che la comunicazione della Commissione del 10 ottobre 2012 dal titolo "Un'industria europea più forte per la crescita e la ripresa economica" fissa l'obiettivo di portare al 20% entro il 2020 la quota dell'industria nel PIL dell'UE;

1.  ribadisce l'importanza del partenariato strategico dell'UE con la Cina, nel cui ambito il commercio libero ed equo e gli investimenti svolgono un ruolo importante;

2.  sottolinea che la Cina non è un'economia di mercato e non soddisfa ancora le condizioni corrispondenti ai cinque criteri stabiliti dall'UE per definire le economie di mercato;

3.  esorta la Commissione a coordinarsi con i suoi principali partner commerciali, anche nel contesto del prossimo vertice del G7, sul modo migliore per assicurare che a tutte le disposizioni della sezione 15 del protocollo di adesione della Cina all'OMC, a parte la lettera a), punto ii), sia dato pieno significato giuridico ai sensi della pertinente legislazione nazionale, e la esorta altresì a opporsi a ogni riconoscimento unilaterale del SEM alla Cina;

4.  invita la Commissione a tenere in debito conto le preoccupazioni espresse nell'UE dall'industria, dai sindacati e dalle diverse parti interessate in merito alle conseguenze per l'occupazione e per la crescita economica sostenibile nell'Unione, in tutti i comparti manifatturieri interessati, e per l'industria dell'UE nel suo complesso, e la invita a garantire la competitività dell'UE nel contesto globale;

5.  è convinto che, finché la Cina non soddisferà tutti e cinque i criteri richiesti per essere considerata un'economia di mercato, l'UE dovrebbe utilizzare, nelle inchieste antidumping e antisovvenzioni sulle importazioni cinesi, una metodologia non standard per determinare la comparabilità dei prezzi, conformandosi e dando pieno effetto alle parti della sezione 15 del protocollo di adesione della Cina che non verranno a scadenza a dicembre 2016;

6.  invita la Commissione a rafforzare l'efficacia del suo strumento antidumping al fine di garantire all'industria dell'UE parità di condizioni con la Cina, nel pieno rispetto delle norme dell'OMC;

7.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

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Risoluzione del Parlamento europeo sullo status di economia di mercato della Cina (2016/2667(RSP))  
B8-0608/2016

Il Parlamento europeo,

–  vista la normativa antidumping dell'UE (regolamento (CE) n. 1225/2009 del Consiglio, del 30 novembre 2009, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea(1)),

–  visto il protocollo di adesione della Cina all'Organizzazione mondiale del commercio (OMC),

–  viste le sue precedenti risoluzioni sulle relazioni commerciali tra l'Unione europea e la Cina,

–  visto l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che l'Unione europea e la Cina sono due dei principali soggetti commerciali mondiali e che la Cina è il secondo partner commerciale dell'Unione europea, mentre l'Unione europea è il primo partner commerciale della Cina, con un volume di scambi giornaliero ben superiore a un miliardo di EUR;

B.  considerando che qualsiasi decisione circa il trattamento da riservare alle importazioni dalla Cina dopo il dicembre 2016 dovrebbe garantire la conformità del diritto dell'Unione europea alle norme dell'OMC;

C.  considerando che le disposizioni della sezione 15 del protocollo di adesione della Cina all'OMC che rimarranno in vigore dopo il 2016 offrono una base giuridica per l'applicazione di una metodologia non standard alle importazioni dalla Cina dopo il 2016;

D.  considerando che, dato l'attuale livello dell'influenza dello Stato sull'economia cinese, le decisioni delle imprese in materia di prezzi, costi, produzione e fattori di produzione non rispondono a segnali di mercato che rispecchiano l'offerta e la domanda;

E.  considerando che la sovraccapacità di produzione della Cina sta già avendo pesanti conseguenze sociali, economiche e ambientali nell'Unione europea, come dimostrato dalle recenti ripercussioni negative sul settore siderurgico dell'UE; che la concessione dello status di economia di mercato potrebbe avere un considerevole impatto sociale in termini di posti di lavoro nell'Unione europea;

F.  considerando che la consultazione pubblica lanciata di recente in merito alla possibile concessione dello status di economia di mercato alla Cina potrebbe fornire informazioni supplementari potenzialmente utili per affrontare la questione;

G.  considerando che la comunicazione della Commissione del 10 ottobre 2012 intitolata "Un'industria europea più forte per la crescita e la ripresa economica" fissa l'obiettivo di portare al 20 %, entro il 2020, il contributo dell'industria al PIL dell'Unione europea;

 

1.  ribadisce l'importanza del partenariato strategico tra l'UE e la Cina, nell'ambito del quale il commercio e gli investimenti hanno un ruolo essenziale e che dovrebbe essere basato sulla reciprocità e su mutui vantaggi;

2.  sottolinea che la Cina non è un'economia di mercato e che ancora non soddisfa i cinque criteri stabiliti dall'Unione europea per definire i paesi cui è riconosciuto tale status;

3.  esorta la Commissione a coordinarsi con i suoi principali partner commerciali, anche nel contesto del prossimo vertice del G7, quanto al modo migliore per garantire che tutte le disposizioni della sezione 15 del protocollo di adesione della Cina all'OMC che rimarranno in vigore dopo il 2016 abbiano pieno valore giuridico nel diritto nazionale, nonché a opporsi a qualsiasi concessione unilaterale alla Cina dello status di economia di mercato o di modifiche metodologiche;

4.  invita la Commissione a tenere debito conto dei timori espressi dall'industria europea e da vari portatori d'interesse in merito alle conseguenze per l'occupazione e la crescita economica sostenibile nell'UE in tutti i settori manifatturieri interessati, così come per l'intero comparto industriale dell'UE, e a garantire la competitività dell'Unione europea nel contesto mondiale;

5.  è convinto che, fintanto che la Cina non soddisferà i cinque criteri indicati dall'UE per essere considerata un'economia di mercato, l'UE dovrebbe utilizzare una metodologia non standard nelle indagini antidumping e antisovvenzione sulle importazioni dalla Cina in relazione alla determinazione della comparabilità dei prezzi, nell'assoluto rispetto di quelle parti della sezione 15 del protocollo di adesione della Cina che lasciano un margine sufficiente per l'applicazione di una metodologia non standard;

6.  invita la Commissione a dotarsi di uno strumento di difesa commerciale più efficace per garantire all'industria dell'UE condizioni di parità con la Cina, nel pieno rispetto delle norme dell'OMC, nonché ad assicurare che qualsiasi metodologia adottata difenda efficacemente l'industria dell'UE contro le importazioni dalla Cina oggetto di dumping;

7.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

Com. Stampa Parl. Europeo

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