Spareggi play-out di seconda categoria/Calabria, Sorride il Condofuri-Papa Francesco ma la bella Campese, non meritava di...piangere

01.05.2016 23:18

 

Calcio seconda categoria/Calabria, domenica 1° maggio-Il Condofuri (Papa Francesco) rientra dalla finestra, ma la Campese, non meritava di retrocedere

LO SPAREGGIO DEI PLAY-OUT, STAVOLTA,  ARRIDE AI COLORI DEL PONTEFICE, CI PENSA DAVIDE CASILE A TIRARE FUORI LE CASTAGNE DAL FUOCO CON LA ZAMPA DI GATTO

Domenico Salvatore

San Lorenzo (RC)-Sono stati necessari 120 minuti, tirati e sofferti di gioco, prima di poter alzare le braccia al cielo.

Il general manager Demetrio Brancati, ha sudato come un negro sulle piantagioni di cotone, canna da zucchero e caffè; senza giocare, nemmeno un minuto.

L’alta tensione sfiorava i 380. Tutta la stagione in 90 minuti  con tanto di tempi supplementari.

Anche stavolta, le condizioni climatiche sono state sfavorevoli e svantaggiose per i colori rossoblu.

Domenica scorsa, contro il Borgo Grecanico, ci ha pensato sua maestà il re dei venti, il mitico Eolo.

Forza sette, cinquanta-sessanta metri al secondo.

Ed oggi, ci ha pensato Giove Pluvio a riversare sul vecchio catino di Marina di San Lorenzo, acqua con i “bagghjioli”.

L’ottimo Marco Grimaldi di Reggio Calabria, aveva una bella gatta da pelare. I cartellini di sbarramento alla fine saranno una quindicina.

Partita brutta sul piano della tecnica individuale e collettiva.

Molto valida invece su quello atletico ed agonistico.

Gli eroi del giorno sono stati: Casile, che con quella sventola ha gonfiato la rete dell’uomoragno “campoto”; e Falcone, che ha salvato la porta ed il risultato con due uscite da kemikatze su ‘Willie’, lanciato a rete.

Il Condofuri, galvanizzato da mister Ciccio Scordo, ha giocato al risparmio di energie; caso mai si andasse ai tempi supplementari.

La tattica sparagnina, stavolta è servita. E’ la stessa di otto giorni fa contro il Borgo Grecanico.

I padroni di casa, a dire il vero hanno costruito alcune palle-goal e forse avrebbero meritato il vantaggio.

Ma nel gioco del calcio, come tutti sanno, bisogna mettere il pallone dentro, per poter dormire fra due guanciali.

Oggi l’ha fatto, sia pure a pochissimi minuti dalle fine dei tempi supplementari.

Con una sberla del match-winner  Casile, che ha mandato in delirio,  gli hooligans e skin-heads arringati da don Giovanni, che sa come raccogliere la pecorella smarrita. E comunque è sempre pronto a macellare il vitello più grasso per il ritorno del figliol prodigo alla casa del padre.

A quel punto, la Campese per salvarsi e mandare i padroni di casa all’inferno, dovevano segnare due reti.

Facevano difetto tuttavia, il tempo esiguo; l’energia, spesa nell’arco dei cento venti minuti e la lucidità, che non poteva  essere più, quella del primo tempo.

Serviva anche, il  personal trainer per insegnare a gestire lo stress, l’ansia e le emozioni.

La Campese, ci ha provato. In almeno un paio di occasioni ha pure gridato al goal, ma Falcone è volato sulla liane di Tarzan, meglio di Johnny Weissmuller. L’urlo di gioia è rimasto strozzato in gola.

Non ha adottato tattiche sparagnine. Si è catapultata lancia in resta, sotto l’area di rigore avversaria, con i difensori, i centrocampisti e gli attaccanti.

Con la bava alla bocca; con il sangue agli occhi; digrignando i denti e schiumando come Furia…”Furia a cavallo del west/che va piu' forte di un jet/quando fa il pieno di fieno/se no non sta in pie'/Furia a cavallo del west/che beve solo caffe'/per mantenere il suo pelo/il piu' nero che c'e'/io vorrei salire con te/e con te mezz'ora sarei/il capo dei banditi/prima io son piccolo io/tocca a me giocare con te/sono lo sceriffo io/tu sta zitto sono il capo dei banditi/sono lo sceriffo io/ma su Furia si sta anche in tre/Furia a cavallo del west/che lava i denti col seltz/per poi sorridere bene in fondo e' sul set/viva la Furia del west/cintura di karate'/per sgominare la banda/piu' in gamba che c'e'/io vorrei salire con te/e con te mezz'ora sarei/il capo dei Moicani/prima io son piccolo io/tocca a me giocare con te/sono Davy Crockett io/tu sta zitto sono il capo dei Moicani/sono davy crockett io/ma su Furia si sta anche in tre../. Il pieno di spinaci come Bracciodiferro quando debba affrontare Brutus.

Senza timori riverenziali, né sudditanze psicologiche la formazione dello Stretto si è catapultata a ridosso dell’area di rigore.

Come Batman quando debba affrontare il Jolly; Nembo Kid contro Lex Luthor; Braccio di ferro contro Brutus; l’ispetto Ginko contro Diabolik; Ettore contro Achile; Cassius Clay contro George Foreman, Felice Gimondi contro Eddy Mercx, se non Coppi contro Bartali, Adriano Panatta contro Bijorn Borg e così via.

L’intesa non era perfetta come quale fra Sandokhan e Yanez de Gomera; Topolino e Pipppo;Heidi e Peter.

Inizialmente gli ‘scolari’ hanno studiato la tattica da adottare. Come i felini nella savana del National Park del Masai Mara o del Serengeti.

Cambridge, Harward, Oxford, Columbia University, Università del Massachusset, California Institute of Technology, La Cattolica di Milano, la Sapienza di Roma, il Politecnico di Torino ecc.

O se preferite, Coverciano: 4-4-2, 4-5-1, 3-5-2.

Difese supercorazzate, Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non crollò perché era fondata sopra la roccia.

Tutti ‘cercavano’il dio-arbitro, che  duro d’orecchi andava per la sua strada e rispondeva come Rhett Butler a Patrizia O’Hara in “Via col vento”…”Francamente me ne infischio”.

Lo volevano: malleabile, cedevole, accomodante arrendevole e remissivo. Certamente, non arcigno, severo, accigliato, irascibile, lunatico e se servisse, scorbutico ed antipatico.

In realtà il signor Marco Grimaldi di Reggio Calabria, ha diretto secondo le regola, applicando il regolamento con autorevolezza e calma olimpica.

Alla fine sono andati tutti a stringergli la mano.

Ma la partita pur nella sua durezza, richiesta dall’altissima posta in palio, è rimasta sui binari della correttezza, del bon ton e del fair-play.

In campo e sugli spalti, dove nonostante le intemperie atmosferiche, avevano preso posto, campesinos, peones ed aficionados in cerca di emozioni.

Ha retto bene il vecchio impianto ghiaioso. Anche perché a metà del secondo tempo, sono usciti i figli del Sole: Ochimo, Cercafo, Macareo , Atti, Tenage, Triopa e Candalo.

Nello spazio di qualche minuto, il fondo è tornato perfettamente asciutto.

Gara sofferta, interpretata con fioretta e spada, ma poi è comparsa anche la sciabola.

Non sono mancate le mische furibonde e spazio per i campioni di wrestling…John Cena, Big Show, Batista,Tigerman, Hulk Hogan, Eddie Guerrero, Kurt Angle, Undertacher.

Le ruote da pioggia, hanno ceduto il posto a quelle per la pista asciutta…Michelin, Goodyear, Firestone, Kleber, Dunlop. Pit stop perfetto sugli opposti fronti.

L’ira, la rabbia e la collera ribollivano come il magma sotto i campi Flegrei, i lapilli e cenere nella Valle del Bove sopra Catania.

Non mancavano i cascatori di professione. Stuntmen alla ricerca di una statuetta d’oro ad Hollywood.

Sull’orlo di una crisi di nervi ed in debito di ossigeno negli ultimi minuti, quando ognuno doveva raschiare il barile, alla ricerca di un filo d’ossigeno… (il mio regno per un cavallo, che il leggendario William Shakespeare mette in bocca a Riccardo III), i nostri eroi, hanno lottato come i sanculotti alla Bastiglia.

Come Orlando e Rinaldo per i begli occhi di  Angelica.

Raramente si è vista una partita giocata per centoventi minuti, in ogni angolo del campo, con impeto e passione.

Prima valzer, tango e mazurka, ma poi twist, samba e rock and roll.

La nota positiva è il ritorno in grande stile o rispolvero del vecchio stadio di Saltolavecchia.

Un tempo, teatro di epocali battaglie, fra Chorio e Pro Torre, ma anche della Trinità di Carlo Tripepi, mitico paladino del calcio melitese.

Sulle sponde dell’Agrifa sono passati un sacco ed una sporta di calciatori, allenatori, presidenti, direttori sportivi di 1^, 2^ e 3^ categoria, Amatori, Calcio giovanile.

Poi, il dimenticatoio, l’incuria, l’anonimato, l’isolamento.

Si deve, al presidente (Trinità, Vallata Bagaladi San Lorenzo ed Omega Bagaladi San Lorenzo, Valle Grecanica, Borgo Grecanico, Condofuri Papa Francesco), Giovanni Villari, una passione che sposta le montagne, se queste scene siano calcate di nuovo ed alla grande.

Senza nulla togliere agli altri, che hanno avuto ed hanno, un ruolo importante.

Ora ci sarà il riposo del guerriero. Non a Sharm El Sheik, alle Maldive od alla Hawaii, Acapulco, Miami Beach o Copacabana.

E nemmeno alle Isole Eolia o Lipari, Costiera Amalfitana, Costa Verde o Smeralda, Cinqueterre, Portofino, Versilia, Lignano Sabbiadoro, Riccione, Rimini, Cattolica e via di seguito.

Poi bisognerà affrontare la vexata quaestio della fusione o confusione fra le due società dirimpettaie: Condofuri e  ‘Papa Francesco’.

Perfezionare l’intesa o scindere, ognuno per fatti suoi.

In attesa di conoscere se il sindaco Salvatore Mafici intenda dare risposta alle richiesta della società.

Per intenderci, se intenda completare il restyling; oppure il maquillage, debba considerarsi un sogno nel cassetto, buonanotte e buonasera.

Di solito a giugno le squadre sono bell’e pronte; salvo qualche piccolo ritocco, strada facendo.

Tra qualche giorno  arriverà la stagione balneare. Tutti al mare dice Gabriella Ferri…”tutti ar mare tutti ar mare/a mostra’ le chiappe chiare/co’ li pesci in mezzo all’onne/noi s’annamo a diverti’/…”. I più fortunati. Gli altri potranno cantare con Isabella Iannetti…Io quest’anno il mare l’ho veduto solamente in cartolina….In ogni caso come suggerisce Giuni Russo…”Un'estate al mare/Voglia di remare/Fare il bagno al largo/Per vedere da lontano gli ombrelloni-onioni/Un'estate al mare/Stile balneare/Con il salvagente per paura di affogare/. Se qualcheduno voglia seguire  Piero Focaccia…”Stessa spiaggia, stesso mare’. Oppure  Edoardo Vianello…”A Abbronzatissima/sotto i raggi del sole,/come è bello sognare,/abbracciato con te./A Abbronzatissima/a due passi dal mare,/come è dolce sentirti/respirare con me./Sulle labbra tue dolcissime/un profumo di salsedine/sentirò per tutto il tempo/di questa estate d'amor./Quando il viso tuo nerissimo/tornerà di nuovo pallido,/questi giorni in riva al mar/non potrò dimenticar./”

Pertanto, non c’è molto tempo da perdere. Il nodo c’è e va sciolto. Il dubbio anche.

C’è tanta voglia di pallone. La passione, si è risvegliata come ai vecchi tempi. Squadre e società scomparse che tornano in auge…Africo, Bianco, Brancaleone, Palizzi, Bovese, Condofuri, Melito, Lazzaro, Bocale, Pellaro.

Mens sana in corpore sano, O.K. ma anche tanti valori morali ed ideali che passano attraverso lo sport, il calcio.

Onestà, onore, coraggio, libertà, democrazia, solidarietà, messaggi contro la violenza, senso di appartenenza, striscioni con slogans, dialogo, confronto delle idee, gioco di squadra ecc.

Domenico Salvatore

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