Se n'è andato il leader radicale Marco Pannella,ha vinto mille battaglie, ma, ha perso l'ultima con la morte

19.05.2016 22:13

E' morto, aveva 86 anni. La  Bonino: "Mancherà a tutti". Renzi: "Leone della libertà". Era ricoverato, lottava da tempo contro due tumori, ma aveva subito anche quattro by-pass.

IL CANCRO HA PIEGATO L’ONOREVOLE MARCO PANNELLA

Domenico Salvatore

Quanti personaggi, personalità, persone, ci son passate davanti, in questi quasi settanta. Sono sfilati, quei nove presidenti della Repubblica o Capi di Stato su undici eletti: Enrico De Nicola, Luigi Einaudi, Giovanni Gronchi, Antonio Segni, Giuseppe  Saragat, Giovanni Leone, Francesco Cossiga, Sandro Pertini e Oscar Luigi Scalfaro.  

Quei capi del Governo, premier o presidenti del Consiglio, se non Primi Ministri: Alcide De Gasperi, Giuseppe Pella, Amintore Fanfani, Mario Scelba, Antonio Segni, Adolfo Zoli, Fernando Tambroni, Giovanni Leone, Aldo Moro, Mariano Rumor, Emilio Colombo, Giulio Andreotti, Francesco Cossiga, Arnaldo Forlani, Giovanni Spadolini, Bettino Craxi, Giovanni Goria.

E tanti altri leaders, come Palmiro Togliatti, Umberto Terracini, Giorgio Amendola, Pietro Ingrao, Alessandro Natta, Armando Cossutta, Luigi Longo, Paolo Bufalini, Gerardo Chiaromonte, Napoleone Colajanni, Guido Fanti, Nilde Iotti, Luciano Lama, Emanuele Macaluso, Antonello Trombadori, Enrico Berlinguer, Pio La Torre, Adalberto Minucci  Giancarlo Pajetta, Ugo Pecchioli,   Tonino Tatò,  Lucio Colletti, Sandro Curzì, Lucio Libertini, Sergio Garavini, Luigi Pintor, Lucio Magri, Pietro Secchia; Flaminio Piccoli, Benigno Zaccagnini, Mino Martinazzoli, Guido Gonella, Giuseppe Dossetti, don Luigi Sturzo, Ferruccio Parri, Attilio Piccioni, Giacinto Bosco, Giovanni Gioia, Franco Maria Malfatti, Giorgio Bo, Giulia Pastore, Fiorentino Sullo; Francesco De Martino, Giacomo Mancini, Pietro Nenni, Riccardo Lombardi, Mauro Ferri, Mario Tanassi, Lelio Basso, Claudio Martelli, Enrico Manca, Vincenzo Balzamo; Giuseppe Romita, Pierluigi Romita, Mauro Ferri,  Franco Nicolazzi, Antonio Cariglia; Ugo La Malfa, Bruno Visentini, Oddo Biasini, Libero Gualtieri, Oronzo Reale, Oscar Mammì, Valerio Zanone; Giovanni Malagodi, Agostino Bignardi, Alfredo Biondi, Renato Altissimo; Giorgio Almirante, Augusto De Marsanich, Arturo Michelini, Pino Rauti, Junio Valerio Borghese, Gino Birindelli, Alfredo Covelli, Pino Romualdi, Nino Tripodi, Egidio Sterpa, Achille Lauro, Vito Miceli, Gastone Nencioni, Giuseppe Tatarella, Franco Servello, Giorgio Pisanò; Gianfranco Miglio, Franco Castellazzi, Vito Gnutti; Leopoldo Piccardi, Mario Pannunzio, Ernesto Rossi, Nicolò Carandini, Leo Valiani, Guido Calogero, Giovanni Ferrara, Paolo Ungari, Elio Vittorini, Arnoldo Foà, Gianfranco Spadaccia, Roberto Cicciomessere, Loris Fortuna, Tullio Vecchietti, Dario Valori, Peppino Impastato.

Di quelli che ci vengono in mente. Ma è scontato, che ne abbiamo saltati tantissimi, che meriterebbero la citazione.

Come il senatore a vita Giovanni Agnelli ed i suoi fratelli, Umberto, senatore e Susanna, deputato, senatore, sindaco e ministro, anche europarlamentare, Enzo Tortora e via di seguito.

Ed ora, anche Marco Pannella, uno dei padri della politica nazionale, che con i suoi celeberrimi scioperi della fame e della sete, uniti a quelli di piazza, ha vinto tante battaglie. A parte, le storiche conquiste di civiltà, che hanno segnato un’epoca.

Tutta gente che di riffe o di raffe ha avuto un ruolo nell’immaginario collettivo. Li abbiamo visti ‘passare’ nella nostra infanzia, nell’adolescenza, nell’età adulta; ed anche…oltre.

Non citiamo qui, i ben numerosi cantanti, attori, attrici, calciatori, uomini di sport e di spettacolo, che con le loro imprese sportive, hanno riempito la nostra vita; con le loro canzoni, i loro films, hanno riempito i nostri pomeriggi, le serate, le nottatacce.

 

 "Il cordoglio del Presidente della Giunta regionale Mario Oliverio per la scomparsa di Marco Pannella (19 giugno 2016).

 

Appena appresa la notizia della scomparsa di Marco Pannella, il Presidente della Giunta regionale, Mario Oliverio, ha affermato: "Ci mancheranno molto la sua grande coerenza, la sua passione politica e le sue grandi battaglie in difesa dei diritti civili". f.d."

 

L’Ansa annuncia:”E' morto Marco Pannella. Aveva 86 anni. Il leader radicale, protagonista delle battaglia per i diritti civili nella storia italiana, era ricoverato in una clinica. La camera ardente si aprirà a Montecitorio a partire da domani alle ore 15. Poi nella notte in via di Torre Argentina si terrà una veglia al partito radicale.

Pannella da anni lottava contro due tumori. Negli ultimi giorni le sue funzioni vitali erano peggiorate. L'annuncio della sua morte è stato dato in diretta da Radio Radicale che sempre ieri aveva dato notizia del ricovero. Lo storico leader dei radicali aveva da poco compiuto 86 anni.  

Capopartito, guru, difensore degli emarginati, censore della partitocrazia e politico navigato, alfiere dei diritti individuali e inventore della disobbedienza civile : Pannella è stato tutte queste cose e molte altre ancora. Uno capace di attirare tra i radicali i giovani contestatori degli anni settanta e poi, vent'anni dopo, di allearsi con Berlusconi. Ma nessuno direbbe che è stato un voltagabbana. Per lui l'importante era far vincere le sue idee. Certo non è stato un politico convenzionale: farsi arrestare per aver fumato uno spinello in pubblico (successe nel 1975) non è da tutti.

Anche la sua vita privata è stata fuori dagli schemi: "Sono legato da 40 anni alla mia compagna Mirella, ma ho avuto tre o quattro uomini che ho amato molto. E con lei non c'è stata mai nessuna gelosia". Nessun figlio dalla moglie; ma forse più d'uno, per sua stessa ammissione, sparsi in giro per l'Italia, frutto dei suoi amori giovanili. I successi li ha costruiti con due armi: le sue parole e il suo corpo. Era lui il "signor Hood" di una canzone che gli aveva dedicato Francesco De Gregori: "con due pistole caricate a salve e un canestro pieno di parole".

"Un grande leader politico, il leader radicale che ha segnato la storia di questo paese con battaglie talvolta controverse ma sempre coraggiose e a viso aperto. Rendo omaggio a nome mio e del governo alla storia di questo combattente e leone della libertà". Così il premier Matteo Renzi commenta la morte di Marco Pannella.

Ed Emma Bonino, intervenendo a Radio Radicale, lo ricorda così: "Mancherà a tutti penso persino ai suoi avversari Marco Pannella molto amato ma poco riconosciuto nei suoi meriti in questo paese che tanto gli deve. Credo che ora molti dovrebbero riflettere, ora che non è più in vita, sui suoi meriti e la sua presenza nella storia di questo Paese".

Hanno fatto sentire la loro voce tutte le massime autorità nazionali. Dal presidente della Repubblica, al premier, sino ai presidenti di Camera e Senato, responsabili dei partiti, dei sindacati, della così detta società civile.

Marco Pannella, scrittore, saggista, giornalista, antropologo, editorialista, politico, ha segnato un’epoca; si definiva radicale, socialista, liberale, federalista europeo, anticlericale, antiproibizionista, antimilitarista, nonviolento e gandhiano.

C’è, chi piange il grande leader, politico e giornalista. E chi, versa lacrime di coccodrillo. Semel in anno licet insanire. Se n’è andato, senza ricevere la nomina a ‘senatore a vita’, che gli competeva.

Le ben numerose iniziative di Marco Pannella, talora facevano discutere. Compresa quella di tesserare nel PR, il padrino della ‘ndrangheta calabrese e pianigiana, Giuseppe ‘don Peppino’ Piromalli.

Scriveva Radio Radicale:”

Di Faccini Liliana - 13 maggio 1995

PANNELLA: SE PIROMALLI MUORE SARA’ ASSASSINIO COLPOSO, PRETERINTENZIONALE, O SOLAMENTE PERMESSO (ECCEZIONE FRA ALTRE) ALLA BUROCRAZIA GIURISDIZIONALE O E MINISTERIALE?

Roma, 13 Maggio 1995

Abbiamo ricevuto il seguente telegramma da Giuseppe Piromalli, più volte condannato per associazione a delinquere di stampo mafioso, ma - anche - più volte avendo avuto annullate dalla Cassazione condanne all’ergastolo: (segue testo del telegramma)

“Sono Giuseppe Piromalli ho 75 anni sono gravemente ammalato affetto da molte patologie cardiopatia ischemica ulcera gastrica artrosi deformante ipertrofia della prostata ipertensione arteriosa diabete e altro non chiedo la revoca dell’articolo 41 bis nè tanto meno la sospensione della pena chiedo solo che mi si dia la possibilità di curarmi che si dia la possibilità agli specialisti competenti di poter venire a visitarmi a mie spese ho chiesto da circa due mesi una visita specialistica a mie spese al momento nulla è stato fatto voglio sapere se debbo morire in carcere per la negligenza di chi di competenza o che mi si dica come superare questi ostacoli certo del suo interessamento sul caso umano con vive cordialità Giuseppe Piromalli” (fine del telegramma).

Sono anni che Piromalli denuncia e documenta comportamenti disumani e illegittimi ai suoi danni. Se egli dvesse soccombere cosa che evidentemente ci auguriamo non accada, anche a causa di questi comportamenti, oggetto da parte nostra, più volte, di interrogazioni e di segnalazioni alle “autorità competenti”, si tratterebbe di omicidio colposo, preterintenzionale, e di che altro?

E la burocrazia ministeriale, oltre a quella, giurisdizionale, sarebbe coinvolta, o no?

O la pena di morte, oltre che di tortura, è esclusa, “salvo” eccezioni, stabilite ad libitum di lor signori: eccezioni “mafiose”, “politiche”, “giudiziarie” (Falcone, assassinato in immagine prima che nei fatti; Mancuso, speriamo solamente per ora, solamente in immagine?)”. Domenico Salvatore

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