Riforme Costituzionali, Federalismo, Nuovo Senato, tutte le novità del ddl Boschi

13.04.2016 04:32

Riforme: Federalismo e nuovo Senato, ABC ddl Boschi

UNO STATO PIU’ AGILE E SNELLO PER AFFRONTARE I TEMI DELLA VITA POLITICA, SOCIALE, ECONOMICA E MORALE DEL TERZO MILLENNIO, DELLA ROUTINE QUOTIDIANA ED AVERE VOCE IN CAPITOLO IN EUROPA

Domenico Salvatore

I presidente della Repubblica: Enrico De Nicola, Luigi Einaudi, Giovanni Gronchi, Antonio Segni, Giuseppe Saragat, Giovanni Leone, Sandro Pertini, Francesco Cossiga, Oscar Luigi Scalfaro, Carlo Azeglio Ciampi, Giorgio Napolitano, Sergio Mattarella; i presidenti della Camera: Giovanni Gronchi, Giovanni Leone, Brunetto Bucciarelli-Ducci, Pietro Ingrao, Nilde Jotti, Oscar Luigi Scalfaro, Giorgio Napolitano, Irene Pivetti, Luciano Violante, Pierferdinando Casini, Fausto Bertinotti, Gianfranco Fini e Laura Boldrini; i presidenti del Senato: Ivanoe Bonomi, Enrico De Nicola, Giuseppe Paratore Meuccio Ruini, Cesare Merzagora, Ennio Zelioli-Lanzini, Amintore Fanfani (Tre volte), Giovanni Spagnolli, Tommaso Morlino, Vittorino Colombo, Francesco Cossiga, Giovanni Malagodi, Giovanni Spadolini, Carlo Scognamillo, Nicola Mancino, Marcello Pera, Franco Marini, Renato Schifani, Pietro Grasso; ed i Capi di Governo ( Premier o Presidenti del Consiglio dei Ministri): Alcide De Gasperi, Giuseppe Pella, Amintore Fanfani, Mario Scelba, Antonio Segni, Adone Zoli, Amintore Fanfani, Fernando Tambroni, Aldo Moro, Mariano Rumor, Emilio Colombo, Giulio Andreotti, Francesco Cossiga, Arnaldo Forlani, Bettino Craxi, Giovanni Goria, Ciriaco De Mita, Giuliano Amato, Carlo Azeglio Ciampi, Silvio Berlusconi, Lamberto Dini, Romano Prodi, massimo D’Alema, Mario Monti, Enrico Letta, Matteo Renzi, hanno sempre avuto a cuore le sorti dello Stato. Statuto Costituzione, Leggi Costituzionali, Leggi Elettorali.

E di converso hanno abbozzato di volta in volta, ‘veri’ o presunti ammodernamenti dello Stato. Un po’ meno della Costituzione; che anzi, è stato per decenni l’argomento principale della consultazioni elettorali; delle campagne elettorali ad ogni livello. Convegni a perdere, tavole rotonde, pubbliche assemblee, seminari, simposiii, relazioni, dibattiti, Congressi della CGIL, CISL, UIL, dei partiti, Direzioni Nazionali, Comitati Centrali, dibattiti al Governo, alla Camera ed al Senato, ma anche in sede regionale, provinciale e comunale, Usl, Asl, Asp, Comunità Montane, Consorzi, dibattiti nelle Università, nelle scuole di ogni ordine e tipo e così via.

L’erba trastulla per gonzi, allocchi, semplicioni e fessacchiotti. Una logorrea interminabile per accalappiare messi di voti; una solfa, buona per tutti i tipi di campagna elettorale, indottrinata, ammaestrata, urlata, a freddo ed a caldo.

Come ti erudisco il pupo. Punto fermo il pluralismo e l’imparzialità dell’informazione, lo spazio riservato alla dialettica delle opinioni. Altro punto ferma l’ammodernamento generazionale della Pubblica Amministrazione.

Il lancio dell’Ansa”Stop al bicameralismo perfetto; un Senato con meno poteri legislativi e composto da 95 senatori eletti dai Consigli regionali ma con legittimazione popolare che potrà proporre modifiche alle leggi approvate dalla Camera; nuovo Federalismo, con abolizione delle materie di competenza concorrente tra Stato e Regioni e alcune competenze strategiche riportate in capo allo Stato. Abolizione definitiva delle Province e del Cnel.

Sono i pilastri della riforma Costituzionale approvata definitivamente dalla Camera che non tocca i poteri del governo ma modifica e completa quella del Titolo V del marzo del 2001, che ha introdotto il Federalismo.

CAMERA - Sara' l'unica a votare la fiducia. I deputati restano 630 e verranno eletti a suffragio universale, come oggi.

SENATO - Continuera' a chiamarsi Senato della Repubblica, ma sara' composto da 95 membri eletti dai Consigli Regionali (21 sindaci e 74 consiglieri-senatori), piu' 5 nominati dal Capo dello Stato che resteranno in carica per 7 anni. Avra' competenza legislativa piena solo su riforme e leggi costituzionali. Per quanto riguarda le leggi ordinarie, potra' chiedere alla Camera di modificarle, ma Montecitorio non sara' tenuta a dar seguito alla richiesta. Se il Senato chiede alla Camera di modificare una legge che riguarda il rapporto tra Stato e Regioni, l' assemblea di Montecitorio puo' respingere la richiesta solo a maggioranza assoluta.

LEGITTIMAZIONE POPOLARE - Saranno i cittadini, al momento di eleggere i Consigli Regionali a indicare quali consiglieri saranno anche senatori. I Consigli, una volta insediati, saranno tenuti a ratificare la scelta.

SENATORI-CONSIGLIERI: I 95 senatori saranno ripartiti tra le Regioni in base al loro peso demografico. I Consigli Regionali eleggeranno con metodo proporzionale i senatori tra i propri componenti; uno per ciascuna Regione dovra' essere un sindaco.

IMMUNITA': I nuovi senatori godranno delle stesse tutele dei deputati. Non potranno essere arrestati o sottoposti a intercettazione senza l'autorizzazione del Senato.

FEDERALISMO: Sono riportate in capo allo Stato alcune competenze come energia, infrastrutture strategiche e sistema nazionale di protezione civile. Inoltre, su proposta del governo, la Camera potra' approvare leggi anche nei campi di competenza delle Regioni, "quando lo richieda la tutela dell'unita' giuridica o economica della Repubblica, ovvero la tutela dell'interesse nazionale".

VOTO IN DATA CERTA: i Regolamenti parlamentari dovranno indicare un tempo certo per il voto dei ddl del governo; vengono introdotti limiti al governo sui contenuti dei decreti legge.

PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA: Lo eleggeranno i 630 deputati e i 100 senatori. Per i primi tre scrutini occorrono i due terzi dei componenti, poi dal quarto si scende ai tre quinti; dal settimo scrutinio sara' sufficiente la maggioranza dei tre quinti dei votanti (oggi il quorum e' piu' basso, maggioranza assoluta degli aventi diritto dalla quarta votazione in poi).

CORTE COSTITUZIONALE: Dei 15 giudici Costituzionali, 3 saranno eletti dalla Camera e 2 dal Senato.

REFERENDUM: Introdotto un quorum minore per i referendum sui quali sono state raccolte 800.000 firme anziche' 500.000: per renderlo valido bastera' la meta' degli elettori delle ultime elezioni politiche, anziche' la meta' degli iscritti alle liste elettorali.

REFERENDUM PROPOSITIVI: vengono introdotti con la riforma; una legge ordinaria ne stabilirà le modalità di attuazione.

DDL DI INIZIATIVA POPOLARE: Salgono da 50.000 a 150.000 le firme necessarie per presentare un ddl di iniziativa popolare. Pero' i regolamenti della Camera dovranno indicare tempi precisi di esame, clausola che oggi non esiste.

LEGGE ELETTORALE - Introdotto il ricorso preventivo sulle leggi elettorali alla Corte Costituzionale su richiesta di un quarto dei componenti della Camera. Tra le norme transitorie c'e' anche la possibilita' di ricorso preventivo gia' in questa legislatura. Anche l'Italicum potrebbe finire dunque all'esame della Corte.

PROVINCE - Vengono cancellate dalla Costituzione, atto necessario per abrogarle definitivamente.

CNEL - Abrogato il Consiglio Nazionale Economia e Lavoro, organo costituzionale secondo la Carta del 1948.”

Le riforme fanno bene; ma il vero tallone d’Achille è il lavoro. E la pressione fiscale asfissiante. C’è gente, che accende mutui per pagare le tasse. Matteo Renzi, assicura che si uscirà da questo tunnel. Domenico Salvatore

Cerca nel sito