Reggio Calabria, provincia --- Arresti, refurtive

30.04.2016 10:03

"29 aprile 2016, in Rosarno (RC), i Carabinieri hanno tratto in arresto LEMMA Carmelo, di anni 54 da Rosarno, già noto alle FF.OO., per il reato di bancarotta fraudolenta, in esecuzione al provvedimento di detenzione domiciliare, emesso dal Tribunale di Palmi. Prevenuto dovrà espiare la pena di anni 01 e mesi 04 di reclusione presso la propria abitazione.

 

29 aprile 2016, in Contrada Olmelli di Rosarno (RC), i Carabinieri hanno tratto in arresto SCATTARREGGIA Salvatore, di anni 32 da Rosarno, già noto alle FF.OO., per i reati di danneggiamento aggravato, lesioni pluriaggravate e minacce aggravate nei confronti dei prossimi congiunti, in esecuzione al provvedimento di custodia cautelare presso un luogo di cura, emesso dal Tribunale di Palmi.

 

 

 

 Il 29 aprile, i militari della Stazione CC di Gioia Tauro, nell’ambito di mirati servizi tesi a contrastare i reati ai danni del patrimonio, a seguito di una accurata e prolungata perquisizione effettuata nelle palazzine popolari di Contrada Ciambra di Gioia Tauro, in uno scantinato ben riparato, rinvenivano Kg. 780 di rame oggetto di furto.

Durante le operazioni di p.g. - ostacolate, tra l’altro, da alcuni soggetti successivamente identificati - venivano deferiti in s.l. nr. 04 uomini (tra i quali 02 minorenni) per il reato di ricettazione di cavi industriali di rame e posta sequestro una sofisticata apparecchiatura, ovvero una Spellacavi Elettrica Motorizzata, che serviva per scindere la guaina in materiale plastico dal rame vero e proprio e poterlo rimettere in commercio nel mercato illecito.

I cavi accatastati erano adagiati in uno scantinato che fungeva da vero e proprio deposito, le cui finestre erano schermate, rendendo quindi inaccessibile dall’esterno i locali.

Non è la prima volta che in questa Contrada periferica di Gioia Tauro avvengano questi sequestri di materiale precedentemente asportato altrove.

I Carabinieri stanno adesso indagando per carpire dove possa essere avvenuta l’asportazione dei suddetti cavi e tutto lascia presupporre che il “bottino” provenisse comunque dalla Piana di Gioia Tauro. 

 

 

Il 27 aprile, alle prime ore del giorno, i Carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro, unitamente a quelli dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria”, nell’ambito di mirati servizi tesi a contrastare l’illegale detenzione di armi da fuoco, a seguito di una accurata e prolungata perquisizione effettuata in un mattonificio e nei limitrofi terreni siti tra Rosarno e San Ferdinando, in Cda Granatara, rinvenivano, ben occultata all’interno di un canale di scolo in disuso, con sopra diverse cataste di mattonelle, nr. 01 Pistola cal. 9x19 marca GLISENTI mod. 1910, in uso alle FF.AA. tedesche, munita di caricatore monofilare ed in buono stato di conservazione.

Nel protrarsi delle operazioni, nel sottosella della carcassa di un ciclomotore di proprietà di P.P.A., di anni 66, venivano, inoltre, rinvenute nr. 100 (cento) cartucce a palla di piombo arrotondata cal. 32 auto/7,65 browning, custodite all’interno di nr. 02 (due) pacchi, in perfetto stato.

Nel prosieguo dell’attività i militari dell’Arma setacciavano rinvenendo ben nr. 05 GAP (Giubbetti Anti Proiettile) nascosti sul margine di una stradina interpoderale sita nei pressi del mattonificio, in un terreno di una famiglia di San Ferdinando, ognuno con la propria custodia/involucro ed ancora efficienti e funzionali.

Per quanto riguarda l’arma da guerra, a seguito dei relativi accertamenti, veniva tratto in arresto, in flagranza di reato CACCAMO Angelo, di anni 32 da Rosarno, incensurato, che lavora come operaio all’interno del mattonificio di proprietà di suoi stretti parenti; per ciò che attiene al munizionamento veniva invece deferito in s.l. il proprietario del motorino, P.P.A., di anni 66 da Rosarno, già noto alle FF.OO., che se ne assumeva la paternità.

Sono in corso ulteriori attività d’indagine per comprendere la provenienza dei giubbetti anti proiettili, di cui nr. 04 risultano di fabbricazione italiana.

 

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