Reggio Cal. - Sculco e Mangialavori sulla visita di Renzi.

28.04.2016 22:45

“L’arrivo del premier Renzi a Reggio per l’inaugurazione del Museo archeologico nazionale e la sigla del ‘Patto per la Calabria’ è un’ottima notizia”. E’ quanto sostiene la consigliera regionale di Calabria in rete Flora Sculco che, qualche giorno addietro, ha espresso apprezzamento “per il miliardo di euro destinato alla nostra regione nella logica del ‘Patto per la Calabria’ che ci ha visto - sottolinea -  protagonisti, dopo l’annuncio del Masterplan per il rilancio del Sud del Governo, con iniziative istituzionali in seno al Consiglio regionale, incontri, dibattiti e convegni sul territorio che hanno coinvolto le istanze sociali, imprenditoriali e professionali e la stessa società civile”. Per la consigliera regionale “si tratta di un’occasione importante che richiede, tuttavia, un lavoro straordinario di programmazione e canalizzazione per la realizzazione di opere strategiche e per il rilancio di sviluppo e occupazione. Senza dubbio - prosegue Sculco - questo primo step e l’arrivo del capo del Governo per la sigla del ‘Patto per la Calabria’ costituiscono un segnale tangibile d’attenzione.  Siamo dinanzi ad una svolta, che però va ulteriormente arricchita di contenuti e di progetti attraverso una partecipazione condivisa e plurale in primo luogo delle istanze rappresentative dei territori. La sfida dello sviluppo del Mezzogiorno è la sfida della crescita del Paese intero. Dovranno essere rispettati il percorso, la nuova metodologia, l’entità delle risorse ipotizzate (tenendo conto che il Masterplan indica in 100 miliardi di euro la somma da impegnare dal 2016 al 2023), gli strumenti e soprattutto i ritmi e i tempi entro i quali questa missione per il Sud va realizzata. Tutto questo per fugare i rischi che le risorse investite siano frammentate in tante azioni scollegate da una visione di sviluppo. È questo lo sforzo e l’impegno maggiore che devono svolgere gli organi di indirizzo e di governo della Regione”.
Ad avviso di Sculco: “serve un coinvolgimento collettivo. Serve fare squadra, abbandonando individualismi e campanilismi che nel tempo hanno finito con l'indebolire lo stesso potere di negoziazione della Calabria e occorre la condivisione di strategie per un nuovo e qualificato e moderno sviluppo”.

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“Invece della passeggiata a Reggio, dove per l’occasione i suoi ‘amici’
stenderanno tappeti di velluto come se la città non fosse sommersa dai
problemi, il premier Renzi farebbe meglio a venire a risolvere le difficoltà
dei dipendenti della Provincia di Vibo Valentia da mesi e mesi senza stipendio
o con stipendi accreditati a singhiozzo e senza alcuna risposta risolutiva da
parte degli esponenti del governo nazionale”. Giuseppe Mangialavori,
consigliere regionale della Cdl, è tranciante: “Il Governo scherza col fuoco!
Non si rende conto che, abbandonando a sé la vertenza dei dipendenti della
Provincia di Vibo, il rischio è che si acuisca un disagio sociale che potrebbe
avere esiti imprevedibili. Non si possono chiudere gli occhi dinanzi ad un
disagio così eclatante che mette in discussione insieme al posto di lavoro

 le prospettive di interi nuclei familiari in una realtà già di per sé mortificata

 dalla penuria di lavoro e di investimenti pubblici e privati e da una vera e propria
desertificazione industriale”.

Aggiunge Mangialavori: “Le passeggiate in Calabria di Renzi ormai in caduta libera nel Paese, 

sono note per non aver mai  lasciato segni tangibili del suo passaggio. Mesi fa asserì che la 

Calabria era la madre delle battaglie e poi abbiamo visto che non è successo nulla.

 Le sue discese nel profondo Sud sono sempre indotte da ragioni che non riguardano 

le prospettive della nostra regione. In questo caso, si tratta di campagna elettorale, 

non per far vincere i suoi candidati che a Cosenza e Crotone
sentono già il vento della sconfitta, ma per creare consenso intorno ad un
riforma della Costituzione che viola i principi basilari della partecipazione e
del pluralismo democratico. Ciò che stupisce - conclude Mangialavori - 

è l’acquiescenza e il ‘tutto va bene madama la marchesa’ dei politici calabresi del
Pd che di fronte alla montagna irrisolta di problemi non dovrebbero neppure
riceverlo o al più chiedergli di assumersi le proprie responsabilità”.

 

ll                                                                                                L'Ufficio Stampa del CONS REGIONALE

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