Quelle 'cattedrali' del calcio europeo, dove è severamente proibito di arrivare secondi

04.01.2016 22:01

Il Real Madrid ha deciso di esonerare Rafa Benitez. Al suo posto arriverà Zinedine Zidane. Sono i media spagnoli ad anticipare l'imminente cambio di panchina, che sarà ufficializzato in serata: la decisione è stata presa al termine di una riunione tenutasi al Bernabeu e che ha preso atto degli scarsi risultati ottenuti nelle ultime settimane
QUELLE PIAZZE EUROPEE ESPLOSIVE, DOVE  ARRIVARE SECONDI VUOL DIRE "LICENZIAMENTO IN TRONCO" (DELL'ALLENATORE)
Domenico Salvatore
Ma i presidenti di club, comandano ancora? Milano, Roma, Torino. Oppure Madrid, Barcellona e financo Londra, Liverpool, Manchester, se non Parigi, Berlino, Monaco Dortmund, Amsterdam. Stoccolma, Bruxelles, periodicamente tremano, travolti da terremoti societari o delle panchine paragonabili al decimo grado della Scala Richter. Mister nelle polvere, dopo gli altari delle Coppe europee. Templi del calcio planetario, che hanno vinto tutto ciò, che ci fosse da vincere a livello di nazionale e di club. Città e società, che sono la storia stessa del calcio giocato e chiacchierato. Juventus, Milan, Inter, Roma, Napoli. Giungere secondi o terzi in queste piazze è un delitto di lesa maestà. Peones, campesinos ed aficionados, non perdonano. Figurarsi la critica e la stampa. Paga di solito l’allenatore. E qualche rara volta, anche il presidente, che però, a differenza del coach, non viene esonerato. Si dimette da solo. Real Madrid, Aiax, Chelsea, Feyenoord, Bayern, Borussia, sono società leggendarie, che hanno vinto tutto. Ma gli hooligans, gli skin-heads, teen-agers, soupporters, sturm truppen, schickeria, sono severi e rigorosi. Generosi nel concedere sostegno pazzesco alla squadra, ma anche spietati censori, quando le cose vanno male. Non bastano campioni da cento milioni di euri, a raddrizzare la barca che fa acqua da tutte le parti. Non basta l’allenatore di razza, gettonato, mitico e vincente, se i risultati non arrivano o tardano ad arrivare. Ma ovviamente, non è solo questa the question. Ci sono in ballo, giri pazzeschi di denaro. Sponsor milionari di spessore, che hanno le loro esigenze; che spesso non vanno a braccetto per nulla con le esigenze della società e della squadra. Per non dire, che non c’azzeccano affatto. Poi, c’è una ‘life jungle’ di leggi e leggine, regolamenti e statuti, a parte i mercati, mercatini ed il mercato delle vacche, se non la repubblica delle banane del pallone a complicare le cose. Ed il calcio scommesse, scandali e scandaletti. Con sentenze, che fanno semplicemente sorridere i polli. C’era una volta, il calcio dei Gre-No-Li, degli ‘angeli dalla faccia sporca’, Sivori, Maschio, Angelillo, Ancelotti, Skoglund, Trapattoni, Capello, Mancini, Graziani, Radice, Bugatti, Viola, Buffon, Altobelli, Baresi, Picchi, Causio, Sala, Pulici, Baggio, Matthȁws, Rummenigge, Schnellinger, Bierhoff, Prendelli, Conti, Zoff, Donadoni, Gentile, Zenga, Gullit, Van Basten, Rijcaard, Angelillo, dei Boniperti, Charles, Corso, Mazzola, Vinicio, Di Giacomo Suarez, Rivera, De Sisti, Vialli, Zola, Maldini, Falcao, Batistuta, Mancini, Graziani, Platini, Boniek, Bruno Conti, Facchetti, Paolo Rossi, Riva, Anastasi, Zico, Maradona, Schiaffino, Prati, Sormani, Sani; molti dei quali sono diventati trainers. Come gli Herrera, Gipo Viani, Nereo Rocco, Valcareggi, Bernardini, Fabbri, Bearzot, Lippi e via di seguito. Quando Inter, Milan e Juventus vincevano tutto, in Italia, in Europa e nel mondo. Nel boom di “Tutto il calcio minuto per minuto” con Enrico Ameri, Sandro Ciotti, Roberto Bortoluzzi, Alfredo Provenzali, Filippo Corsini, Riccardo Cucchi, Everardo Dalla Noce, Giulio Delfino, Emanuele Dotto, Marcello Giannini, Nando Martellini, Piero Pasini, Tonino Raffa, Beppe Viola, Marcello Giannini, Carlo Nesti, Bruno Gentili, Enzo Foglianese, Ezio Luzzi, Gianfranco Pancani e via di seguito. A parte Nicolò Carosio. Al leggendario Bernabeu di Madrid, c’è una contestazione selvaggia. Uno spogliatoio difficile da gestire; se non impossibile. Compreso il mugugno per Cristiano Ronaldo, clausola rescissoria da un miliardo di euri, Pallone d’oro che nel 2014, ha guadagnato…’solamente’ ottanta milioni di dollari, superando Messi. Un campione, da quaranta goal a stagione, ma una volta, ha messo a segno 51 reti. Non si perdona a Rafa Benitez, che ha vinto tanto in Europa, di stare dietro il grande Barcellona (cinque Champions League) di Lionel Messi, quattro volte pallone d’oro. Ed è pronto Zinadine Zidane a sostituirlo, a furor di popolo. Altro giro, altra corsa. Sotto a chi tocca. Domenico Salvatore

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