Quel poker d'assi di scienziati melitesi, che brillano come la Stella Polare

18.02.2016 00:32

Generate da potentissimi eventi cosmici, come la collisione di buchi neri e di stelle di neutroni o l’implosione di una stella, sono state rilevate lo scorso 14 settembre alle 11.51 del mattino (ora italiana) da entrambi gli interferometri laser LIGO per l’osservazione di onde gravitazionali negli Stati Uniti a Livingston (Louisiana) e Hanford (Washington), ideati e guidati dal Caltech e dall’MIT

MA LE ONDE GRAVITAZIONALI, DI CUI PARLAVA ALBERT EINSTEIN   COME INTEGRAZIONE DELLA SUA TEORIA GENERALE DELLA RELATIVITÀ, ESISTONO DAVVERO?

Domenico Salvatore

Un tourbillon di notizie favolose, nel campo della Medicina, della Fisica dell’Astronomia, che stordiscono peggio del gancio sinistro, doppiato da un montante destro alla mascella di George Foreman, campione mondiale dei pesi massimi in carica 40 vittorie, zero sconfitte 37 K.O., scoccato da Cassius Clay sul ring di Kinshasa, la notte del 30 ottobre 1974; che vedono coinvolti e protagonisti del progresso e del cambiamento, anche i ragazzi della Via Paal di Melito Porto Salvo: Carmelo Gurnari, di 25 anni (La storia di Carmelo, da paziente, ha combattuto e vinto contro un tumore, a ricercatore, 110 e lode con encomio, all'Università di Pavia, nel reparto di Oncologia dell'Ospedale Bambino Gesù; lo ha  proposto,  il  ‘suo maestro’ prof. Franco Locatelli;  lo stesso luminare, che portò l’allievo Carmelo alla guarigione).

Maria Concetta Tringali di 30 anni,(laureata alla Sapienza di Roma in Astronomia ed Astrofisica, ha fatto parte del team ‘Virgo’, impegnato nella scoperta delle onde gravitazionali. Un avvenimento di sapore internazionale, di cui si sono occupati i mass media planetari). Salvatore Fazio, di 35 anni, salito alla ribalta della notorietà con le scoperte sul Bosone di Higgs ( laureato all’Università Mediterranea, lavora al Brookhaven Laboratory del Department of Energy del Governo degli USA, in Long Island luminare della Fisica planetaria; è entrato nella classifica della “Top italian scientists”, al 78esimo posto   con un indice H pari a 36;  la lista dei 100 migliori scienziati italiani – operanti sia in patria sia all’estero – stilata dalla Virtual Italian Accademy di Manchester ).  

Vincenzo Tarzia di 40 anni, medico a Padova specializzato in cardiochirurgìa all’Azienda Ospedaliera Universitaria, elemento di punta, salito alla ribalta della notorietà per il trapianto di un cuore artificiale su un malato già operato.Ragazzi della Via Paal, che hanno studiato nelle scuole materne, elementari e medie di Melito Porto Salvo; se non alle superiori. Per la laurea, hanno frequentato le varie Università,  abbandonando le rive del Tuccio e del Sant’Elia. Di converso, emerge che le scuole di Melito Porto Salvo, di ogni ordine e grado, funzionino alla meglio. Una fucina di campioni della cultura, più volte premiati in ogni dimensione e latitudine.

La punta dell’iceberg dell’evoluzione intellettuale e culturale. E tanti altri, avvolti nell’anonimato e talora nell’isolamento fisico, metafisico, morale, intellettuale, sociale, politico e psicologico, oscillano sul mercato nord-italiano; ma anche estero.

Scimmiottando i padri ed i nonni, hanno afferrato la valigetta computer, spalmata di segni e di sogni e saliti sul primo aereo in rotta, son volati verso l’avventura; verso l’ignoto.

Con lo spirito di avventura di Indiana Jones, di Jim Hawkins (il protagonista de “L’isola del tesoro”) e di Michele Strogoff, il corriere dello zar; la tenacia di capitan Achab, ritto sulla tolda del Pequod con l’apione in mano,in attesa di Moby Dick.

La concordia, è stato il cibo, di cui si sono alimentati. Diceva Sallustio che:”Concordia res parvae crescunt, discordia maximae dilabuntur”; nell’armonia, le piccole cose crescono, nella discordia, le più grandi, vanno in malora

Dipinto talora, come un gesto di speranza, se non d’incoscienza e di disperazione. Almeno cinquemila nell’ultimo quarto di secolo sono partiti da questo lembo di terra; dallo hinterland melitese.

Diversamente dai primi, che accanto a quei ‘quattro stracci’, infilavano nella valigia di cartone, legata con lo spago, un sacchettino di terra ‘calabrese’ ed inforcavano il treno della ‘Sierra Misteriosa’,  terra di sogni e di chimere.

Senza nulla togliere alla splendida performence di Fabio Caserta, che riuscì a conquistare la serie A di calcio scalando le vette dalla 3^ categoria (Prunella), sino alla serie D a Locri e Pergocrema; alla serie C2 nella Nuova Igea; ed alla serie B ed A, a Catania, Palermo, Lecce, Atalanta, Cesena, Juve Stabia.

Ci voleva altro, che la bacchetta magica di sambuco di Harry Potter, se non il Genio della Lampada di Aladino.

Un’altra notizia  accolta con entusiasmo e orgoglio a Trento, in Italia e nel mondo. Ma anche con scene di vivo trionfo ed euforia a Melito Porto Salvo (RC), diventata improvvisamente, patria di scienziati e di talenti di fama nazionale; se non, mondiale.

La cittadina, dove sbarcarono Cesare Ottaviano Augusto (De Bello siculo) e Giuseppe Garibaldi (Spedizione dei Mille); la patria dell’on. Tiberio Evoli, luminare della Medicina, a cui è intitolato l’ospedale cittadino; senza nulla togliere a Bruno Spatolisano e Pietro Panuccio; la cittadina dove il leggendario regista, Luigi Comenicini venne a girare le scene de “Il ragazzo di Calabria” con Gian Maria Volontè e Diego Abatantuono e via di seguito. Melito Porto Salvo, stella dello Jonio, in cui è incastonato il mitico Pentidattilo, il sito più visitato del Mediterraneo.

Una grande scoperta di respiro planetario…”L'onda gravitazionale, fonte Wikipedia, è una deformazione della curvatura dello spaziotempo che si propaga come un'onda. L'esistenza delle onde gravitazionali fu prevista nel 1916 da Albert Einstein come conseguenza della sua teoria della relatività generale, ed è stata confermata sperimentalmente nel 2016.

L'equazione di campo di Einstein (linearizzata), infatti, ammette soluzioni ondulatorie per il tensore metrico, così come avviene per il campo elettromagnetico e le equazioni di Maxwell. Le onde gravitazionali possono essere quindi considerate a tutti gli effetti una forma di radiazione gravitazionale. Al passaggio di un'onda gravitazionale, le distanze fra punti nello spazio tridimensionale si contraggono ed espandono ritmicamente: effetto difficile da rilevare, perché anche gli strumenti di misura della distanza subiscono la medesima deformazione.

Fronti d'onda di particolare intensità possono essere generati da fenomeni cosmici in cui enormi masse variano la loro distribuzione in modo repentino (e con un momento di quadrupolo non nullo), ad esempio nell'esplosione di supernove o nella collisione di oggetti massivi.

Esistono diversi rivelatori di onde gravitazionali, ma in pochi casi è stato possibile interpretare i dati sperimentali in modo chiaro e univoco come passaggio di onde gravitazionali. L'evento più significativo è stato annunciato l'11 febbraio 2016 dal team del rivelatore Advanced LIGO, che ha misurato onde gravitazionali causate dalla collisione di due buchi neri. L'esistenza delle onde gravitazionali fornisce la conferma sperimentale che l'interazione gravitazionale non consiste in un'azione a distanza fra i corpi massivi (come era supposto nel modello newtoniano della gravità), ma implica l'esistenza del campo gravitazionale anche in assenza di materia”.

Le notizie a iosa, non viaggiano più sul “cavallo di San Francesco”; a dorso di brocchi e ronzini; a volo di falco e di colombo; a bordo di barche e velieri; ma, viaggiano con la velocità della luce.

L’Adnkronos:” È ufficiale: Albert Einstein aveva ragione e finalmente ne abbiamo le prove. Le onde gravitazionali, di cui lo scienziato aveva teorizzato l’esistenza nel 1916 come integrazione della sua teoria generale della relatività, esistono davvero.

Per la prima volta, infatti, gli scienziati sono riusciti a catturare il loro segnale. Messaggero ideale per osservare l’universo, le onde gravitazionali sono increspature nello spazio tempo, generate da potentissimi eventi cosmici, come la collisione di buchi neri e di stelle di neutroni o l’implosione di una stella avvenuti in qualche punto dell’universo, lontano dalla Terra.

Il loro rilevamento dà il via a una nuova era nella fisica perché apre una finestra di osservazione finora inaccessibile sull’universo, il suo presente e la sua storia.

 La notizia, attesa da tempo dai fisici di tutto il mondo, è stata annunciata in una affollata conferenza stampa che si è tenuta, in contemporanea con Washington, a Cascina di Pisa nella sede dello European Gravitational Observatory (EGO).

Le onde gravitazionali, sono state rilevate lo scorso 14 settembre alle 11.51 del mattino (ora italiana) da entrambi gli interferometri laser LIGO per l’osservazione di onde gravitazionali negli Stati Uniti a Livingston (Louisiana) e Hanford (Washington), ideati e guidati dal Caltech e dall’MIT.

La notizia della scoperta con i dati rilevati dai due interferometri è stata resa nota in un articolo, (firmato da ben 1040 scienziati) pubblicato pochi minuti fa dalla rivista scientifica Physical Review Letters, congiuntamente ad opera del consorzi americano LIGO e di quello europeo Virgo.

Una doppia scoperta perché non solo si sono rilevate per la prima volta le onde gravitazionali, ma si è anche potuto captare, nelle stesse, la collisione e successiva fusione di due buchi neri, un eventualità già predetta ma finora mai documentata. Un evento durato due decimi di secondo”.

La notizia, è stata accolta con entusiasmo e orgoglio anche a Trento, al Dipartimento di Fisica dell’Università e al Tifpa (Trento Institute for Fundamental Physics Applications), dove lavora un gruppo di ricerca che da più di vent’anni è impegnato nella caccia alle onde gravitazionali e ha preso parte attivamente anche alla scoperta di questi giorni.

Il team, coordinato dal fisico sperimentale Giovanni Andrea Prodi, comprende per la sola parte di analisi dati, ricercatori dell'INFN di Padova (come Gabriele Vedovato e la post-doc Claudia Lazzaro) e giovani dottorandi di Trento (Maria Concetta Tringali, Shubhunshu Tiwari e Matteo Di Giovanni). Collaborano al gruppo anche l'Albert Einstein Institute di Hannover (con Marco Drago e Francesco Salemi) e la University of Florida (con Sergey Klimenko).

Il gruppo è attivo anche sugli sviluppi sperimentali per migliorare la sensibilità dei rilevatori con i ricercatori Livia Conti e Jean Pierre Zendri (INFN Padova e i dottorandi Matteo Leonardi (Trento) e Marco Vardaro (Padova).

Trento, infatti, insieme ai colleghi di Padova e alle unità di ricerca di Hannover e della Florida, ha messo a punto un algoritmo di analisi (la pipeline, in termine tecnico), un programma informatico che setaccia i dati prodotti dai rilevatori alla ricerca di segnali dalla forma sconosciuta: le onde gravitazionali.

E lo scorso 14 settembre dopo solo tre minuti dal rilevamento, è stato proprio il gruppo di Prodi con Hannover a certificare per primo i dati, a classificarli come probabili onde gravitazionali e a segnalare agli altri scienziati questa importante osservazione. Un team di ricerca che si è trovato pronto al momento giusto per validare l’osservazione.

La prima 'sentinella', attiva già dopo qualche giorno dall’avvio delle attività di rilevazione degli interferometri statunitensi LIGO, ha reagito prontamente e dato l’allarme a tutti gli scienziati coinvolti nel progetto.

«Il nostro è stato un segnale di avviso prezioso – commenta Giovanni Prodi - che ha permesso di confermare l'assetto dei rilevatori, evitando di cambiarne prestazioni e caratteristiche. In un secondo tempo il nostro algoritmo è stato anche in grado di certificare la confidenza della lettura, vale a dire il grado di certezza della scoperta (oltre il 99,999%).

Il segnale è stato confrontato infatti con una miriade di segnali di disturbo che sono inevitabilmente captati dal rilevatore. Ma ogni altra ipotesi è stata scartata: si è trattato proprio di onde gravitazionali e noi l’abbiamo per primi certificato».

"Sono almeno 50 anni che gli scienziati lavorano per captare questi segnali. È come cercare di ascoltare un bisbiglio in un mare di rumore di fondo», prosegue Prodi. "Per farlo impieghiamo strumenti di rilevazione dalle caratteristiche diverse e sempre più sofisticati.

La nostra sfida è azzerare gli effetti dei disturbi ambientali, come gli eventi sismici, i fulmini e persino le onde del mare o i rumori di fondo dovuti all’attività umana. Ma anche la stessa attrazione della gravità degli oggetti vicini o i rumori termici e quantistici connessi ai processi stessi di misurazione, che possono interferire. La scoperta è eccezionale anche perché questo primo segnale che abbiamo intercettato porta già con sé informazioni preziose dal punto di vista scientifico. Ci ha detto che i buchi neri esistono davvero, non solo in teoria, e che questi possono fondersi tra loro".

"Questo risultato – aggiunge Lorenzo Pavesi, direttore del Dipartimento di Fisica – è figlio di un ventennio di lavoro che si è svolto qui a Trento nell’ambito dell’analisi dei dati sulle onde gravitazionali.

Siamo partiti, con il gruppo del professor Prodi, con la precedente generazione di rivelatori e abbiamo maturato esperienza e soddisfazioni con varie pubblicazioni negli ultimi anni. Una linea di ricerca che si è rafforzata con il sodalizio scientifico con l’INFN di Padova e l’adesione nel 2007 al consorzio Virgo.

Siamo orgogliosi dei risultati raggiunti dai tanti ricercatori che hanno lavorato con noi, tra cui anche molti giovani. Come Marco Drago già post doc nel nostro Dipartimento, che ora lavora all’Albert Einstein Institute di Hannover e che ha avuto una parte importante in questa scoperta.

Vogliamo ora continuare a dare energia a questa sfida scientifica, investendo in questi giovani ricercatori e coltivando le reti di ricerca internazionali che oggi hanno portato Trento alla ribalta sulla scena scientifica mondiale".

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Ed ancora:“L’onda di Einstein - scoperta la prima onda gravitazionale

Conferenza pubblica

Venerdì 12 febbraio 2016

Ore 18.00

Luogo: Dipartimento di Lettere e Filosofia, via Tomaso Gar, 14 - Trento, Aula 6

Einstein aveva ragione: le onde gravitazionali esistono e ci aprono una nuova finestra sull'universo. Per la prima volta gli scienziati webmagazine.unitn.it, sono riusciti a catturare il loro segnale. A questa straordinaria scoperta ha partecipato anche un gruppo di ricercatori dell’Università di Trento.

Al Dipartimento di Fisica di UniTrento e al Tifpa (Trento Institute for Fundamental Physics Applications) è attivo un gruppo di ricerca che da più di vent’anni è impegnato nella caccia alle onde gravitazionali e ha preso parte attivamente anche a questa scoperta.

Il team, coordinato dal fisico sperimentale Giovanni Andrea Prodi, comprende per la sola parte di analisi dati, ricercatori dell'INFN di Padova e giovani dottorandi di Trento. Collaborano al gruppo anche l'Albert Einstein Institute di Hannover e la University of  Florida. Il gruppo è attivo anche sugli sviluppi sperimentali per migliorare la sensibilità dei rilevatori con ricercatori dell'INFN Padova e alcuni dottorandi di Trento e Padova.

Ma cosa sono le onde gravitazionali? Sono increspature nello spazio tempo, generate da potentissimi eventi cosmici, come la collisione di buchi neri e di stelle di neutroni o l’implosione di una stella, avvenuti in qualche punto dell’universo, lontano dalla Terra.

Le onde gravitazionali sono state rilevate lo scorso 14 settembre alle 11.51 del mattino (ora italiana) da entrambi gli interferometri laser LIGO per l’osservazione di onde gravitazionali negli Stati Uniti a Livingston (Louisiana) e Hanford (Washington), ideati e guidati dal Caltech e dall’MIT.

Questa scoperta dà il via a una nuova era nella fisica perché apre una finestra di osservazione finora inaccessibile sull’universo, il suo presente e la sua storia. La notizia, con i dati rilevati dai due interferometri, è stata resa nota in un articolo pubblicato oggi dalla rivista scientifica Physical Review Letters, congiuntamente ad opera dei consorzi americano LIGO e di quello europeo VIRGO.

Una doppia scoperta perché non solo si sono rilevate per la prima volta le onde gravitazionali, ma si è anche potuto captare - nelle stesse - la collisione e successiva fusione di due buchi neri, un'eventualità già predetta ma finora mai documentata. Un evento durato due decimi di secondo.

Trento insieme ai colleghi di Padova e alle unità di ricerca di Hannover e della Florida, ha messo a punto un algoritmo di analisi, un programma informatico che setaccia i dati prodotti dai rilevatori alla ricerca di segnali dalla forma sconosciuta: le onde gravitazionali.

E lo scorso 14 settembre dopo solo tre minuti dal rilevamento, è stato proprio il gruppo di Prodi con Hannover a certificare per primo i dati, a classificarli come probabili onde gravitazionali e a segnalare agli altri scienziati questa importante osservazione.

Le spiegazioni scientifiche ma anche i retroscena e le curiosità di una scoperta scientifica epocale sono i temi di questo incontro che si svolgerà, a poche ore dall'annuncio internazionale, con gli scienziati dell'Università di Trento coinvolti nel progetto.

Saranno presenti, fra gli altri, Lorenzo Pavesi, Direttore del Dipartimento di Fisica e  Marco Drago dell’Albert Einstein Institute di Hannover.Cancro prostata, scoperta la 'corazza'

Verso nuovi trattamenti grazie a studio del Cibio diTrento”

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“Le onde gravitazionali di Einstein esistono davvero: la scoperta passa anche per Trento

Einstein aveva ragione: ci sono onde generate dalla collisione di buchi neri, che arrivano fino alla terra, basta solo poterle captare. La scoperta dell'esistenza delle onde gravitazionali, www.trentotoday.it, passa anche per Trento, anzi sembra che tutto sia partito da qui. "Trento è nel gruppo 'Sentinella'  che  ha dato il primo allarme sulla scoperta: tre minuti dopo il rilevamento dello scorso 14 novembre il gruppo formato con personale dell'Università  e di quella di Hannover, ha validato per primo i dati ed ha annunciato agli altri scienziati questo evento  mai osservato in precedenza". Questo  è quanto si legge in una nota diffusa ieri, quando la notizia della scoperta ha fatto il giro del mondo, oggi il personale del Tifa (Trento Institute for Fundamental Physics Applications) avrà a disposizione degli studiosi ed apppasionati per fornire più informazioni sulla scoperta e sul ruolo di Trento nella validazione dei dati: l'appuntamento è alla Facoltà di Lettere in via Tommaso Gar, aula 6, ore 18.00. Il team, coordinato dal fisico sperimentale Giovanni Andrea Prodi, comprende per la sola parte di analisi dati, ricercatori dell'INFN di Padova (come Gabriele Vedovato e la post-doc Claudia Lazzaro) e giovani dottorandi di Trento (Maria Concetta Tringali, Shubhunshu Tiwari e Matteo Di Giovanni). Collaborano al gruppo anche l'Albert Einstein Institute di Hannover (con Marco Drago e Francesco Salemi) e la University of Florida  (con Sergey Klimenko). Il gruppo è attivo anche sugli sviluppi sperimentali per migliorare la sensibilità dei rilevatori con i ricercatori Livia Conti e Jean Pierre Zendri (INFN Padova) e i dottorandi Matteo Leonardi (Trento) e Marco Vardaro (Padova).

Trento, insieme ai colleghi di Padova e alle unità di ricerca di Hannover e della Florida, ha messo a punto un algoritmo di analisi (la pipeline, in termine tecnico), un programma informatico che setaccia i dati prodotti dai rilevatori alla ricerca di segnali dalla forma sconosciuta: le onde gravitazionali. E lo scorso 14 settembre, dopo solo tre minuti dal rilevamento, è stato proprio il gruppo di Prodi con Hannover a certificare per primo i dati, a classificarli come probabili onde gravitazionali e a segnalare agli altri scienziati questa importante osservazione.

«Il nostro è stato un segnale di avviso prezioso – commenta Giovanni Prodi - che ha permesso di confermare l'assetto dei rilevatori, evitando di cambiarne prestazioni e caratteristiche. In un secondo tempo il nostro algoritmo è stato anche in grado di certificare la confidenza della lettura, vale a dire il grado di certezza della scoperta (oltre il 99,999%). Il segnale è stato confrontato infatti con una miriade di segnali di disturbo che sono inevitabilmente captati dal rilevatore. Ma ogni altra ipotesi è stata scartata: si è trattato proprio di onde gravitazionali e noi l’abbiamo per primi certificato».

Trento è nel team di ricerca, insieme a Padova ed Hannover, che ha validato i dati raccolti lo scorso 14 novembre per scartare ogni ipotesi di disturbo del segnale

redazione

12 febbraio 2016 10:29”

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Trento, sta diventando l’Omphalos dell’isola di Delfi; l’ombelico del mondo. Una miniera di notizie di vario genere e sapore; specialmente nel campo della Medicina e della Fisica. Il lancio dell’Ansa:” Individuata dai ricercatori del Cibio dell'Università di Trento e della Weill Cornell Medicine University di New York la 'corazza' che rende inattaccabile al trattamento terapeutico il cancro alla prostata in stadio avanzato. La scoperta, contenuta in uno studio pubblicato oggi su Nature Medicine, potrebbe aumentare l'efficacia nella diagnosi e nel trattamento del cancro neuroendocrino alla prostata e consentire passi in avanti per i pazienti in stadio avanzato verso la diagnosi tempestiva con un semplice esame del sangue. "In sostanza - spiega Francesca Demichelis, professoressa al Cibio - è come se le cellule cambiassero dieta per difendersi. Per frenarle, l'unico modo è interrompere il trattamento e cambiare protocollo farmacologico. I dati che abbiamo generato possono aiutare l'identificazione di molecole in grado di attaccare queste cellule finora intoccabili".

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Travolti da un’improvvisa celebrità, se non da…’un insolito destino nell’azzurro mare di agosto’, i personaggi in questione, oscillano come il celeberrimo pendolo di Galileo nel Duomo di Pisa.

Per tenere una conferenza; per ritirare un’onorificenza, una targa, una pergamena.

Parenti, amici e conoscenti, semplici curiosi e comunque cittadini melitesi e non, vivono intensamente questi momenti di movida scientifica e culturale.

Telefoni impazziti squillano a distesa, per fissare appuntamenti, interviste, dichiarazioni alla stampa; bagliori di flash e telecamere, ticchettio sulla tastiera di un computer; sul  touch screen  o schermo tattile, di uno smartphone, di uno i-pad, di un pc laptop o notebook.

Radiogiornale, telegiornale, agenzia di stampa, giornale cartaceo, giornale on line, convegnistica, passaparola. Un frastuono simile al fragore del Niagara Falls sotto il Ponte dell’Arcobaleno.

I familiari dei nostri eroi, non sanno più che pesci pigliare. I ‘Melitoti’ vogliono partecipare; e manifestare in qualche modo la loro sorpresa, il loro stupore, la loro meraviglia per questo tourbillon mass-mediale. Chiamano, suonano, bussano. La fine della privacy, della serenità. Della tranquillità?

No! Ma, sicuramente un diversivo all’agro-dolce. Consapevoli del fatto, che comunque i figli, siano diretta emanazione dei genitori, che li hanno ideati, pianificati, progettati, partoriti, cresciuti, educati e sostenuti economicamente; al costo di grandi sacrifici fisici, spirituali, psicologici e materiali.

I maestri e le maestre, i professori e le professoresse, di questi campioni scientifici, si inorgogliscono, mentre scorrono sui teleschermi, le immagini che parlano delle loro imprese; fieri dei loro allievi, che hanno plasmato; come fa il demiurgo con la materia caotica ed informe.

L’Einstein pensiero…“Albert Einstein (Ulma, 14 marzo 1879 – Princeton, 18 aprile 1955) è stato un fisico e filosofo tedesco naturalizzato svizzero e statunitense.

Oltre a essere uno dei più celebri fisici della storia della scienza, che mutò in maniera radicale il paradigma di interpretazione del mondo fisico, onte Wikipedia,fu attivo in diversi altri ambiti, dalla filosofia alla politica, e per il suo apporto alla cultura in generale è considerato uno dei più importanti studiosi e pensatori del XX secolo. Nel 1905, ricordato come annus mirabilis, pubblicò tre articoli a contenuto fortemente innovativo, riguardanti tre aree differenti della fisica:dimostrò la validità del concetto di quanto di Planck nell'ambito della spiegazione dell'effetto fotoelettrico dei metalli; fornì una valutazione quantitativa del moto browniano e l'ipotesi di aleatorietà dello stesso; espose la teoria della relatività ristretta, che precedette di circa un decennio quella della relatività generale. Nel 1921 ricevette il premio Nobel per la fisica…”.

Domenico Salvatore

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