PRIMA DEL RISVEGLIO DELLE FIUMARE

20.11.2015 19:38

 di Mimmo Musolino*

I Contratti di Fiume, il Tuccio e l’ Amendolea .

Ho avuto modo di leggere, com’è  mia abitudine,  sul sito ‘NTA CALABRIA l’importante articolo sui “ Contratti di Fiume “ e mi sono nate spontanee alcune considerazioni,  di carattere tecnico-politico, dato che sono un profondo e “vecchio“  conoscitore di tale territorio  (l’Area grecanica)  anche e soprattutto  per motivi di lavoro presso l’Agenzia di Sviluppo Agricolo della Calabria.

   Nel mentre si sfogliano le pagine dei giornali e ci si collega ai  siti online di testate giornalistiche locali e nazionali  ed   appaiono  alla nostra vista, ma che arrivano subito al cuore ed alla mente, i danni causati dalla recente alluvione e  le paurose immagini dei disastrai provocati al territori, alla viabilità ferroviaria e stradale, sia a lunga percorrenza che strade di collegamento tra paesi, molti dei quali sono rimasti isolati  ed in balia del maltempo,   e ad ancora più gravemente  all’ ambiente (vedi discarica di Casignana ). 

Tutta queste tragedie sono causate da fenomeni calamitosi naturali  quali  piogge torrenziali   e venti a raffica; ma  ( ed è stato più volte, ed i maniera molto incisiva sottolineato da autorevoli firme di giornalisti e scrittori  sulle pagine di Aspromonte on line  e che hanno destato moltissima attenzione fra i lettori) grandi,  pesantissime ed imperdonabili responsabilità sono da addebitare alla scelleratezza e strafottenza  dell’uomo che non perde occasione per violentare il territorio e deformare l’assetto naturalistico ed idro-geologico delle nostre montagna , delle nostre colline e delle nostre marine  .

Quante costruzioni,  ed addirittura quanti interi quartieri, sono costruite quasi sugli argini   di fiumi  che sono lasciati  in completo abbandono   e senza alcuna opera, estremamente necessaria,  di regimentazione delle acque e muri di contenimento ( muri veri , spessi ed in cemento armato, non “ armacere “ ), e si è costruito anche sugli arenili  tra il complice e colpevole silenzio dei poteri costituiti aspettando il solito provvidenziale  condono.

E dalle nostre parti, mi riferisco in particolare  all’Area Grecanica ,  ci sono grandissime fiumare  in posizione di  “dormi-veglia ”  da tempo e, per nostra fortuna, neanche in questa ultima alluvione    hanno creato gravissimi danni come si è verificato  in altri territori vicini.

Ma il fiume Tuccio e soprattutto l’ Amendolea   sono due  “ fiumare “ che fanno davvero tantissima   paura in considerazione dei tanti loro affluenti e dei grandissimi  bacini  di possibile  affluenza  delle acque piovane senza una idonea regimentazione a valle  Ed ancora più grave risulta essere la situazione di pericolo per i cittadini  se si guarda con attenzione come sono disposti e costruiti gli abitati di Bagaladi, Lanzena, San Fantino, Chorio di San Lorenzo, Ravazzana, Musuponiti, Caredia, Lacco, Pallica, Pilati ed anche i centri  abitati  di Marina di San Lorenzo e  Melito Porto Salvo potrebbero essere interessati,   per quanto riguarda il fiume Tuccio.

E le possibili, ancora più gravi conseguenze,  per una eventuale esondazione   dell’Amendolea  ( un fiume con tanti affluenti che parte addirittura dal cuore  dell’ Aspromonte, Roghudi Vecchio e Ghorio di Roghudi, Roccaforte del Greco  e Ghorio di Roccaforte ed arriva , sempre di  più allargando il suo  “letto “, alla fraz. Amendolea e soprattutto alla fraz.  San Carlo ( con le pregiate colture di bergamotto ed uliveti ad alto rischio )  fino al centro abitato della  Marina di Condofuri e sul lato destro del fiume( guardando verso nord )  molti terreni , coltivati soprattutto a bergamotto, siti in agro del   comune di Bova Marina .

Problemi gravissimi e vecchi, questi della cura ed elevata attenzione  a   queste due grandissime  e pericolose fiumare, se ne discute sempre e tanto  ma di risoluzioni e di impegni veri  niente di niente . 

Però adesso sembra che qualche cosa di importante si muove.

Nei giorni scorsi  presso il Municipio   di Condofuri, vi è stata una riunione alla presenza del presidente, Giuseppe Bombino , del Parco Nazionale dell’Aspromonte, ente promotore , ed i sindaci e vice-sindaci di: Bagaladi , Santo Monorchio e Antonio Marrapodi; Bova , Santo Casile ; Condofuri, Salvatore Mafrici  e Giulia Naimo; San Lorenzo, Bernardo Russo; Roccaforte del Greco, Domenico Penna;  Roghudi, Agostino Zavettieri . 

Con l’intento di trovare idonee soluzioni per cercare di rendere meno pericoloso  il rischio di  dissesto idro-geologico  e dell’inquinamento del suolo , delle acque e dell’aria  e rilanciare i settori cardini dell’economia locale come l’agricoltura, con l’attivazione di politiche agibili ( Green economy ) e il settore turistico. 

Si è ribadita la necessità di progetti fattibili  e la loro realizzazione in tempi il più breve possibile e sostenibili , soprattutto in direzione della viabilità quasi completamente distrutta, devastata  o danneggiata . 

Importante è stata giudicata anche la sensibilizzazione delle popolazioni cointeressate attraverso  una persistente  opera di divulgazione tramite convegni ed  altre idonee iniziative.

C’è anche da registrare la perspicacia e lungimiranza con cui si è  presa questa iniziativa considerando che nella riunione   consiglio regionale, di martedì 10 c.m., per iniziativa del presidente dell’Assemblea regionale,  Nicola IRTO, è in ordine del giorno  la proposta di legge  N.16/10  recante ”modifiche ed integrazioni alla L.R. n.19 del 16 Aprile 2002“. Norme per la tutela , governo ed uso del territorio.- Legge urbanistica regionale “; ed è previsto l’inserimento, appunto, dei Contratti di Fiume.

Il progetto, quindi, è stato battezzato :  “CONTRATTO  di FIUME “ .

A tale contrato, che è stato dichiarato aperto ad altri Enti territoriali  ed è auspicabile      ( ma in effetti è assolutamente necessario ) che ci sia l’adesione degli altri comuni dell’Area Grecanica e viciniori , soprattutto Melito Porto Salvo , Bova Marina e Palizzi , la Comunità Montana ,  i GAL ed il Consorzio di Bonifica. Il Parco d’Aspromonte ha intanto predisposto il finanziamento di 35 mila euro che serviranno per attivare la segretaria , cosiddetta tecnica , con sede presso il Comune capo-fila di  Condofuri . Non sfugge a nessuno che per la fattiva  realizzazione di detto “ contratto di  fiume“ sono necessari moltissimi  milioni di euro e non vi è dato sapere, e non è oltremodo immaginabile, in questa grave crisi economica con quasi tutti   i  bilanci comunali  in situazioni di  possibile  dissesto economico - finanziario,  come e quando sarà possibile avere i necessari finanziamenti e da parte di quali Enti , sia statali che locali, per realizzare  le tante opere necessarie per mettere in sicurezza le fiumare  Amendolea e Tuccio in considerazione , che esondando, potrebbe accadere l’irreparabile  , come sopra specificato . Altrimenti perché chiamarli “contratti di fiume“ ? 

La paura che serpeggia  tra la gente, ormai sfiduciata e disillusa, è che si sia messo in cammino l ‘ennesimo “carrozzone“  , acchiappa e sperpera risorse ,   che alla prima curva sarà destinato a sbandare e disperdersi … in qualche vallata …

Io credo, invece,  che bisogna avere fiducia e sostenete fortemente e convintamente le iniziative dei nostri Enti territoriali,  ognuno con il proprio ruolo e proprie potenzialità  messi al servizio del bene comune .                                      

*Referente Comitato per la difesa ed il rispetto della Costituzione “ O.L. Scalfaro“ di Melito P.S.  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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