PATOLOGIA DA GIOCO PROMOSSA DAI GOVERNI E PROVVEDIMENTI PER LA TUTELA DELLA SALUTE SUCCESSIVI.

05.02.2016 22:14

LUDOPATIA, UN DOCUMENTO DEL SENATO DELLA REPUBBLICA.

Riprendiamo l'argomento slot machine, sale da gioco, patologia da gioco. Da quando è stato liberalizzato il gioco all'epoca di  GiulioTremonti ministro dell'economia la gestione dell'uso è stato un crescendo trasversale a tutti i governi.

E pensare che fino a quella data le slot machine le vedevamo sulle navi in rotta per la Grecia in acque extraterritoriali o analogamente sulla Manica in rotta per Dover.

Poi le lobbies con dietro anche il malaffare hanno avuto la meglio presentando il conto politico degli aiuti pregressi in fase elettorale e non soltanto perché ci sono anche le promesse. 

Se si va ad indagare sui principali gestori si capisce qualcosa di più.

Da alcuni anni stiamo assistendo all'inesorabile facilitazione del malaffare  con lo stillicidio di norme manifestamente non utili alla società civile e civilmente vivente.  Un esempio emblematico recente - la lista è lunga - chi ha bisogno di pagare 3000 € in contanti ( a tanto è stata portata la somma spendibile in contanti da 1000 € che era)  senza far uso di bonifici o carte varie? Certamente chi ha del denaro che non deve figurare e che deriva da illeciti di varia natura a partire dalla mancata emissione di ricevute fiscali per arrivare ai più loschi traffici.

Secondo fonti governative le concessioni per le sale da gioco si fermano a quota 15 mila nella versione finale della Legge di Stabilità, 

Molte erano state le proteste, da parte dei consumatori  dopo che si era venuti a conoscenza delle  22 mila sale gioco in funzione e della volontà di normalizzarle. Nel 2016 andranno in scadenza le gare. Ma non per nuovi punti gioco, ma per conferma, affermano fonti governative. Attualmente ci sono  22mila sale; 17mila legali e circa 5mila non in regola.

Le complicità sono in troppi ambiti politici

RIPORTIAMO UN ESTRATTO PARLAMENTARE DEL 2012 MOLTO ELOQUENTE considerato che chi parla lo fa in dissenso rispetto alla sua parte politica

825a seduta Senato della Repubblica   30 ottobre 2012  

 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, recante disposizioni urgenti per pro- muovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute (Approvato dalla Camera dei deputati):

LAURO (PdL). 

Signor Presidente, signor Ministro, se il Governo porrà, come appare ormai certo, la fiducia su questo provvedimento impedendo a quest'Aula, a questo ramo del Parlamento, di produrre degli emendamenti sulle norme relative al gioco d'azzardo, per quanto mi riguarda, per la seconda volta non voteò la fiducia a questo Governo.

Per certi aspetti questo Governo sul gioco d'azzardo ha maggiori responsabilita` dei Governi precedenti, perché se i Ministri dell'economia e delle finanze dei Governi di centrosinistra e di centrodestra erano motivati dalla necessita` di incrementare le entrate erariali, senza sapere che l'espansione di questo mercato avrebbe portato ad una devastazione sociale, questo Governo, a differenza dei precedenti, aveva a disposizione fin dall'inizio del suo mandato autorevoli approfondimenti del CNR, di Libera di don Ciotti, relazioni dell'antimafia alle quali abbiamo lavorato per mesi svolgendo audizioni per avere una radiografia drammatica di quello che sta accadendo nel nostro Paese.

Ebbene, nonostante gli inviti rivolti fin dall'atto dell'insediamento del Governo Monti, al Presidente del Consiglio, allora Ministro dell'economia e delle finanze, tutti questi contributi, queste analisi, questi allarmi sono caduti nel vuoto e siamo arrivati alla macchia indelebile che peserà sul Governo Monti: l'aver prima proposto, in un decreto-legge sulla semplificazione fiscale, norme antimafia per la trasparenza dei gestori e delle società concessionarie, che hanno sede nei paradisi fiscali, e dei titolari delle sale gioco sul territorio nazionale, e averle poi ritirate. 400.000 slot machine ingoiano il reddito della povera gente! Questo inganno, onorevoli colleghi, non esiste in nessun Paese del mondo, in nessun Paese dell'Unione europea! E il Governo Monti, il Governo dei tecnici, quello nel quale avevamo riposto tanta fiducia dopo la sordità del ministro Tremonti, cosa fa? Propone le norme antimafia e poi, nel passaggio tra Camera e Senato, le ritira.

Signor Ministro, io accuso questo Governo. Il mio e` un atto di accusa preciso, perche ́ se i Ministri precedenti non avevano le analisi sulle risultanze disastrose di questo settore, elogiato come la terza attività economica del Paese, voi le avete.

Se resterà Ministro della salute, si accorgerà dei costi sociali di questa devastazione: saranno costi sociali superiori a tutte le entrate tributarie di questi dieci anni!  Questo Governo, pero`, ha ripetuto lo stesso inganno. E mi dispiace, signor Ministro, che questo la riguardi personalmente, in quanto il ministro Riccardi e lei, di fronte al fatto che la stampa cominciava a prendere coscienza, nonostante i contratti pubblicitari mai arrivati in Commissione antimafia (sa che la Commissione antimafia, nonostante i poteri dell'autorità giudiziaria, non ha ottenuto i contratti pubblicitari delle concessionarie, solo quelle dei Monopoli) e dai quali la stampa cosiddetta libera e indipendente era ed e` condizionata, avete preso atto, dagli studi e dalle analisi, che la situazione era diventata drammatica e, tramite interviste alla vigilia della presentazione di questo provvedimento in Consiglio dei ministri, avete annunciato, lei in prima persona, talune misure. Poi, in Consiglio dei ministri è avvenuto il primo cambiamento.

Le norme che lei proponeva non erano certamente adeguate alla gravita` della situazione, ma costituivano un passo avanti, signor Ministro. Con l'autorità che mi deriva dal far parte di quest'Assemblea parlamentare, le chiedo per quale ragione lei ha consentito, in Consiglio dei mini- stri, che quelle norme venissero annacquate. perché non ha tentato di assicurare, con le sue dimissioni, l'intangibilità di norme che riguardavano la tutela dei minori, la pubblicità ingannevole, la possibilità di aprire ulteriori sale da gioco a distanza da luoghi sensibili? Perché? Le lobbies delle concessionarie sono forse entrate anche in Consiglio dei ministri? Questo è l'interrogativo che ci siamo posti: perché lei ha ceduto. Lei non doveva cedere, a costo di mettere in discussione la sua posizione ministeriale.

Ma il peggio e` venuto poi, nella prima lettura alla Camera, perche ́ quelle norme sono state ulteriormente annacquate. Per cui, signor Mini- stro, e` un ossimoro per chi segue queste questioni da anni, anche in sede istituzionale, leggere sul titolo del provvedimento: «(...) disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un piu` alto livello di tutela della salute». E` un ossimoro rispetto al gioco d'azzardo, perché le norme che sono state ulteriormente annacquate dal primo ramo del Parlamento sono diventate, e glielo vorrei dimostrare, del tutto inapplicabili.

Non posso analizzarle tutte, ma, tanto per fare un esempio, nel comma 4 dell'articolo 7 si parla di messaggi pubblicitari vietati nel corso di trasmissioni rivolte «prevalentemente» ai giovani. In una norma giuridica che dovrebbe essere chiara, con paletti altrettanto chiari, è bastato un avverbio maledetto per «nientificare» anche la norma sul divieto della pubblicità. E poi, signor Ministro, chi controlla? Chi controlla questo divieto? C'e` un vulnus in queste norme. Non c'è un organismo, non c'è una commissione tecnico-consultiva. Chi dovrebbe controllare l'applicazione di queste norme?

Vuole un altro esempio? Quest'Aula, a differenza della Camera dei deputati, ha fatto fino in fondo il suo dovere, perché ha approvato la relazione della Commissione antimafia, nonché una dichiarazione d'urgenza sui disegni di legge che erano stati presentati a suo corredo, e ha denunciato che le lotterie istantanee stanno devastando la vita delle categorie meno abbienti. Ebbene, noi rilevammo più volte che i cosiddetti gratta e vinci, nelle multiformi versioni, non recavano scritto un avviso, obbligatorio anche per le norme europee, sulle percentuali di vincita. Qui c'e` la mano delle concessionarie. Ripeto: c'e` la mano delle concessionarie. Si parla di «dimensioni delle schedine»: l'obbligo, che e` elementare, di mettere in condizione chi acquista di sapere quali sono le sue possibilità di vincita, viene rapportato alle «dimensioni delle schedine».

Onorevoli colleghi, si rinviano le vecchiette, che escono dagli uffici postali con la loro pensione e che vanno nella prima tabaccheria all'angolo a comprare quei maledetti strumenti di povertà, a leggere le pubblicazioni sui siti istituzionali dell'Amministrazione dei monopoli di Stato. E` veramente sconfortante. E` una furbata, che non può essere assolutamente concessa!

Signor Ministro, nelle altre norme, che sono state rese generiche e farraginose, viene fuori ancora la filosofia di fondo dei Monopoli di Stato e del Ministero dell'economia e delle finanze, la cui finalità è quella del consolidamento del relativo gettito erariale. Non viene neppure menzionata la seconda finalità, che e` la garanzia della tutela dei cittadini dai rischi del gioco d'azzardo.

Signor Ministro, vorrei dire una parolina che ho anticipato questa mattina in Commissione finanze, quando abbiamo discusso in generale sulla delega fiscale anche in materia di giochi. Sa il Presidente del Consiglio (certo che lo sa), sa il nuovo Ministro dell'economia e delle finanze (certo che lo sa) che nei primi sei mesi di quest'anno le entrate erariali relative al settore del gioco sono crollate e registrano meno 2 miliardi e fanno prevedere, anche per la fine di quest'anno, una caduta delle entrate di 4 miliardi di euro? Un buco. Per cui viene meno la stessa finalita` che e` stata assunta in precedenza da tutti i Governi, e anche da questo, come la finalità principe dell'espansione del gioco d'azzardo, senza tutele dei minori, senza divieto della pubblicità ingannevole, senza risarcimento dei danni per le famiglie dei malati patologici, senza misure di trasparenza per le società concessionarie, con una diffusione sul territorio che rasenta l'irresponsabilità.

Mi auguro, signor Ministro, che non sia il tribunale della storia a condannare e a sanzionare i Governi e i Ministri dell'economia e delle finanze, ma che sia un tribunale della Repubblica a farlo. Perché quando questa situazione diventerà assolutamente drammatica, i Ministri dell'economia e delle finanze dovranno essere chiamati a responsabilità penali ed erariali nei confronti del popolo italiano, che è stato devastato.

Concludo, signor Ministro, facendole presente che sarebbe bastato anche un suo decreto per riconoscere il gioco patologico - e non la ludopatia, che e` un termine giornalistico - come malattia sociale, come indica da trent'anni l'Organizzazione mondiale della sanità. Ebbene, anche questo decreto ministeriale lei non ha inteso firmarlo.

Ecco perché io non voterò la fiducia a questo Governo, e invito tutti i senatori sensibili a questo problema a non votare, perché abbiamo raggiunto un limite insopportabile.

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