Parlamento europeo. LA DONNA AL CENTRO DELL'ATTENZIONE. Integrazione della dimensione di genere.

06.03.2016 19:28
da Elio Cotronei
     PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 

sull'integrazione della dimensione di genere nei lavori del Parlamento europeo

(2015/2230(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visti l'articolo 2 e l'articolo 3, paragrafo 3, secondo comma, del trattato sull'Unione europea (TUE) nonché l'articolo 8 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  visto l'articolo 23 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

–  vista la Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU),

–  vista la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948,

–  vista la Convenzione delle Nazioni Unite sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna (CEDAW) del 1979,

–  visti la dichiarazione e la piattaforma d'azione di Pechino, adottate alla quarta Conferenza mondiale sulle donne il 15 settembre 1995, i successivi documenti finali adottati in occasione delle sessioni speciali delle Nazioni Unite di Pechino +5 (2000), Pechino +10 (2005) e Pechino +15 (2010) e il documento finale della conferenza di revisione di Pechino +20,

–  viste le conclusioni del Consiglio del 26 maggio 2015 sulle questioni di genere nel contesto dello sviluppo,

–  visti il documento di lavoro congiunto dei servizi della Commissione, del 21 settembre 2015, dal titolo "Gender Equality and Women’s Empowerment: Transforming the Lives of Girls and Women through EU External Relations 2016-2020" (Parità di genere ed emancipazione femminile: trasformare la vita delle donne e delle ragazze attraverso le relazioni esterne dell'UE 2016-2020) e le conclusioni del Consiglio del 26 ottobre 2015 relative al piano d'azione sulla parità di genere 2016-2020,

–  visto l'articolo 3 della convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica, che definisce il "genere" come i "ruoli, comportamenti, attività e attributi socialmente costruiti che una determinata società considera appropriati per donne e uomini",

–  visto il Patto europeo per la parità di genere (2011-2020), adottato dal Consiglio europeo nel marzo 2011,

–  vista la comunicazione della Commissione del 5 marzo 2010 dal titolo "Maggiore impegno verso la parità tra donne e uomini – Carta per le donne" (COM(2010)0078),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 21 settembre 2010, dal titolo "Strategia per la parità tra donne e uomini 2010-2015" (COM(2010)0491),

–  visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione dal titolo "Strategic engagement for gender equality 2016-2019" (Impegno strategico per l'uguaglianza di genere 2016-2019) (SWD(2015)0278),

–  visto il rapporto di ricerca della Commissione dal titolo "Evaluation of the strengths and weaknesses of the strategy for equality between women and men 2010-2015" (Valutazione dei punti di forza e di debolezza della strategia per la parità tra donne e uomini 2010-2015),

–  vista la strategia sull'uguaglianza di genere 2014-2017 del Consiglio d'Europa,

–  visto lo studio dell'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere (EIGE) dal titolo "Advancing women in political decision-making – Way forward" (Favorire i progressi per le donne nel processo decisionale politico - la via da seguire), pubblicato nel 2015,

–  viste le conclusioni e le raccomandazioni contenute nel rapporto dell'EIGE sul tema "Gender-Sensitive Parliaments: A Global Review of Good Practice" (Parlamenti sensibili alla prospettiva di genere: un'analisi globale delle buone prassi), pubblicato nel 2011,

–  viste le sue risoluzioni del 10 febbraio 2010 sulla parità tra donne e uomini nell'Unione europea – 2009(1), dell'8 marzo 2011 sulla parità tra donne e uomini nell'Unione europea – 2010(2), del 13 marzo 2012 sulla parità tra donne e uomini nell'Unione europea – 2011(3), nonché del 10 marzo 2015 sui progressi concernenti la parità tra donne e uomini nell'Unione europea nel 2013(4),

–  vista la sua risoluzione del 13 marzo 2003 sull'integrazione della dimensione di genere al Parlamento europeo(5),

–  vista la sua risoluzione del 18 gennaio 2007 sull'integrazione della dimensione di genere nell'ambito dei lavori delle commissioni(6),

–  vista la sua risoluzione del 22 aprile 2009 sull'integrazione della dimensione di genere nell'ambito dei lavori delle commissioni e delle delegazioni(7),

–  vista la sua risoluzione del 7 maggio 2009 sull'integrazione della dimensione di genere nelle relazioni esterne dell'UE e nel consolidamento della pace/dello Stato(8),

–  vista la sua relazione del 1° dicembre 2011 sulla partecipazione delle donne al processo decisionale politico – qualità e parità(9),

–  vista la sua risoluzione del 9 giugno 2015 su una strategia dell'Unione europea per la parità tra donne e uomini dopo il 2015(10),

–  vista la comunicazione della Commissione del 21 febbraio 1996 dal titolo "Integrare la parità di opportunità tra le donne e gli uomini nel complesso delle politiche e azioni comunitarie" (COM(1996)0067), in cui si impegna a "promuovere la parità delle donne e degli uomini nell'insieme delle azioni e delle politiche e a tutti i livelli", precisando di fatto il principio dell'integrazione della dimensione di genere,

–  visto lo studio dal titolo "Evaluation of the Strategy for Equality between women and men 2010-2015 as a contribution to achieve the goals of the Beijing Platform for Action" (Valutazione della strategia per la parità tra donne e uomini 2010-2015 quale contributo al raggiungimento degli obiettivi della Piattaforma d'azione di Pechino), pubblicato nel 2014 dal dipartimento tematico C del Parlamento europeo,

–  visto lo studio dal titolo "Gender Mainstreaming in Committees and Delegations of the European Parliament" (Integrazione della dimensione di genere nelle commissioni e nelle delegazioni del Parlamento europeo), pubblicato nel 2014 dal dipartimento tematico C del Parlamento europeo,

–  visto lo studio dal titolo "The EU Budget for Gender Equality" (Il bilancio dell'UE per l'uguaglianza di genere), pubblicato nel 2015 dal dipartimento tematico D del Parlamento europeo,

  vista la nota dal titolo "Guidance on the development of gender equality and the empowerment of women policies" (Indicazioni sullo sviluppo dell'uguaglianza di genere e sulle politiche relative all'emancipazione femminile), pubblicata da UN Women nel maggio 2014,

–  visto il documento dal titolo "Advances in EU Gender Equality: Missing the mark?" (Progressi nell'ambito dell'uguaglianza di genere nell'UE: bersaglio mancato?), pubblicato nel 2014 dalla European Policy Institutes Network,

–  vista la relazione annuale 2014 sulle risorse umane, pubblicata dalla Direzione generale del Personale del Parlamento europeo,

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (A8-0034/2016),

A.  considerando che l'articolo 8 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) fissa l'integrazione della dimensione di genere come un principio orizzontale e l'articolo 2 del trattato sull'Unione europea (TUE) stabilisce che il principio dell'uguaglianza di genere è un valore dell'Unione;

B.  considerando che la Carta dei diritti fondamentali prevede disposizioni specifiche sul principio orizzontale dell'uguaglianza di genere e che l'articolo 6 TUE riconosce alla Carta il medesimo valore giuridico dei trattati;

C.  considerando che l'uguaglianza di genere è un elemento centrale della protezione dei diritti umani, il funzionamento della democrazia, il rispetto dello Stato di diritto e la crescita economica, l'inclusione sociale e la sostenibilità;

D.  considerando che i progressi verso il raggiungimento dell'uguaglianza di genere nell'UE sono in fase di stallo e che a questo ritmo non ne verranno realizzati altri per diverso tempo;

E.  considerando che, nell'impegno strategico per l'uguaglianza di genere 2016-2019, la Commissione ha affermato di voler continuare le azioni per l'integrazione della dimensione di genere, anche attraverso attività di valutazione e controllo; che la Commissione ha declassato a documento di lavoro dei propri servizi il suo impegno strategico a favore dell'uguaglianza di genere dopo il 2015;

F.  considerando che il quinto degli Obiettivi di sviluppo sostenibile è il raggiungimento della parità di genere entro il 2030;

G.  considerando che l'integrazione della dimensione di genere significa "l'integrazione in ogni aspetto delle politiche dell'UE (preparazione, progettazione, attuazione, controllo e valutazione delle politiche, misure giuridiche e programmi di spesa) al fine di realizzare l'uguaglianza tra donne e uomini"(11);

H.  considerando che l'integrazione della dimensione di genere deve includere i diritti, le prospettive e il benessere delle persone LGBTIQ e delle persone di qualsiasi identità di genere;

I.  considerando che l'integrazione della dimensione di genere dovrebbe essere uno strumento proattivo e reattivo per il raggiungimento dell'uguaglianza di genere;

J.  considerando che l'integrazione della dimensione di genere non è un obiettivo politico in sé, ma un mezzo essenziale per raggiungere l'uguaglianza di genere, sempre in combinazione con altre azioni e politiche specifiche mirate a far progredire l'uguaglianza di genere;

K.  considerando che la commissione responsabile ha, tra le sue competenze, quella di contribuire all'attuazione e allo sviluppo ulteriore dell'integrazione della dimensione di genere in tutti gli ambiti politici;

L.  considerando che la maggioranza delle commissioni parlamentari dà generalmente importanza all'integrazione della dimensione di genere (ad esempio nei loro lavori legislativi, nei rapporti di lavoro con la commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere e nell'elaborazione di piani di azione sull'uguaglianza), mentre altre commissioni mostrano un interesse scarso o nullo per la questione;

M.  considerando che, dalla precedente legislatura, la commissione competente ha sviluppato la prassi di proporre contributi mirati alle relazioni delle altre commissioni mediante "emendamenti sull'integrazione della dimensione di genere" (GMA); che secondo uno studio pubblicato nel 2014(12), l'85 % dei GMA presentati tra luglio 2011 e febbraio 2013 è stato inserito nelle relazioni definitive delle commissioni competenti per il merito; che sono necessari ulteriori dati successivi al febbraio 2013 per una valutazione aggiornata dello stato dell'integrazione della prospettiva di genere al Parlamento;

N.  considerando che, a seguito della risoluzione sull'integrazione della dimensione di genere del 2003, ogni commissione parlamentare nomina uno dei suoi membri come responsabile per l'integrazione della dimensione di genere, creando in tal modo una "rete per l'integrazione della dimensione di genere"; che le successive risoluzioni sull'argomento hanno chiesto il continuo sviluppo di tale rete e l'istituzione di una rete analoga per le delegazioni interparlamentari; che la rete è sostenuta da una rete a livello di personale nelle segreterie delle commissioni;

O.  considerando che i membri della rete hanno completato un questionario per valutare lo stato di avanzamento dell'integrazione della dimensione di genere nei rispettivi settori tematici;

P.  considerando che il quadro finanziario pluriennale (QFP) è accompagnato da una dichiarazione congiunta delle tre istituzioni, che hanno concordato che "le procedure del bilancio annuale applicate al QFP 2014-2020 integreranno, ove opportuno, elementi relativi alla dimensione di genere, tenendo conto delle modalità con cui il quadro finanziario globale dell'Unione contribuisce a una maggiore uguaglianza di genere (e garantisce l'integrazione della dimensione di genere)"; che, nonostante ciò, l'impegno effettivo a proseguire l'integrazione della dimensione di genere e l'emancipazione delle donne deve essere sostenuto, dato che le politiche esistenti sono state attuate soltanto in misura modesta e le risorse di bilancio stanziate specificamente per le questioni di genere sono insufficienti;

Q.  considerando che nessuna istituzione dell'Unione ha applicato con coerenza il bilancio di genere;

R.  considerando che l'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere (EIGE) è stato istituito per contribuire alla promozione dell'uguaglianza di genere e rafforzarla, anche mediante l'integrazione della dimensione di genere in tutte le politiche dell'UE e nelle politiche nazionali che ne risultano; che l'EIGE ha sviluppato una piattaforma per l'integrazione della dimensione di genere e un glossario e un dizionario specialistico sull'uguaglianza di genere, per sostenere i responsabili politici, il personale delle istituzioni dell'UE e gli enti governativi nell'integrazione della prospettiva di genere nel loro lavoro;

S.  considerando che per l'integrazione della dimensione di genere occorre sia integrare una prospettiva di genere nel contenuto delle varie politiche che affrontare la questione della rappresentanza delle donne, degli uomini e delle persone di qualsiasi identità di genere nel determinato settore politico; che entrambe le dimensioni devono essere tenute in considerazione in tutte le fasi del processo di definizione delle politiche;

T.  considerando che tutte le politiche interne ed esterne dell'UE dovrebbero essere concepite per favorire allo stesso modo i ragazzi e le ragazze e gli uomini e le donne, nonché tutte le altre identità di genere;

U.  considerando che l'attuazione dell'integrazione della prospettiva di genere è indicata come una delle principali lacune riscontrate nella valutazione della Commissione della strategia per l'uguaglianza di genere 2010-2015;

V.  considerando che un Parlamento sensibile alle tematiche di genere può svolgere un ruolo cruciale nel correggere gli squilibri di genere, promuovere parità di partecipazione economica, sociale e politica per le donne e gli uomini e ampliare il quadro politico per l'uguaglianza di genere;

W.  considerando che la formazione all'integrazione della dimensione di genere per i deputati e il personale del Parlamento, in particolare per le funzioni dirigenziali, è essenziale per promuovere una prospettiva di genere in tutti gli ambiti e tutte le fasi dell'elaborazione delle politiche;

X.  considerando che si stanno stanziando fondi e risorse umane insufficienti per ottenere progressi reali per l'integrazione della dimensione di genere nei lavori del Parlamento;

Y.  considerando che la raccolta sistematica e periodica di dati e statistiche disaggregati per genere in sede di valutazione dell'impatto delle politiche e nel quadro del processo di definizione delle stesse è indispensabile per l'analisi dei progressi compiuti nell'ambito dell'uguaglianza di genere; che occorre svolgere un maggior numero di ricerche qualitative all'interno del Parlamento per determinare la portata e l'impatto degli strumenti per l'integrazione della dimensione di genere sui risultati delle politiche, sulle risoluzioni e sui testi legislativi;

Z.  considerando che la rappresentanza delle donne nelle posizioni chiave del processo decisionale a livello politico e amministrativo, anche in seno ai gruppi politici del Parlamento, rimane bassa; che le donne tendono a presiedere le commissioni che sono meno connesse all'allocazione delle risorse e al processo decisionale economico; che per migliorare la qualità delle decisioni adottate, il Parlamento deve garantire che l'attribuzione dei posti di responsabilità sia equamente suddivisa tra uomini e donne; che gli uomini devono impegnarsi per promuovere l'uguaglianza di genere in tutti gli ambiti e a tutti i livelli e che i deputati di sesso maschile devono essere incoraggiati a occuparsi dell'integrazione della dimensione di genere nel loro lavoro;

A bis.  considerando che il Parlamento dispone di una struttura organizzativa per promuovere l'integrazione della dimensione di genere nelle sue attività e che tale struttura deve essere coordinata meglio, rinforzata e ampliata, sulla spinta di una rinnovata volontà politica e amministrativa, al fine di conseguire un grado maggiore di integrazione della prospettiva di genere;

A ter.  considerando che è necessaria una maggiore cooperazione interistituzionale tra Parlamento, Consiglio e Commissione in materia di integrazione della dimensione di genere, onde garantire la possibilità di introdurre prospettive di genere in tutte le fasi del ciclo politico, il che agevolerebbe il lavoro dello stesso Parlamento in materia;

A quater.  considerando che è importante il contributo di soggetti esterni, quali le organizzazioni della società civile, le organizzazioni di base per i diritti delle donne e l'uguaglianza di genere, le istituzioni internazionali, il mondo universitario e i parlamenti nazionali, ai fini del miglioramento dei processi in materia di integrazione della dimensione di genere al Parlamento e della promozione di scambi reciproci per promuovere le migliori prassi;

A quinquies.  considerando che la risoluzione del Parlamento sull'integrazione della dimensione di genere, adottata nel 2007, chiedeva di effettuare una valutazione ogni due anni sull'integrazione della dimensione di genere nei lavori del Parlamento;

Valutazione generale del quadro istituzionale esistente

1.  è del parere che, per integrare una prospettiva di genere nel processo politico, si dovrebbero prendere in considerazione diversi aspetti: il contenuto della politica e la rappresentanza di genere nell'amministrazione e nel processo decisionale; rileva altresì che è indispensabile disporre di dati chiari circa le incidenze delle politiche ai fini del continuo miglioramento dell'uguaglianza di genere;

2.  constata che nella struttura organizzativa del Parlamento, vari organi si occupano dello sviluppo e dell'attuazione dell'integrazione della dimensione di genere sia a livello politico che a livello di vita lavorativa:

  –  il gruppo di alto livello sull'uguaglianza di genere e la diversità, responsabile della promozione della piena parità tra donne e uomini in tutti gli aspetti della vita lavorativa del segretariato del Parlamento;

  –  la commissione responsabile di azioni specifiche finalizzate all'integrazione della prospettiva di genere nel lavoro delle commissioni e delle delegazioni;

  –  la rete responsabile dell'integrazione della dimensione di genere;

  –  i servizi responsabili della corretta attuazione di una rappresentanza di genere equilibrata in tutte le posizioni dell'organigramma;

3.  si rammarica che le attività di tali diversi organi responsabili dell'integrazione della dimensione di genere non siano coordinate o integrate all'interno del Parlamento o con le altre istituzioni (non esiste alcun meccanismo di collaborazione interistituzionale per l'integrazione della dimensione di genere); si impegna a istituire una cooperazione efficace tra tutti i soggetti in tale quadro istituzionale, sulla base di specifici meccanismi come il controllo e i riscontri sui risultati ottenuti;

4.  ribadisce il suo impegno ad adottare e attuare periodicamente un piano politico per l'integrazione della dimensione di genere all'interno del Parlamento, con l'obiettivo globale di promuovere l'uguaglianza di genere attraverso l'inserimento efficace della prospettiva di genere nelle politiche e attività, comprese le strutture decisionali e l'amministrazione;

5.  chiede il continuo sviluppo della rete sull'integrazione della dimensione di genere, che rappresenta le commissioni ma anche le delegazioni interparlamentari, e il suo pieno coinvolgimento nel controllo regolare dello stato di avanzamento dell'integrazione della dimensione di genere nei vari settori; rileva la necessità di una maggiore e attiva partecipazione dei deputati alla rete e chiede che i deputati supplenti siano aggiunti alla rete per accrescere la partecipazione, come nel caso delle commissioni e delle delegazioni;

6.  sottolinea che, secondo il summenzionato studio del 2014 sull'argomento, lo strumento più efficace per includere una prospettiva di genere nel processo politico è stato il ricorso a procedure che prevedessero la cooperazione con altre commissioni; sottolinea la necessità che le altre commissioni sostengano i lavori relativi all'integrazione della dimensione di genere e la sua attuazione nelle loro attività;

7.  invita i servizi responsabili a continuare a lavorare a misure specifiche per promuovere l'equilibrio tra vita lavorativa e vita privata; si rammarica del fatto che tra i funzionari del Parlamento europeo, le donne continuino a essere in maggioranza nel gruppo di funzioni degli assistenti (AST); chiede un'analisi annuale dello stato di avanzamento dell'uguaglianza di genere all'interno del Parlamento, sulla base di dati disaggregati per genere, a tutti i livelli del personale e degli organi politici, compresi gli assistenti parlamentari, e di rendere pubblica tale relazione;

8.  chiede che siano affrontate le barriere strutturali e venga creato un contesto favorevole alla partecipazione delle donne nelle posizioni decisionali a tutti i livelli, quali le misure volte alla conciliazione tra vita professionale e vita privata e familiare e misure di azione positiva, grazie alle quali il numero delle persone del genere sottorappresentato possa essere aumentato nelle posizioni in cui vi è una preponderanza di donne o di uomini; chiede che i partiti politici riconoscano le proprie responsabilità nella promozione delle donne, poiché il potere di assunzione, selezione e nomina dei candidati è nelle loro mani;

9.  deplora il fatto che gli obiettivi per l'equilibrio di genere a livello direttivo superiore e intermedio approvati dall'Ufficio di presidenza nel 2006 (relazione Kaufmann) non siano stati raggiunti entro la scadenza del 2009 e neppure fino a questo momento; constata che tali obiettivi sono stati successivamente confermati dal gruppo di alto livello sull'uguaglianza di genere e la diversità per gli anni seguenti; insiste affinché siano adottate misure efficaci e di ampio respiro per conseguire nel più breve tempo possibile tali obiettivi in materia di uguaglianza di genere;

10.  constata che il gruppo di alto livello sull'uguaglianza di genere e la diversità è responsabile dell'adozione di un piano d'azione per la promozione dell'uguaglianza di genere e della diversità in Parlamento e si occupa di assicurarne l'attuazione; invita il gruppo di alto livello, con il sostegno dei servizi competenti, a presentare una tabella di marcia globale sull'uguaglianza di genere che indichi come portare la rappresentanza femminile nelle posizioni direttive a livello superiore e intermedio al 40 % entro il 2020; invita la Direzione generale del Personale e i gruppi politici a valutare la possibilità di proporre sia un uomo che una donna ai posti di capo unità quando diventano vacanti;

11.  raccomanda che il relatore permanente sull'integrazione della dimensione di genere, una volta creato il posto, collabori con il gruppo di alto livello per garantire il conseguimento degli obiettivi di integrazione della prospettiva di genere sia per il Segretariato che per il personale del Parlamento;

12.  invita i gruppi politici a valutare di proporre sia un uomo sia una donna alla presidenza delle commissioni e dei gruppi;

13.  rileva che, nella misura del possibile, è auspicabile un'equa rappresentanza di genere in ciascuna commissione; invita i gruppi politici a prendere in considerazione la possibilità di nominare, in maniera coordinata, deputati del genere sottorappresentato in ciascuna commissione; chiede ai gruppi politici di nominare lo stesso numero di deputati di sesso maschile e femminile come membri titolari e supplenti della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere, onde incoraggiare la partecipazione degli uomini alle politiche in materia di uguaglianza di genere;

Strumenti per l'integrazione della dimensione di genere

14.  sottolinea che la prassi di utilizzare emendamenti sull'integrazione della dimensione di genere si è dimostrata più efficace dei pareri, dato che gli emendamenti sono più concisi, possono essere presentati rapidamente e riguardano questioni essenziali, specifiche e circoscritte; ribadisce il suo invito alla commissione competente affinché inserisca nel regolamento tale prassi degli emendamenti sull'integrazione della dimensione di genere, tenuto conto del ruolo specifico che la commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere riveste nell'integrazione della dimensione di genere quale principio orizzontale; chiede una più stretta cooperazione tra le commissioni e un efficace coordinamento tra la rete per l'integrazione della prospettiva di genere e la commissione competente a livello sia politico che amministrativo al fine di integrare effettivamente la dimensione di genere nelle relazioni; pone in evidenza l'importanza del ruolo svolto da membri della rete in seno a ciascuna commissione nel facilitare un efficace apporto della commissione competente mediante emendamenti GMA e pareri e chiede un coordinamento efficace tra i membri competenti della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere e i membri della rete nella procedura degli emendamenti GMA; ribadisce la necessità di uno stretto coordinamento tra la commissione competente e le commissioni competenti per il merito per quanto riguarda gli emendamenti GMA e i pareri, onde garantire una programmazione e una pianificazione ottimali in vista della loro effettiva integrazione nella relazione della commissione competente per il merito;

15.  si rammarica del fatto che, nonostante la dichiarazione interistituzionale sull'integrazione della dimensione di genere allegata al QFP, finora non sono state adottate misure relative al bilancio di genere; sottolinea, a tale proposito, la necessità di monitorare da vicino le modalità di attuazione dei principi della dichiarazione congiunta riguardo alle procedure del bilancio annuale e chiede che alla commissione competente sia affidato un ruolo formale nella revisione del QFP;

16.  sottolinea che il bilancio di genere, che si concretizza in una pianificazione, programmazione e stesura di bilancio che contribuiscono al rafforzamento dell'uguaglianza di genere e alla realizzazione dei diritti della donna, è uno degli strumenti utilizzati dai responsabili politici per affrontare i divari di genere; deplora il fatto che le attività di bilancio di genere abbiano rivelato che la prospettiva di genere è lungi dall'essere tenuta in considerazione in tutte le politiche, a tutti i livelli e in ogni fase del processo di definizione delle politiche; rileva che, in tale contesto, assume un'importanza cruciale lo sviluppo di capacità interne in materia di bilancio di genere al fine di potenziare il ruolo di controllo del Parlamento europeo al riguardo; osserva che le incidenze delle decisioni di spesa e di entrate si ripercuotono in maniera del tutto diversa sulle donne e sugli uomini e sottolinea che i membri delle commissioni competenti dovrebbero tener conto di tali effetti diversi nella compilazione dei bilanci; sottolinea che il bilancio di genere promuove la rendicontabilità e la trasparenza per quanto riguarda l'impegno del Parlamento a favore dell'uguaglianza di genere;

17.  prende atto del fatto che la Commissione si è impegnata a portare avanti l'integrazione della dimensione di genere attraverso l'inserimento di considerazioni in materia di uguaglianza di genere nelle valutazioni d'impatto, in linea con i principi di una migliore regolamentazione, e sta valutando la preparazione di una relazione sull'integrazione della dimensione di genere nella Commissione nel 2017;

18.  ribadisce la necessità di uno stanziamento sufficiente di risorse anche a livello del Parlamento, per sviluppare valutazioni di impatto di genere e un'analisi basata sul genere; invita la Commissione a procedere a una valutazione sistematica dell'impatto di genere di ogni nuova proposta legislativa o d'intervento sulla base della sua valutazione approfondita del suo impatto sui diritti fondamentali e al fine di garantire che l'Unione difenda i diritti delle donne; sottolinea la necessità che siffatte analisi e i metodi di raccolta dei dati impiegati tengano conto delle esperienze delle persone LGBTIQ; sottolinea che le commissioni devono essere incoraggiate ad avvalersi delle competenze interne e di quelle esterne di altre istituzioni e altri organismi del settore pubblico e privato impegnati nella promozione dell'integrazione della dimensione di genere;

19.  invita l'EIGE a presentare regolarmente informazioni a ogni commissione per mettere in luce la prospettiva di genere in ogni ambito del processo di definizione delle politiche e a mettere a disposizione i dati e gli strumenti che ha sviluppato, come la piattaforma per l'integrazione della dimensione di genere, nel quadro delle attività più ampie di rafforzamento delle capacità, rivolte anche al personale e agli assistenti parlamentari; invita il Servizio di ricerca a svolgere periodiche ricerche qualitative e quantitative approfondite sui progressi dell'integrazione delle prospettive di genere al Parlamento e sul funzionamento della struttura organizzativa ad essa preposta;

20.  deplora che attualmente l'EIGE non disponga delle risorse necessarie per espletare tutto il lavoro che gli viene richiesto e sottolinea che occorre garantire che la dotazione dell'EIGE sia modificata conformemente al suo ampio mandato;

21.  sottolinea l'importanza e gli effetti positivi dell'utilizzo di un linguaggio neutro dal punto di vista del genere nelle sue attività; ribadisce il suo sostegno agli orientamenti dell'Ufficio di presidenza su un linguaggio neutro dal punto di vista del genere e al loro costante aggiornamento, anche sulla base degli strumenti sviluppati dall'EIGE e a livello interistituzionale; chiede l'organizzazione di formazioni specifiche all'uso del linguaggio neutro dal punto di vista del genere per i servizi di traduzione e di interpretazione;

22.  constata che, nelle risposte ai questionari sulla situazione dell'integrazione della prospettiva di genere in seno alle commissioni parlamentari, sono stati indicati strumenti specifici ritenuti efficaci ai fini dell'integrazione di una prospettiva di genere nelle attività delle commissioni, tra cui:

  –  distribuzione dei documenti principali e inclusione di questioni relative all'uguaglianza di genere nel mandato relativo agli studi commissionati;

  –  maggiore attenzione all'utilizzo di una terminologia e di definizioni specifiche in relazione alle problematiche dell'uguaglianza di genere;

  –  promozione di una valutazione ex ante ed ex post dei progetti di proposte legislative e di futuri accordi;

  –  attività di formazione e sensibilizzazione per i deputati, il personale, i consulenti politici e gli assistenti;

  raccomanda vivamente di proseguire lo sviluppo e l'attuazione di tali strumenti nel lavoro del Parlamento;

23.  ricorda che le valutazioni e i programmi in materia di integrazione della dimensione di genere richiedono altresì l'adozione di efficaci misure di follow-up al fine di valutare l'efficacia e gli eventuali problemi di ciascuna azione; sottolinea l'importanza di attuare misure correttive, ove necessario, e di sviluppare l'integrazione della prospettiva di genere qualora si riscontri una mancanza di progressi dopo l'attuazione di tali misure;

24.  chiede la messa a punto di un sistema di accreditamento in base al quale i membri del personale che seguono corsi di formazione sull'integrazione della prospettiva di genere al Parlamento ottengano un'attestazione ufficiale che potranno utilizzare nel corso della loro carriera professionale;

25.  raccomanda che la Direzione generale della Comunicazione del Parlamento includa una prospettiva di genere più accentuata nelle sue relazioni sull'elaborazione delle politiche da parte del Parlamento;

26.  esprime il suo pieno sostegno allo sviluppo di una formazione mirata e periodica sull'integrazione della dimensione di genere, dotata di risorse adeguate e realizzata su misura in base alle esigenze specifiche del Parlamento, rivolta a tutto il personale del Parlamento che lavora nei dipartimenti tematici e che preveda moduli di formazione più approfonditi per i quadri intermedi e superiori, in particolare i capi unità; chiede che siano disponibili corsi di formazione all'integrazione della prospettiva di genere per i deputati, gli assistenti parlamentari e il personale dei gruppi politici; chiede che siano organizzati corsi di formazione dedicati alla leadership femminile e che sia offerta alle donne la possibilità di acquisire esperienza in posizioni dirigenziali; raccomanda che le sessioni di formazione includano informazioni sulle forme molteplici e intersettoriali di discriminazione; pone in evidenza la necessità di garantire che tutti i servizi dell'Istituzione siano consapevoli della loro responsabilità nell'attuazione dell'integrazione della dimensione di genere, tra cui quelli preposti alle risorse umane, alla sicurezza e agli impianti; propone l'introduzione di orientamenti specifici nel campo delle risorse umane che integrino efficacemente la dimensione di genere, onde migliorare il benessere di tutto il personale, comprese le persone LGBTIQ, sul luogo di lavoro;

Integrazione della dimensione di genere nei lavori delle commissioni

27.  chiede nuovamente di tenere fede all'impegno di elaborare una relazione biennale sull'integrazione della dimensione di genere nelle attività del Parlamento; è consapevole del ruolo svolto dalla rete sull'integrazione della dimensione di genere nel valutare lo stato di avanzamento dell'integrazione della dimensione di genere in ciascun settore politico e raccomanda di utilizzare il questionario come base affinché la relazione summenzionata diventi un metodo di monitoraggio annuale;

28.  constata che, nelle risposte ai questionari, i membri della rete hanno indicato in genere che, nel loro specifico ambito politico, le esigenze di genere erano tenute in considerazione in varie attività come relazioni, emendamenti sull'uguaglianza di genere, studi, audizioni, missioni e scambi di opinioni;

29.  accoglie con favore le iniziative specifiche adottate in tale ambito da numerose commissioni parlamentari; si rammarica del fatto che una vasta maggioranza delle commissioni non abbia né adottato, né discusso un piano d'azione sull'uguaglianza di genere per la loro attività; sottolinea quanto sia importante per gli organi competenti lavorare con tutte le commissioni e delegazioni per condividere le migliori pratiche, anche attraverso la rete sull'integrazione della dimensione di genere, e mettere a punto una procedura chiara da integrare nel regolamento del Parlamento sull'adozione di un piano d'azione sulla parità di genere da parte di ciascuna commissione e delegazione; raccomanda che ciascuna commissione organizzi ogni due anni un'audizione sull'integrazione della dimensione di genere nel proprio settore tematico, che coincida con la redazione della relazione sull'integrazione della dimensione di genere;

30.  sottolinea la necessità di valutare in maniera approfondita il funzionamento della rete per l'integrazione della dimensione di genere e di identificare il modo per garantire un più stretto coinvolgimento e una maggiore consapevolezza tra i membri della rete; raccomanda che i membri titolari e supplenti della rete per l'integrazione della dimensione di genere siano persone impegnate a favore dell'uguaglianza di genere, ma sottolinea che non devono necessariamente essere membri della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere, in quanto ciò permetterebbe a un maggior numero di deputati di occuparsi di questioni inerenti all'integrazione della prospettiva di genere; raccomanda contatti e scambi regolari tra la commissione competente e la rete;

31.  raccomanda che la rete per l'integrazione della dimensione di genere sia co-presieduta dalla commissione competente e da un altro membro della rete, quest'ultimo nominato a rotazione tra le diverse commissioni, per mettere in evidenza che l'integrazione della dimensione di genere coinvolge tutte le commissioni;

32.  è del parere che un relatore permanente sull'integrazione della dimensione di genere rafforzerà la struttura attuale, darà stabilità alla cooperazione tra la rete per l'integrazione della dimensione di genere e la commissione competente e istituirà una relazione permanente con gli altri organismi preposti all'integrazione della dimensione di genere del Parlamento;

33.  è del parere che occorra creare un organo di monitoraggio interno incaricato di dar seguito e procedere alla valutazione ex post dell'attuazione di strumenti e azioni; chiede che siano formulate specifiche descrizioni delle mansioni per il personale responsabile dell'integrazione della dimensione di genere in seno alle commissioni; invita le autorità competenti a valutare ogni due anni i progressi dell'integrazione della dimensione di genere nelle commissioni e nelle delegazioni;

Cooperazione interistituzionale a sostegno dell'integrazione della dimensione di genere

34.  ritiene che relazioni interistituzionali più solide miglioreranno l'equilibrio di genere nel processo di definizione delle politiche dell'UE; constata che finora non è ancora stata istituita una cooperazione strutturata nell'ambito dell'integrazione della dimensione di genere con altri partner istituzionali, come la Commissione, il Consiglio e l'EIGE; invita la Commissione a proporre un quadro idoneo per l'istituzione della cooperazione interistituzionale nell'ambito dell'integrazione della dimensione di genere, come la creazione di un gruppo di lavoro interistituzionale di alto livello in materia e coinvolgendo inoltre altri soggetti interessati in questo settore;

35.  raccomanda al Mediatore europeo di fornire ogni anno al gruppo di alto livello sull'uguaglianza di genere e la diversità i dati relativi alle denunce di cattiva amministrazione presentate in merito all'uguaglianza di genere nel Parlamento, nel pieno rispetto della decisione del Parlamento europeo sui regolamenti e le condizioni generali per l'esercizio delle funzioni di Mediatore;

36.  ritiene che lo scambio di migliori prassi con altre organizzazioni migliorerà le capacità e l'efficacia del Parlamento nell'attuazione dell'integrazione della dimensione di genere; chiede che lo scambio delle migliori prassi sia organizzato a tutti i livelli con altre istituzioni e organizzazioni come UN Women, il Consiglio d'Europa, le istituzioni dell'UE e i soggetti interessati coinvolti nella promozione dell'uguaglianza di genere, come gli organismi per l'uguaglianza di genere, le parti sociali e le ONG; incoraggia la partecipazione agli specifici programmi per il rafforzamento delle capacità di altre organizzazioni internazionali e l'ottenimento del loro sostegno per l'organizzazione di programmi di integrazione della dimensione di genere realizzati su misura;

37.  chiede che la Direzione generale del Personale proceda a uno scambio di migliori prassi e di assistenza tecnica in materia di uguaglianza di genere e diversità, ad esempio con il Congresso degli Stati Uniti ed organismi nazionali per l'uguaglianza, incentrato sulla promozione delle minoranze razziali ed etniche sottorappresentate nelle procedure di assunzione a breve termine e nei concorsi dell'EPSO; chiede che sia posto l'accento sui tirocinanti e sulla messa in atto di iniziative e programmi che promuovano tirocini per i giovani, in particolare le donne, appartenenti ai gruppi razziali ed etnici sottorappresentati;

38.  sottolinea la necessità di un dialogo aperto e continuo con i parlamenti nazionali, per instaurare regolari scambi di opinioni e nuove tecniche e riferire in merito alle valutazioni dell'impatto delle politiche, al fine di promuovere un'impostazione comune e l'ulteriore sviluppo di migliori prassi in grado di favorire i progressi nell'ambito dell'integrazione della dimensione di genere; raccomanda di organizzare riunioni interparlamentari periodiche sull'integrazione della dimensione di genere;

39.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi degli Stati membri.

MOTIVAZIONE

L'integrazione della dimensione di genere è stata accolta a livello internazionale come una strategia per realizzare l'uguaglianza di genere. Dal punto di vista pratico, l'integrazione della dimensione di genere comporta l'integrazione di una prospettiva di genere nella preparazione, progettazione, attuazione, controllo e valutazione delle politiche, delle misure regolamentari e dei programmi di spesa, al fine di promuovere l'uguaglianza tra donne e uomini e combattere la discriminazione.

L'integrazione della dimensione di genere ha una duplice dimensione: integrare una prospettiva di genere nel contenuto delle varie politiche e affrontare la questione della rappresentanza di donne e uomini nei vari ambiti politici. Entrambe le dimensioni (rappresentanza di genere e contenuti reattivi sotto il profilo del genere) devono essere tenute in considerazione in tutte le fasi del processo di definizione delle politiche.

Sebbene i numeri siano importanti, occorre anche tenere conto di come il genere si relazioni ai contenuti delle misure politiche, per comprendere meglio in che modo donne e uomini ne trarrebbero beneficio. Una politica reattiva a livello di genere garantisce che le esigenze di tutti i cittadini, donne e uomini, siano tenute in considerazione allo stesso modo.

Tradizionalmente la politica pubblica e l'attività legislativa sono considerate strumenti neutrali dal punto di vista del genere, sulla base del presupposto che la politica pubblica vada a vantaggio di tutti i membri della collettività allo stesso modo.

Nella nostra società, tuttavia, sono ancora presenti disuguaglianze di genere aventi un carattere strutturale. Anche se le leggi trattano donne e uomini allo stesso modo, le donne non hanno ancora parità di accesso e di controllo su risorse e mezzi. La situazione attuale dimostra pertanto che il contenuto reattivo a livello di genere delle politiche è un elemento essenziale di una corretta strategia per l'uguaglianza di genere.

Integrazione della dimensione di genere nell'UE

La parità tra donne e uomini viene riconosciuta dall'UE come un diritto fondamentale, un valore comune dell'Unione e una condizione necessaria al raggiungimento degli obiettivi di crescita, occupazione e coesione sociale dell'UE.

Dal 1996, la Commissione si impegna in un "duplice approccio" finalizzato alla realizzazione dell'uguaglianza di genere. Tale approccio prevede l'integrazione di una prospettiva di genere in tutte le politiche, insieme all'attuazione di misure specifiche per eliminare, prevenire o porre rimedio alle disuguaglianze di genere. Entrambi gli approcci procedono di pari passo e l'uno non può sostituire l'altro.

Nel Parlamento europeo, la commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (commissione FEMM) è l'organismo principale incaricato di promuovere l'uguaglianza di genere e l'integrazione della dimensione di genere in tutti i processi politici e legislativi del Parlamento.

La prassi di utilizzare "emendamenti sull'integrazione della dimensione di genere" per tenere conto degli aspetti di genere nelle relazioni delle altre commissioni è stata introdotta all'inizio della settima legislatura e continua a essere applicata con successo.

Nel 2009 è stata istituita una rete di deputati responsabile dell'integrazione della dimensione di genere in seno alle commissioni del Parlamento nonché una rete a livello del personale. La rete si riunisce regolarmente e scambia informazioni su questioni di interesse per i membri della rete, oltre alle migliori prassi. Nell'ultima legislatura, le delegazioni hanno anche nominato alcuni membri responsabili dell'integrazione della dimensione di genere.

Conclusioni principali sulle risposte dei membri della rete ai questionari

Il questionario intendeva approfondire le attività e gli strumenti politici utilizzati per l'integrazione della dimensione di genere in ogni commissione ed era indirizzato a tutti i membri della rete.

Le risposte al questionario dei membri della rete per l'integrazione della dimensione di genere hanno indicato alcune buone prassi, ma hanno anche identificato alcuni ambiti problematici relativi all'efficacia del quadro attuale in materia di integrazione della dimensione di genere.

I membri della rete per l'integrazione della dimensione di genere hanno risposto, in genere, che vi sono attività in cui le specifiche esigenze di genere sono tenute in considerazione nel rispettivo ambito di competenza, come nelle relazioni, emendamenti sull'uguaglianza di genere, studi e scambi di opinioni. Il grado di considerazione varia notevolmente e spazia dall'assenza di attività nel periodo specificato all'indicazione di vari ambiti politici in cui l'integrazione della dimensione di genere viene applicata o persino considerata un elemento standard. La maggioranza dei membri ha segnalato tematiche in cui la dimensione di genere viene tenuta in considerazioni in varie azioni intraprese dalla commissione, come relazioni (comprese quelle di attuazione), audizioni, studi, procedura di bilancio, procedura annuale di discarico.

Purtroppo, per quanto riguarda il piano d'azione per l'uguaglianza di genere e gli obiettivi a breve e lungo termine della commissione, la stragrande maggioranza delle commissioni non lo ha adottato, né discusso. Finora una sola commissione e una sottocommissione hanno adottato un piano d'azione sull'uguaglianza di genere e poche altre stanno discutendo la possibilità di farlo.

Vari membri della rete, tuttavia, hanno sottolineato che persino in assenza di un piano d'azione, nella loro commissione l'integrazione della dimensione di genere è favorita e contemplata nel loro lavoro, attraverso il mantenimento, ad esempio, di un equilibrio tra donne e uomini, il contatto con i soggetti interessati e l'adozione di emendamenti sull'integrazione della dimensione di genere. Tra le azioni di sostegno all'attuazione di un piano d'azione sull'integrazione della dimensione di genere sono state menzionate le statistiche e la formazione.

Varie commissioni hanno fatto presente che diversi deputati sono attivi per favorire l'integrazione della dimensione di genere, compresi deputati che appartengono anche alla commissione FEMM, mentre altre hanno indicato che solo i membri della rete sono responsabili dell'integrazione della dimensione di genere e una commissione ha adottato un elenco di controllo per l'integrazione della dimensione di genere. Riguardo al personale, sono state poche le commissioni che hanno indicato che il loro personale ha ricevuto una formazione sull'argomento o si è impegnato attivamente nell'ambito dell'integrazione della dimensione di genere.

La domanda sulla condivisione e distribuzione regolari di informazioni relative all'integrazione di genere ai membri e al personale ha messo in luce che spesso le informazioni non vengono fornite. Per quanto attiene agli strumenti per una migliore promozione dell'attuazione dell'integrazione della dimensione di genere all'interno del Parlamento europeo, tutti i membri della rete hanno segnalato, tra gli strumenti importanti, la formazione, l'impiego di dati disaggregati per genere e la valutazione d'impatto rispetto al genere. Il tasso di utilizzo di queste strumenti varia notevolmente tra le diverse commissioni da molto basso ad alto. Le valutazioni d'impatto rispetto al genere sono state segnalate in modo particolare come strumento in grado di contribuire a definire e attuare politiche capaci di affrontare le sfide che i cittadini dell'UE sperimentano nella vita quotidiana, in particolare riguardo alle esigenze e difficoltà delle donne, e potrebbero entrare a far parte di una valutazione generale sulle eventuali ripercussioni sui diritti fondamentali provocate da determinati progetti legislativi.

Il ricorso a emendamenti sull'integrazione della dimensione di genere viene considerato una buona prassi, ma ne viene chiesto il miglioramento: è necessario che tale procedura sia inserita nel regolamento e che la cooperazione tra la commissione FEMM e i membri della rete per l'integrazione di genere sia rafforzata, anche nella fase di redazione degli emendamenti. Per quanto riguarda l'affermazione "la prospettiva di genere è stata tenuta in considerazione a tutti i livelli della procedura di bilancio", la valutazione è risultata molto bassa in tutte le risposte ricevute.

Infine, le risposte alla domanda se la commissione avesse chiesto il parere o il sostegno di altre commissioni o organismi per effettuare un'analisi o prendere una decisione più bilanciata dal punto di vista del genere sono state, in genere, negative per il periodo di riferimento.

Struttura e relazioni interistituzionali

Il Parlamento europeo ha realizzato progressivamente una struttura per l'integrazione della dimensione di genere. La valutazione dell'attività di ogni singolo organismo è positiva, mentre il quadro globale appare frammentato e l'assenza di interazione mette a repentaglio l'efficacia del sistema.

In tale contesto, il relatore ha proposto una serie di misure finalizzate al rafforzamento e a una maggiore efficacia della struttura attuale per l'integrazione della dimensione di genere, compresa la creazione di una rete interistituzionale solida:

  maggiore collaborazione con i parlamenti nazionali, per creare regolari scambi di opinioni e contatti al fine di sviluppare ulteriormente migliori prassi atte a favorire progressi nell'ambito dell'integrazione della dimensione di genere;

  una relazione stabile con il gruppo di alto livello sull'uguaglianza di genere e la diversità del Parlamento europeo;

  una co-presidenza a rotazione della rete per l'integrazione della dimensione di genere;

  la creazione di una cooperazione strutturata con gli altri partner istituzionali, come la Commissione e l'EIGE;

  la definizione, da parte della Commissione, di un quadro adatto all'integrazione della dimensione di genere;

  un relatore permanente sull'integrazione della dimensione di genere, per assicurare una cooperazione stabile tra la commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere e la rete per l'integrazione della dimensione di genere;

  una maggiore influenza della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere sugli aspetti di bilancio correlati al genere (gender budgeting).

Sistema integrato proposto

Presentazione di relazioni

 

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

 

Approvazione

18.2.2016

 

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

23

6

1

 

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Daniela Aiuto, Maria Arena, Catherine Bearder, Beatriz Becerra Basterrechea, Malin Björk, Viorica Dăncilă, Iratxe García Pérez, Mary Honeyball, Teresa Jiménez-Becerril Barrio, Elisabeth Köstinger, Agnieszka Kozłowska-Rajewicz, Angelika Mlinar, Angelika Niebler, Maria Noichl, Marijana Petir, João Pimenta Lopes, Terry Reintke, Jordi Sebastià, Michaela Šojdrová, Ernest Urtasun, Jadwiga Wiśniewska, Anna Záborská, Jana Žitňanská

 

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Biljana Borzan, Rosa Estaràs Ferragut, Arne Gericke, Kostadinka Kuneva, Constance Le Grip, Sirpa Pietikäinen, Dubravka Šuica, Marc Tarabella, Monika Vana

 

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Mike Hookem

 
           

 

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

 

23

+

 

ALDE

Beatriz Becerra Basterrechea, Angelika Mlinar, Catherine Bearder

 

EFDD

Daniela Aiuto

 

GUE/NGL

Malin Björk, Kostadinka Kuneva, João Pimenta Lopes

 

PPE

Rosa Estaràs Ferragut, Teresa Jiménez-Becerril Barrio, Agnieszka Kozłowska-Rajewicz, Elisabeth Köstinger, Constance Le Grip, Angelika Niebler, Dubravka Šuica

 

S&D

Maria Arena, Biljana Borzan, Mary Honeyball, Viorica Dăncilă, Iratxe García Pérez, Maria Noichl, Marc Tarabella

 

VERTS/ALE

Jordi Sebastià, Terry Reintke,

 
     

 

 

6

-

 

ECR

Arne Gericke, Jadwiga Wiśniewska, Jana Žitňanská

 

EFDD

Hookem Mike

 

PPE

Marijana Petir, Anna Záborská

 
     

 

 

1

0

 

PPE

Šojdrová Michaela

 
     

 

 

(1)

GU C 341 E del 16.12.2010, pag. 35.

(2)

GU C 199 E del 7.7.2012, pag 65.

(3)

GU C 251 E del 31.8.2013, pag 1.

(4)

Testi approvati, P8_TA(2015)0050.

(5)

GU C 61 E del 10.3.2004, pag 384.

(6)

GU C 244 E del 18.10.2007, pag 225.

(7)

GU C 184 E dell'8.7.2010, pag 18.

(8)

GU C 212 E del 5.8.2010, pag 32.

(9)

GU C 251 E del 31.8.2013, pag 11.

(10)

Testi approvati, P8_TA(2015)0218.

(11)

SWD(2015)0278.

(12)

"Gender Mainstreaming in Committees and Delegations of the European Parliament" (Integrazione della dimensione di genere nelle commissioni e nelle delegazioni del Parlamento europeo), dipartimento tematico C del Parlamento europeo.

 

 

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