Operazione Fata Morgana, in corso di esecuzione, del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria

10.05.2016 08:26

 

 

 

Operazione Fata Morgana, eseguita dalla Guardia di Finanza di Reggio Calabria, diretta dal colonnello Alessandro Barbera. I reati contestati sono: associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, intestazione fittizia di beni, aggravati dalle modalità “mafiose”. Sequestrati società e beni per un valore complessivo di oltre 34 milioni di Euro

 

REGGIO CALABRIA,  FERMATI ALCUNI IMPRENDITORI E PROFESSIONISTI, PARTECIPI CON RUOLI ORGANIZZATIVI DELLA NDRANGHETA REGGINA

 

Domenico Salvatore

 

REGGIO CALABRIA-Lotta alla mafia. Prosegue senza soluzione di continuità l’opera di contrasto da parte della Guardia di Finanza, coordinata dal colonnello Alessandro Barbera, comandante provinciale di Reggio Calabria, alle cosche mafiose egemoni sul territorio.

Il comunicato ufficiale delle Fiamme Gialle del Comando provinciale:”

 

 

PROCURA DELLA REPUBBLICA

PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA

DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

OPERAZIONE “FATA MORGANA”

 

 

Didascalia:Pio Latorre e Virginio Rognoni

GUARDIA DI FINANZA REGGIO CALABRIA: ‘NDRANGHETA in corso di esecuzione 7 fermi di indiziato di delitto nei confronti di altrettanti imprenditori e professionisti reggini, in ragione del loro rilevante ruolo nella criminalità organizzata – Sequestrati società e beni per un valore complessivo di oltre 34 milioni di Euro.

 

E’ in corso di esecuzione, dalle prime luci dell’alba, una rilevante operazione da parte degli uomini del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria che ha consentito di individuare alcuni imprenditori e professionisti, partecipi con ruoli organizzativi della ndrangheta reggina; l’indagine ha, inoltre, svelato i collegamenti tra quest’ultima ad una strutturata rete di professionisti, capaci di indirizzare le sorti di rilevanti settori dell’economia cittadina. Sono in corso di esecuzione n. 7 fermi di indiziato di delitto,  sequestrate 12 società e beni per un valore complessivo di circa 34 milioni di euro ed effettuate oltre 30 perquisizioni.

 

I reati contestati sono associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, intestazione fittizia di beni, aggravati dalle modalità “mafiose”.

 

Le indagini, coordinate dalla locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, hanno portato a rilevare l’esistenza di un vero e proprio cartello criminale, presente ed operante nel territorio di Reggio Calabria, in grado di condizionare il regolare svolgimento delle attività economico/imprenditoriali, con particolare riferimento alla grande distribuzione alimentare, sfruttando anche la compiacenza di pubblici amministratori, al fine di ottenere, tra l’altro, l’illecita percezione di profitti.

 

I dettagli dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle ore 11.00 presso il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria alla presenza del Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Reggio Calabria Dott. Cafiero de Raho.

Reggio Calabria, 10 maggio 2016”.

 

Lo Stato,  sovrano, intende riappropriarsi del territorio usurpato dai clan di ‘ndrangheta, sempre più arroganti ed opprimenti, che si sono ingeriti, in ogni settore della vita pubblica e privata.

Per restituire ai cittadini maggiore fiducia nelle istituzioni; ed alcuni settori di libertà e democrazia, sottratti con l’inganno, la falsità e la violenza.

Mediante l’opera di prevenzione e di repressione dei delitti e dei reati. In questo caso, i reati contestati sono: associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, intestazione fittizia di beni, aggravati dalle modalità “mafiose”.

Un escamotage per eludere i controlli, furbescamente ideato dai mammasantissima. Ma oramai non sfugge più nulla all’attenta, efficiente ed efficace azione delle forze di polizia, coordinate dalla magistratura antimafia; moderne ed attrezzate per la lotta al crimine organizzato.

Sta facendo il suo dovere la Legge Rognoni-Latorre … disposizioni in materia di prevenzione di carattere patrimoniale ed integrazioni alla legge 27 dicembre 1956, n. 1423.

Norme di prevenzione e di repressione del fenomeno della mafia e costituzione di una Commissione parlamentare permanente di vigilanza e controllo.  disposizioni penali e processuali; disposizioni in materia di misura e di prevenzione;  reati fiscali valutari e societari. Ma il Parlamento ed il Governo, stanno già lavorando ad altre disposizioni, norme e strumenti per contrastare la mafia. Sullo sfondo del secolare braccio di ferro, fra “Guardie & Ladri”.

Domenico Salvatore

 

PROCURA DELLA REPUBBLICA

presso il Tribunale Ordinario di Reggio Calabria

Direzione Distrettuale Antimafia

Comunicato Stampa

“OPERAZIONE FATA MORGANA”

REGGIO CALABRIA -  “Eseguiti nr.7 provvedimenti di fermo di indiziato di delitto e il sequestro di dodici aziende ai sensi degli artt. 321 c.p.p., per un valore complessivo di circa €.34.000.000,00, in relazione alle fattispecie di reato previste agli artt. 416 bis, 629 c.p., 7 L. n. 203/91 e 12 quinquies D.L. n. 306/92, 7 L. n. 203/91.

 

All’alba di oggi, militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria hanno eseguito, su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, nr.07 provvedimenti di fermo di indiziati di delitto, nei confronti di imprenditori, professionisti, nonché nr. 30 perquisizioni locali nei confronti di soggetti operanti nel settore economico, imprenditoriale, politico e dirigenti pubblici, collegati, a vario titolo, ai predetti fermati, nonché il sequestro di patrimoni aziendali per un valore complessivo di circa €.34.000.000,00.

 

I provvedimenti, a firma del Proc. Capo Federico Cafiero De Raho e dei Sostituti Procuratori Rosario Ferracane, Giuseppe Lombardo, Luca Miceli e Stefano Musolino, hanno riguardato soggetti operanti nella cosiddetta “zona grigia”, a testimonianza dell’ormai assodata evoluzione dei sodalizi criminali che, utilizzando finemente ed in modo sistemico la fitta rete di entrature ed agganci anche nella P.A., sono in grado di condizionare l’economia e l’imprenditoria, già sofferenti per l’attuale congiuntura economica, tanto da far emergere un sistema criminale in grado di alterare gli equilibri della classe dirigente ed imprenditoriale della città.

La Procura reggina ha puntato la sua attenzione sulla redistribuzione dei punti vendita della grande distribuzione alimentare, all’esito dello stato di crisi della GDM S.p.a. e del sequestro delle imprese riferibili agli imprenditori Suraci e Crocè, concentrando, poi, l’indagine sulle attività coeve alla riapertura dell’importante centro commerciale villese, “La Perla dello Stretto”. In particolare, è emerso come un connubio, strutturalmente organizzato, tra ndrangheta e professionisti, che ha determinato le principali sorti dell’aggiudicazione dei predetti punti vendita, nonché la scelta dell’imprenditore della grande distribuzione alimentare che doveva avviare l’esercizio commerciale “food” nella Perla dello Stretto.

In particolare, le indagini eseguite dalle Fiamme Gialle reggine si sono soffermate, su due professionisti che, di fatto, hanno curato il riavviamento del centro commerciale villese e pilotato l’inserimento di una società, creata ad hoc e facente capo ad un noto imprenditore del settore, quale unico ipermercato destinato ad operarvi gettando le basi per una redistribuzione delle imprese del settore, dopo il vuoto lasciato dallo stato di crisi della G.D.M. S.p.a..

Fra questi, spicca il ruolo di noti professionisti reggini che, relazionandosi con una variegata platea di soggetti, hanno fattivamente contribuito alla riapertura della Perla dello Stretto, curandone anche gli aspetti prettamente autorizzativi, interagendo con esponenti della politica e della pubblica amministrazione.

Esemplificativo del potere intimidatorio - allo stesso tempo incontenibile e discreto - è la vicenda relativa all’imposizione ai commercianti “minori” della Perla dello Stretto di un contratto consortile deteriore dei loro interessi economici; ed infatti, mentre alcuni si sono piegati all’imposizione per evitare gravi conseguenze, l’unico commerciante che aveva osato opporsi aveva visto il suo esercizio commerciale distrutto dalle fiamme.

Ne è emersa una strutturata rete relazionale, governata da Paolo Romeo, in grado di gestire un enorme potere di indirizzo sulle sorti delle principali attività economiche cittadine, enfatizzato dalla situazione di disoccupazione che emergenza è diventata cronico fattore di sottosviluppo. Un sistema asfissiante perché in grado di influenzare anche la pubblica amministrazione e la politica.

 

Le risultanze emerse dalle indagini hanno consentito di quantificare la mole dei capitali investiti nel presente “affare” che, solo per l’apertura dell’ipermercato presso il centro commerciale villese, si attestano sul valore di circa €.3.000.000,00.

 

Le accuse contestate, a vario titolo, sono di associazione a delinquere di stampo mafioso, finalizzata anche all’intestazione fittizia ed all’estorsione.

I soggetti colpiti da provvedimento di fermo sono:

1.    ROMEO Paolo, nato a Reggio Calabria il 19.03.1947;

2.    SARACENO Natale, nato a Reggio Calabria il 19.01.1963;

3.    CHIRICO Giuseppe, nato a Reggio Calabria il 09.06.1960;

4.    MARRA Antonio, nato a Reggio Calabria il 15.05.1955;

5.    FRASCATI Emilio Angelo,nato a Reggio Calabria il 19.11.1956;

6.    IDONE Antonio, nato a Cannitello – Villa San Giovanni (RC), il 9.12.1951;     

7.    MARCIANO’ Domenico, nato a Reggio Calabria il13.10.1983.

 

Le aziende colpite dalla contestuali misure ablative del sequestro preventivo ex art.321 c.p.p., in tema di intestazione fraudolenta di beni per eludere le disposizioni in materia di prevenzione patrimoniale - in quanto riconducibili alla diretta o indiretta gestione dei soggetti colpiti dal provvedimento restrittivo e pertanto “inquinate” dalla connivenza con gli interessi della criminalità organizzata, risultano essere:

ü Studio commerciale Saraceno;

ü Circolo Pescatori Posidonia Gallico;

ü SO.R.AL. S.a.s., con i due supermercati ipermercati, operanti in Gallico (RC);

ü PERLA S.r.l., gestore dell’ipermercato presso il centro commerciale “Perla dello Stretto” – Villa San Giovanni (RC);

ü Quote societarie della D.EMME C. SUN S.r.l.;

ü “PARMA REGGIO DISTRIBUZIONE S.r.l.”, Reggio Calabria;

ü G.S. S.r.l., con sede in Reggio Calabria, nonché unità operativa sita in Campo Calabro (RC), “MAX - Cash and Carry”, zona industriale;

ü “M. C. S.a.s. di DOMENICO MARCIANO' & C”, con sede a Reggio Calabria – Gallico;

ü “CENTER FRUIT S.r.l.” con sede a Reggio Calabria;

ü "Consorzio La Nuova Perla dello Stretto", con sede in Villa San Giovanni (RC), presso omonimo centro commerciale.

 

 

 

 

 

 

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