Molochio (RC)Uxoricidio all'ora di pranzo, la casalinga Annamaria Luci 55 anni, uccisa dal pensionato Salvatore Morabito

22.02.2016 23:08

MOLOCHIO (REGGIO CALABRIA), 22 FEB –Protagonista dell'uxoricidio Salvatore Morabito, 65 anni, incensurato. Teatro della tragedia, l'appartamento della coppia, a Molochio, nel reggino. Secondo una prima ricostruzione, marito e moglie avrebbero avuto l'ennesimo litigio per questioni familiari.

Al culmine della lite l'uomo ha imbracciato il fucile, legalmente detenuto, ed ha fatto fuoco. Quindi si è allontanato. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Molochio e della Compagnia di Taurianova ai quali, poco dopo l'uomo, si è presentato. L'uomo è stato portato in caserma.

MOLOCHIO (RC) UCCIDE LA MOGLIE, CON UN COLPO DI FUCILE, ALL’ORA DI PRANZO, AL CULMINE DELL’ENNESIMA LITE

Domenico Salvatore

MOLOCHIO- “Ho perso la testa ed ho sparato”. Così ha detto ai Carabinieri della locale stazione, che lo arrestavano per l’omicidio della propria moglie. Mezzogiorno di fuoco, all’ora di pranzo, a Molochio.

Un solo colpo d’arma da fuoco, forse d’impeto, esploso da distanza ravvicina, che ha centrato la donna al torace. E si è “trasferito” dalla libertà alla prigione.

Da casa al carcere. Un raptus. Così il pensionato Salvatore, ha ucciso la moglie, Annamaria Luci, di 55 anni, sparandole con un fucile da caccia caricato a pallini, poi si è allontanato ed infine si è consegnato ai carabinieri che lo stavano già cercando.

Dramma familiare, della follia, della disperazione o di che cosa, finito in tragedia, stamani a Molochio, centro agricolo-pastorale dello Zomaro, in provincia di Reggio Calabria.

I Carabinieri della stazione di Molochio galvanizzata dal maresciallo Pasquale Forte, in collaborazione con i colleghi della Compagnia di Taurianova, coordinati dal capitano Giulio Modesti, comandante della Compagnia di Taurianova, tutti agli ordini del colonnello Lorenzo Falferi, comandante provinciale, che indagano,  hanno già in mano tutti gli elementi, per consegnare il rapporto all’autorità giudiziaria, in tempo reale.

Autore del delitto, motivazione, modalità, arma usata e testimonianze, se non interrogatori.

Lui pensionato di 65 anni, gestore fino a qualche tempo fa, di un distributore di benzina. Lei, casalinga. Dall’unione, sono nati tre figli, due maschi ed una femmina.

Per i vicini, amici, parenti e conoscenti una coppia ‘normale’. Stavolta la ‘ndrangheta non c’azzecca. E’ successo tutto in famiglia.

L’ennesimo dramma matrimoniale, finito in tragedia. Quando il rapporto finisce, a rigor di logica, ognuno dovrebbe staccare la spina. Più facile a dirsi, che a farsi, ad una certa età.

Per non dire (quasi) impossibile. Troppi vincoli e legami, troppi interessi, troppi ricordi. E soprattutto una mentalità dura a morire. Rifarsi una vita nella terza età non sembra una soluzione praticabile.

Manca il vigore fisico e psicologico se non mentale. Le motivazioni cambiano decisamente sponda.

Dieci anni di differenza sono tanti. Due mondi diversi. Due mentalità diverse. Due mondi di intendere ed affrontare la vita.

La separazione legale od il divorzio, sebbene comunque traumatico, hanno qualche valore, se la separazione avviene nei primi anni del matrimonio.

Salvatore Morabito era in possesso di regolare porto di fucile e certamente, avrebbe  pensato di doverlo usare per difesa personale o per difendere la sua famiglia dai malintenzionati.

Mai, avrebbe pensato insomma di rivolgere l’arma contro i suoi stessi parenti più stretti.

L’arma, già sequestrata, non era caricata a palla né a pallettoni; il che fa ritenere che comunque posa essersi trattato di un gesto inopinato, improvviso ed imprevisto.

La caccia all’assassino è stata organizzata nelle immediate circostanze, ma il lavoro di ricerca dei militari dell’Arma Benemerita si è concluso presto.

L’uxoricida infatti si è consegnato spontaneamente ai Carabinieri, senza l’assistenza del suo legale di fiducia, sopraggiunto dopo la chiamata.

Stavolta il 118 non è servito per soccorrere il ferito, morto sul colpo. Sono arrivati invece, oltre ai Carabinieri, il medico legale, per la perizia esterna sul cadavere della donna, il p.m. di turno, Domenico Cappelleri, coordinato dal procuratore capo della Repubblica di Palmi, Ottavio Sferlazza, competente per territorio,  per la perizia necroscopica esterna sul corpo della vittima e la ditta del caro estinto per la rimozione del cadavere.

Domani verrà effettuata l’autopsia e subito dopo, la salma verrà restituita alla famiglia per la celebrazione dei funerali, informa pubblica a Molochio.

Una disgrazia preannunciata? Sociologi, Psicologi, antropologi, criminologi ecc. sostengono che nelle divergenze, dissidi, diversità di opinione, controversie, alterchi, battibecchi ecc. possano intervenire motivazioni di diverso tipo. La notizia ha fatto subito il giro del paese e del circondario.

Il Morabito, descritto come persona seria, affettuosa e disonibile, visto il lavoro che svolgeva, era notissimo, non solo a Molochio. Ecco perché, la brutta novità, ha destato anche scalpore, risonanza e clamore, anche nel vasto circondario.

Molochio non è lontano da Taurianova, grosso e rinomato centro della sterminata Piana di Gioia Tauro.

 Il questore di Reggio Calabria, Raffaele Grassi, non ha nessun motivo per opporsi, per ragioni di ordine pubblico e sicurezza.

La Calabria, piange tanti morti dall’inizio dell’anno. Omicidi, incidenti stradali, morti bianche, suicidi, morti di vecchiaia o per malattia.

Ma non è ordinaria amministrazione. La visita del ministro degl’interni, Angelino Alfano, informato con cadenza quotidiana, la dice lunga.?

Domenico Salvatore

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