Mileto (V.V.) Nonno Antonino Vardaro, morto nel rogo della sua moto-ape sulla statale 18 vicino a Paravati

15.04.2016 15:56

 

 

Mileto-Nonno Antonino Vardaro deceduto nel mortale incidente mentre tornava a casa

 

L’autista dell’altro mezzo è riuscita a sgattaiolare fuori dall’abitacolo ed a salvarsi. Sul posto, Polizia, Carabinieri e Vigili del Fuoco. Ripristinato il traffico veicolare sulla statale 18, che sale verso Vibo Valentia

MILETO (V.V.) IL PENSIONATO ANTONINO VARDARO, 79 ANNI, MORTO NEL ROGO DELLA SUA MOTO-APE, DOPO UNO SCONTRO FRONTALE CON UNA FIAT-PANDA.

Domenico Salvatore

MILETO (V.V.)-Che cosa possa essere successo ( un malore, freni che non funzionano, scoppio di una gomma, segnalazione luminosa malfunzionante, sagoma deformata, difetto strutturale o meccanico, eccesso di velocità e mettiamoci l’imponderabile ecc), ognuno se lo può figurare od immaginare.

Un incidente stradale come un altro. Con la differenza che stavolta, purtroppo c’è scappato il morto. Bruciato addirittura dentro l’abitacolo del veicolo.

La strada è alquanto battuta, ma l’incidente è stato così brusco e violento da innescare l’incendio. Nessuno ha avuto il tempo materiale per tentare un salvataggio della vittima.

Il medico legale giunto sul posto con il magistrato e la ditta del caro estinto per la rimozione del corpo, dovrà stabilire se lo sfortunato nonnino, sia morto sul colpo, dopo l’impatto.

Oppure, le cause del decesso, siano da ascrivere ad altra causa.

Dopo le incombenze di legge, la salma verrà restituita alla famiglia, per la celebrazione dei funerali che si svolgeranno a Mileto, in forma pubblica.

Non c’è ragione alcuna, per cui il questore di Vibo Valentia, Filippo Bonofiglio, li debba vietare.

Il flash dell’Ansa è chiaro, semplice e funzionale. “Un pensionato di 79 anni, Antonino Vardaro, è morto bruciato vivo a Mileto all'interno della propria Motoape.

Il mezzo, condotto dall'anziano, ha preso fuoco, dopo essersi scontrato frontalmente, per cause che sono in corso di accertamento, con un'autovettura Fiat Panda condotta da un'altra persona rimasta ferita in modo non grave.

L'incidente mortale è avvenuto sulla strada statale 18 "Tirrena inferiore" nella frazione di Paravati all'altezza del cimitero.
Dopo l'impatto il conducente dell'autovettura è riuscito ad uscire fuori dal mezzo e a mettersi in salvo, mentre il pensionato è, probabilmente, rimasto incastrato.

Sul posto sono intervenuti gli operatori del 118, i carabinieri, i Vigili del fuoco e la Polizia stradale.

Al lavoro i tecnici dell'Anas al fine di ripristinare la circolazione dell'arteria rimasta provvisoriamente chiusa al traffico”.

Viene meno un altro nonnino, risorsa economica, sociale e morale, ma soprattutto spirituale per i suoi familiari, parenti, amici e conoscenti.

Mancheranno ai nipoti, ai figli, ai congiunti, i suoi utilissimi consigli  di esperto e saggio.

Mancherà agli amici il suo sorriso, la battuta, il modo di porgersi e di spendersi.

Al vicinato, bastava il rumore del suo mezzo che tornava a casa.

Ma il destino beffardo e crudele, ha deciso diversamente. Nel giorno in cui il governatore della Calabria, Mario Oliverio, s'interessava alla super-strada per Paravati.

Un incidente come tanti altri, ma la magistratura vibonese vuole sciogliere anche il minimo dubbio. Il p.m. Benedetta Callea, che si muove sotto le direttive del procuratore capo Mario Spagnuolo, ha aperto un'inchiesta sull'incidente.

Non c'azzecca niente con il 'sinistro' e non ha alcun collegamento, tuttavia dal dossier emerge un episodio altrettanto angoscioso, all'esame degli organi inquirenti.

L'11 febbraio 2012, Nicola Vardaro, ex cantoniere dell'Anas, 65 anni, fratello di Antonino, scomparve da casa e rimase vittima di un caso di lupara bianca o delitto imperfetto.

Alla moglie, Faustina, aveva detto, che sarebbe andato a fare rifornimento di acqua aalla fontana di Via Macello, distante poche centinaia di metri dall'abitazione.

La sua automobile, una Fiat-Panda, non si era mai mossa da sotto casa, dov'era parcheggiata in Via Ospedale con i recipienti, vuoti.

I killers lo rapirono, lo uccisero a colpi di pistola calibro 7,65 e si disfecero del corpo lanciandolo in un burrone, presso che inaccessibile.

Qui, in mezzo al canneto, venne ritrovato il 15 febbraio 2012, dal maresciallo Alessandro De Muru, comandante della locale stazione ed alcuni volontari della Protezione Civile, a cui si erano rivolti i familiari, allarmati per la prolungata assenza da casa, senza giustiificato motivo.

Grazie anche al debole segnale del telefonino che la vittima, aveva con sè.

Il fascicolo era in mano al p.m. Gabriella Di Lauro, coordinata dal Procuratore Capo della Repubblica di Vibo Valentia.

A quanto pare, Nicola Vardaro, non era collegato con la 'ndrangheta o con ambienti malavitosi. Insomma una persona limpida, tutta casa e famiglia.

Mileto (V.V.)-I fratelli Antonino e Nicola Vardaro, morti tragicamente

 

La famiglia di Antonino Vardaro in ogni caso, in merito al mortale incidente stradale, assistita da un legale di fiducia, Michelangelo Miceli, ha nominato due consulenti, Alfonso Luciano e Fortunato Barillaro, che presenzieranno all'autopsia presso l'obitorio dell'ospedale ' Jazzolino' di Vibo Valentia, insieme al perito nominato dal Tribunale.

Domenico Salvatore

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