Milano, quella città eterna, culla di sogni e di chimere

08.02.2016 11:16

Il sindaco uscente, Giuliano Pisapia, avvocato, parlamentare e scrittore, ha gettato la spugna. Non si ripresenterà. Milano, è una città italiana di 1 344 110 abitanti, capoluogo dell'omonima città metropolitana e della regione Lombardia, secondo comune italiano per numero di abitanti, tredicesimo comune dell'Unione europea e diciannovesimo del continente e, con l'agglomerato urbano, terza area metropolitana più popolata d'Europa dietro Londra e Parigi.

MILANO SCALDA I MOTORI, IN VISTA DELLE ELEZIONI COMUNALI. LE PRIMARIE DEL CENTROSINISTRA HANNO INDICATO GIUSEPPE SALA

Domenico Salvatore

Abbiamo dimorato nella città ambrosiana per un paio di anni. Ma non abbiamo potuto cogliere in tutta la sua magnificenza la Storia e la bellezza monumentale, artistica e culturale della città del Duomo, del Cenacolo di Leonardo da Vinci e del Castello Sforzesco.

Alla fine degli Anni Sessanta, anche noi, abbiamo deciso di emigrare, (lo abbiamo fatto anche sotto la Mole Antonelliana), arrivando a Periasc in Val D’Ayas, sotto il Plateau Rosa.

 Mamma Francesca, vedova di guerra e contadina analfabeta, fece enormi sacrifici, al limite dell’impossibile, se non dell’umana resistenza, per crescerci ed educarci, secondo la morale cristiana ed istruirci, se non mandarci a scuola.

Dopo il Diploma Magistrale, frequentammo anche l’Università degli Studi di Messina, Facoltà di Magistero. “Prendemmo” pure, un paio di materie.

Fine delle trasmissioni. I libri costavano e mantenersi era praticamente impossibile. Un paio di delusioni amorose, ci spinsero verso le rive del Po.

Assieme ai sogni, cullati e conservati nel famigerato cassetto. Per smaltire la sbornia, ma anche per ‘tentare l’avventura’, in una terra lontana, ricca di soldi e soprattutto di cultura.

Tanti nostri paesani, fecero strada e tornarono con il gruzzoletto, che consentì loro, di costruirsi una casa con il bagno moderno; o, di restaurare il “casalino”.

Anche noi, con il treno della speranza e la valigia di cartone, legata con lo spago, dentro un sacchetto di terra di ‘Limbia’, sbarcammo nella città meneghina.

Famosa fu (presso i nostri amici) la battuta all’uscita della stazione centrale…”Milano, a noi due”.

Andammo per suonare, ma fummo suonati. Come i pifferi di montagna. La città della Madonnina non era ( e non è; non lo sarà mai) una res nullius.

Non conquistammo, ma fummo conquistati. Affascinati ed emozionati, passammo freneticamente da un mestiere all’altro per sbarcare il lunario; sino a Capogruppo della Garzanti e sportellista delle Poste di Trezzo sull’Adda.

Si frequentava Viale San Michele del Carso, Piazzale Francesco Baracca: zio Saverio ed i cugini Pasquale, Giorgino e Nino; tutti, già ‘tornati alla casa del Padre’, in un batter d’occhi.

Tralasciamo, in questa sede, le tentazioni della strada. E’ facilissimo, perdersi o smarrirsi in una ‘megalopoli mangia-uomini’, quando si è inesperti, ingenui, sempliciotti e perfino gonzi; se non sbarbatelli.

Dentro di noi, c’era Gesù, che ci consigliava come muoverci.

Durò solamente un paio di anni, quella stagione, in full immersion, ma è come se fosse durata venti-trenta.

Erano i tempi di Gianni Rivera, Sandro Mazzola e Gigi Riva. A Milano arrivò pure Cassius Clay.

La chiamata alle armi ci costrinse a rientrate  in…patria.

Siamo grati alla città di Milano, che ci ha formati ed informati. Fermo restando, la nostra ignoranza, rispetto allo scibile umano.

Tornammo al paesello prima del Servizio Militare. La mamma ci stimolò e quasi obbligò a fare un concorso pubblico per farci ‘ingiuriare’ professore.

“Figlio mio, comincio ad avere i miei anni e non ce la faccio più, a tirare la carretta”, ci aveva ammonito tempo fa.

E fu così, che tagliammo i ponti con questa città eterna, culla dei nostri sogni adolescenti; delle nostre fantasticherie.

Ci tornammo diverse e svariate volte in Val Padana; ma solo di transito e passaggio. Compresa, la dolorosa parentesi del ricovero ospedaliero del nostro primogenito; un  fiore di primavera, ‘stroncato” sul nascere, da un destino barbaro e crudele.

“Milano, è una città italiana di 1 344 110 abitanti, capoluogo dell'omonima città metropolitana e della regione Lombardia, secondo comune italiano per numero di abitanti, tredicesimo comune dell'Unione europea e diciannovesimo del continente e, con l'agglomerato urbano, terza area metropolitana più popolata d'Europa dietro Londra e Parigi.

Fondata dagli Insubri all'inizio del VI secolo a.C., fu conquistata dai Romani nel 222 a.C. e fu chiamata Mediolanum; accrebbe progressivamente la sua importanza fino a divenire una delle sedi imperiali dell'Impero romano d'Occidente.

Durante la sua storia assunse svariati ruoli, tra i quali capitale, nonché principale centro politico e culturale, del Ducato di Milano durante il Rinascimento, capitale del Regno d'Italia durante il periodo napoleonico e capitale del Regno Lombardo-Veneto durante il periodo austriaco.

In ambito culturale, Milano è dal XIX secolo il massimo centro italiano nell'editoria, sia libraria sia legata all'informazione, ed è ai vertici del circuito musicale mondiale grazie alla stagione lirica del Teatro alla Scala e alla sua lunga tradizione operistica.

Divenne "capitale economica italiana" durante la rivoluzione industriale che coinvolse l'Europa nella seconda metà del XIX secolo, costituendo con Torino e Genova il "Triangolo industriale".

Da questo periodo in poi, e soprattutto dal dopoguerra, subì un forte processo di urbanizzazione legato all'espansione industriale che coinvolse anche le città limitrofe, e fu meta principale durante il periodo dell'emigrazione interna.

Nell'ultimo secolo, fonte Wikipedia, la città ha stabilizzato il proprio ruolo economico e produttivo, divenendo il maggiore mercato finanziario italiano; è inoltre una delle capitali mondiali della moda e del disegno industriale, e uno dei centri universitari italiani più importanti. Secondo "Top 20 Global Destination Cities" (Mastercard), nel 2015 risulta essere la seconda città italiana per numero di presenze straniere, e la quindicesima al mondo.

Alle porte di Milano ha sede uno dei poli della Fiera di Milano, il maggiore polo fieristico d'Europa. Per questi motivi conquista il titolo di Città globale, classificandosi come l'unica città italiana nella lista delle Città Mondiali Alfa.

Dal 1º maggio al 31 ottobre 2015 Milano ha ospitato l'Expo, con lo slogan «Nutrire il pianeta, energia per la vita»; per questa manifestazione è stato costruito un sito espositivo di 110 ettari nei pressi della Fiera di Milano. Milano era già stata sede dell'esposizione universale del 1906, sul tema dei trasporti.

Le elezioni amministrative o comunali, già bussano alle porte. Si comincia con la Primarie.

Il sindaco uscente, Giuliano Pisapia, avvocato, parlamentare e scrittore, ha gettato la spugna. Non si ripresenterà.

Le ‘Primarie’ hanno già partorito il primo verdetto afferma il primo lancio dell’Ansa…”Ha scelto Heroes di David Bowie come colonna sonora per presentarsi al primo confronto fra i candidati alle primarie del centrosinistra di Milano Giuseppe Sala, anzi Beppe.

Piatto preferito cotoletta alla milanese, aforisma una citazione dal discorso di insediamento di John Kennedy alla Casa Bianca: "non chiedetevi cosa il Paese può fare per voi, ma cosa voi potete fare per il vostro Paese".

    Ed è questa la filosofia con cui il manager ha spiegato la sua decisione di passare dal mondo delle imprese al pubblico: prima come direttore generale del Comune di Milano, poi come commissario Expo e, soprattutto, da stasera come candidato a Palazzo Marino.


    Nato a Milano nel maggio del 1958, interista, sposato con Dorothy De Rubeis, un avvocato specializzata in diritto bancario e finanziario, Sala ha iniziato la sua carriera alla Pirelli, subito dopo la laurea, a venticinque anni nel 1983, all'università Bocconi.

 Nel 1998 è diventato ad della società Pneumatici Pirelli e tre anni dopo senior vice president operations, cioè responsabile delle strutture industriali e logistiche del Tyre Sector della Pirelli. Poi Marco Tronchetti Provera lo ha chiamato in Telecom, dove nel 2003 è messo a capo di Telecom Italia Wireline, cioè della rete fissa.

Da direttore generale si è però dimesso nel 2006 in un momento di tensione con l'ad Riccardo Ruggiero. Con uno stipendio e una buonuscita di tutto rispetto (5,6 milioni di euro).

    Dal dicembre del 2007 al dicembre 2008 è stato presidente della Medhelan Management & Finance e senior advisor di Nomura.

Poi è arrivata la chiamata di Letizia Moratti, all'epoca sindaco di Milano. E così Sala, che può contare sulla stima di Bruno Ermolli presidente di Promos e consulente di Silvio Berlusconi, a gennaio 2009 è diventato direttore generale del Comune.

Poco più di un anno dopo, a giugno 2010, è nominato amministratore delegato della società Expo 2015, in un momento delicato, quando ancora dovevano essere acquistati i terreni dove costruire i padiglioni dell'esposizione universale.

Il sei maggio 2013 i suoi compiti sono stati aumentati: il premier Enrico Letta lo ha nominato commissario unico delegato del governo per Expo. E con questo doppio ruolo ha affrontato la bufera che ha investito l'esposizione, dagli arresti ai ritardi.

 La scommessa di Expo si è chiusa però con oltre 21 milioni di biglietti venduti. Ma Sala - anche per il pressing di chi lo voleva candidato - ha trovato poco tempo per riposarsi.

Qualche giorno dopo la fine dell'esposizione ha postato su instagram una fotografia del cammino di Compostela che ha fatto a piedi da solo. Poi l'annuncio della candidatura con il sostegno di buona parte del Pd, ma non di tutto”.

Domenico Salvatore

 

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