Milano, operazione 'Crociata', ma nella 'locale' di 'ndrangheta di Mariano Comense, stava per scoppiare una faida?

20.02.2016 12:03

Operazione Crociata (18 febbraio 2016)-Ventisette italiani e un albanese, catturati in Brianza, nelle province limitrofe ed in quelle di Crotone, Reggio Calabria e Bari. Il provvedimento è stato firmato dal Gip del Tribunale di Milano Andrea Ghinetti su richiesta ddei pp.mm. Alessandra Dolci e Marcello Tatangelo della Dda milanese. Sono accusati, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, usura, estorsione e rapine. Secondo gli investigatori sarebbe stata smantellata una “locale” di ‘ndrangheta, quella di Mariano Comense, le cui attività spaziavano appunto dal traffico internazionale di droga, all’usura, all’estorsione ed alle rapine

MILANO QUELLA SANTA …”CROCIATA” DELLO STATO CONTRO LA ‘NDRANGHETA IN LOMBARDIA

Domenico Salvatore

“Dall'alba di oggi i carabinieri del Comando Provinciale di Milano stanno dando esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 28 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale degli stupefacenti, usura, estorsione e rapina. Gli arrestati, fonte Ansa, sono 27 italiani e un albanese, catturati in Brianza, nelle province confinanti nonché in quelle di Crotone, Reggio Calabria e Bari. L'attività investigativa, inoltre, ha permesso di ricostruire le dinamiche criminali proprie della "locale" di Mariano Comense (Como) che, dedita al traffico internazionale degli stupefacenti destinati ai mercati lombardi, calabresi e pugliesi, realizzava ulteriori profitti sottoponendo ad estorsione i commercianti del territorio, non tralasciando l'usura e le rapine”.

L’ultimo assalto, in ordine di tempo, contro le cosche di ‘ndrangheta nel Nord Italia, con l'operazione 'Crociata', scattata all'alba. Azzerata la 'locale' di Mariano Comense. Tra i nomi dei fermati, spiccano personaggi già arrestati negli anni '90, con alle spalle, anni di carcere e condanne per 416 bis.

Sventato un traffico di droga, usura ed estorsioni. Stupefacenti per centinaia di chili, marijuana proveniente dall'Albania, cocaina dalla Romania e hashish dalla Spagna, destinati anche a Puglia e Calabria.

Gli inquirenti, pubblico, ministero Alessandra Dolci della Dda di Milano non sorridono: "Le infiltrazioni mafiose sono una certezza  e dopo la super inchiesta di 5 anni fa non è cambiato niente.

 Sono passati 5 anni e mezzo dagli arresti di Crimine Infinito, e siamo ancora qua a svolgere indagine riguarda soprattutto l'area comasca, e nasce da un progetto organizzativo di monitoraggio dei carabinieri che segnalano alla Dda tutti quegli episodi che nei singoli territori potrebbero ricondurre a crimini di 'ndrangheta".

Ed il comandante provinciale dei carabinieri, Canio Giuseppe La Gala, ha lanciato un appello: "Chiedo personalmente ai cittadini di collaborare e di darci una mano, nelle segnalazioni, in modo che il pool antimafia di Milano possa arrivare immediatamente con le indagini a dei risultati per stroncare il fenomeno".

Il provvedimento è stato firmato dal gip del tribunale di Milano Andrea Ghinetti su richiesta di Dolci e del collega Marcello Tatangelo della Dda milanese. Secondo i magistrati, i delinquenti  costruivano ulteriori profitti anche attraverso l'estorsione dei commercianti del territorio, l'usura e le rapine. Esiste in Lombardia da anni un tentativo di autonomia, di talune cosche, rispetto alla madre-patria calabrese.

Costato la vita allo scissionista Carmelo Novella. La questione, è stata oggetto di numerose  controversie ed è stata portata all'attenzione della “Provincia”, massimo organo di autogoverno della ‘ndrangheta planetaria.

Tutto è cominciato con l’indagine su un'intimidazione consumata  nel 2012. Colpi di arma da fuoco contro due macchine a Sesto San Giovanni.  In quel caso c’è stata la denuncia di un imprenditore di origini calabresi, che ormai schiacciato dai metodi mafiosi del suo socio in affari, si è presentato alla DDA meneghina.

 

 

"La testimonianza di Franco Manno, questo il nome dell'imprenditore, è un caso molto raro  per Alessandra Dolci. La sua storia dimostra che stringere accordi con esponenti della criminalità organizzata, con la speranza di ottenere vantaggi o crescita lavorativa, porta a essere fagocitati lentamente dal sistema.

Nel suo caso, in particolare, aveva deciso di accogliere come socio di minoranza della sua attività commerciale un pregiudicato che dall'interno, attraverso i metodi mafiosi, è riuscito a rosicchiare tutta la sua azienda fino a costringerlo a cedere a prezzi irrisori la maggioranza e a chiudere altri rami che entravano in concorrenza con l'attività dello 'ndranghetista".

Gli inquirenti, hanno scoperto che si fosse trattato di un'intimidazione dei fratelli Molluso nei confronti di due persone interessate ad acquistare degli immobili su cui loro avevano interesse.

Tra gli arrestati c'era anche il cosiddetto 'soggetto 19', ovvero uno dei partecipanti al summit di 'ndrangheta al circolo Arci Falcone e Borsellino di Paderno Dugnano avvenuto il 31 ottobre 2009, filmato dai carabinieri. Nel caso del '19', che si scopre essere Giovanni Carneli, 40enne di Locri, indagato nel 2006 per traffico di droga. Quel giorno accompagnò in auto al summit Salvatore Muscatello, il boss di 81 anni detto 'il vecchio', allora capo della locale di Mariano Comense.

Carneli aveva partecipato con il boss al tavolo presieduto dall'avvocato tributarista Pino Neri, poi condannato per 416 bis, dopo l'uccisione del 'capo dei capi' scissionista Carmelo Novella.

Da queste intercettazioni, una telefonata agli atti dell'indagine, emergono anche i sogni di un bambino figlio di dieci anni, di uno degli arrestati; avrebbe espresso la sua volontà di seguire le orme del cugino più grande perchè "è una persona temuta. Voglio essere temuto".  

"Il 14 settembre 2003, veniva registrato un colloquio nel corso del quale Domenico Muscatello, raccontava che il figlio cercasse di seguire le orme del cugino Ludovico in quanto a dire del bambino era una persona temuta anche per la sua appartenenza alla famiglia Muscatello". Due dei quali, Domenico e Ludovico Muscatello sono tra i destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare.

L'ennesima operazione di vasta scala effettuata dai carabinieri di Monza  che  hanno scoperchiato e  decimato una Locale di 'ndrangheta in Lombardia. In questo caso, la Locale di Mariano Comense, i cui affiliati erano dediti a crimini che andavano dall'usura all'estorsione, al traffico internazionale di sostanze stupefacenti.

Alessandra Dolci sottolinea che questa volta, sia da rimarcare, il fatto che a denunciare tutto sia stato un imprenditore taglieggiato dalle cosche.

Una cosa che non era mai accaduta prima; inoltre è stato individuato il “soggetto numero 19”: vale a dire, uno dei pochi sinora sfuggiti all'individuazione e alla cattura, dopo il celebre summit di 'ndrangheta filmato nel 2009 dai carabinieri di Monza a Paderno Dugnano in cui erano presenti tutti i capi lombardi della 'ndrangheta. Guarda caso, Giovanni Carneli, 40enne di Locri.

 Indagato nel 2006 per traffico di droga. Quel giorno, accompagnò al Circolo Falcone e Borsellino di Paderno  sull'auto della coonsorteil padrino di Mariano Comense, Salvatore Muscatello inteso “il grande vecchio”.

Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, CFS e Polizia penitenziaria, coordinati dalla magistratura distrettuale temevano  uno scontro epocale, all’interno di una famiglia della ‘ndrangheta al Nord.

Da anni pende come una spada di Damocle, la frattura di un equilibro governato da regole arcaiche e gerarchie quasi categoriche. Il capocrimine della ‘Provincia’ decide e gli affiliati eseguono, secondo le sue volontà.

Una nuova scissione, o peggio una faida, omicidio di Carmelo Novella docet ; il boss a capo della Lombardia che osò andare contro le regole consolidate della ‘ndrangheta e finì crivellato di colpi in un bar di San Vittore Olona nell’estate del 2008. Sul tappeto ancheuna disputa tra uomini dei clan Muscatello .

Anche stavolta se ne sono occupati i magistrati dell’operazione Crimine-Infinito: il gip milanese Andrea Ghinetti, l’aggiunto Ilda indagini che testimoniano la penetrazione della 'ndrangheta calabrese in territorio lombardo.

Purtroppo in pochissimi casi le vittime denunciano la sua presenza al Nord. Mentre nel luglio 2010 l'infiltrazione della 'ndrangheta in Lombardia era un'ipotesi investigativa   oggi è una certezza affermata con sentenze in Cassazione. Il radicamento che emerge da questa ennesima

Boccassini, Alessandra Dolci e Marcello Tatangelo. Le accuse vanno dall’associazione a delinquere di stampo mafioso al traffico internazionale di droga, fino ai reati di usura, estorsione e rapina.  27 gli italiani arrestati, mentre uno è albanese.

Ad Undici indagati, gli investigatori, hanno contestato l’appartenenza al clan Muscatello di Mariano Comense in provincia di Como, da oltre trent’anni nelle solide mani del grande vecchio della ‘ndrangheta al Nord, il boss Salvatore Muscatello, 81 anni, originario di Sant’Agata del Bianco in provincia di Reggio Calabria.  Nel 2014, mentre si trovava ai domiciliari per motivi di salute,  è stato nuovamente arrestato per l’inchiesta Quadrifoglio .

Gli appetiti se non ambizioni sfrenate, non sono mai mancati all’interno di nessuna cosca di mafia. Anzi, né è una caratteristica peculiare, vedi le ben numerose faide per il potere.

Il mammasantissima “don Salvatore” Muscatello detentore della dote di ‘Capocrimine’, si scontra con un affiliato, Giuseppe Medici, detentore della dote di ‘Crociata’ che reclama maggior spazio all’interno del locale  di Mariano Comense.

Medici si lamenta della gestione di Muscatello, in quel momento detenuto, e inizia a muoversi con sempre maggiore autonomia sul fronte delle estorsioni e dell’organizzazione interna al clan.

 Muscatello, accusava Medici di non essersi interessato ai detenuti e alle loro famiglie, dopo gli ultimi arresti: le regole della ‘ndrangheta, infatti, prevedono il sostegno economico e legale, alle famiglie degli affiliati reclusi da parte degli uomini del clan ancora liberi.

La faida è stata evitata solamente grazie all’intervento del Consiglio d’amministrazione della ‘Provincia’ organo supremo di autogoverno della ndrangheta mondiale, che ha occhi ed orecchi dappertutto perfettamente aggiornata sulle moderne tecnologie, informatica e telematica.  Un altro caso Novella, Catalano o Femia, è stato evitato, ma il rischio è stato davvero grosso. Giuseppe Medici, dovrà così sottostare al comando del capolocale.

La conversazione intercettata dai carabinieri di Monza chiarisce, ben oltre ogni ragionevole dubbio, senza possibilità di mediazione: “Finché qui ci saranno i Muscatello, saranno soltanto loro a comandare”.

I carabinieri del Gruppo di Monza e del Comando Provinciale di Milano, hanno «fatto chiarezza, sulle dinamiche criminali del traffico internazionale di stupefacenti destinati ai mercati lombardi, calabresi e puglies. Ed inoltre, hanno anche documentato casi di estorsione, usura, rapine e controllo del territorio.

Nella zona della Bassa comasca e quella della Brianza lecchese. Diversamente dal Sud, dove l’ordine è di inabissarsi al Nord imperano clan visibili e riconoscibili per incutere ancora maggior timore. Il ricorso alle armi, non è stato mai bandito. Anzi.

Il 10 ottobre 2015 il nipote del boss Muscatello, Ludovico Muscatello, 23 anni, venne ferito  con sei colpi di pistola in un agguato di stampo mafioso, alle 5 del mattino; davanti a un panificio. La vicenda del ferimento del «rampollo» del casato dei Muscatello,  arrestato per droga, il 20 marzo 2014 a Inverigo (Como), è al centro dell’inchiesta Crociata e si inserisce in un pericoloso scontro tra famiglie calabresi che i carabinieri hanno potuto osservare quasi in diretta.

Lo Stato, mostra i muscoli con le operazioni ‘Crimine-Infinito, Ulisse, Insubria, Grillo Parlante 1 e Grillo Parlante 2, Pavone, Quadrifoglio, Platino, Tamburo, Metastasi, San Michele’, ma quelle battaglie vinte, servono solo per ricaricare le batterie, in vista dei nuovi blitz contro “La Gramigna”, se non l’Idra di Lerna.

La guerra di trincea, è lunga e logorante; e richiede tempo, denaro e costanza. Consola l’assioma del giudice Giovanni Falcone: “La mafia non è affatto invincibile; è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine.

Piuttosto, bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave; e che si può vincere non pretendendo l'eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni.”. Ed ancora: “A questa città vorrei dire: gli uomini passano, le idee restano.

Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.”. Se non: “Se vogliamo combattere efficacemente la mafia, non dobbiamo trasformarla in un mostro né pensare che sia una piovra o un cancro. Dobbiamo riconoscere che ci rassomiglia.”.

L’ultima operazione della DDA ambrogina, in ordine di tempo, (“Crociata” del 18 febbraio 2016), ribadisce ancora una volta, lo stato di profonda infiltrazione e radicamento della ‘ndrangheta in Lombardia. Vinc Enzo Macrì, procuratore generale di Ancona, ex vice-procuratore nazionale, negli Anni Ottanta e seguenti, promosse una santa crociata contro la ‘ndrangheta, ma non trovò sponda presso gli apparati dello Stato; se non in maniera blanda, fragile e debole.

Anzi Prefetti, questori, sindaci, presidenti di provincia, negarono testardamente se non l’esistenza stessa della ‘ndrangheta, almeno le infiltrazione nel tessuto connettivo, economico, sociale, politico e culturale.

Un vantaggio insperato ed incolmabile, che permise alla ‘Piovra’ calabrese, di penetrare e permeare indisturbata. Fino ad inquinare ogni settore, àmbito e comparto

Disse l’ex procuratore nazionale aggiunto Enzo Macrì: “Milano capitale della 'ndrangheta...Si può dire che le capitali della 'ndrangheta non siano più Reggio Calabria, Gioia Tauro o San Luca, ma Corsico, Buccinasco e forse la stessa Milano “.

La fine di Cassandra, Laocoonte, Tiresia, Calcante. Nessuno gli credette. Non sappiamo, se per malafede, ignoranza, torbidi ed inconfessabili interessi oppure per incapacità manifesta. 

La Lombardia, fece la fine di Ettore, abbandonato dagli dèi, preda dell’ira funesta di Achille.

La ‘ndrangheta, ebbe così, un’espansione incredibile ed un’evoluzione economica e sociale, davvero notevole. A punto da condizionare perfino le scelte politiche. Come hanno dimostrato al di là dei teoremi, soprattutto i processi celebrati.

Il capocrimine della Lombardia, personaggio di provata saggezza, esperienza, qualità e abilità, ma soprattutto di equilibrio e fedeltà, occupa un posto importante, all’interno della così detta ‘Provincia’.

“La 'ndrangheta in Lombardia si è insediata in tutte le province ma soprattutto in quelle di Milano, Varese, Como, Lecco, Brescia e Pavia. La sua infiltrazione, è cominciata negli anni '50, con elementi di spicco provenienti dalla Locride.

In Lombardia ogni locale fa riferimento al locale d'origine in Calabria. Quasi tutti i locali sono composti da persone dello stesso paese d'origine ad eccezione del locale di Rho. Tra gli affiliati in Lombardia vi sono alcuni che fanno da referenti per i 3 mandamenti calabresi: Città (Giovanni Ficara), Piana e Ionica. Inoltre dal 1984 esiste una sovrastruttura detta Lombardia con ruoli ben definiti per organizzare le locali della regione.

Il capo in carica della Lombardia riferisce al Crimine in Calabria. In passato, secondo il pentito Raffaele Iaconis, già Giuseppe Mazzaferro creò una "camera di controllo" per gestire i 16 locali creati in Lombardia dalla sua 'ndrina

Locali

In Lombardia nel 1994 il pentito Francesco Fonti aveva individuato una cinquantina di locali nel territorio, indicandone anche i capi per quaranta di essi. Con l'operazione Crimine e Infinito del 2010 ne vengono individuati 16. I dati della tabella seguente sono stati tutti ricavati dalla Relazione dell'Operazione Infinito.

Locali in Lombardia

Locale   'ndrine   capo locale/società    note

Locale di Bollate      Oppedisano, Gallace       Vincenzo Mandalari        Legame con la locale di Rosarno e di Guardavalle

Locale di Bresso              Saverio Minasi   Il locale di riferimento è quello di Oppido Mamertina.

Locale di Calolziocorte          Antonino Mercuri (padrino) Il locale è stato fondato il 18 settembre 1975 e fa riferimento al locale di Giffone

Locale di Canzo               Luigi Vona (santista)       Locale nato recentemente dalla scissione con il locale di Erba

Locale di Cermenate.              Giuseppe Puglisi (quartino)Operazione Insubria del 18/11/2014

Locale di Como              

Locale di Cormano          Pietro Francesco Panetta Fa riferimento al Locale di Grotteria

Locale di Corsico      Papalia Bruno Longo      Sostituisce il Locale di Buccinasco dopo i numerosi arresti dovuti all'operazione nord-sud negli anni novanta

Locale di Desio Iamonte-Moscato      Annunziato Moscato, Pio Candeloro, dal 2010 da Giuseppe Pensabene. Uno tra gli storici Locali di 'ndrangheta in Lombardia, attivo dagli anni settanta

Locale di Erba    Arena-Nicoscia Pasquale Varca (dote di trequartino) Di recente formazione, composto da persone di Isola Capo Rizzuto ma tra loro c'è anche Michele Oppedisano della Piana di Gioia Tauro

Locale di Fino Mornasco              Michelangelo Chindamo (trequartino)       Operazione Insubria del 18/11/2014, All'inizio degli anni '90 era Capolocale Bartolomeo Iaconis

Locale di Giussano          Antonino Belnome (dote di padrino e pentito dal 2010)     

Locale di Lecco  Trovato             

Locale di Lentate sul Seveso              

Locale di Legnano-Lonate Pozzolo (il cui capo è Vincenzo Rispoli)       Farao-Marincola       Vincenzo Rispoli      Fa riferimento al Locale di Cirò Marina ed esiste almeno dagli anni novanta

Locale di Limbiate    Iamonte       Antonio Lamarmore in vece di Giovanni Lamarmore       Nato con Domenico Romeo, già facente parte del Locale di Varedo, a cui gli successe Giovanni Lamarmore, ma poiché in stato di detenzione passò al fratello Antonino Lamarmore. Il Locale di riferimento in Calabria è quello di Melito Porto Salvo e fanno riferimento agli Iamonte

Locale di Lumezzane                   

Locale di Mariano Comense Mancuso      Salvatore Muscatello       Nel 2016 l'operazione Crociata porta all'arresto di nuovi affiliati.

Locale di Milano Centro        Cosimo Barranca Provenienza da Caulonia e Siderno. Molti affiliati si distaccano per fondare locali in altre zone

Locale di Monza             

Locale di Pavia         Giuseppe Antonio Neri   Attivo fin dagli anni settanta

Locale di Pioltello    Manno-Maiolo   Alessandro Manno Autorizzato da Cosimo Barranca (Locale di Milano), nasce il primo marzo 2008 per volere di Carmelo Novella. Sono originari di Caulonia

Locale di Rho     Oliverio Marrazzo    Stefano Sanfilippo (originario di Gela)   Secondo una intercettazione del 2008 esisterebbe da 30 anni. Non ha una locale madre, e non tutti i componenti sono di origine calabrese.

Locale di Senna Comasco                   

Locale di Seregno            Cosimo Priolo    Esistente almeno sin dalla fine degli anni '80.

Locale di Solaro        Ficara-Latella     Giovanni Ficara Locale di recente formazione per volere di Carmelo Novella in favore di Giovanni Ficara di cui ai tempi Rocco Cristello né era il contabile

Locale di Varese                   

Locale di Varedo  

               

Storia

Il primo capobastone di rilievo ad arrivare in Lombardia è Giacomo Zagari di San Ferdinando nel 1954, della piana di Gioia Tauro. Vive per un periodo a Malnate e poi si trasferisce a Buguggiate.

Le 'ndrine, fonte Wikipedia, provengono per lo più dalla Locride come i Barbaro e i Papalia, i Bruzzaniti-Morabito-Palamara e i Pizzata ma ci sono anche ndrine del resto della provincia reggina come Modaffieri-Mondella, i Di Giovine e i Manno-Maiolo di Reggio Calabria, i Mazzaferro di Gioia Tauro e gli Iamonte-Moscato di Melito di Porto Salvo, ma anche gli Arena di Isola di Capo Rizzuto e i Farao-Greco di Cosenza. Oliverio (belvedere spinello kr).

Come afferma l'espresso nel numero del 3 gennaio 2008, nella regione possiedono bar, discopub e club privè (Discoteca Cafè Solaire, Madison e il night club For a King). Si dedicano al traffico di droga in collaborazione coi colombiani, usura, estorsione. Hanno forti collegamenti in campo bancario, finanziario e istituzionale. Sono risaliti alle cronache i paesi in provincia di Milano di Buccinasco e Corsico dove risiede un forte numero di persone originarie di Platì.

Il sindaco di Buccinasco ha ricevuto varie minacce. In Brianza come afferma Nicola Gratterile cosche si occupano anche di intermediazione immobiliare e finanziaria, e conducono imprese nel campo della ristorazione.

La DIA ha rilevato a Brescia, come un altro luogo della regione in cui vengono riciclati i soldi derivati dal narcotraffico, ma si occupano anche di usura, traffico d'armi ed estorsione.

A Milano la 'ndrangheta utilizza il mercato ortofrutticolo, dove è particolarmente diffuso il lavoro irregolare, come base logistica per il traffico della cocaina, particolarmente fiorente nel capoluogo lombardo. Saverio Morabito (1952) diventa collaboratore di giustizia nel 1993 (arrestato nel 1990 per traffico di eroina), svela i retroscena di 9 sequestri di persona (tra cui di Cesare Casella e di Augusto Rancilio), 14 omicidi, traffici di droga e alleanze tra le 'ndrine e le cosche siciliane nel milanese, specialmente a Corsico, Buccinasco e Cesano Boscone.

Nel 1994 il pentito Francesco Fonti aveva individuato una cinquantina di locali nel territorio, indicandone anche i capi per quaranta di essi. Negli anni '90 a Vimercate scoppia una faida tra il clan di Carmelo D'Amico del figlio Antonio Miriadi e dei suoi nipoti Vincenzo e Giovanni Miriadi, vicini agli Iamonte e dei Flachi. Le forze dell'ordine riescono ad arrestare i componenti dei clan che vengono accusati di associazione mafiosa, traffico di droga, estorsione e omicidio.

Nel 2008 sembra ci sia stato un tentativo da parte della 'ndrina degli Arena di infiltrarsi negli appalti per l'Expo 2015; tuttora il rischio infiltrazione nella corsa agli appalti pare essere altissimo.

Il 16 marzo 2009 i carabinieri di Monza, nell'operazione isola iniziata nel 2006, hanno ordinato l'arresto di più di 20 persone a Milano, Crotone, Catanzaro e Taranto per associazione mafiosa, estorsione, porto illegale d'armi e tentato omicidio, tra questi i Paparo alleati dei Nicoscia e degli Arena, accusati di sfruttamento dell'immigrazione, riciclaggio, favoreggiamento di latitanti e atti di intimidazione nella costruzione delle grandi opere pubbliche della Lombardia come alcune tratte dell'alta velocità ferroviaria Milano-Venezia.

Nel corso dell'operazione sono state sequestrate armi tra cui un lanciarazzi della NATO e beni del valore di 10 milioni di euro. PROC. Pen N. 5707/2010 la DDA di Catanzaro in data 22/12/2011 ordina l'ordinanza di applicazioni misure cautelari personali a Francesco Oliverio ritenuto a capo dell'omonimo clan di Belvedere Spinello kr e più 'ndrine distaccate nella valle del Neto provincia Crotone e nel Milanese, Lombardia e estero relazionandosi direttamente con il crimine di Cirò .

Delitti in materie di armi, esplosivi e munizionamento, in particolare commercio di sostanze stupefacente abusivo esercizio di attività finanziaria, riciclaggio, reimpiego di denaro di provenienza illecita in attività economica, corruzione, favoreggiamento latitanti, corruzione e coercizione elettorale, intestazione fittizia di bene, ricettazione, OMICIDI.

Oggi

Il 13 luglio 2010 viene scoperta una nuova struttura nel Nord Italia chiamata Lombardia che federa i locali del settentrione ma sempre alle dipendenze dei mandamenti calabresi.

Il capo della Lombardia fino al 2007 sarebbe stato Cosimo Barranca di Caulonia, presunto capo della Locale di Milano, poi Carmelo Novella che fu ucciso a San Vittore Olona nel 2008 poiché esigeva più indipendenza dalla Calabria, e fu sostituito il 31 ottobre 2009 con il platiota che vive a Corsico Pasquale Zappia in una riunione presieduta da Giuseppe Neri a Paderno Dugnano, incaricato anche di costituire una camera di controllo per gestire i vari locali lombardi.

Nel novembre 2010, per la prima volta un comune lombardo si scioglie per evitare il commissariamento per infiltrazioni mafiose: Desio. A Desio si erano insediati fin dagli anni '70 gli Iamonte-Moscato.

A fine 2012 cade la giunta regionale a causa dei ripetuti indagati in consiglio regionale e per ultimo il coinvolgimento dell'assessore PDL Zambetti accusato di aver preso voti da Giuseppe D'Agostino dei Morabito-Bruzzaniti-Palamara alle ultime elezioni.

Dopo le 110 condanne del 2011, nel 2013 vengono comminati altri 15 ergastoli nei processi scaturiti dalle indagini Crimine e Infinito e condannati a diversi anni di carcere un giudice, un politico e un finanziere.

Il 16 ottobre 2013 viene sciolto il primo comune per mafia in Lombardia: Sedriano.Il 5 novembre 2014 il Tar del Lazio discuterà il ricorso contro lo scioglimento presentato da sette consiglieri comunali.

A ottobre 2013 cadono in cassazione i processi Cerberus, Parco Sud e quello nei confronti di Marcello Paparo.

Il 28 ottobre 2014 si conclude l'operazione quadrifoglio del ROS dei Carabinieri che porta all'arresto di 13 persone per associazione mafiosa e altri crimini. Le 'ndrine colpite sarebbero i Galati ubicati a Cebiate in Provincia di Como e i Mancuso di Limbadi del Locale di Mariano Comense con a capo Salvatore Muscatello (già condannato nel processo infinito).

Il 18 novembre 2014 si conclude l'operazione Insubria vengono arrestate 40 persone, presunte affiliate ai locali di Fino Mornasco, Cermenate e Calolziocorte in provincia di Lecco e Como. Per la prima volta viene filmato il rito di passaggio alla dote di Santa.

Il 26 gennaio 2016 la DDA di Milano arresta il chirurgo plastico Arturo Sgrò e il carrozziere Ignazio Marrone, accusati di essere membri degli Iamonte-Moscato del locale di Desio retto ora da Giuseppe Pensabene.

Il primo visitava e curava membri della 'ndrangheta mentre il secondo metteva a disposizione la sua officina per gli incontri. Sono accusati entrambi di aver riscosso crediti per i membri detenuti. Marroni fu coinvolto nel processo Infinito del 2010.Marrone in quanto siciliano era autorizzato dal locale a risolvere le questioni anche con famiglie di Cosa Nostra, in particolare i Rinzivillo di Gela; per la Calabria invece era in contatto con i Molluso e i Mancuso.

Presenza della 'ndrangheta per provincia

Provincia di Milano

Il 3 maggio 2007 è stata effettuata una vasta operazione antimafia a Milano e in altre città d'Italia, contro le 'ndrine Morabito, Bruzzaniti e Palamara (anch'essi di Africo), dopo un'indagine durata quasi due anni.

I reati contestati sono estorsione e traffico internazionale di droga. Sono state eseguite 20 ordinanze di custodia cautelare e sequestrati a Milano 250 chili di cocaina proveniente dal Sud America che passava da Dakar in Senegal e successivamente dal Porto di Genova.

Il camper che portava il carico era stato localizzato grazie a un ricevitore gps posizionato dalla squadra mobile milanese. Le cosche agivano nella zona dell'Ortomercato in via Lombroso e con il night club creato appositamente "For a King".

Erano coinvolti politici, professionisti, ristoratori, dentisti, vigili urbani, società reali e fittizie. Secondo le indagini, il vertice dell'organizzazione era guidato da Salvatore Morabito. Il broker della cocaina è ritenuto fosse l'albergatore svizzero Pietro Luigi Giucovaz. L'uomo che intratteneva i rapporti tra la Calabria, Milano e il Brasile sarebbe Leone Autelitano.

Il 16 ottobre 2013 viene sciolto il primo comune per mafia in Lombardia: Sedriano.Il 5 novembre 2014 il Tar del Lazio discuterà il ricorso contro lo scioglimento presentato da sette consiglieri comunali.

Località       'ndrine   Attività illecite

Milano Barbaro, Branca, Criaco, Crisafulli, Flachi, Mazzaferro , Morabito, Pangallo, Paviglianiti, Pesce    

Assago. (MI)      Piromalli, Mammoliti     

Bareggio      Musitano    

Bollate Mandalari, Novella  

Bresso        

Buccinasco Amanta, Barbaro, Catanzariti, Molluso, Papalia, Parisi, Perre, Trimboli, Violi

Cesano Boscone Facchineri, Piromalli, Mammoliti traffico di droga

Cesate   Vottari

Cologno Monzese     Arena, Nicoscia, Paparo sfruttamento immigrazione, favoreggiamento latitanti, infiltrazioni nelle grandi opere pubbliche e intimidazioni verso imprese

Cormano           

Corsico (MI)      Amanta, Barbaro, Catanzariti, Molluso, Papalia, Parisi, Perre, Trimboli, Violi

Cuggiono    Callipari     

Inveruno      Manno, Maiolo

Melzo   Manno, Maiolo

Novate Mandalari, Novella  

Pioltello (MI)     Manno, Maiolo

Rho       Oliverio      

Rozzano      Piromalli, Mammoliti     

Sedriano            

Senago Vottari

Trezzano sul Naviglio           

Solaro         

Provincia di Bergamo

Località       'ndrine   Attività illecite

Bergamo      Pesce, Bellocco Traffico di droga

Provincia di Brescia

Località       'ndrine   Attività illecite

Brescia Pesce, Bellocco Traffico di droga

Lumezzane Mazzaferro 

Provincia di Como

La prima presenza mafiosa risale agli anni '50 quando ndranghetisti di Giffone, in Provincia di Reggio Calabria. Tra il 1965 e il 1975 con il provvedimento del soggiorno obbligato nella provincia di Como arrivano 44 boss. Nascono quindi le prime locali a Como, Socco (frazione di Fino Mornasco), Cermenate e Mariano Comense.

Dagli anni '70 fino al 1992 il territorio del comasco ed in parte della Brianza ha conosciuto la presenza del boss Franco Coco Trovato di Marcedusa che in quegli mise in piedi una rete di narcotraffico insieme a Giuseppe Flachi di Milano e ad Antonio Papalia di Buccinasco (Provincia di Milano).

Con i soldi ricavati dal traffico di droga diventa proprietario di ristoranti e pizzerie, imparentato coi De Stefano di Reggio Calabria. Nello stesso periodo Giuseppe Mazzaferro di Marina di Gioiosa Jonica , dal soggiorno obbligato a Cornaredo (Provincia di Milano) inizia a gestire un clan creando o presenziando in tutta la Lombardia in ben 16 locali di cui 6 in Provincia di Como.

Nel 1994 con l'operazione Notte di San Vito vengono scoperti ben 6 locali in Provincia di Como creati dai Mazzaferro: Como, Fino Mornasco, Appiano Gentile, Cermenate, Mariano Comense e Senna Comasco

Nel 2010 con l'operazione Infinito e l'omonimo processo vengono svelati e confermati l'esistenza dei locali di Canzo-Asso, Cermenate, Erba e Mariano Comense. A Canzo era capo-locale il santista Luigi Vona e si era recentemente distaccato dal locale di Erba, comandato da Pasquale Giovanni Varca Il 18 novembre 2014 si conclude l'operazione Insubria vengono arrestate 40 persone, presunte affiliate ai locali di Fino Mornasco, Cermenate.

Il 18 febbraio 2016 si conclude l'operazione Crociata dei carabinieri che porta all'arresto di 28 persone tra cui alcuni presunti affiliati al locale di Mariano Comense. Gli arrestati sono accusati di traffico internazionale di droga, estorsione e rapina. Facevano venire l'hashish dal Marocco, la mariuana dall'Albania e la cocaina dalla Romania.

Località       'ndrine   Attività illecite

Como    Bellocco, Mazzaferro, Pesce Traffico di droga

Appiano Gentile       Mazzaferro 

Cabiate Galati   

Canzo         

Cermenate   Mazzaferro 

Erba            

Fino Mornasco   Mazzaferro

Mariano Comense     Mazzaferro, Mancuso, Muscatello       Traffico di droga internazionale, estorsioni

Senna Comasco  Mazzaferro

Provincia di Lecco

Nel 1975 viene creato il locale di Calolziocorte con a capo, l'ora pentito, Raffaele Iaconis.

Negli anni '90 l'operazione Wall Street conferma per la prima volta la presenza della 'ndrina capeggiata da Franco Coco Trovato tra la provincia di Lecco e di Como nonchè l'omonima sentenza condanna all'ergastolo il medesimo.

Il 2 aprile 2014 si conclude l'operazione Metastasi con l'arresto di 10 persone, accsusate di estorsione, turbativa d'asta e corruzione, tra cui Mario Trovato, fratello di Franco Coco Trovato. L'operazione vengono coinvolti anche il sindaco di Valmadrera, 2 consiglieri comunali di Lecco. Dall'operazione si evincono i legali tra il locale di Lecco e di Calolziocorte.

Il 18 novembre 2014 si conclude l'operazione Insubria vengono arrestate 40 persone, di cui alcune presunte affiliate al locale di Calolziocorte in provincia di Lecco

Località       'ndrine   Attività illecite

Lecco    Trovato        Narcotraffico

Calolziocorte           

Provincia di Lodi

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Provincia di Mantova

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Provincia di Monza e Brianza

I locali della provincia accertati sono il locale di Seregno che sarebbe attivo sin dalla fine degli anni '80 con a capo Cosimo Priolo, secondo l'indagine infinito del 2010, il locale di Desio degli Iamonte-Moscato con a capo Annunziato Moscato e Pio Candeloro attivo si dagli anni '70 ed il locale di Giussano retto da Antonino Belnome, con dote di Padrino e pentito dal 2010.

Nel 2010, l'operazione infinito che mette allo scoperto la struttura ndranghetistica denominata Lombardia, in questa provincia disarticola i tre locali di Seregno, Giussano e Desio.

Il locale di Seregno con a capo Rocco Cristello, ucciso il 27 marzo 2008 a Verano Brianza, ucciso secondo il pentito Antonino Belnome per contrasti in seno alla 'ndrina dei Gallace-Novella. Il nuovo capo locale di Seregno fu un certo Cosimo Priolo.

L'ultimo evento giunto alle cronache dopo l'operazione Infinito che colpì tutta la Lombardia, nella provincia di Monza e Brianza è del 30 novembre 2015 quando con l'operazione dei Carabinieri che ha portato all'arresto di 9 persone accusate di detenzione di armi, traffico di stupefacenti, tentato omicidio e altri reati, presunte affiliate dei Cristello. 

I nove, operavano anche nella provincia di Milano e Como. La droga, veniva venduta a Seregno, Giussano e Mariano Comense, a Seregno un bar e una sala giochi erano usati come logistica.

Il 26 gennaio 2016 la DDA di Milano arresta il chirurgo plastico Arturo Sgrò e il carrozziere Ignazio Marrone, accusati di essere membri degli Iamonte-Moscato del locale di Desio retto ora da Giuseppe Pensabene.

Il primo visitava e curava membri della 'ndrangheta mentre il secondo metteva a disposizione la sua officina per gli incontri. Sono accusati entrambi di aver riscosso crediti per i membri detenuti. Marroni fu coinvolto nel processo Infinito del 2010.Marrone in quanto siciliano era autorizzato dal locale a risolvere le questioni anche con famiglie di Cosa Nostra, in particolare i Rinzivillo di Gela; per la Calabria invece era in contatto con i Molluso e i Mancuso.

Località       'ndrine   Attività illecite

Monza   Arena, Iamonte, Mazzaferro   Narcotraffico

Desio    Iamonte, Moscato     Appalti, traffico d rifiuti, furto

Giussano           

Lentate sul Seveso    Mazzaferro

Limbiate      Iamonte      

Seregno       Mancuso, Mazzaferro      Estorsione, Agenzia di sicurezza (Buttafuori), traffico di droga

Vimercate    Miriadi-Iamonte, Flachi Estorsioni, traffico di droga

Provincia di Pavia

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Località       'ndrine   Attività illecite

Pavia     Mazzaferro

Vigevano     Valle

Provincia di Sondrio

Località       'ndrine   Attività illecite

Sondrio        Pesce, Bellocco Traffico di droga

Provincia di Varese 

Località       'ndrine   Attività illecite

Varese   Mazzaferro

Busto Arsizio     Sergi     estorsioni

Gallarate      Sergi     estorsioni”.

Tutto questo, in attesa dell’arrivo del nuovo procuratore capo della Repubblica di Milano, che potrebbe essere il procuratore aggiunto della DDA di Reggio Calabria, Nicola Gratteri; anche scrittore, saggista ed antropologo, mancato ministro della Giustizia, figura mitica che vive sotto scorta da decenni; odiato dalla mafia che voleva ucciderlo, ma anche temuto e rispettato.

Il CSM, sta tirando la corda, ma oramai, siamo agli sgoccioli. La faida di Mariano Comense, apertasi ufficialmente con il ferimento di Ludovico Muscatello, nipote prediletto del capolocale, il 12 ottobre 2015, allarma la “Provincia”, ma anche le forze dell’ordine coordinate dalla magistratura. Domenico Salvatore

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