Melito PS Successo per l'iniziativa "Stalking: se la passione diventa ossessione"

28.02.2016 21:32

di Francesca Martino

Ci sono delle domande a cui non si trovano ancora risposta. Perché una donna viene uccisa da un marito, un fidanzato, spesso compagni o ex compagni di anni di vita? Come si fa ad ammazzare una ragazza per un litigio? Perché una donna al primo schiaffo, o anche alle prime parole selvagge, non allontana da sé per sempre l'uomo che la sta minacciando? Resta invece accanto all'uomo e preferisce ripetere a se stessa «non sta succedendo a me» e prepararsi il giorno dopo a dire ai figli, poi ai colleghi, agli amici che non è niente, che ha di nuovo sbattuto contro la porta. Sono stati questi gli interrogavi trattati in occasione dell'iniziativa patrocinata dal Comune di Melito Porto Salvo: "Stalking: se la passione diventa ossessione", che è stata organizzata dal C.I.F. (Centro Italiano Femminile comunale di Melito Porto Salvo) insieme all'I.I.S. "Ten. Col. G. Familiari".

A fare gli onori di casa il Dirigente Scolastico, Dott. Domenico Zavettieri: "Benvenuti questa è la scuola, intesa come casa degli studenti e dei docenti del territorio di ogni ordine e grado. La pluralità delle persone diventano identità culturali e oggi omaggeremo la donna, che è un valore aggiunto. Inoltre, bisogna saggiamente riflettere, che l'amore diventi sul serio il motore del focolare domestico e della vita di ognuno di noi e che non vada a finire in situazione di violenza". Pensiero condiviso dal Presidente C.I.F. Melito di Porto Salvo, Dott.ssa Franca Carrabotta: "Il Cif è una realtà importante sul territorio, si tratta di un Associazione organizzata dalle donne per le donne e ringrazio il Dirigente Scolastico Zavettieri che ha permesso al Cif di entrare nella scuola e concludere un percorso iniziato nei mesi scorsi. Infatti, abbiamo realizzato dei questionari sullo stalking esteso poi agli studenti per poter rilevare il grado di conoscenza degli stessi alla tematica e procedere subito dopo a dei possibili interventi nel rispetto del dialogo".

Al convegno moderato dalla Prof.ssa Cristina Capponi, sono intervenuti il Presidente C.I.F. Regionale, Dott.ssa Giovanna Ferrara; la Responsabile struttura C.I.F. Casa delle donne "Madonna di Lourdes" Centro antiviolenza, Dott.ssa Denise Insigne Campus, il Coordinatore provinciale "Città amica" UNICEF, Dott. Emanuele Mattia e il Dirigente Scolastico I.C. Megali- Melito - Roccaforte, Dott.ssa Concetta Sinicropi, che ha messo in risalto l'importanza della donna, la quale deve crescere con equilibrio e responsabilità. La Dott.ssa Sinicropi ha rimarcato come lo stalking sia ormai un fenomeno integrante della società odierna e la scuola non può rimanere sorda e impartire solo lezioni, ma deve occuparsi della formazione degli alunni.

"I giovani hanno bisogno di avere attenzioni particolari, soprattutto nello sviluppo dell'affettività e nel controllo consapevole delle emozioni- ha dichiarato il Dirigente Scolastico Concetta Sinicropi - dunque, bisogna avere uno sguardo lungimirante e la famiglia insieme alla scuola devono camminare accanto".

Nel corso dell'evento lo psicologo - psicoterapeuta, Sandro Autolitano ha sottolineato come la dipendenza emotiva, ormai estremamente diffusa è uno stato patologico e costituisce il nodo centrale dello stalking. Un aspetto molto sottovalutato nella coppia che impedisce di denunciare le violenze subite. "Le radici della dipendenza emotiva sono individuabili nei primi anni di vita, quindi bisogna fare prevenzione, perché i bambini crescano con amore e affetto. Un bimbo amato sarà un adulto sano ed equilibrato - ha evidenziato Autolitano - ".

Le reazioni psicologiche delle vittime da stalking sono state descritte intensamente dalla Responsabile Centro Abusi ASP 5 Reggio Calabria, Dott.ssa Mariella Squillace: "Bisogna rompere il silenzio, abbiamo parlato molto di esiti e postumi di violenze subite che non sono solo fisiche, ma soprattutto psicologiche, queste sono le più devastanti, perché difficilmente riconoscibili e queste vittime purtroppo si portano con sé gli esiti e i disturbi post traumatici, che sono conseguenze psichiatriche molto spesso con danni irreversibili. Il Centro Abusi ASP 5 Reggio Calabria è operativo da circa 17 anni nel nostro territorio ed è il primo centro pubblico operativo nel meridione. L'obiettivo della struttura è quello di lavorare con i nuovi programmi per le vittime di abuso e violenza, recuperando così l'autostima e ricomporre la frammentarietà creata da queste condizioni di malessere. Non è un lavoro facile, ma crediamo che dalla violenza si può uscire sempre grazie alle nostre risorse e dico continuamente alle donne vittime di abuso che non sono sole e di ricompattare i riferimenti affettivi, che possono sostenerle per combattere chi fa violenza".


Francesca Martino


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