Melito PS Il giovane cardiochirurgo Vincenzo Tarzia emoziona la cittadina melitese

28.02.2016 21:25

di Francesca Martino

Le Nuove Frontiere nel trattamento delle malattie cardiovascolari è stata l'iniziativa organizzata dalla Fidapa sezione melitese, che si è tenuta sabato 27 febbraio alle ore17:00, presso la Sala Congressi in Via del Fortino a Melito Porto Salvo. A fare gli onori di casa è stata la Presidente Fidapa Melito Porto Salvo, Dott.ssa Giulia Carerj. Sono intervenuti il Sindaco, Giuseppe Salvatore Meduri, il Presidente dell'Ordine dei Medici di Reggio Calabria, Pasquale Veneziano e il Presidente della Provincia di Reggio Calabria, Giuseppe Raffa. L'appuntamento patrocinato dal Comune di Melito Porto Salvo, dalla Provincia di Reggio Calabria e dall'Ordine dei Medici di Reggio Calabria è stato introdotto dal Direttore U.O.C di Medicina Interna dell' Ospedale T. Evoli di Melito Porto Salvo, Dott. Elio Stellitano, subito dopo è seguita la Lettura Magistrale: "La cardiochirurgia nel terzo millennio tra tradizione e innovazione: dal cuore biologico a quello meccanico" a cura del Dott. Vincenzo Tarzia, Dirigente Medico, MD, PhD, dell'Unità Operativa di Cardiochirurgia Azienda Ospedaliera-Universitaria di Padova.

A trent'anni dal primo storico trapianto di cuore in Italia, effettuato a Padova nel 1985 dal Professor Vincenzo Gallucci, la cardiochirurgia veneta conquista un altro primato, sperimentando con successo per la prima volta nel mondo, il trapianto di un mini-cuore artificiale su un giovane già trapiantato. Presente nell'equipe di lavoro, Il melitese cardiochirurgo Vincenzo Tarzia. L'intervento è stato eseguito in un giovane di 26 anni, che viveva con un cuore  artificiale da oltre 1.300 giorni.  

Un cuore artificiale totale 'CardioWest' di 50 cc, che grazie a questa dimensione, più piccola rispetto al classico impianto, è adatto a giovani e donne, aprendo così una nuovo scenario, ottenuto mediante l'innovazione tecnologica. Nel focus diretto dal cardiochirurgo Tarzia sono stati trattati dei punti salienti, quali le nuove innovazione delle malattie cardiovascolari e come la cardiochirurgia tratta le patologie, che sono sempre più gravi e mortali, se non si interviene nei modi e tempi giusti. Ampia attenzione è stata data all'epidemiologia delle malattie cardiovascolari, i fattori di rischio e i trattamenti chirurgici da realizzare per contrastare al meglio le patologie. La Cardiochirurgia dell'Azienda Ospedaliera/Universita' di Padova, è da anni in prima linea nell'impiego di VAD e cuori artificiali grazie all'esperienza maturata in questi anni ed è annoverata tra i più all'avanguardia del mondo. 795 sono i   trapianti di cuore eseguiti fino ad oggi nel Centro, in media  1 ogni 15 giorni.

Nel corso dell'iniziativa Tarzia ha dichiarato: "Un sentito ringraziamento alla Fidapa, alla Presidente Giulia Carerj per l'invito molto gradito e per la numerosa gente accorsa. Tutto questo mi riempie di orgoglio e allo stesso tempo mi emoziona. E' sempre un piacere ritornare nel mio paese natio e poter parlare anche di un tema che mi appassiona, quale le nuove frontiere nel trattamento delle malattie cardiovascolari. La donazione è un fatto straordinario dà continuità di vita ad un organo che è destinato a perire, ma che invece, trasferito in un'altra persona, continua a vivere ridando vita".

Durante il convegno è stato rimarcato che uno degli obiettivi che Tarzia insieme al team di lavoro guidato da Gino Gerosa, Direttore di Cardiochirurgia di Padova, è quello di realizzare un cuore più possibile biocompatibile e vicino alle esigenze dei pazienti, dunque un cuore più piccolo, affinché possa essere impiantato alle giovani donne e bambini e che allo stesso tempo venga alimentato senza cavi.

Inoltre stanno cercando di produrre dei cuori artificiali in laboratorio, utilizzando delle cellule staminali dei pazienti , "credo che questo possa aprire nuove frontiere, delle speranze per i pazienti che si trovano in condizioni drammatiche - conclude Tarzia -  dove spesso non hanno alcuna speranza per sopravvivere. I nostri interventi chirurgici sono di alta complessità  e il nostro centro è un punto di riferimento non solo regionale e nazionale ma anche internazionale. Molti pazienti arrivano in condizioni estremamente critiche e il nostro imperativo categorico è quello di cercare di offrire a chiunque una speranza, un sorriso a chi in quel momento non può averlo. Dobbiamo spingerci sempre in avanti, il lavoro in equipe è fondamentale, composta da biologi, ingegneri e varie figure professionali".

L'evento si è concluso tra gli applausi imponenti del pubblico, che ha acclamato con grande emozione uno dei giovani figli di Melito che regala lustro alla cittadina.

Francesca Martino


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