Ma quella discriminazione sessuale è dura a morire

27.02.2016 18:09

REGGIO CALABRIA, 27 FEB 2016 – “Al culmine dell'ennesima lite ha sparato un colpo di pistola contro l'ex fidanzata, ma è stato subito identificato dalla polizia e poche ore dopo si è costituito agli agenti che già lo stavano cercando e che lo hanno arrestato. Il fatto è accaduto nella serata di ieri a Reggio Calabria. Secondo l'accusa Davide Assumma, 22 anni, ha sparato all'ex, dalla quale si era lasciato da poco dopo una relazione durata 18 mesi, nell'ascensore del palazzo in cui vive la giovane, ferendola ad un polpaccio. Sul posto sono intervenuti gli agenti della squadra mobile coadiuvata da quelli delle volanti. Dalle testimonianze è emersa la responsabilità del giovane, confermata anche dalla ragazza. I testimoni, fonte Ansa, hanno parlato anche di numerosi litigi in passato e di un comportamento violento di Assumma già dall'inizio della relazione e acuitosi con la fine della storia. Il giovane, in un primo tempo si è allontanato, ma poi, vistosi ricercato, si è presentato in Questura senza fornire alcuna spiegazione sul suo gesto”.

REGGIO CALABRIA, SPARA ALLA FIDANZATA IN ASCENSORE E LA GAMBIZZA, POI VA IN QUESTURA E SI COSTITUISCE  

Domenico Salvatore

La Città dello Stretto, dei Bronzi di Riace o della Fata Morgana, se non del Bergamotto, è stata cinturata dalle forze di Polizia (Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia di Stato, CFS e Polizia Penitenziaria, se non Polizia Provinciale).

Gli ultimi episodi di cronaca nera, con epicentro la frazione Gallina, un tempo Comune a se stante, sede di una Pretura importante e della Casa Mandamentale e di una Facoltà Universitaria hanno fatto scattare l’allarme rosso.

Il ministro degl’Interni Angelino Alfano, è piombato in città con tutti i suoi giannizzeri, per ribadire la forza dello Stato, in una zona ad alta densità mafiosa.

Per esprimere la solidarietà e la vicinanza agli amministratori sotto asfissia per i continua attacchi della ‘ndrangheta.

Per condannare la violenza mafiosa e per sciorinare le cifre ed i provvedimenti, che il Governo, ha già varato o si prepara a varare.

I comandanti provinciali della Guardia di Finanza, Alessandro Barbera, dei Carabinieri, Lorenzo Falferi e della Questura, Raffaele Grassi, insieme al sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà ed al prefetto Claudio Sammartino ( ed altro personale preposto), hanno tenuto una seduta del Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza, presieduto dal Ministro.

In precedenza, aveva fatto la stessa cosa il presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, Rosy Bindi.

Questo, la dice lunga sulla volontà dello Stato di adottare la linea della repressione accanto alla linea della prevenzione, per contrastare il fenomeno mafioso.

Purtroppo quando non spara la ‘ndrangheta, spesso e volentieri, lo fa il privato cittadino, che niente ha a che fare con la malavita o la criminalità organizzata; comunque lontano da amicizie pericolose o frequentazioni equivoche ed inquinate.

Una giustizia fai da te, che non può essere condivisa, né tollerata.

Un raptus, uno scatto d’ira e di collera, se non istintivo od istintuale.

Ma almeno stavolta, non c’è scappato il morto. E, non stiamo qui, a descrivere le fasi di un omicidio.

Per fortuna il potenziale killer, ha avuto un barlume di buon senso, di lucidità, di umanità; sia pure in extremis; ed ha tenuto bassa la pistola.

Il proiettile, non ha leso organi vitali o vasi sanguigni importanti.

Sebbene comunque, si sia reso necessario il ricovero della vittima al Pronto Soccorso degli Ospedali Riuniti (Bianchi, Melacrino, Morelli) di Reggio Calabria.

Le indagini, sono seguite dal capo della Squadra Mobile Francesco Rattà, coordinato dal p.m. di turno, che si muove sotto le direttive del procuratore capo della Repubblica di Reggio Calabria, Federico Cafiero De Raho.

Si lavora al movente, che ha scatenato la reazione inconsulta del fidanzato. Anzi dell’ex.  

Perdere qualcosa o qualcuno, è sempre un fatto traumatico. Massimo Ranieri nella sua canzone che ha trionfato al festival di Sanremo del 1988, Perdere l'amore, dice…

” e adesso andate via/voglio restare solo/con la malinconia/volare nel suo cielo/non chiesi mai chi eri/perchè segliesti me/me che fino a ieri/credevo fossi un re/Perdere l'amore/quando si fa sera/quando tra i capelli/un po' di argento li colora/rischi di impazzire/può scoppiarti il cuore/perdere una donna/e avere voglia di morire/Lasciami gridare/rinnegare il cielo/prendere a sassate tutti i sogni/ancora in volo/Li farò cadere ad uno ad uno/spezzerò le ali del destino/e ti avrò vicino/Comunque ti capisco/e ammetto che sbagliavo/facevo le tue scelte/chissà che pretendevo/e adesso che rimane/di tutto il tempo insieme/un uomo troppo solo/che ancora ti vuole bene/Perdere l'amore/quando si fa sera/quando sopra il viso/c'è una ruga che non c'era/provi a ragionare/fai l'indifferente/fino a che ti accorgi/che non sei servito a niente/E vorresti urlare/soffocare il cielo/sbattere la testa mille volte/contro il muro/respirare forte il suo cuscino Dire è tutta colpa/del destino/se non ti ho vicino/Perdere l'amore/maledetta sera/che raccoglie i cocci)di una vita immaginaria/pensi che domani/è un nuovo giorno/ma ripeti non me l'aspettavo/non me l'aspettavo/Prendere a sassate/tutti i sogni ancora in volo/Li farò cadere ad uno ad uno/spezzerò le ali del destino/e ti avrò vicino/Perdere L'amore/ “. E Riccardo Cocciante,” Quando finisce un amore…” Quando finisce un amore così com'e' finito il mio/senza una ragione ne' un motivo, senza niente/ti senti un nodo nella gola,/ti senti un buco nello stomaco/ti senti un vuoto nella testa e non capisci niente/e non ti basta più un amico e non ti basta più distrarti/e non ti basta bere da ubriacarti/e non ti basta ormai più niente/e in fondo pensi, ci sarà un motivo/e cerchi a tutti i costi una ragione/eppure non c'e' mai una ragione/perché un amore debba finir/e vorresti cambiare faccia, e vorresti cambiare nome/e vorresti cambiare aria, e vorresti cambiare vita/e vorresti cambiare il mondo/ma sai perfettamente che non ti servirebbe a niente/…” Il comportamento umano può essere conscio o inconscio, volontario o involontario, ed è strettamente collegato al tipo o modello di personalità dell'individuo ; insolito, accettabile o inaccettabile. Cos'è il mobbing. Con il termine “mobbing” si fa riferimento, in generale, all'insieme dei comportamenti che tendono a emarginare un soggetto dalla società di cui esso fa parte, tramite violenza psichica protratta nel tempo e in grado di causare seri danni alla vittima.

Nelle regioni del Mezzogiorno d’Italia, esiste ancora una mentalità arcaica, se non primitiva sul concetto di donna.

Considerata un oggetto, un soprammobile, un ‘numero’. Assoggettata, soggiogata, asservita e schiavizzata.

Un concetto, indegno di una società civile. Ove si pensi al delitto d’onore.

E meno male, che sia stato rimosso ed abrogato, il famigerato articolo 587 del Codice Penale. Il delitto d'onore in Italia.

“In Italia, sino alla fine del XX secolo, la commissione di un delitto perpetrato al fine di salvaguardare l'onore (ad esempio l'uccisione della coniuge adultera o dell'amante di questa o di entrambi) era sanzionata con pene attenuate rispetto all'analogo delitto di diverso movente, poiché si riconosceva che l'offesa all'onore arrecata da una condotta "disonorevole" valeva di gravissima provocazione, e la riparazione dell'onore non causava riprovazione sociale.

Codice Penale, art. 587.

Chiunque cagiona la morte del coniuge, della figlia o della sorella, nell'atto in cui ne scopre la illegittima relazione carnale e nello stato d'ira determinato dall'offesa recata all'onor suo o della famiglia, è punito con la reclusione da tre a sette anni. Alla stessa pena soggiace chi, nelle dette circostanze, cagiona la morte della persona che sia in illegittima relazione carnale col coniuge, con la figlia o con la sorella. Pater dimitte illis, quia nesciunt quid faciunt.

L'art. 587 del codice penale consentiva quindi che fosse ridotta la pena per chi uccidesse la moglie (o il marito, nel caso ad esser tradita fosse stata la donna), la figlia o la sorella al fine di difendere "l'onor suo o della famiglia". La circostanza prevista richiedeva che vi fosse uno stato d'ira (che veniva in pratica sempre presunto). La ragione della diminuente doveva reperirsi in una "illegittima relazione carnale" che coinvolgesse una delle donne della famiglia; di questa si dava per acquisito, come si è letto, che costituisse offesa all'onore. Anche l'altro protagonista della illegittima relazione poteva dunque essere ucciso contro egual sanzione.

A titolo di chiarimento sulle mentalità generali su queste materie, almeno al tempo della promulgazione del Codice Rocco (che però riprendeva concetti già presenti nel Codice Zanardelli), va detto che contemporaneamente vigeva l'istituto del "matrimonio riparatore", che prevedeva l'estinzione del reato di violenza carnale nel caso che lo stupratore di una minorenne accondiscendesse a sposarla, salvando l'onore della famiglia”.

Non esiste un criterio specifico, fonte Wikipedia, per individuare tali atti, nei quali rientra quindi ogni forma di angheria perpetrata da una o più persone nei confronti dell'individuo più debole: ostracismo, umiliazioni pubbliche e diffusione di notizie non veritierie.

Ad un tiro dall’8 marzo. La Festa delle Mimose. La festa della donna…della mamma….della nonna.

Qualcosa è stato fatto, in verità, ma, la discriminazione non è stata del tutto battuta, sconfitta.

L’emanazione di leggi opinabili e di sentenze di Cassazione discutibili, non ha facilitato l’evoluzione di un cammino virtuoso. Memento homo quia pulvis es et in pulverem reverteris. Dio creò l'uomo a sua immagine: maschio e femmina li creò (Gen 1, 26-28.31a). Domenico Salvatore

 

 

 

REGGIO CALABRIA, 27 FEB 2016 – “Al culmine dell'ennesima lite ha sparato un colpo di pistola contro l'ex fidanzata, ma è stato subito identificato dalla polizia e poche ore dopo si è costituito agli agenti che già lo stavano cercando e che lo hanno arrestato. Il fatto è accaduto nella serata di ieri a Reggio Calabria. Secondo l'accusa Davide Assumma, 22 anni, ha sparato all'ex, dalla quale si era lasciato da poco dopo una relazione durata 18 mesi, nell'ascensore del palazzo in cui vive la giovane, ferendola ad un polpaccio. Sul posto sono intervenuti gli agenti della squadra mobile coadiuvata da quelli delle volanti. Dalle testimonianze è emersa la responsabilità del giovane, confermata anche dalla ragazza. I testimoni, fonte Ansa, hanno parlato anche di numerosi litigi in passato e di un comportamento violento di Assumma già dall'inizio della relazione e acuitosi con la fine della storia. Il giovane, in un primo tempo si è allontanato, ma poi, vistosi ricercato, si è presentato in Questura senza fornire alcuna spiegazione sul suo gesto”.

REGGIO CALABRIA, SPARA ALLA FIDANZATA IN ASCENSORE E LA GAMBIZZA, POI VA IN QUESTURA E SI COSTITUISCE  

Domenico Salvatore

La Città dello Stretto, dei Bronzi di Riace o della Fata Morgana, se non del Bergamotto, è stata cinturata dalle forze di Polizia (Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia di Stato, CFS e Polizia Penitenziaria, se non Polizia Provinciale).

Gli ultimi episodi di cronaca nera, con epicentro la frazione Gallina, un tempo Comune a se stante, sede di una Pretura importante e della Casa Mandamentale e di una Facoltà Universitaria hanno fatto scattare l’allarme rosso.

Il ministro degl’Interni Angelino Alfano, è piombato in città con tutti i suoi giannizzeri, per ribadire la forza dello Stato, in una zona ad alta densità mafiosa.

Per esprimere la solidarietà e la vicinanza agli amministratori sotto asfissia per i continua attacchi della ‘ndrangheta.

Per condannare la violenza mafiosa e per sciorinare le cifre ed i provvedimenti, che il Governo, ha già varato o si prepara a varare.

I comandanti provinciali della Guardia di Finanza, Alessandro Barbera, dei Carabinieri, Lorenzo Falferi e della Questura, Raffaele Grassi, insieme al sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà ed al prefetto Claudio Sammartino ( ed altro personale preposto), hanno tenuto una seduta del Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza, presieduto dal Ministro.

In precedenza, aveva fatto la stessa cosa il presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, Rosy Bindi.

Questo, la dice lunga sulla volontà dello Stato di adottare la linea della repressione accanto alla linea della prevenzione, per contrastare il fenomeno mafioso.

Purtroppo quando non spara la ‘ndrangheta, spesso e volentieri, lo fa il privato cittadino, che niente ha a che fare con la malavita o la criminalità organizzata; comunque lontano da amicizie pericolose o frequentazioni equivoche ed inquinate.

Una giustizia fai da te, che non può essere condivisa, né tollerata.

Un raptus, uno scatto d’ira e di collera, se non istintivo od istintuale.

Ma almeno stavolta, non c’è scappato il morto. E, non stiamo qui, a descrivere le fasi di un omicidio.

Per fortuna il potenziale killer, ha avuto un barlume di buon senso, di lucidità, di umanità; sia pure in extremis; ed ha tenuto bassa la pistola.

Il proiettile, non ha leso organi vitali o vasi sanguigni importanti.

Sebbene comunque, si sia reso necessario il ricovero della vittima al Pronto Soccorso degli Ospedali Riuniti (Bianchi, Melacrino, Morelli) di Reggio Calabria.

Le indagini, sono seguite dal capo della Squadra Mobile Francesco Rattà, coordinato dal p.m. di turno, che si muove sotto le direttive del procuratore capo della Repubblica di Reggio Calabria, Federico Cafiero De Raho.

Si lavora al movente, che ha scatenato la reazione inconsulta del fidanzato. Anzi dell’ex.  

Perdere qualcosa o qualcuno, è sempre un fatto traumatico. Massimo Ranieri nella sua canzone che ha trionfato al festival di Sanremo del 1988, Perdere l'amore, dice…

” e adesso andate via/voglio restare solo/con la malinconia/volare nel suo cielo/non chiesi mai chi eri/perchè segliesti me/me che fino a ieri/credevo fossi un re/Perdere l'amore/quando si fa sera/quando tra i capelli/un po' di argento li colora/rischi di impazzire/può scoppiarti il cuore/perdere una donna/e avere voglia di morire/Lasciami gridare/rinnegare il cielo/prendere a sassate tutti i sogni/ancora in volo/Li farò cadere ad uno ad uno/spezzerò le ali del destino/e ti avrò vicino/Comunque ti capisco/e ammetto che sbagliavo/facevo le tue scelte/chissà che pretendevo/e adesso che rimane/di tutto il tempo insieme/un uomo troppo solo/che ancora ti vuole bene/Perdere l'amore/quando si fa sera/quando sopra il viso/c'è una ruga che non c'era/provi a ragionare/fai l'indifferente/fino a che ti accorgi/che non sei servito a niente/E vorresti urlare/soffocare il cielo/sbattere la testa mille volte/contro il muro/respirare forte il suo cuscino Dire è tutta colpa/del destino/se non ti ho vicino/Perdere l'amore/maledetta sera/che raccoglie i cocci)di una vita immaginaria/pensi che domani/è un nuovo giorno/ma ripeti non me l'aspettavo/non me l'aspettavo/Prendere a sassate/tutti i sogni ancora in volo/Li farò cadere ad uno ad uno/spezzerò le ali del destino/e ti avrò vicino/Perdere L'amore/ “. E Riccardo Cocciante,” Quando finisce un amore…” Quando finisce un amore così com'e' finito il mio/senza una ragione ne' un motivo, senza niente/ti senti un nodo nella gola,/ti senti un buco nello stomaco/ti senti un vuoto nella testa e non capisci niente/e non ti basta più un amico e non ti basta più distrarti/e non ti basta bere da ubriacarti/e non ti basta ormai più niente/e in fondo pensi, ci sarà un motivo/e cerchi a tutti i costi una ragione/eppure non c'e' mai una ragione/perché un amore debba finir/e vorresti cambiare faccia, e vorresti cambiare nome/e vorresti cambiare aria, e vorresti cambiare vita/e vorresti cambiare il mondo/ma sai perfettamente che non ti servirebbe a niente/…” Il comportamento umano può essere conscio o inconscio, volontario o involontario, ed è strettamente collegato al tipo o modello di personalità dell'individuo ; insolito, accettabile o inaccettabile. Cos'è il mobbing. Con il termine “mobbing” si fa riferimento, in generale, all'insieme dei comportamenti che tendono a emarginare un soggetto dalla società di cui esso fa parte, tramite violenza psichica protratta nel tempo e in grado di causare seri danni alla vittima.

Nelle regioni del Mezzogiorno d’Italia, esiste ancora una mentalità arcaica, se non primitiva sul concetto di donna.

Considerata un oggetto, un soprammobile, un ‘numero’. Assoggettata, soggiogata, asservita e schiavizzata.

Un concetto, indegno di una società civile. Ove si pensi al delitto d’onore.

E meno male, che sia stato rimosso ed abrogato, il famigerato articolo 587 del Codice Penale. Il delitto d'onore in Italia.

“In Italia, sino alla fine del XX secolo, la commissione di un delitto perpetrato al fine di salvaguardare l'onore (ad esempio l'uccisione della coniuge adultera o dell'amante di questa o di entrambi) era sanzionata con pene attenuate rispetto all'analogo delitto di diverso movente, poiché si riconosceva che l'offesa all'onore arrecata da una condotta "disonorevole" valeva di gravissima provocazione, e la riparazione dell'onore non causava riprovazione sociale.

Codice Penale, art. 587.

Chiunque cagiona la morte del coniuge, della figlia o della sorella, nell'atto in cui ne scopre la illegittima relazione carnale e nello stato d'ira determinato dall'offesa recata all'onor suo o della famiglia, è punito con la reclusione da tre a sette anni. Alla stessa pena soggiace chi, nelle dette circostanze, cagiona la morte della persona che sia in illegittima relazione carnale col coniuge, con la figlia o con la sorella. Pater dimitte illis, quia nesciunt quid faciunt.

L'art. 587 del codice penale consentiva quindi che fosse ridotta la pena per chi uccidesse la moglie (o il marito, nel caso ad esser tradita fosse stata la donna), la figlia o la sorella al fine di difendere "l'onor suo o della famiglia". La circostanza prevista richiedeva che vi fosse uno stato d'ira (che veniva in pratica sempre presunto). La ragione della diminuente doveva reperirsi in una "illegittima relazione carnale" che coinvolgesse una delle donne della famiglia; di questa si dava per acquisito, come si è letto, che costituisse offesa all'onore. Anche l'altro protagonista della illegittima relazione poteva dunque essere ucciso contro egual sanzione.

A titolo di chiarimento sulle mentalità generali su queste materie, almeno al tempo della promulgazione del Codice Rocco (che però riprendeva concetti già presenti nel Codice Zanardelli), va detto che contemporaneamente vigeva l'istituto del "matrimonio riparatore", che prevedeva l'estinzione del reato di violenza carnale nel caso che lo stupratore di una minorenne accondiscendesse a sposarla, salvando l'onore della famiglia”.

Non esiste un criterio specifico, fonte Wikipedia, per individuare tali atti, nei quali rientra quindi ogni forma di angheria perpetrata da una o più persone nei confronti dell'individuo più debole: ostracismo, umiliazioni pubbliche e diffusione di notizie non veritierie.

Ad un tiro dall’8 marzo. La Festa delle Mimose. La festa della donna…della mamma….della nonna.

Qualcosa è stato fatto, in verità, ma, la discriminazione non è stata del tutto battuta, sconfitta.

L’emanazione di leggi opinabili e di sentenze di Cassazione discutibili, non ha facilitato l’evoluzione di un cammino virtuoso. Memento homo quia pulvis es et in pulverem reverteris. Dio creò l'uomo a sua immagine: maschio e femmina li creò (Gen 1, 26-28.31a). Domenico Salvatore

 

 

 

 

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