Ma l'ospedale "Tiberio Evoli" di Melito Porto Salvo rischia davvero la chiusura?

05.05.2016 12:15

 

Il 3 Maggio, nella sala  del Consiglio Comunale melitese, si sono riuniti i sindaci del distretto sanitario locale: Melito Porto Salvo, Roghudi, Roccaforte, Condofuri, Bagaladi, Palizzi, Motta San Giovanni, Montebello, San Lorenzo, Bova, Bova Marina, Brancaleone, Staiti e Cardeto; erano, inoltre, presenti Lucio Nucera, il direttore sanitario del nosocomio Tiberio Evoli, e Domenico Scambia, il segretario Uil FInizio moduloFine modulo

LA POLITICA DICE NO ALLA SOPPRESSIONE DEL DISTRETTO SANITARIO MELITESE

di Claudia PUGLIESE

MELITO PORTO SALVO (RC)-La politica prende posizione e si schiera contro la decisione di procedere verso la scomparsa del Distretto sanitario di Melito Porto Salvo, un provvedimento che cozza con il decreto 130, che detta le linee guida regionali in materia aziendale sanitaria.

Il 3 Maggio, nella sala comunale melitese, si sono riuniti i sindaci del distretto sanitario locale: Melito Porto Salvo, Roghudi, Roccaforte, Condofuri, Bagaladi, Palizzi, Motta San Giovanni, Montebello, San Lorenzo, Bova, Bova Marina, Brancaleone, Staiti e Cardeto; erano, inoltre, presenti Lucio Nucera, il direttore sanitario del nosocomio Tiberio Evoli, e Domenico Scambia, il segretario Uil Fpl.

Al centro dell’incontro gli ultimi orientamenti dell’atto aziendale locale arrivati agli uffici di Melito, nel tardo pomeriggio in orario di chiusura, destando sorpresa e sconcerto nelle istituzioni del comprensorio.

Netta la contrarietà dei sindaci che ribadiscono fermamente il loro “No” a questa politica che mira ad escludere intere aree periferiche dalle più elementari forme di assistenza sanitaria.

Suona certamente beffarda la decisione di mantenere il ruolo direzionale di un distretto, che dalle ultime notizie, verrà presto completamente assorbito dalla direzione di Reggio Calabria.

Sarebbe questa la linea più appropriata da perseguire al fine di ridurre gli sprechi?

Anche i cittadini hanno ritenuto doveroso dire la loro e dare voce ai loro diritti: «ancora una volta - sottolineano - non vengono mantenute le promesse di rilancio della sanità e dell’ospedale che ormai da troppo tempo non garantisce i bisogni della salute e della popolazione».

«Pertanto - gli stessi concludono - riteniamo irricevibile la proposta e la respingiamo nel suo metodo e nel suo contenuto e ci riserviamo di produrre un’alternativa rispondente ai reali bisogni e che sia in grado di garantire i livelli essenziali di assistenza», Claudia Pugliese

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