Lotta alla mafia, operazione della Guardia di Finanza RC, "Piscatores", come 'Arsenio Lupin' svuotava il gruzzoletto on line di ignari correntisti

15.04.2016 14:00

Operazione Piscatores 14 aprile 2016. I militari della Guardia di finanza di Reggio Calabria, hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 27 persone accusate di essere i componenti di un'organizzazione criminale responsabile di una maxi truffa online commessa attraverso l'accesso abusivo a sistemi informatici.  Il comandante provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, Alessandro Barbera, afferma: “L’attività che abbiamo fatto è lungi dall’essere conclusa. Adesso bisognerà capire se ci siano altri soggetti coinvolti e quali fossero i reali obiettivi delle operazioni di riciclaggio”.


Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, hanno consentito di appurare che l'organizzazione criminale, operante nel territorio della Locride, metteva in atto le truffe attraverso l'illecita acquisizione dei codici di accesso di ignari correntisti di un istituto di credito operante sul web per effettuare operazioni di trasferimento di ingenti somme di denaro in conti correnti intestati fittiziamente a persone inesistenti e, di fatto, riconducibili ai promotori dell'organizzazione criminale che é stata sgominata con l'operazione.

 

CORRENTISTI DI UN ISTITUTO DI CREDITO SUL WEB, NEL MIRINO DEGLI HACKER CHE TRUFFAVANO GL’IGNARI CLIENTI DOPO AVER CARPITO ED ACQUISITO ILLECITAMENTE I CODICI SEGRETI

Domenico Salvatore

La ‘ndrangheta muta pelle o forse no? Benchè, non ci sia settore inesplorato, in cui non si è cimentata.

Non c’è la ‘ndrangheta dietro ‘Arancia meccanica’ on line? Si tratta di gruppi autonomi o cani sciolti?

Sarà, ma la criminalità organizzata, compresa la Piovra calabrese, è ben presente su internet.

Lo testimoniano le ben numerose operazioni della DDA…

Mariolino Gennaro, uomo legato al clan Tegano di Reggio Calabria, era  il punto di riferimento di tutti i clan della ‘ndrangheta e non solo.  Tirava le fila del gioco d’azzardo e delle scommesse on line in tutta Italia per conto della ‘ndrangheta

Le cosche, si erano imbarcate in un’operazione particolarmente remunerativa, formalmente pulita, ed avevano realizzato una vera e propria unitarietà funzionale al business.

Tra l’altro, sempre secondo la Dda di Reggio Calabria, Gennaro, stava ripulendo la Betuniq e accatastando un imponente patrimonio economico.

Il procuratore capo della Dda reggina, Federico Cafiero de Raho, rimane meravigliato: "Da un certo punto di vista sorprende che un territorio come quello della provincia di Reggio Calabria, che conosciamo per altre tipologie di reati e di associazioni criminali, ospiti anche soggetti dediti alle truffe, ma c'è anche questo".

Sgraffignare soldini o spillare soldoni in modalità on line. Arsenio Lupin, rapidamente convertitosi alle moderne technologie, ne sa una, più di Belzebù.

Grazie, alla tecnica classica del phishing, cioè l’invio di messaggi di posta elettronica, simili in tutto e per tutto a quelli inviati dall’istituto di credito.

Con la proposta di offerte e servizi particolarmente vantaggiosi. Riuscivano ad estorcere alla vittima generalità complete, documenti e codici di accesso.

La chiave di volta, il PIN, il Bancomat, la carta di credito. L’ingenuità, l’inesperienza e l’imprudenza con cui si forniscono i dati personali su internet, al primo arrivato; comunque ad uno sconosciuto adescatore.

Nel giro di un giorno e mezzo, tutto il denaro trasferito sul conto clone veniva  prelevato da una serie di complici, che provvedevano a prelevare anche mille euro alla volta

Stupore, rabbia, sbalordimento, angoscia…“Oddio! Sono scomparsi i soldi dal mio conto corrente on line…Ma com’è possibile? Non ho fatto nessun movimento…Mi sono sempre guardato attorno con molta attenzione durante le operazioni di prelievo allo sportello…Ho fatto attenzione a qualsiasi anomalia, che si dovesse riscontrare negli spazi dello sportello e nei sistemi elettronici utilizzati, tastiera, spazio in cui si infila la tessera magnetica…Ho effettuato controlli frequenti, se non quotidiani, della lista movimenti inerenti il mio conto corrente, per verificare anomali prelievi o addebiti…Non ho fornito i miei dati personali a chi cercava di carpirmeli con lusinghe, esche, moine, blandizie. Ed ora, chi mi risarcirà, la Banca? Non so più che santo pregare; che pesci pigliare”.

Chissà, quanti correntisti on line, si siano trovati più o meno in queste condizioni; in questo stato d’animo.

Il G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria, ha firmato la misura della custodia cautelare in carcere nei confronti di 16 soggetti; la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di 3 soggetti e la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria nei confronti di 8 soggetti:

Agostino Isabella Rosina, NATA IN CANADA CL. 1975 RESIDENTE A GROTTERIA (RC);

Amoruso Alessandro, NATO A ROMA CL. 1979 RESIDENTE IN VIALE SANTA RITA DA CASCIA;
Antico Salvatore, NATO A GIOIOSA IONICA CL. 1967 IVI RESIDENTE;

Argiro’ Giancarlo Antonio, NATO A LOCRI CL.1994 RESIDENTE A GIOIOSA IONICA;

Barranca Cristian, NATO A SIDERNO CL.1993 E IVI RESIDENTE;
Bujor Ecaterina Catalina, NATA A TECUCI (ROMANIA) CL.1989 RESIDENTE A MARINA DI GIOIOSA IONICA;
Bujor Maricica, NATA A TECUCI (ROMANIA) CL.1978 RESIDENTE A MARINA DI GIOIOSA IONICA;
Cagliuso Vincenzo Giovanni Raffaele NATO A LOCRI CL. 1970 E RESIDENTE A GROTTERIA;

Caserta Elena, NATA A GUARDAVALLE (CZ) CL.1937

E RESIDENTE A GROTTERIA;

Cataldo Giuseppe, NATO A SIDERNO CL.1930 E RESIDENTE A LOCRI;

Cecere Vincenzo, NATO A LOCRI CL. 1967 ED IVI RESIDENTE;
Creto Constantia Gigel, NATO IN ROMANIA CL. 1984 E RESIDENTE A MARINA DI GIOIOSA IONICA;
Femia Antonio, NATO A GIOIOSA IONICA CL. 1976 IVI RESIDENTE;
Fuda Andrea, NATO A LOCRI CL. 1981 RESIDENTE A GROTTERIA;
Furci Nicola, NATO A LOCRI CL. 1968 ED IVI RESIDENTE;
Fuscoli Ivan, NATO A COMO CL. 1977 E RESIDENTE BREGNANO (CO);
Lizzi Salvatore, NATO A GERACE CL. 1970 E RESIDENTE IN MARINA DI GIOIOSA IONICA;
Mammolenti Salvatore, NATO A SIDERNO CL. 1984 RESIDENTE A GIOIOSA IONICA;

Musolino Chiara, NATA A LOCRI CL. 1987 RESIDENTE A GROTTERIA:

Panetta Cosimo, NATO A SIDERNO CL. 1980 E RESIDENTE IN GIOIOSA IONICA;

Papaluca Domenico, NATO A LOCRI CL. 1993 E RESIDENTE IN GIOIOSA IONICA;

Pascaru Liviu, NATO IN ROMANIA CL. 1978 E RESIDENTE IN ROSARNO;

Petrolo Corrado, NATO A LOCRI CL. 1976 E RESIDENTE A STILO;

Racco Lina, NATA A GIOIOSA IONICA CL. 1947 E IVI RESIDENTE;

Tarantino Nicodemo, NATO A SIDERNO CL. 1986 E RESIDENTE A GROTTERIA;

Todarello Rosa Maria, NATO A LOCRI CL. 1977 E RESIDENTE IN BOVALINO;

Tricarico Davide, NATO A SIDERNO CL 1985 RESIDENTE IN GROTTERIA;

Tricarico Giuseppe Cesare, NATO A SIDERNO CL. 1981 RESIDENTE IN GROTTERIA;

Ussia Primo Antonio, NATO A LOCRI CL. 1985 RESIDENTE A MONASTERACE;

Zannio Ilario, NATO A CINQUEFRONDI CL. 1992 RESIDENTE A GIOIOSA IONICA.  

Che c’azzecca la clonazione con l’operazione ‘Piscatores’? La clonazione è… la tecnica di produzione di copie geneticamente identiche di organismi viventi tramite manipolazione genetica.

Intendiamoci, la cronaca, si è occupata della clonazione di carte di credito e di codici del Bancomat, ma qui si sta andando oltre.

La clonazione avviene attraverso la duplicazione della carta (di credito o bancomat)   dopo averne letto i dati in esse racchiusi, tra i quali il Pin.

Famigerati lettori ottici, microtelecamere, tastierino fantasma per carpire il codice segreto digitato allo sportello dal titolare della carta.

Punto di partenza, dell’ indagine, convenzionalmente denominata “Piscatores”, condotta sotto la direzione della Procura della Repubblica di Reggio Calabria (guidata da Federico Cafiero De Raho), è stato la denuncia della titolare di un conto corrente dell’Istituto di Credito on line ING Direct.

Il truffato riferiva di aver subito la sottrazione della somma di circa 90.000,00 euro dal proprio conto corrente mediante una serie di operazioni on-line dalla stessa disconosciute ed effettuate mediante la clonazione dei codici segreti bancari.

Tuttavia, c’è pure un cliente del Nord Italia, che lamenta una truffa on line prossima al mezzo milione di euri.

Ma le Banche, non dispongono del servizio di blocco automatico del bancomat nel caso in cui il cliente abbia superato i limiti standard assegnatili o quelli convenzionati?

A quanto ammontano i limiti standard, 1500-2000 euri il mese o forse più?

Il limite standard giornaliero, previsto per i prelievi a mezzo bancomat, è generalmente pari a € 250,00?

E’ più vantaggiosa la carta di credito od il Bancomat?

Qual è il rischio reale?

La Questura di Firenze fornisce utili indicazioni…”

Bancomat, è il nome con cui vengono chiamati in Italia e in molti Paesi europei, gli sportelli automatici per il prelievo di denaro contante dal proprio conto corrente bancario, attraverso dei distributori.

Nei paesi di lingua anglosassone il sistema è noto con la denominazione generica di Automated Teller Machine(ATM).

Collegati in rete telematica, anche fuori dagli orari di sportello ed in località diverse dalla sede della banca presso cui si intrattiene il conto.

 

Questura di Firenze…Sai davvero tutto sul Bancomat? Il servizio Bancomat, è fornito dalla maggior parte degli istituti bancari ed ha costi e modalità di funzionamento variabili a seconda delle condizioni stabilite tra la banca ed il cliente.

In generale, le apparecchiature possono appartenere anche a una banca, diversa da quella presso cui il cliente, ha il conto.

Con il servizio Bancomat è possibile effettuare altre operazioni oltre al prelievo, quali il pagamento di bollette, il versamento di contanti e assegni, la lettura del saldo, la stampa degli estratti conto o della lista dei movimenti e le ricariche dei cellulari.

Per il procuratore aggiunto Gaetano Paci “Questa è un’indagine prototipo  che mostra in maniera plastica come le organizzazioni criminali utilizzino il mondo del banking on line per accumulare profitti illeciti. Documenti e codici di accesso, utilizzati sia per accedere e svuotare il conto della vittima erano in tutto e per tutto analoghi a quello della vittima, con tanto di documenti e numero di cellulare per rendere difficile individuare il trasferimento di denaro”.

 

Su internet si possono trovare utili consigli, tipo quelli della Questura di Firenze e non solo. “La clonazione del bancomat, fonte www.bancheitalia.it, è uno dei fenomeni più diffusi degli ultimi anni. Cosa fare, nel caso in cui ci accorgiamo di possedere un bancomat clonato? Ecco tutte le risposte e i consigli più utili

Se ci accorgiamo che la nostra carta Bancomat è stata clonata, non dobbiamo pensare che non sia possibile recuperare il tutto: esistono alcune soluzioni che è possibile affrontare.

Clonazioni e truffe

La clonazione di un Bancomat non è un fenomeno raro e sono sempre di più le vittime di questo triste raggiro. I metodi per clonarlo sono vari e non esiste un'unica procedura: alcuni riescono a clonare un Bancomat nascondendo degli appositi micro dispositivi negli sportelli di prelievo, con cui copiare materialmente la carta e rubare il codice digitato dal proprietario, grazie a delle mini telecamere poste in punti strategici; altri inseriscono degli appositi chip in grado di copiare codice e barra magnetica direttamente nell'apparecchio che ci permette di effettuare i pagamenti. Questo può capitare, ad esempio, in ristoranti o esercizi commerciali.

I consigli utili

Per evitare di ritrovarci il bancomat clonato e che possa capitarci qualcosa di spiacevole, consigliamo di stare attenti durante il prelievo agli sportelli atm: il trucco del porre una mano sopra a quella che sta digitando il codice è un consiglio sempre molto utile e vi raccomandiamo di seguirlo. In questo modo, se esiste una piccola telecamera nello sportello, sarà impossibile copiare il codice, anche nel caso in cui venga duplicata materialmente la carta.

Fate attenzione anche alle persone che avete intorno a voi: è sempre meglio, se possibile, prelevare in sportelli Bancomat che si trovino vicino a luoghi affollati o comunque in posti in cui si abbia la possibilità di chiedere un aiuto immediato, nel caso di furto materiale.

Ma, per scongiurare il pericolo del proprio bancomat clonato, cercate di tenere sempre sotto controllo anche i vostri pagamenti: per evitare di dimenticarvi acquisti fatti e riuscire ad accorgersi di spese non effettuate, tenete da parte gli scontrini o segnatevi tutte le spese mensili, in modo da poterle poi confrontare con l'estratto conto della vostra carta bancomat ed accorgervi delle anomalie.

Nel caso in cui i controlli non siano serviti e vi siate accorti di una clonazione, denunciate il fatto e bloccate immediatamente la vostra carta Bancomat (per farlo, seguite la nostra guida “Bloccare la carta Bancomat”).

Risarcimento dei danni

Nel caso in cui vi siano dei danni effettivi, derivati dalla clonazione della carta, è possibile chiederne il risarcimento alla propria banca di riferimento. Ogni Istituto dovrebbe avere una propria assicurazione, che viene resa attiva per i clienti in caso di disagi come questo. Sarà comunque necessario dimostrare alla propria banca il corretto utilizzo della carta bancomat e l'effettivo danno: dimostrare che le spese sostenute non siano state fatte dal titolare della carta è un valido presupposto per evitare problemi derivati dal risarcimento. In caso di negazione di un risarcimento danni, il consiglio è quello di affidarsi ad un legale che se ne occupi”.

Ma la banda dei furbetti del quartierino della truffa on line  con base nella Locride, ha trovato pane per i suoi denti; è stata smantellata dalla Guardia di Finanza del comando provinciale diretto dal colonnello Alessandro Barbera.

Con il coordinamento del procuratore capo della Repubblica di Reggio Calabria, Federico Cafiero De Raho.

Arancia Meccanica, sebbene Pete, Georgie e Bamba, non c’azzecchino, era riuscita ad arpionare somme ingenti nell’ordine del milione di euri.

La banda del buco  on line, era riuscita con la complicità scontata ed inevitabile di personale interno delle banche e di tecnici informatici.

E’ scattata così per la ‘banda Bassotti’, che ha bucato i sistemi di protezione del noto istituto di credito per accedere e svuotare i conti delle vittime ignare, ritrovatisi completamente al verde nel giro di massimo trentasei ore, l’accusa di associazione a delinquere,  truffa, riciclaggio, accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico, detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso o sistemi informatici o telematici, falsità in scrittura privata , sostituzione di persona, possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi.

  
Indagini da manuale, quelle della Guardia di Finanza, sotto la guida del colonnello Alessandro Barbera, comandante provinciale di Reggio Calabria; che ha braccato on line e off line i truffatori, fino a ricostruire l'intero organigramma dell'organizzazione, che oggi devono rispondere a vario titolo di una serie di reati che vanno dall'associazione a delinquere a una serie pressoché infinita di episodi di truffa, riciclaggio, accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico, detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso o sistemi informatici o telematici, falsità in scrittura privata , sostituzione di persona, possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi; coordinato dal procuratore capo della DDA, Federico Cafiero De Raho. Domenico Salvatore

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