Lotta alla mafia, il ministro Angelino Alfano a Reggio Calabria, Lamezia e Catanzaro per ribadire giustizia, fortezza, prudenza e temperanza

13.02.2016 19:04

 

Il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, ha presieduto a Reggio Calabria la Conferenza Regionale delle Autorità di Pubblica Sicurezza della Calabria, per un esame dello stato dell'ordine e della sicurezza pubblica in Calabria e per fare il punto sul fenomeno degli atti intimidatori nei confronti degli amministratori locali. La riunione con Alfano a Reggio, è servita per un esame dello stato dell'ordine e della sicurezza pubblica della regione e per un punto di situazione sul fenomeno degli atti intimidatori nei confronti degli amministratori locali.

Nel corso di una conferenza stampa, Alfano ha evidenziato che "contro la 'ndrangheta abbiamo ottenuto dei grandi risultati ed ora le cosche stanno cercando di reagire ai colpi inferti dallo Stato. In Calabria siamo pronti a continuare ad agire per contrastare il fenomeno della criminalità organizzata".

Sul fronte delle intimidazioni agli amministratori il Ministro dell'Interno ha detto che ""abbiamo bisogno di una collaborazione maggiore sia da parte degli amministratori locali che subiscono le intimidazioni e sia della cosiddetta società civile. A breve sorgerà un l'osservatorio permanente".

LOTTA ALLA MAFIA, IL MINISTRO DEGL’INTERNI ANGELINO ALFANO A REGGIO CALABRIA: LO STATO C’E’, È FORTE E VINCERA’

Domenico Salvatore

Lo Stato sovrano, mostra i muscoli, digrigna i denti, presenzia sulla prima linea, sulla zona di frontiera.

 Risponde in maniera perentoria, alla serie impressionante di attentati, intimidazioni, minacce, avvisaglie, provocazioni, insidie, azzardi, rischi, ricatti, ritorsioni, rappresaglie, vendette, spedizioni punitive agli amministratori locali ed i taglieggiamenti agl’imprenditori e perfino ai medi e piccoli proprietari, hanno allertato la stampa nazionale, che ha sguinzagliato i migliori inviati speciali, columnist di fama, editorialisti di grido.

Nel mirino della ‘ndrangheta di riffe o di raffe: ministri e sottosegretari, presidenti di Regione e provincia, deputati e senatori, assessori e consiglieri regionali, provinciali, comunali; volere o volare, amministratori della Usl, Asl, Asp, enti ed associazioni, segretari dei partiti e del sindacato, semplici cittadini, giornalisti, magistrati, preti, docenti, funzionari ed agenti delle forze di polizia. Morale della favola: libertà e democrazia, sono a rischio.

Le cronache, hanno riportato fedelmente tutto. I colpi di kalashnikov, di pistola, di lupara, di bazooka, di Skorpion, Uzi, lanciamissili e lanciagranate, tritolo, bombe e bombette, molotov, dinamite e così via. Una serie di sparatorie, di faide, di guerre di mafia.

E gli omicidi. Tanti, tantissimi. Ufficialmente è stata siglata la pax mafiosa, ma in Calabria, i killers non hanno mai smesso di eseguire le loro macabre e lugubri missioni di morte, sangue, rovina e disperazione; di mandare al cimitero le vittime designate. In nome del potere mafioso; del dio denaro; del controllo del territorio e delle attività illecite. Sfruttamento, dell’uomo sull’uomo.

Con la paura, il terrorismo, l’omertà, il pressing asfissiante. In danno della democrazia, della libertà, del libero mercato, del libero scambio, del libero pensiero. La gente, ha bisogno di serenità, tranquillità, pace, armonia, sicurezza, ordine ed equilibrio.

Lo Stato ha fatto tanto, tantissimo. Specialmente per il Nord ed il Centro Italia, dove sono stati spesi capitali ingentissimi per lo sviluppo e la produzione. Un po’ meno per il Mezzogiorno d’Italia, il Sud e le isole. Senza scomodare, la famigerata “Questione Meridionale”. Ma, occorre tempo e denaro.

La Calabria dei record negativi ( tasso di analfabetismo risorgimentale, regno della ‘ndrangheta, reddito pro capite più basso d’Italia, dissesto idro-geologico, astina di mercurio di gradimento dei sindaci e dei luoghi da abitare prossima allo zero, disoccupazione sud-americana, senza elettrificazione e raddoppio del binario sulla Costa Jonica e così via, il genocidio di morti per incidente stradale sulla famigerata statale della morte, la SS 106 Reggio-Taranto, rimasta al Medioevo) sprofonda sempre più, sotto il peso dello sfasciume pendulo.

La panacea di tutti i mali, sarebbe stato il lavoro per tutti; come Carta Costituzionale comanda. Lo abbiamo detto e scritto negli Anni Ottanta. Ci dissero ( e ce lo dicono anche oggi, dopo Cinquant’anni di giornalismo), che eravamo visionari, allucinati, idealisti, sognatori, utopisti, pazzi; che siamo, pazzi. Don Chisciotte contro i mulini a vento. Che scriviamo corbellerie, baggianate e spropositi.

La pretesa di avere la verità in tasca, non ci appartiene. Ci limitiamo, ad esprimere la nostra opinione, sic et simpliciter. Il lavoro per i giovani. Nonostante tutto, la presenza dello Stato c’è; ed è quanto mai gradita e provvidenziale, in questo momento. Iniezioni di fiducia e di vicinanza, che servono per lenire ed alleviare la sofferenze delle popolazioni afflitte, tormentate, depresse e desolate.

I processi vengono celebrati; la prevenzione e la repressione, funzionano. Ci sono i migliori investigatori della Penisola. Occorre, rinforzare gli organici in Tribunale e nelle Caserme. Serve, maggiore credibilità nello Stato.

Il ministro dell’Interno Angelino Alfano, è stato  giovedì 11 febbraio alle 16.30, nella Prefettura di Reggio Calabria,  per presiedere un vertice in prefettura; la conferenza regionale delle autorità di pubblica sicurezza della Calabria, dopo i numerosi attentati e le intimidazioni subiti negli ultimi mesi da imprenditori e amministratori locali.

“Noi non abbiamo paura della ndrangheta e la metteremo in ginocchio; così, come abbiamo fatto con la mafia (Cosa Nostra); le cosche sparano, appiccano incendi e piazzano bombe, non è il segno della forza indiscussa delle famiglie mafiose in Calabria, ma è la reazione agli ottimi risultati ottenuti dal governo

Noi parliamo con i numeri,  non con le chiacchiere.  Lo Stato in Calabria, è pronto per continuare ad agire, in questa trincea così difficile, contro la ‘ndrangheta. Abbiamo ottenuto grandi risultati contro la ‘ndrangheta. Oggi in Calabria, abbiamo un dispositivo di 10.800 uomini, delle forze dell’ordine. I risultati dello Stato sono straordinari.

La reazione della ‘ndrangheta, non si è fatta attendere, perché ha capito la pressione dello Stato. Non facciamo un passo indietro, ma molti in avanti. Abbiamo bisogno però, di una collaborazione maggiore degli amministratori locali e della società civile. ”  .

L’esame delle problematiche connesse all’ordine e alla sicurezza pubblica nella città capoluogo, è stato al centro dell’incontro presieduto dal prefetto di Catanzaro, Luisa Latella, che ha visto sedere intorno allo stesso tavolo i vertici provinciali delle forze di polizia, il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, il presidente dell’Amministrazione provinciale di Catanzaro, Enzo Bruno, e il direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Diego Bouchè.

Al vertice di Lamezia Terme, hanno preso parte anche, il sindaco Paolo Mascaro, il presidente dell’Amministrazione provinciale di Catanzaro, Enzo Bruno, i vertici provinciali delle forze di polizia ed i procuratori della Repubblica di Catanzaro e Lamezia Terme, Giovanni Bombardieri e Domenico Prestinenzi.

L’arrivo in Calabria del Ministro degl’Interni, ha mosso le più alte autorità della Calabria. A partire dai procuratori capo della Repubblica, Antonio, Vincenzo Lombardo di Catanzaro e Federico Cafiero De Raho di Reggio Calabria, ma anche il procuratore generale di Catanzaro (Raffaele Mazzotta) e di Reggio Calabria (Salvatore Di Landro). Ed ovviamente, i prefetti Gianfranco Tomao (CS), Claudio Sammartino (RC), Luisa Latella (Catanzaro), Vincenzo De Vivo (Crotone), Carmelo Casabona; i Questori: Raffaele Grassi (RC), Filippo Bonfiglio (Vibo Valentia), Giuseppe Racca (Catanzaro), Luigi Liguori (Cosenza),  Luigi Botte (Crotone); i comandanti dei Carabinieri : Lorenzo Falferi (Reggio Calabria),Ugo Cantoni (Catanzaro ), Salvatore Gagliano (Crotone), Daniele Scardecchia ( Vibo Valentia), Fabio Ottaviani (Cosenza); i comandanti della Guardia di Finanza (Alessandro Barbera( Reggio Calabria), Marco Grazioli (Cosenza), Davide Rametta (Catanzaro),  Pantaleo Cozzoli (Crotone), Elia Carmelo Pallaria (Vibo Valentia; i Comandanti regionali Calabria della Guardia di Finanza, Gianluigi Miglioli; dei Carabinieri, Andrea Rispoli. E perfino, il Comandante nazionale della Guardia di Finanza Saverio Capolupo e dei Carabinieri, Tullio Del Sette

 

La ’ndràngheta (anche Famiglia Montalbano, Onorata Società, Fibbia, Cosa Nuova la Santa e Picciotteria) è un'organizzazione criminale italiana di connotazione mafiosa originaria della Calabria.

Si è sviluppata a partire da organizzazioni criminali operanti nella provincia di Reggio Calabria, dove è fortemente radicata, anche se il potere mafioso è in forte espansione nelle province di Vibo Valentia, Catanzaro, Crotone e Cosenza. La sua attività principale è il narcotraffico, seguita dalla partecipazione in appalti, condizionamento del voto elettorale, estorsione, usura, traffico di armi, gioco d'azzardo, traffico di esseri umani, e smaltimento di rifiuti tossici e radioattivi.

In Calabria, fonte Wikipedia, svolge un profondo condizionamento sociale fondato sia sulla forza delle armi che sul ruolo economico raggiunto attraverso il riciclaggio del denaro. Attività questa, che le ha permesso di controllare ampi settori dell'economia dall'impresa al commercio e all'agricoltura, spesso con una forte connivenza di aree della pubblica amministrazione a livello locale e regionale di tutti gli schieramenti politici. Secondo il rapporto Eurispes 2008 ha un giro d'affari di 44 miliardi di euro annui. La relazione della Commissione parlamentare antimafia del 20 febbraio 2008 afferma che la 'ndrangheta «ha una struttura tentacolare priva di direzione strategica ma caratterizzata da una sorta di intelligenza organica», e la paragona alla struttura del movimento terroristico islamico Al-Qaida. Dal 2013, la 'ndrangheta è considerata tra le più pericolose organizzazioni criminali del mondo con un fatturato che si aggira intorno ai 53 miliardi di euro, con numerose ramificazioni all'estero (dal Canada all'Australia e nei paesi europei meta dell'emigrazione calabrese)

Struttura tipica della 'ndrangheta

Nomi alternativi; Picciotteria,  Famiglia Montalbano, Onorata società, Fibbia, Cosa Nuova, la Santa,

Area di origine   Calabria

Aree di influenza      Italia (Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Lazio).

Estero: Europa (Germania, Paesi Bassi, Kosovo, Albania, Regno Unito), Africa (Nordafrica e Sudafrica), America (Brasile, Messico, Venezuela e Canada) e Oceania (Australia e Nuova Zelanda)

Periodo        fine Ottocento - in attività

Alleati: Cosa nostra, Camorra, Banda della Magliana, Mafia statunitense, russa, albanese, irlandese e israeliana

Rivali:   Varie bande di strada in Italia, e talvolta i suoi alleati

Attività:       Racket, traffico di droga, riciclaggio di denaro, estorsione, usura, prostituzione, gestione dei rifiuti, gioco d'azzardo, contrabbando, frode, traffico di armi, ricettazione, omicidio, gestione dell'edilizia, rapina, contraffazione, ricatto e corruzione.

Storia

Storia della 'Ndrangheta.

Dalle origini al XX secolo

Antonio Macrì (detto "U Zzì 'Ntoni"), capobastone della Locride ed in contatto con le famiglie canadesi e australiane

La storia della 'ndrangheta nasce nella seconda metà del XIX secolo in vari paesi della provincia di Reggio Calabria. Con l'inizio del XX secolo e le prime emigrazioni di italiani, si insedia anche all'estero, soprattutto in Canada e Australia. È un'organizzazione criminale di tipo rurale con riti di iniziazione e codici che ne definiscono le regole.

Dagli anni cinquanta, in contemporanea all'emigrazione meridionale ha cominciato a operare anche nel nord Italia ed è con i sequestri di persona che negli anni settanta i media le danno attenzione sotto il nome di "anonima sequestri".

A partire dal 1950 infatti si afferma su tutta la regione a causa della scarsa presenza dello Stato, o addirittura del favoreggiamento di personaggi politici che tramite essa ne potevano dirottare i voti. Negli anni sessanta si converte a mafia basata su legami di sangue e crescono in importanza 3 'ndrine o famiglie: i Piromalli nella piana di Gioia Tauro, i Tripodo a Reggio Calabria e i Macrì nella Locride. In questo periodo la 'ndrangheta, allora ribattezzata l'anonima sequestri, comincia a usufruire del sequestro di persona per avere immediate liquidità da reinvestire nel narcotraffico.

Il ruolo nell'eversione

Fatti di Reggio e Strage di Gioia Tauro.

I fatti di Reggio

Si viene a conoscenza dei rapporti fra 'ndrangheta e destra eversiva in un'inchiesta della procura di Reggio Calabria conclusasi nel 1994. L'inchiesta rivela relazioni tra Junio Valerio Borghese, Stefano Delle Chiaie, i servizi segreti, le logge massoniche e la mafia calabrese. Membri delle 'ndrine sarebbero stati coinvolti nel cosiddetto Golpe Borghese. Un uomo di contatto sarebbe stato Antonio Nirta. Il pentito Giacomo Lauro parla anche di un incontro nell'estate del 1970 tra i capibastone dei De Stefano Paolo e Giorgio e Junio Valerio Borghese. Secondo la testimonianza di Vincenzo Vinciguerra, la 'Ndrangheta per il golpe avrebbe messo in azione 4000 uomini.Riconducibile alla 'Ndrangheta e all'estrema destra anche l'attentato al treno Freccia del Sud che deragliò a Gioia Tauro il 22 luglio 1970, uccidendo sei persone e ferendone una sessantina.

Alcune fonti imputano alla criminalità organizzata calabrese l'attività di controllo della zona di via Gradoli in Roma. La stessa Lucia Mokbel – che, al momento della perquisizione mancata all'interno 11, era inquilina dell'appartamento frontale all'interno 9 del civico 96 di quella strada – era sia indicata in diverse inchieste giornalistiche come pregressa informatrice del SISDE o della polizia, sia la sorella di quel Gennaro Mokbel arrestato trentadue anni dopo nell'operazione Phuncards-Broker per essere l'elemento di congiunzione tra le società di telecomunicazione Fastweb e Telecom Sparkle, che fatturavano in modo falso, e gli interessi di esponenti della 'ndrangheta.

Le guerre di 'ndrangheta

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Prima guerra di 'ndrangheta e Seconda guerra di 'Ndrangheta.

Tra gli anni settanta e ottanta avvengono ben due guerre di mafia: la prima dovuta al desiderio delle nuove generazioni di entrare nel traffico di stupefacenti osteggiata dalle famiglie fedeli al vecchio modello di "onorata società", la seconda dovuta all'indipendenza delle 'ndrine fra di loro e sulla modalità di gestire i capitali accumulati dalle nuove attività.

Negli anni settanta furono create nuove doti di livello superiore: la Santa e il Vangelo e successivamente altre ancora le quali formano la società maggiore e di cui oggi tutti i capo-locali possiedono. In questo periodo nasce, quindi, la sovrastruttura della Santa per tenere contatti con la massoneria, le cariche delle stato, delle forze dell'ordine e della magistratura.

Analogamente alle altre mafie italiane, all'interno sono presenti rigidi riti di affiliazione, riti di dote, codici comportamentali tra gli affiliati e durante le riunioni che tutti sono tenuti a rispettare; caso unico nel panorama italiano, tali riti sono in uso ancora oggi. Regole e formule non sono cambiate dalla fine dell'Ottocento; al più ne sono state aggiunte di nuove in funzione delle nuove doti create.

Già negli anni ottanta furono in grado di mettere in piedi un traffico di droga in tre continenti, il cosiddetto Siderno Group: dal Canada all'Australia, dal Sud America all'Italia. Dagli anni novanta, nascono delle sovrastrutture per dirimere questioni tra le 'ndrine per evitare le faide, e per dare cariche di alto livello, prima inesistenti agli affiliati. In Calabria ci sono 3 mandamenti che dividono la provincia di Reggio Calabria in mandamento Ionico, Piana e Città i quali fanno riferimento al Crimine di Polsi. A quest'ultimo fanno riferimento anche le camere di controllo della Lombardia e della Liguria, il Crimine australiano e di Toronto, organismi analoghi ai mandamenti calabresi. Negli anni novanta per sedare il fenomeno criminoso nell'Operazione Riace si utilizza l'intervento dell'esercito, successivamente si esegue una serie di maxiprocessi: "Wall Street", "Count Down", "Hoca Tuca", "Nord - Sud", "Belgio" e "Fine" che coinvolgono molte 'ndrine e la fine del Siderno Group, un consorzio malavitoso tra il Canada e la Calabria.

Gli anni '90

Nel 1991 terminano la faida di Taurianova e Cittanova, e comincia quella di San Luca. Lo stesso anno viene assassinato il magistrato Antonino Scopelliti che stava lavorando al maxiprocesso di Palermo. Nonostante ciò è proprio in questo periodo che stringe sempre in modo più stretto i contatti con i cartelli colombiani e le organizzazioni paramilitari sudamericane per un controllo internazionale del traffico di cocaina.

Gli anni 2000

Negli anni 2000 l'organizzazione ha continuato a rafforzarsi e ad espendersi in Italia e all'estero replicando la sua struttura e infiltrandosi nelle istituzioni e nel tessuto economico dei paesi; stabilendo contatti permanenti con i narcotrafficanti sud americani., instaurando nuovi contatti con i cartelli messicani e creando nuove rotte della droga passando per l'Africa occidentale

Di notevole rilievo l'arresto nel 2004 di Giuseppe Morabito, il latitante e ricercato numero uno della 'ndrangheta e l'omicidio del vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria Francesco Fortugno. Da questo omicidio i ragazzi della città di Locri formarono una nuova organizzazione antimafia: Ammazzateci tutti. Nell'agosto 2007 è ritornata sotto i riflettori la faida di San Luca tra le cosche Nirta-Strangio e Pelle-Vottari dopo la strage di Ferragosto nel ristorante italiano Da Bruno a Duisburg in Germania (6 persone uccise).

« La strage di Duisburg è stata come un geyser. Uno zampillo ribollente e micidiale che da una fessura del suolo ha scagliato verso l'alto, finalmente visibile a tutti, il liquido miasmatico e pericolosissimo di una criminalità che partendo dalle profondità più remote della Calabria, si era da tempo diffusa ovunque nel sottosuolo oscuro della globalizzazione. »

(Relazione annuale sulla 'ndrangheta, Francesco Forgione, Presidente della commissione parlamentare antimafia, Il 20 febbraio 2008)

Nel 2008 viene Pubblicata la Relazione annuale dell'Antimafia per la prima volta principalmente incentrata sul fenomeno della mafia calabrese. Viene presentata da Francesco Forgione presidente della Commissione parlamentare Antimafia. Il 31 maggio 2008 la 'ndrangheta viene inserita dal governo degli Stati Uniti nella lista Foreign Narcotics Kingpins, cioè delle organizzazioni e persone dedite al narcotraffico. La conseguenza sarà la possibilità di congelare i patrimoni in territorio statunitense degli 'ndranghetisti..

Logo del movimento Ammazzateci tutti

Con l'arrivo del XXI secolo la 'ndrangheta entra di diritto fra le più potenti organizzazioni criminali al mondo, prima in Italia, con il monopolio del traffico di cocaina nel continente.

Nel settembre 2009 scoppia il caso Relitto di Cetraro, l'affondamento di navi contenenti rifiuti tossici in Calabria e per tutto il Mediterraneo fino in Somalia, scaturite dalle confessioni del pentito Francesco Fonti.

Tra il 2010 e il 2011 si concludono le operazioni Crimine-Infinito e Minotauro che oltre a portare numerosi arresti mettono definitivamente in luce le strutture apicali dell'organizzazione e le loro relazioni: in Calabria con i mandamenti provinciali e il Crimine di Polsi, al di fuori con la Lombardia, le locali liguri, piemontesi, tedesche e le camere di controllo del Canada e dell'Australia.

Caratteristiche

Il legame familiare

A differenza delle altre mafie in Italia, la struttura interna a ogni cosca della 'ndrangheta poggia sui membri di un nucleo familiare legati tra loro da vincoli di sangue, le 'ndrine. Non sono rari matrimoni tra le varie cosche per saldare i rapporti tra famiglie mafiose. I matrimoni hanno un alto valore simbolico, e possono anche servire a sancire la fine di una faida: un esempio da tale punto di vista fu il matrimonio di Venanzio Tripodo, figlio di Domenico, con Teresa Romeo, di San Luca, figlia di Sebastiano. Esso sancì la ritrovata pace tra i De Stefano e i Tripodo. Inoltre spesso i banchetti nuziali sono stati occasione per veri e propri summit 'ndranghetisti: tale fu ad esempio, il banchetto seguito al matrimonio di Girolamo Mazzaferro

In un paese o quartiere di città più 'ndrine aprono la locale, struttura che organizza la gestione malavitosa del territorio. I locali creati al di fuori della Calabria spesso dipendono dal Locale del paese d'origine dei membri.

Lo scarso pentitismo

Proprio a causa del forte legame familiare i casi di pentitismo sono piuttosto rari, poiché questi andrebbero contro i loro stessi parenti e familiari, e al giuramento che hanno fatto all'ingresso nel mondo della malavita.

A tutt'oggi i pentiti di 'ndrangheta sono molto pochi; tra di essi si ricordano Francesco Albanese (nel 1900), Rocco Varacalli Pino Scriva di Rosarno nel 1983 Antonio Zagari nel 1990,Giacomo Lauro nel 1992, Francesco Fonti nel 1994 e dal 2010 il capo del locale di Giussano, Antonio Belnome; Luigi Bonaventura, reggente della 'ndrina originaria di Crotone ma operante anche in Lombardia

, Giuseppina Pesce (figlia del boss di Rosarno). Francesco Fonti nel 1994 e dal 2010 il capo del locale di Giussano, Antonio Belnome; Luigi Bonaventura, reggente della 'ndrina originaria di Crotone ma operante anche in Lombardia, Giuseppina Pesce (figlia del boss di Rosarno).

Organizzazione'Ndrina, Locale ('Ndrangheta) e Riti della 'Ndrangheta.

Il Locale e la Società con le doti degli affiliati

Le cariche nella gestione di un Locale che ha una Società Maggiore e Minore detta anche Società

La 'Ndrangheta si suddivide nel mandamento tirrenico, nel mandamento ionico, nel mandamento Città e nel mandamento lombardo. Fino agli anni ottanta l'organizzazione era strutturata in modo orizzontale, dove ogni locale aveva la sua zona di competenza, evitando faide tra le 'ndrine per il predominio sulla loro locale, e non hanno impedito ben due guerre di 'ndrangheta tra gli anni settanta e ottanta nate da alleanze a catena tra le 'ndrine che coinvolgevano anche più di una sola locale.

'ndranghetista è il nome generico che viene dato a un affiliato alla 'ndrangheta. È quindi tale una qualsiasi persona che appartiene alle famiglie malavitose, le 'ndrine; picciotto, camorrista, sgarrista, santista, vangelista, quartino, trequartino, padrino e capobastone sono i gradi con cui si identifica uno 'ndranghetista. Una persona diventa 'ndranghetista in due modi: per nascita, quindi essendo già appartenente a una famiglia mafiosa o per "battesimo", cioè tramite il rito di affiliazione che lo lega all'organizzazione fino alla morte.

In una informativa del ROS dell'Arma dei Carabinieri risalente al 1995, denominata Galassia firmata dal capitano Angelo Jannone, che permise l'arresto di 187 tra boss e gregari delle 'ndrine e di alcuni esponenti di Cosa nostra, viene chiarito che la 'ndrina è la struttura di base, composta da 7 uomini (d'onore), mentre 7 'ndrine, compongono il locale, detto anche "settandrina". Si spiega anche il concetto di "Copiata", ossia il nominativo di altri uomini d'onore di rango superiore, presenti nei cerimoniali di conferimento di un grado superiore a un uomo d'onore, meccanismo che ha garantito l'espansione e la solidità della 'ndrangheta.

Le famiglie

All'interno delle famiglie vi è una struttura gerarchica basata in gradi dette doti, al primo grado stanno i picciotti, poi i camorristi e infine gli sgarristi e rappresentano la cosiddetta società minore. Il capo-locale ha la dote di sgarro. Si entra nella 'ndrangheta, o, per dirla nel gergo mafioso, si viene battezzati con un rito preciso, che può avvenire automaticamente, poco dopo la nascita se si tratta del figlio di un importante esponente dell'organizzazione (in questo caso, finché il bambino non raggiungerà i quattordici anni, età minima per entrare nella 'ndrangheta, si dirà che il piccolo è "mezzo dentro e mezzo fuori"), oppure con un giuramento, per il quale garantisce con la vita il mafioso che presenta il novizio, simile a una cerimonia esoterica, durante la quale il nuovo affiliato è chiamato a giurare nel nome di nostro Signore Gesù Cristo. Il battesimo dura tutta la vita e a uno sgarro paga spesso la famiglia del nuovo affiliato.

I poteri delle 'ndrine

Ogni famiglia ha pieni poteri oltre che controllo sulla zona e sul territorio che le appartiene, in cui opera con la massima tranquillità e gestisce il monopolio di ogni sua attività lecita o illecita che sia. La posizione di ogni singolo membro all'interno di una famiglia è severamente disciplinata e regolata da un ferreo codice al quale non si può sfuggire. Nel caso ci siano problemi con un adepto, questo viene portato davanti al tribunale della sua cosca.

Più 'ndrine nella stessa zona formano un'entità detta "locale". Ogni locale ha un proprio capo, che ha potere di vita e di morte su tutti, un contabile, che gestisce la situazione economica e finanziaria, e un crimine, che governa le modalità di regolamento dei conti con le cosche rivali, organizzando omicidi, estorsioni e agguati.

L'articolazione territorialeSanta ('Ndrangheta), Vangelo ('Ndrangheta) e Crimine ('Ndrangheta) .

Struttura della 'ndrangheta alla luce dell'operazione Crimine del 2010

Fino alla grande guerra interna scoppiata nel 1985 non esisteva nulla di simile alla cupola di Cosa nostra, mentre successivamente le cosche della provincia di Reggio Calabria iniziano a strutturarsi in modo verticistico attraverso la "Santa" o Società Maggiore che presenta però differenze significative. Chi fa parte della Santa sono esponenti con il grado o dote di santista, vangelista, quartino, quintino e associazione. Inoltre dal 1991 è stata introdotta in Calabria la suddivisione territoriale in 3 mandamenti: la Piana o mandamento tirrenico (Piana di Gioia Tauro), la Montagna o mandamento ionico (la Locride) e la Città (Reggio Calabria). Queste, come tutti i locali al di fuori della Calabria e dell'Italia stanno al di sotto di una commissione definita "Provincia" o Crimine. È probabile che questa sorta di Cupola, detta anche Crimine, si riunisce nel santuario di Polsi, luogo sacro della 'ndrangheta per assumere decisioni o per eleggere il capo-crimine. Il Crimine sarebbe composto dal capo-crimine (a oggi l'unico capo-crimine conosciuto è il rosarnese Domenico Oppedisano arrestato nell'operazione Crimine del 13 luglio 2010), il capo-società e il mastro-generale.

Il 13 luglio 2010 viene scoperta una nuova struttura nel Nord Italia chiamata Lombardia sempre alle dipendenze delle commissioni calabresi.

Il 13 novembre 2012 l'operazione Saggezza porta alla conoscenza di una nuova struttura al di sopra dei 5 locali aspromontani di Antonimina, Ardore, Canolo, Ciminà e Cirella di Platì: la Corona, di cui il cui capo è detto Capo-Corona. Questa struttura sembra sia nata per dirimere questioni in seno a questi piccoli locali, a concedere doti e a poter competere economicamente alla pari di altre locali di 'ndrangheta più blasonate. Non se ne conosce ancora la relazione col Crimine e il mandamento ionico, in cui rientra.

Attività

Dal XIX secolo, e fino alla prima metà del XX secolo si caratterizzò essenzialmente come mafia agropastorale.[86] A partire dagli anni cinquanta le attività cominciano a diversificarsi, spaziando dal trafficare in droga a livello internazionale (Siderno Group) all'infiltrazione negli appalti per l'autostrada Salerno-Reggio Calabria e l'area industriale di Gioia Tauro negli anni settanta. I proventi del denaro vengono reinvestiti e riciclati all'estero; tuttavia si stima che solo un quinto dei suoi proventi illeciti viene ricavato in Calabria, a differenza di cosa nostra dove il 60/70% dei suoi profitti avviene in Sicilia o delle organizzazioni criminali italiane.

Nel 2004 la Guardia di Finanza stima che la 'Ndrangheta abbia guadagnato solo dal traffico di droga 22 miliardi e 340 milioni di euro (circa 44 000 miliardi di lire) che risulta essere quindi l'affare più redditizio Ottiene il primato anche per il traffico delle armi con 2 miliardi e 353 milioni di euro (il guadagno delle altre organizzazioni mafiose si aggira attorno agli 800 milioni di euro). 4 100 milioni di euro il giro d'affari nell'usura, 4 600 milioni di euro per il traffico di armi e la prostituzione. Questa è solo una parte dei guadagni.

Secondo dati Eurispes la 'ndrangheta nel 2004 ha avuto un giro d'affari stimato di 36 miliardi di euro. Secondo Donato Masciandaro, docente di economia alla Bocconi la cifra sarebbe invece di ben 55 miliardi di euro (pari al 5% del PIL italiano) poiché andrebbero aggiunti anche i guadagni dal riciclaggio di denaro.

Nel 2007, il rapporto Svimez, basato su stime Confesercenti, dice che in Calabria circa 150.000 società pagano il pizzo, la metà della totalità delle imprese presenti. Nel rapporto dell'Eurispes per l'anno 2008 si rivela un giro d'affari di 44 miliardi di euro approssimato per difetto. Pari al 2.9% del PIL italiano. Il 62% degli introiti viene dal traffico di droga. Le attività risulterebbero divise per:

Attività illecite   Valore

Traffico di droga       27.240 miliardi €

Imprese e appalti pubblici      5.733 miliardi €

estorsione e usura     5.017 miliardi €

Traffico di armi 2.938 miliardi €

Prostituzione      2.867 miliardi €

Totale   43.795 miliardi €

Secondo lo studio "Transcrime" preposto dall università Cattolica di Milano fatto nel 2013, i ricavi delle mafie italiane vengono ridimensionate e ammonterebbero a circa 25,7 miliardi di euro l'anno. Di questi, il 35% è appannaggio della Camorra, il 33% della 'Ndrangheta, il 18% di Cosa Nostra e l'11% della Sacra Corona Unita.

Un'indagine di Demoskopika pubblicata il 26 marzo 2013 afferma che la 'ndrangheta abbia nel mondo un giro d'affari di 53 miliardi di euro (73 miliardi di dollari) equivalente al 3,5% del PIL dell'Italia. Di seguito l'elenco delle attività e quanto rendono nel loro complesso.

Attività illecite   Valore

Traffico di droga       24,2 miliardi €

traffico illegale di rifiuti 19,6 miliardi €

estorsione e usura     2,9 miliardi €

appropriazioni indebite   2.4 miliardi €

Gioco d'azzardo illegale 1,3 miliardi €

traffico di armi, prostituzione, contraffazione di beni e traffico di esseri umani       < 1 miliardo €

Totale   53 miliardi €

Secondo l'Agenzia del Demanio dal 1986 al 2006 in Calabria vi sono 1093 immobili (di cui 800 nella provincia di Reggio Calabria) confiscati alla 'ndrangheta, di cui 562 abitazioni, 363 terreni, 122 locali, 18 capannoni e altri 28 beni immobili.

 

Questi guadagni rendono la 'ndrangheta una delle mafie più ricche del mondo; il successo di questa organizzazione può essere spiegato solo con un'abile politica di riciclaggio del denaro (inizialmente fornito dai sequestri di persona) e con un reinvestimento nel campo della droga che ha portato questa mafia a superare economicamente le altre: Cosa nostra, Sacra Corona Unita e Stidda. L'attività principale è il traffico di droga, dal quale raccoglie i maggiori proventi, di cui, la cocaina è il settore più importante.

                                               Macrì don Antonio 'zi' 'Ntoni e Piromallo Girolamo Zi' Mommu, defunto padrino di Gioia Tauro  

Tripodo 'don Mico' e Giuseppe Zappia presidente del Summit di Montalto

In Calabria l'estorsione nei confronti delle società è asfissiante, ma anche nel nord Italia si è notato un aumento dell'attività estorsiva. Le infiltrazioni in appalti e sub-appalti cominciano negli anni settanta in Calabria e continuano al giorno d'oggi anche nel Nord Italia (Autostrada A4, autostrada Milano-Torino, Treni ad Alta Velocità ma anche la progressiva monopolizzazione del settore edile e movimentazione terra); il territorio calabrese subisce poi l'appropriazione indebita di finanziamenti statali e dell'Unione europea. Il riciclaggio di denaro attraverso banche, l'acquisizione di immobili e società è stata una delle principali attività degli ultimi 15 anni in Italia e all'estero. Alcune operazioni delle forze dell'ordine testimoniano la loro presenza nel settore dei locali notturni in Italia settentrionale.

In misura minore sono coinvolti nel traffico di armi e il controllo della prostituzione. Alcune ndrine sono dedite alla contraffazione di denaro (in Germania il locale di Corigliano). In Sud Africa è stato rilevato un traffico di Diamanti e sempre nel continente africano anche scambio di armi per coltan. Dagli anni settanta agli anni novanta furono particolarmente attivi nei sequestri di persone in territorio italiano. Negli anni ottanta e novanta sarebbero stati coinvolti nello smaltimento di rifiuti tossici (nell'operazione Export del luglio 2007 vengono sequestrati 135 container di rifiuti diretti in Cina, India, Russia e Nord Africa) e radioattivi per mezzo di affondamento di navi nel mediterraneo e in Africa Orientale.

Il controllo degli appalti

  'Ndrangheta e appalti.     

Questa sezione sull'argomento criminalità è ancora vuota. Aiutaci a scriverla!

I rapporti con la politica

Rapporti tra 'ndrangheta e politica.

La collusione tra 'ndrangheta e politica è molto forte e inizia negli anni ottanta con la votazione di politici collusi con le 'ndrine. Sono ormai fatti noti i collegamenti in passato con la destra eversiva, anche se questo non significa uno schieramento politico dell'organizzazione criminale. Ha appoggiato anche la DC, il PSI, il PRI, il PSDI e il PLI ed ebbe rapporti contemporaneamente con diversi partiti. La 'ndrangheta non è né di destra né di sinistra proprio per la sua organizzazione non gerarchica dove alcune 'ndrine possono decidere di appoggiare in un certo momento uno schieramento politico e altre nello stesso tempo l'opposto schieramento, a seconda del ritorno economico.

« La 'Ndrangheta ha avuto una crescita progressiva e ininterrotta a partire dalla fine degli anni Settanta, a seguito dell'intervento pubblico dello Stato per la realizzazione delle grandi opere nel Mezzogiorno. In quegli anni gli imprenditori del nord vennero in Calabria per avviare grandi progetti infrastrutturali, come il raddoppio ferroviario e l'autostrada, e alcuni di loro usarono i boss della zona come interlocutori privilegiati e con loro si spartirono ciò che avevano guadagnato dai loro investimenti. Gli affiliati delle 'ndrine da guardiani dei campi divennero guardiani dei cantieri: è così che la mafia si è arricchita diventando il mostro che è oggi. Questa politica scellerata dello Stato italiano non ha creato nessun posto di lavoro ma solo scheletri di enormi opere pubbliche e un potere mafioso incontrastato”. »

(Giuseppe Lavorato, ex Deputato PCI già sindaco antimafia di Rosarno)

l'ex parlamentare della Democrazia Cristiana Ludovico Ligato

Negli anni ottanta avvengono una serie di omicidi verso esponenti del PCI e della DC. L'11 giugno 1980, fu assassinato Giuseppe Valarioti, segretario della Sezione del PCI di Rosarno. Aveva solo 30 anni. Si trattò del primo omicidio politico della 'ndrangheta. Dieci giorni dopo, il 21 giugno 1980 fu assassinato Giovanni Losardo, militante comunista, già Sindaco di Cetraro e - al momento dell'assassinio - Assessore alla pubblica istruzione, Segretario capo presso la Procura della repubblica del Tribunale di Paola.

Nel 1983 poi, a Limbadi avvenne un caso eclatante. La presenza mafiosa in politica era così vasta, che le elezioni vennero vinte dal latitante Francesco Mancuso.

Infine nel 1989, fu assassinato Lodovico Ligato, ex parlamentare DC ed ex presidente delle Ferrovie dello Stato. Con la legge del 1º maggio 1991 n. 164 (Legge contro le infiltrazioni mafiose negli enti locali) che permette lo scioglimento dei comuni per infiltrazioni mafiose in Calabria vengono sciolti lo stesso anno il comune di Lamezia Terme e di Melito di Porto Salvo. Entrambi verranno sciolti nuovamente, il primo nel 2002, il secondo nel 1996. Nel ‘92 viene sciolto il comune di Rosarno. Nel 1995 venne sciolto anche un comune del nord Italia: Bardonecchia. Nonostante la proposta del prefetto Frattasi, il Governo invece nel 2009 sceglie di non sciogliere il consiglio del comune di Fondi.

Dal 2000 al 2004 sono avvenuti 325 atti intimidatori verso amministratori locali della Calabria. Nel 2001 a Rosarno la 'ndrangheta minaccia lo storico sindaco antimafia Giuseppe Lavorato con una sventagliata di colpi di kalashnikovcontro la sede del Comune e contro la finestra del suo ufficio. Più volte minacciato di morte dalle cosche della 'ndrangheta, il Sindaco Lavorato portò Rosarno a essere il primo Comune d'Italia a costituirsi parte civile in un processo antimafia (ottenendo risarcimento dei danni patrimoniali, morali e di immagine causati dai mafiosi)

Il 26 marzo del 2003 a Maurizio Carbonera, sindaco di Buccinasco, comune del milanese ad alta densità mafiosa, viene incendiata l'auto e il 27 marzo 2005 gli viene spedita una busta con un proiettile da mitragliatore. Il 16 ottobre 2005, alle primarie dell'Unione viene assassinato a Locri, Francesco Fortugno, vicepresidente del Consiglio Regionale della Calabria. Il 15 agosto 2007 avviene il caso più eclatante degli ultimi anni in fatto di 'ndrangheta che ha avuto grande risonanza nazionale e mediatica come la strage di Duisburg.

Tra il 2007 e il 2008 vengono arrestati i sindaci e i vicesindaci di Seminara, Rosarno e Gioia Tauro. Sempre in quest'ultimo anno è stato sciolto anche il comune di Amantea.

Il 23 febbraio 2010 in un'inchiesta su una rete di riciclaggio di denaro attuata dai vertici di Telecom Sparkle e Fastweb, sarebbe coinvolto anche il senatore del Popolo delle libertà Nicola Di Girolamo, eletto a Stoccarda, in Germania con schede elettorali false degli Are.

Nel 2010 in Calabria sono stati rilevati ben 87 casi di intimidazioni verso amministratori locali, di cui 25 nella provincia di Cosenza, 22 nella provincia di Reggio Calabria e 21 nella provincia di Catanzaro, le restanti a Vibo Valentia e Crotone.

Il 30 novembre 2011 si conclude un filone dell'operazione Crimine-Infinito, in cui viene arrestato il consigliere regionale della Calabria Francesco Morelli insieme a un avvocato, un medico, appartenenti alle forze dell'ordine e presunti membri dei Valle-Lampada.

Il 10 ottobre 2012 viene arrestato, a Milano, insieme ad altre 19 persone, l'assessore regionale della Lombardia Domenico Zambetti del Pdl per voto di scambio politico-mafioso (ha comprato, a 50 € a voto, 4000 voti dalla 'ndrangheta per un totale di 200.000 €), concorso esterno in associazione di tipo mafioso e corruzione. L'assessore era in rapporti con Giuseppe D'Agostino (già arrestato anni prima per le operazioni sull'ortomercato) delle famiglie Morabito-Bruzzaniti-Palamara e con il gestore di negozi Costantino Eugenio dei Mancuso. Tra la merce di scambio del patto politico-mafioso, i due criminali Eugenio Costantino e Alessandro Gugliotta chiedevano a Domenico Zambetti appalti per l'Expo 2015 a Milano e zona Rho pero esistente ('ndrina) Oliverio di belvedere spinello kr. Eugenio Costantino, spiega anche come organizzava cene per campagne elettorali per l'assessore regionale Zambetti, che sono costate ai contribuenti più di quattro milioni di euro.

Il voto di scambio

Oltre al caso dell'assessore della Lombardia Domenico Zambetti, ci sono stati altri casi di presunto voto di scambio. Il pentito Roberto Moio ha affermato di aver incontrato molti politici e di aver ricevuto 30 mila euro per appoggiare dei candidati.. In Calabria alcuni politici sono stati sospettati di voto di scambio.

Diffusione in Italia

'Ndrangheta in Italia.

« è oggi la più robusta e radicata organizzazione, diffusa nell'intera Calabria e ramificata in tutte le regioni del Centro-Nord, in Europa e in altri Paesi stranieri cruciali per le rotte del narcotraffico »

(Relazione 2008 della Commissione parlamentare antimafia del Presidente Francesco Forgione.)

In tutte le 20 regioni d'Italia si trovano delle 'ndrine. Oltre alla Calabria forti insediamenti si trovano in tutto il Nord Italia, nel Lazio e in Toscana. In Sicilia e Campania dove già si trovano organizzazioni ben radicate è presente in virtù di alleanze fra le varie famiglie per la gestione e la stipulazione di affari illeciti.

Secondo le forze di polizia italiane, al 2007 in Calabria operavano circa 155 famiglie chiamate 'ndrine che affiliano circa 6.000 persone dedite ad attività criminali, legate quasi sempre tra loro da vincoli familiari.

Secondo una indagine demoscopica del 2013 nella regione opererebbero 141 'ndrine di cui 122 anche nel resto d'Italia, in particolare Piemonte, Liguria, Lazio e Lombardia, e 113 nel mondo.

Calabria

Nella sua regione di origine il controllo della 'ndrangheta è amplissimo, estendendosi dal settore della sanità a quello dei trasporti e dei lavori pubblici, grazie a forti infiltrazioni nelle istituzioni, a partire dalla Regione, con complicità nelle forze politiche di ogni colore. In campo sanitario, si può citare il caso delle Asl di Palmi e Locri sciolte per mafia, quest'ultima per due volte, la seconda delle quali dopo l'omicidio del vicepresidente del Consiglio Regionale Francesco Fortugno, omicidio che gli inquirenti ritengono compiuto proprio a causa delle infiltrazioni criminali nella Sanità regionale. La 'ndrangheta ha un completo controllo dei lavori sull'autostrada Salerno-Reggio Calabria, che le varie 'ndrine si dividono per aggiudicarsi gli appalti. Il porto di Gioia Tauro vede la presenza di numerosi traffici illeciti, in particolare il commercio della droga, ma anche il contrabbando dei tabacchi e il traffico dei rifiuti, ma le 'ndrine gestiscono in gran parte anche le attività lecite. Secondo il Magistrato calabrese Vincenzo Macrì (ex Direzione Nazionale Antimafia) la 'Ndrangheta ha da una parte una vocazione mercantile esercitando commerci illeciti a livello internazionale (traffico di droga, armi, rifiuti tossici e via dicendo) dall'altra ha invece una vocazione istituzionale di controllo del territorio d'origine (sotto l'aspetto politico-amministrativo-istituzionale-imprenditoriale)

Secondo il rapporto semestrale 2008 della DIA nella regione vi erano 136 gruppi attivi così distribuiti:

Provincia     Numerosità

Reggio Calabria        73

Catanzaro    21

Crotone       21

Cosenza       14

Vibo Valentia    7

Italia settentrionale

Giuseppe Morabito, capobastone arrestato nel 2004

L'insediamento della 'ndrangheta al nord Italia ha tutta una sua peculiarità rispetto alle altre organizzazioni mafiose.

Difatti al nord vi sono delle vere e proprie filiali fisse delle cosche-madre della Calabria. Quindi un maggior controllo del territorio. Un esempio eclatante è la 'ndrina dei Mazzaferro: Giuseppe Mazzaferro controllava le "locali" (insieme di più 'ndrine) di Lombardia, Francesco Mazzaferro, con l'appoggio del cugino Rocco Lo Presti, ormai potente in Piemonte fin dagli anni Sessanta controllava Torino, e Vincenzo Mazzaferro Gioiosa Ionica, il luogo d'origine della 'ndrina. Le altre organizzazioni invece si stabiliscono al nord solo per il periodo dell'affare da stipulare. Questo fenomeno si è comunque esteso all'intero paese. Inizialmente scelgono paesi, anziché grandi città come basi operative per ricreare lo stesso ambiente d'origine e per un controllo migliore del territorio. Si potrebbe datare l'inizio della presenza mafiosa dagli anni cinquanta. Il primo capobastone di rilievo ad arrivare al nord è Giacomo Zagari di San Ferdinando nel 1954, della piana di Gioia Tauro. Vive per un periodo a Gallarate e poi si trasferisce a Buguggiate.

Molti 'ndranghetisti vengono mandati anche dallo stato in soggiorno obbligatorio. Questa procedura si rivelò controproducente, poiché i mafiosi ritrovarono lo stesso ambiente che lasciavano, e per il fatto che ormai ci si poteva spostare e comunicare velocemente in tutta Italia e tenere ugualmente i contatti con la Calabria.

Negli anni settanta con il caso Teardo venne alla luce la presenza di cosche in Liguria: Asciutto, Grimaldi, Bruzzaniti, De Stefano (esponenti del calibro di Paolo Martino e Vittorio Canale), e altre. Nella regione esiste anche una struttura della 'ndrangheta di enorme rilievo: la "camera di compensazione", che ha il compito di gestire e organizzare le attività mafiose della regione con quelle dei "locali" di Nizza e della Costa Azzurra. A Desio si insediano gli Iamonte-Moscato.

Ma è negli anni ottanta che la 'ndrangheta cominciò a investire al nord i proventi illeciti e al controllo dei mercati illegali. I mafiosi acquistarono immobili, alberghi, discoteche, imprese commerciali. Penetrarono nelle imprese che fallirono e successivamente se ne impossessarono. Nel 1985 a Buccinasco (MI) si svolse un incontro fra Sergi e Papalia per il controllo del traffico di eroina. Nel milanese sono gli anni di Giuseppe Flachi e Franco Coco Trovato.

Negli anni novanta Cosa nostra lascia il passo alla 'ndrangheta che si insedia in modo ancora più preponderante. Ciò, è dovuto anche alle azioni giudiziarie da cui è stata colpita Cosa nostra, e al numero notevolmente inferiore di pentiti. La 'ndrangheta inoltre ha intrecci con la politica al nord, come dimostrato da alcuni episodi avvenuti in Lombardia, Liguria e Piemonte. Nel 1995 venne arrestato Rocco Lo Presti, storico boss mafioso della Val di Susa e sciolto per mafia il consiglio comunale di Bardonecchia, primo caso al nord. Sempre in questo periodo vi furono le operazioni "Wall Street", "Count Down", "Hoca Tuca", "Nord - Sud", "Belgio" e "Fine". che arrestarono in Lombardia oltre 3 000 persone. Le 'ndrine colpite furono: Flachi, Trovato, Papalia, Sergi e Morabito e Paviglianiti. A seguito delle operazioni nel 1995 si avviò il maxiprocesso conclusosi nel 1997 con condanne pesanti verso numerosi imputati.

Oggi le cosche nel sud di Milano (specie quelle dei Barbaro, Papalia e Sergi) monopolizzano appalti e subappalti nel campo edilizio e il traffico di cocaina. Si può affermare che sul territorio milanese sono presenti in modo diretto o rappresentate con alleanze tutte le 'ndrine calabresi.

È molto forte anche la presenza delle cosche crotonesi, i Farao e Oliverio e gli Arena specialmente, come è emerso nel 2009 dall'operazione Isola a Monza e dai numerosi arresti di ciò che era la Locale di Lonate Pozzolo. I lavori per l'Expo 2015 di Milano sono tuttora ad altissimo rischio infiltrazioni delle cosche. Il 13 luglio 2010 viene scoperta una nuova struttura nel Nord Italia chiamata Lombardia che federa i locali del settentrione ma sempre alle dipendenze dei mandamenti calabresi. Il capo della Lombardia Carmelo Novella è stato ucciso a San Vittore Olona nel 2008 perché esigeva più indipendenza dalla Calabria, e fu sostituito il 31 ottobre 2009 con il platiota corsichese Pasquale Zappia in una riunione presieduta da Giuseppe Neri a Paderno Dugnano, incaricato anche di costituire una camera di controllo per gestire i vari locali lombardi.

La relazione della DIA al Parlamento, riguardo al 1º semestre 2010, rileva "nel Nord, soprattutto in Lombardia, una costante e progressiva evoluzione della 'ndrangheta" che si muove attraverso "consenso" e "assoggettamento"; così determinando "un vero e proprio condizionamento ambientale che si è insinuato a tutti i livelli da quello sociale a quello economico e politico-amministrativo".

Il 21 ottobre 2011, il presidente della Commissione antimafia Giuseppe Pisanu afferma che in Liguria la criminalità organizzata calabrese è ben radicata e si interessano del settore edilizio, appalti in genere, traffico di armi e droga, ciclo dei rifiuti, gioco d'azzardo lecito e illecito.

A fine 2012 cade la giunta regionale della Lombardia a causa dei ripetuti indagati in consiglio regionale e per ultimo il coinvolgimento dell'assessore PDL Zambetti accusato di aver preso voti da Giuseppe D'Agostino dei Morabito-Bruzzaniti-Palamara alle ultime elezio

Nella relazione annuale dell'antimafia del 2015 viene confermata l'attuale posizione di predominio nel Nord Italia rispetto ad altre associazioni criminali.

Le infiltrazioni nella PA italiana

Amministrazioni comunali

Per mafia sono state sciolte numerose Amministrazioni comunali calabresi. Dal 1991 al 2013 ben 58 consigli comunali: per lo più in provincia di Reggio Calabria (33), ma anche nelle province di Catanzaro (7), Crotone (3), Vibo Valentia (13) e Cosenza (2). Gli scioglimenti hanno avuto luogo in tempi diversi, e per alcune amministrazioni è successo più d'una volta. Limbadi è stato il primo comune d'Italia sciolto per mafia nel 1983: anche se ancora non esisteva la legge contro le infiltrazioni mafiose negli enti locali, a sciogliere l'ente fu l'allora presidente della repubblica Sandro Pertini perché risultò primo degli eletti il Capubastuni Francesco Mancuso conosciuto e temuto in tutto il territorio calabrese come "Don Ciccio", latitante durante la campagna elettorale e al momento del voto, sorvegliato speciale di pubblica sicurezza con precedenti penali per vari reati, inoltre all'interno del consiglio comunale risultavano eletti soggetti ritenuti pienamente inseriti nell'organizzazione criminale del Mancuso. Il consiglio venne pertanto sciolto per motivi di ordine pubblico ad appena una settimana di distanza dalle elezioni amministrative.

Anche al nord alcuni comuni hanno subito tale sorte. Il primo fu Bardonecchia, in Piemonte, nel 1995. Nel novembre 2010, per la prima volta un comune lombardo (Desio, in Brianza) viene sciolto il consiglio comunale per evitare il commissariamento per infiltrazioni mafiose. Nel marzo 2011 Bordighera è il primo comune ligure che viene sciolto per infiltrazioni mafiose della famiglia Pellegrino; e successivamente viene commissariato Ventimiglia per evitarne lo scioglimento. Il 3 febbraio 2012 anche il comune ligure di Ventimiglia viene sciolto per mafia, insieme a quello di Bordighera (Provincia di Imperia) e Leini (Provincia di Torino). Nel maggio 2012 viene sciolto per 'ndrangheta anche il comune piemontese di Rivarolo Canavese. Il 9 ottobre 2012 viene sciolto per la prima volta in Italia un capoluogo di provincia: Reggio Calabria. Il 16 ottobre 2013 viene sciolto il primo comune per mafia in Lombardia: Sedriano.

    Africo (RC) - (2003), (2014)

    Amantea (CS) - (luglio 2008) - DPR annullato

    Ardore (RC) - (2013)

    Badolato (CZ) - (2014)

    Bagaladi (RC) - (2012) DPR annullato dal TAR

    Bagnara Calabra - (RC)- (2015)

    Bardonecchia (TO) - (1995)

    Bordighera (IM) - (marzo 2011- DPR annullato

    Borgia (CZ) - (2010)

    Botricello (CZ) - (2003) - DPR annullato

    Bova Marina(RC) - (2012)

    Bovalino(RC) - (2015)

    Briatico (VV) - (2003, gennaio 2012)

    Calanna (RC) - (2004)

    Camini (RC) - (1995)

    Careri (RC) - (2012)

    Casignana (RC) - (2013)

    Cirò (KR) - (2001), (2013) DPR 2013 annullato dal TAR

    Condofuri (RC) - (2010)

    Corigliano Calabro (CS) - (2011)

    Cosoleto (RC) - (1997)

    Delianuova (RC) - (1991)

    Fabrizia (VV) - (2009)

    Gioia Tauro (RC) - (1993, 2008)

    Guardavalle (CZ) - (2003)

    Isca sullo Ionio (CZ) - (1992)

    Isola di Capo Rizzuto (KR) - (2003)[

    Joppolo (VV) - (2014) (DPR annullato dal TAR Lazio

    Lamezia Terme (CZ) - (1991, 2002)

    Leini (TO) - (2012)

    Limbadi (VV) - (1983)

    Marcedusa (CZ) - (2001)

    Marina di Gioiosa Ionica (RC) - (2011)

    Melito di Porto Salvo (RC) - (1991, 1996, 2013)

    Mileto (VV) - (2012)

    Monasterace (RC) - (2003) - DPR annullato

    Molochio (RC) - (1993, 1995)

    Mongiana (VV) - (luglio 2012)

    Montebello Jonico (RC) - (2013)

    Nardodipace (VV) - (dicembre 2011), (dicembre 2015)

    Nettuno (RM) - (novembre 2005)

    Nicotera (VV) - (2005, 2010)

    Parghelia (VV) - (2007)

    Platì (RC) - (2006, 2012)

    Reggio Calabria - (9 ottobre 2012[160])

    Ricadi (VV) - (2014)

    Rivarolo Canavese (TO) - (maggio 2012)

    Rizziconi (RC) - (30 giugno 2000)

    Roccaforte del Greco (RC) - (1996, 2003, 2010)

    Roghudi (RC) - (1995)

    Rosarno (RC) - (1992, 2008)

    Samo (RC) - (gennaio 2012)

    San Calogero (VV) - (2013)

    San Ferdinando (RC) - (1992), (2010), (2014)

    San Gregorio d'Ippona (VV) - (aprile 2007)

    San Luca (RC) - (2000[163]- 2013)

    San Procopio (RC) - (2010)

    Sant'Andrea Apostolo dello Ionio (CZ) - (1991) - Amministrazione reintegrata

    Sant'Ilario dello Ionio (RC) - (2012)

    Sant'Onofrio (VV) - (8 gennaio 2009)

    Santo Stefano in Aspromonte (RC) - (1998)

    Scalea (CS) - (2014)

    Sedriano (MI) - (2013)

    Seminara (RC) - (1991, 2007)

    Siderno (RC) - (2013)

    Sinopoli (RC) - (1997)

    Soriano Calabro (VV) - (2007)

    Stefanaconi (VV) - (1992)

    Strongoli (KR) - (2003) - DPR annullato

    Taurianova (RC) - (1991, 2009, 2013)

    Ventimiglia (IM) - (2012)

ASL

In base all'art. 143 T.U.E.L., dal 1991 sono state sciolte tre aziende sanitarie calabresi per infiltrazioni della 'ndrangheta.

    Azienda sanitaria di Locri (RC) - (2006)

    Azienda sanitaria di Reggio Calabria (2008)

    Azienda sanitaria di Vibo Valentia (2010)

Nel resto del mondo

« Il contagio delle 'ndrine va da Rosarno all'Australia, da San Luca a Duisburg. Molecole criminali che schizzano, si diffondono e si riproducono nel mondo. Una mafia liquida che si infila dappertutto, riproducendo, in luoghi lontanissimi da quelli in cui è nata, il medesimo antico, elementare ed efficace modello organizzativo. Alla maniera delle grandi catene di fast food, offre in tutto il mondo, l'identico, riconoscibile, affidabile marchio e lo stesso prodotto criminale »

(Relazione 2008 della Commissione parlamentare antimafia del Presidente Francesco Forgione.)

La 'ndrangheta, inizia a stabilirsi all'estero fin dalle emigrazioni di inizio secolo, quando ancora non era chiamata con l'attuale nominativo ma Mano nera o Picciotteria.

Si segnalano 19 'ndrine in Australia, 14 in Colombia, 13 in Germania e 10 in Canada ed alcune opererebbero anche in Thailandia, Antille Olandesi e Togo.

Molto forte è la presenza in Australia, Canada e Germania. In Australia, dai proventi dei sequestri nella prima metà del Novecento nasce una fervente attività nella coltivazione di campi di marijuana. Negli anni cinquanta proprio in Canada e Australia nasce il cosiddetto Siderno Group, un consorzio di famiglie originarie di Siderno con collegamenti anche con elementi di Cosa nostra americana come Frank Costello dediti al traffico di eroina e di armi. L'attività più intensa si svolse tra gli anni ottanta e novanta ed è solo nell'ultima decade del 900 appunto che le forze dell'ordine arrestano i componenti del Siderno Group. Quando si inserisce nel traffico di cocaina negli anni ottanta e comincia a controllarne i traffici si sposta in Spagna, Portogallo e Paesi Bassi fino ad arrivare in Colombia e a trattare direttamente con i Narcos e con l'AUC di Salvatore Mancuso Gómez. Viene individuata in tutto il Sud America: Perù, Cile, Brasile, Argentina, Uruguay, Paraguay, Venezuela e Bolivia. Negli anni novanta si scopre che i proventi illeciti vengono riciclati in tutta Europa, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e nei paesi dell'Est: Russia, Ungheria, Polonia e Romania nell'acquisto di immobili, esercizi commerciali, imprese. Molte 'ndrine infine in Austria e in Svizzera hanno conservato i loro capitali, e, soprattutto in quest'ultima, ci sono stati anche svariati traffici di armi.

Negli ultimi anni, le rotte del narcotraffico si sono spostate in Africa occidentale poiché più controllato il traffico diretto Europa-Sud-America. Sono stati sequestrati nel 2007 250 chili di cocaina provenienti dal Sud America e in transito a Dakar in Senegal che sarebbero dovuti arrivare in Italia per conto dei Morabito e della Locale di Africo. Nel continente, la 'ndrangheta sembra anche abbia commerciato in diamanti nel Sudafrica, e smaltito rifiuti tossici principalmente in Somalia, ma anche in Kenya e nella Repubblica Democratica del Congo dove Antonio Nicaso, in un articolo su l'Espresso parla anche di compravendita di Coltan in cambio di armi con le milizie della regione.

Ad oggi, secondo il rapporto Europol 2013, ha un ruolo dominante nel mercato europeo della cocaina grazie ai rapporti intessuti in passato con i produttori.

Rapporti con altre organizzazioni

Altre mafie

Rapporti tra 'Ndrangheta e altre organizzazioni criminali.

 

I rapporti di collaborazione della 'ndrangheta con le altre mafie è sempre stato intenso soprattutto per il traffico di droga ma anche per il contrabbando di sigarette e le altre attività criminose. Ha avuto sempre un rapporto di reciproco rispetto, non intromettendosi mai in guerre fra cosche delle altre organizzazioni.

Ha avuto e ha rapporti con tutte le mafie italiane: Cosa nostra, Camorra, Sacra Corona Unita, Basilischi. Dell'organizzazione pugliese è anche responsabile della creazione, dal 1993 difatti, si viene a sapere che fu fondata da Giuseppe Rogoli, per volere di Umberto Bellocco (capobastone dell'omonima 'ndrina di Rosarno), e che inoltre all'interno della Sacra Corona Unita vi fossero altri elementi appartenenti alla cosca calabrese come: Giuseppe Iannelli, Giosuè Rizzi, Cosio Cappellari, Antonio e Riccardo Modeo. Anche la mafia lucana nasce come una 'ndrina e dai calabresi dipende, è protetta e aiutata. Ottenuto difatti il nulla osta dalla 'ndrina dei Pesce di Rosarno, si formò un gruppo di malavitosi operante in tutta la Regione con a capo Giovanni Gino Cosentino. Quella organizzazione ambiva a diventare la quinta mafia del sud Italia[208]. Ha rapporti anche con le organizzazioni criminali straniere. Da quando, negli anni novanta, ha intensificato la sua attività nel narcotraffico ha ormai rapporti diretti con i narcos colombiani, mentre per l'eroina fin dagli anni ottanta sfrutta i canali con la mafia turca. Dal 2008 con l'Operazione solare si è scoperto che alcune 'ndrine hanno stretto rapporti anche con organizzazioni messicane, quali i Los Zetas.. Nel traffico di esseri umani si appoggiano a malavitosi nigeriani e alla mafia albanese. In Canada vi sono contatti con la criminalità della famiglia Rizzuto e gli Hells Angels.

Massoneria italiana

Rapporti tra la 'Ndrangheta e la massoneria italiana.

« La ‘ndrangheta non esiste più!.... Una volta, a Limbadi, Nicotera, Rosarno c'era la ‘ndrangheta!. Adesso la ‘ndrangheta fa parte della Massoneria, diciamo è sotto la massoneria. Ha però le stesse regole!... La ‘ndrangheta non c'è più è rimasta la massoneria e quei quattro storti che ancora credono alla ‘ndrangheta!... »

(Pantaleone Mancuso durante una intercettazione ambientale resa pubblica a marzo 2013)

La 'ndrangheta, seppur in modo collaterale, già negli anni sessanta aveva rapporti con la massoneria deviata, nella misura in cui questa faceva da tramite con le istituzioni. Il fine era instaurare rapporti di cointeressenza con la classe politica, attraverso la clientela saldata dal voto di scambio.

Il legame fra le due organizzazioni si rafforza negli anni settanta, dopo la prima guerra di 'ndrangheta, quando alcuni capibastone entrano in logge deviate. Così i guadagni ottenuti aumentarono, potendo contattare senza intermediari personaggi del mondo bancario, della magistratura, dell'imprenditoria e delle forze dell'ordine. Questo nuovo modo di agire della mafia calabrese sembra sia stato voluto dal vecchio capobastone Girolamo Piromalli e dalla nuova promessa Paolo De Stefano. Chi era contrario al progetto, come Antonio Macrì e Domenico Tripodo, riteneva che la 'ndrangheta non dovesse affiliarsi ad altre associazioni, nel rispetto delle tradizionali regole del codice mafioso. Questi furono eliminati e per ovviare al problema morale Piromalli fonda la Santa, una sorta di ultimo grado gerarchico dell'organizzazione; in questo modo faceva credere agli affiliati che, una volta avuto accesso a questa posizione, sarebbe stato possibile affiliarsi alla massoneria. Nasce così, attraverso «l'ibridazione tra massoneria deviata e alcune cuspidi della 'ndrangheta, [...] una vera e propria massomafia sovraordinata alla normale 'ndrangheta, dotata di una organizzazione e di un sistema di regole autonome». Tra i capibastone presumibilmente entrati nella massoneria deviata vi sono: Santo Araniti, Paolo De Stefano, Natale Iamonte, Antonio Nirta, Francesco Nirta, Giuseppe Nirta.

Nel 1992 con l'operazione Olimpia si ebbero maggiori informazioni; si scoprirono le persone che fecero accedere i santisti nella massoneria calabrese: il notaio Pietro Marrapodi, Pasquale Modafferi e il capo-loggia Cosimo Zaccone.A suggerire l'esistenza, negli ultimi anni, di un livello occulto della 'ndrangheta è stata un'intercettazione telefonica risalente alla fine del 2007. I carabinieri registrano, tramite una microspia, una conversazione tra Sebastiano Altomonte (originario di Bova Marina) e sua moglie. Altomonte in tale frangente sottolinea che «c'è una che si sa e una che non la sa nessuno». E poi, rimarcando il concetto: «c'è la visibile e l'invisibile [...] che non la sa nessuno, solo chi è invisibile». Questa entità non ha mai trovato conferme giudiziarie. Tuttavia, le parole di Sebastiano Altomonte, successivamente condannato per associazione mafiosa, rendono plausibile un attuale accostamento tra potere mafioso e ambienti massonici.

 

Il 7 novembre 2012 da una inchiesta della DDA di Catanzaro emerge il presunto coinvolgimento della cosca per i lavori di ricostruzione dopo il terremoto in Abruzzo e la messa in opera a Roma della rete di fibre ottiche per internet e del coinvolgimento con Paolo Coraci fondatore di una loggia massonica che avrebbe chiesto il sostegno elettorale per D'Ambrosio in cambio di appalti nel Lazio, Lombardia e Veneto. Nello stesso anno l'inchiesta Saggezza della DDA di Reggio Calabria è emerso che il legame con la massoneria italiana sarebbe molto forte, al punto di costituire una via di infiltrazione ai più lati vertici della politica e dell'economia italiana

Il 17 novembre 2013 il Grande Oriente d'Italia sospende per la prima volta nella sua storia una loggia, nella fattispecie la loggia Rocco Verducci con sede a Gerace, e con il tempio a Siderno per un possibile coinvolgimento di persone affiliate irregolarmente e collegate alla criminalità organizzata calabrese. La scelta della sospensione è stata presa dopo l'ultima inchiesta giudiziaria: l'operazione Saggezza, in cui furono arrestate persone affiliate sia alla 'ndrangheta che alla loggia.

Il 4 gennaio 2016 si conclude l'operazione Kyterion 2 diretta dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro che porta all'arresto di 16 presunti affiliati ai Grande Aracri di Cutro, dalle indagini si evince presunti tentativi di collegarsi ad esponenti del Vaticano e della Corte di Cassazione, nonché l'intrusione in ordini massonici e cavalierati da parte del capo-locale Nicolino Grande Aracri.

Le operazioni di polizia

In Italia

  Operazioni della polizia italiana contro la 'Ndrangheta.

Sono state effettuate diverse operazioni di polizia in Italia, soprattutto a partire dalla fine del XX secolo.

Nel resto del mondo

Questa sezione sull'argomento criminalità è ancora vuota. Aiutaci a scriverla!

Faide

« Le faide sono incubatrici di violenza e riesplodono quando meno te lo aspetti. »

(Nicola Gratteri "Fratelli di sangue")

Nel corso della sua storia, la 'ndrangheta ha visto l'esplodere di varie guerre tra clan, alcune di queste caratterizzate da episodi di estrema violenza; non tutte le guerre hanno visto come luogo di scontro la sola regione Calabria ma talvolta, soprattutto a causa della vasta diffusione della 'ndrangheta, si sono verificate violenze in altre regioni italiane e anche all'estero. Qui sotto c'è un elenco in ordine cronologico delle principali faide.

    Faida di Sinopoli: nasce nel 1945 con l'omicidio di Giuseppe Filleti tra gli Alvaro-Violi-Macrì e i Filleti-De Angelis-Orfeo, ma bisogna attendere il 1964 per attendere un nuovo morto: Antonio De Angelis e la faida continuerà fino alla morte di Giovanni Orfeo il 5 settembre 1978.

    Faida di Rosarno: inizia nel 1949 con l'omicidio di Giuseppe Scriva per mano di Salvatore Cunsolo; la faida si concluderà senza vincitori né vinti.

    Faida di Castellace Faida nata nel 1954 e durata fino al 1978 tra i Barbaro e i Mammoliti, e vinta da questi ultimi.

    Faida di Cittanova: originatasi probabilmente nel 1964 quando venne ucciso un parente della 'ndrina dei Facchineri i quali risposero uccidendo un membro degli Albanese. La faida continuò fino al 1980 e vide la sconfitta dei Facchineri a opera degli Albanese-Raso-Gullace, si contarono, alla fine, 32 omicidi.

    Faida di Ciminà: a partire dal 4 giugno 1966 con l'omicidio di Francesco Barillaro, capobastone di Ciminà, scoppia la cosiddetta faida di Ciminà in cui vengono coinvolti anche i Varacalli. Una faida con molti morti che arrivò anche a Torino il 14 novembre 1981 con l'omicidio di Rocco Zucco.

    Faida di Locri: ebbe inizio nel 1967 a causa dell'omicidio di Domenico Cordì compiuto per punire uno sgarro verso Antonio Macrì. Da allora le cosche Cataldo e Macrì si sono combattute a più riprese fino agli arresti compiuti nel 1999 che hanno, sembra, calmato la situazione.

    Faida di Seminara: scoppiò il 17 settembre 1971 tra i Pellegrino e i Gioffrè.

    Faida di Crotone: scoppia nel 1973 tra la famiglia di Luigi Vrenna detto U Zirru e i Feudale

    Prima guerra di 'Ndrangheta: scoppiata nel 1974, ebbe l'aspetto di un vero e proprio scontro tra la vecchia generazioni di ndranghetisti e le nuove leve desiderose di mutare attività criminali; provocò circa 300 morti.

    Faida di Palmi: scoppiata nel 1977 tra i Condello e i Gallico e durata più di un ventennio

    Faida dei boschi: scoppiata il 22 ottobre 1977 nella zona ionica a cavallo tra le province di Reggio Calabria e Catanzaro ebbe termine negli anni novanta.

    Guerra di Cosenza: scontro di grandi dimensioni e di lunga durata che vide protagoniste molte cosche della provincia di Cosenza, tra cui i Pino-Sena e i Perna-Pranno-Vitelli. Scoppiò alla morte del capobastone Luigi Palermo nel 1977 ed ebbe termine alla fine degli anni ottanta dopo decine di morti.

    Faida di Gioiosa Jonica fra gli Aquino e i Mazzaferro negli anni '80.

    Faida di Motticella: esplode a Motticella, frazione di Bruzzano Zeffirio e Africo in seno alla famiglia Mollica-Morabito-Palamara-Scriva nel 1985 per la gestione del sequestro della farmacista Concettina Infantino. Uno dei due clan si sarebbe intascato dei soldi senza riferire niente all'altro ed inoltre il rifugio in cui fu nascosta era sito in un terreno di una cosca che non fu pagata per aver dato la disponibilità del luogo. Si conclude nel 1990 con 50 morti tra cui per la prima volta per l'area di Africo anche una donna e l'intervento di Giuseppe Morabito e Antonio Pelle per riprendere nel 2005 fino al 2007.

    Seconda guerra di 'Ndrangheta: combattuta tra il 1985 e il 1991, nacque nella città di Reggio Calabria, provocò più di 500 morti.

    Faida di Gioisa Jonica, stavolta fra gli Ursini e gli Ierinò, alla fine degli anni '80

    Seconda Faida di Palmi, esplosa il 25 settebre 1986 tra i Parrello e i Piccolo con l'omicidio del capocosca Gaetano Parrello a causa di un presunto sgarro

  

Dida-L'onorevole Francesco Forgione presidente della Commissione Parlamentare Antimafia e l'on. Angela Napoli

Faida di Rizziconi, esplosa tra gli Ascone e i Crea

    Faida di San Ferdinando tra i Thomas e i De Vita

    Faida di Drosi di Rizziconi tra i Maesano e gli Stillitano

    Faida di Gioia Tauro tra i Gerace e gli Italiano

    Faida di Stefanaconi, è una faida scaturita dai Patania e i Piscopisani, e in cui sono coinvolti i Bartolotta-Petrolo alla fine degli anni '80 e riesplosa nel 2011. Il 17 settembre 2011 viene ucciso il capo Fortunato Patania, il giorno dopo di Michele Mario Fiorillo a Francica. Il 20 novembre 2012 si conclude l'operazione Gringia che arresta 13 persone coinvolte nello scontro.

    Faida di Siderno: combattuta a partire dal 1987 quando la 'ndrina dei Costa volle rendersi autonoma dalla potente 'ndrina dei Commisso. Ebbe termine nei primi anni novanta dopo più di 50 morti e vide un forte ridimensionamento dei Costa, sconfitti dai Commisso che ebbero l'aiuto di altre cosche reggine come i Molè e i Piromalli. Durante la faida un uomo dei Costa venne ucciso a Toronto e un Carabiniere assoldato come killer dai Costa venne ritrovato bruciato e decapitato in un'auto.

    Seconda Faida di Cittanova: emerge dal 1987 e termina nel 1991 con la vittoria dei Facchineri sui Raso-Albanese-Gullace.

    Faida di Taurianova: scoppiata nel 1989 e terminata nel 1991 dopo 32 omicidi, ha visto scontrarsi la 'ndrina dei Neri con le altre 'ndrine di Taurianova. Fece particolarmente scalpore l'omicidio di Giuseppe Grimaldi la cui testa venne tagliata e usata come bersaglio, l'episodio si svolse di fronte a diversi testimoni.

Didascalia-San Luca (RC), considerato "La mamma" della 'ndrangheta ed il Santuario di Polsi

    Faida di Roghudi, negli anni '90 a Roghudi scoppia una faida tra gli Zavettieri e i Pangallo-Maesano-Favasuli-Verno, in cui finiscono coinvolti anche gli Iamonte per l'omicidio dell'8 aprile 1992 di Giacomo Falcone, imprenditore amico di questi. Dopo 14 morti la Provincia riesce a far concludere la faida.. La faida si conclude nel 1998 con 50 morti.

    Faida di Laureana di Borrello: scaturisce all'inizio degli anni novanta tra le due fazioni Albanese-Cutellè-Tassone e i Chindamo-Lamari-D'Agostino e si risolve con una pace voluta dai Mancuso di Limbadi dai Pesce-Piromalli e Bellocco per l'inconcludenza del conflitto.

    Faida di Sant'Ilario: A Sant'Ilario dello Ionio il 15 agosto 1990 viene ucciso Emanuele Quattrone (mandato dai De Stefano per proteggerlo dalla faida con gli Imerti) e secondo l'operazione Primaluce si apre una nuova faida con i Belcastro-Romeo che vogliono distaccarsi dai D'Agostino.

    Faida di Oppido Mamertina: dura sei anni, dal 1992 al 1998 e dopo una tregua riesplode nel 2011, e dovrebbe essersi conclusa nel novembre 2012 con l'operazione Erinni delle forze dell'ordine (novembre 2013). Da una parte sono schierati i Ferraro-Gugliotta e dall'altra i Mazzagatti-Polimeni con il coinvolgimento in corso dei Mammoliti a favore dei primi.

    Faida di San Luca: scoppiata nel 1991, ha visto contrapposte le 'ndrine dei Nirta-Strangio e quelle dei Pelle-Vottari. La guerra ha determinato la famosa Strage di Duisburg con l'omicidio di 6 persone e vasto eco internazionale. La faida si è conclusa, ma si teme un suo ripresentarsi.

    Faida di Cutro: combattuta tra la fine degli anni novanta e i primi anni 2000 ha visto scontrarsi i Dragone e i Grande Aracri. La guerra fece diversi morti anche nella zona di Reggio Emilia dove i clan cutresi sono insediati da diverso tempo.

  Faida di Isola: iniziata nel 2000, ha visto scontrarsi gli Arena e i Nicoscia. Fece particolarmente scalpore l'omicidio del boss Carmine Arena ucciso con un bazooka.

    Faida di Cassano allo Ionio: scontro nato alla fine degli anni novanta e ancora in corso, vede contrapposte la 'ndrina dei Forastefano e i rom di Lauropoli per l'egemonia nella zona di Sibari.

    Faida di Lamezia Terme: prese il via all'inizio degli anni 2000 e si protrae ancora oggi, cosche protagoniste sono i Torcasio-Cerra da una parte e i Iannazzo-Giampà dall'altra, la Faida ha comportato numerose perdite tra i Torcasio che infatti vengono considerati il clan perdente.

    Faida delle Pre serre vibonesi: è una faida scoppiata nel 2002 tra i Loielo e il loro sottogruppo degli Emanuele, di cui questi risultati vincenti, i quali ora controllano i comuni di Dasà, Acquaro, Soriano Calabro, Vazzano e Pizzoni

    Seconda faida dei boschi: scoppiata nel 2008 e conclusa nel 2013 grazie all'operazione Confine, tra i Vallelunga, Novella, Sia, Tripodi, Procopio, Lentini contro Gallace, Ruga, Metastasio.

    Faida Paola/Fuscaldo : Faida in atto tra il clan Serpa contro i Martello per il controllo del territorio di Paola.” Il ministro degl’Interni Angelino Alfano, è stato accolto e salutato con scroscianti applausi a scena aperta; come si fa al teatro “Alla Scala” di Milano, quando va in onda la Turandot, Aida, Madama Butterfly, Rigoletto. Tanto entusiasmo è giustificato. I Reggini, hanno un alto senso dello Stato. I ministri degl’Interni, son di casa nella Città del Bergamotto e dei Bronzi di Riace”. Gli amministratori, hanno gradito assai, questa visita. Un feeling speciale, sinonimo di democrazia e di libertà. Utile per ricaricare le batterie e riprendere a viaggiare. Frattanto, Prefetti e Procuratori, continuano a dialogare ed a confrontarsi sui temi della prevenzione e della repressione. Alla ricerca della quadratura del cerchio. Evidentemente la cattura dei capibastone, padrini, mammasantissima e di migliaia di gregari, inquisiti, arrestati, processati ed incarcerati, non basta. E nemmeno il sequestro e la confisca di beni mobili ed immobili, nell'ordine delle migliaia di miliardi di euri, nemeno. I Procuratori, alla ricerca della chiave di volta (la 'Questione Meridionale?) per risolvere il mistero e sconfiggere il fenomeno, sono convinti, guarda caso, che fra i mezzi e gli strumenti, idonei per vincere, ci sia al 'numero uno' il lavoro e lo sviluppo del territorio.  

Domenico Salvatore

Cerca nel sito