Lazzaro di Motta San Giovanni, stavolta per fortuna, nell'ennesimo incidente stradale, non c'è scappato il morto a piangere saranno solamente le asicurazioni

02.01.2016 17:53

 “Il più brutto chilometro d’Italia”, non è riuscito a mietere un’altra vittima, nel giorno di San Silvestro, ma gli automobilisti a bordo di cinque macchine, se la son vista davvero brutta.

LAZZARO DI MOTTA SAN GIOVANNI- NELL’INCIDENTE A CATENA, CHE HA COINVOLTO CINQUE AUTOMOBILI CI GUADAGNANO IL DEMOLITORE, CARROZZIERI, MECCANICI, GOMMISTI, ELETTRAUTI ED AUTOFORNITORI, MA I FERITI POSSONO COMUNQUE GRIDARE AL MIRACOLO E RACCONTARLA: ALMENO STAVOLTA, NON C’É SCAPPATO IL MORTO

Domenico Salvatore

Stavolta per fortuna, nel “chilometro della morte” che ha vestito di nero, Leucopetra, (la pietra bianca) non c’è scappato il morto. Piangono le assicurazioni, che dovranno risarcire i danni subìti dalle cinque autovetture. Tragedia sfiorata, dunque. Ma la cotenna è salva. Gli automobilisti coinvolti, potranno raccontarla agli amici, parenti e conoscenti. Non potranno udire i petardi natalizi… Sandokhan, Condor, Castagne, Nespole, Cobra 33, Mefisto, Cicciole, Cipolle, Rambo 31, Dragon B, Thor, Magnum, Zeus Alba, Crazy Bang e Bombe di Maradona, proibiti per legge, ma nessuno gl’impedirà di trascorre un (quasi) lieto anno nuovo con i familiari. Frittole e cicciole, petrali e torroni, panettoni e crespelle, ma soprattutto di  alzare in aria un calice di champagne o spumante per brindare al Nuovo Anno. Non c’è pace, sotto gli ulivi del ‘rettilineo fatale’ Lazzaro-Capo d’Armi. Vincenzo Crea, Referente unico dell’ANCADIC Onlus, Responsabile e coordinatore del territorio nazionale, Area di interesse tutela dell’ambiente e del patrimonio paesaggistico, ha il dente avvelenato…” Il 2016 inizia molto male sulla Ss 106 di Lazzaro. La popolazione    è stata svegliata da un continuo via vai di mezzi di soccorso con le sirene accese. C’è voluto poco per capire che un altro grave incidente stradale si sarebbe registrato nelle vicinanze. Infatti l’ennesimo terribile sinistro era accaduto pochi minuti prima  al km. 19+IX dove si dovrebbe realizzare lo svincolo per Sant’Elia. Tratto stradale oggetto di reiterate richieste di intervento di messa in sicurezza da parte delle scriventi associazioni, la più recente in ordine di tempo in data 8 ottobre 2015.  L’impatto è stato violento ed ha visto coinvolte 5 autovetture non si è a conoscenza della dinamica dell’incidente sulle cui cause sono in corso gli accertamenti da parte delle Forze dell’Ordine. Sono prontamente intervenute, ormai sempre allerta con attrezzi a portata di mano, i Vigili del Fuoco di Reggio Calabria, pattuglie dei Carabinieri e della Polizia Stradale, personale ANAS, delle ambulanze del 118 che hanno  provveduto a trasportare i cinque feriti presso gli ospedali di Reggio Calabria. Carri attrezzi per rimuovere e trasportare in deposito i veicoli incidentati, totalmente distrutti. Cosa dire che già non si sappia,  si tratta di un lungo  tratto di strada rettilineo ad alto indice di pericolosità, situato tra le abitazioni e senza attraversamenti pedonali. Basta un non nulla per determinare una tragedia, una frenata per evitare di travolgere un pedone che in mancanza di attraversamenti pedonali si appresta a raggiungere l’altro lato della strada, una manovra disattenta dei mezzi parcheggiati nella corsia di emergenza. A tal riguardo con la sopra citata richiesta d’intervento si evidenziava che lungo tale tratto, insistono  lato mare e lato monte a ridosso della Ss 106 delle abitazioni, delle attività commerciali, nonché delle fermate dei mezzi pubblici. Si sottolineava decisamente che  i mezzi parcheggiati nella corsia di emergenza e la loro movimentazione determinano un ulteriore indice di pericolosità  per la circolazione stradale e pedonale. Va ripetuto che l’ANAS dopo 50 anni ci ha comunicato che il transito pedonale lungo la Ss 106 (ponte stradale San Vincenzo- Capo D’Armi) non è consentito dal Nuovo Codice della Strada. Spesso non è permesso l’accesso alla via Sant’Arsenio ex via Bari dai veicoli posteggiati arbitrariamente e i mezzi che debbono accedere alla predetta via si trovano a dover sostare sulla ss 106 in attesa che si spostino le auto parcheggiate in violazione di norme del codice della strada. Tutti questi incidenti con feriti comporta, tra l’altro, aggravio di spese sia a carico del servizio sanitario nazionale che delle compagnie assicurative, le quali si trovano a dover risarcire ingenti somme di denaro e un ulteriore rilevante danno erariale dovendo le sopracitate istituzioni e Enti  intervenire con periodica frequenza. Sono anni che l’Amministrazione comunale prende in giro i cittadini illudendoli sull’imminente realizzazione dello svincolo per Sant’Elia, proprio in quel tratto ove oggi si è verificato l’ennesimo incidente stradale. Le nostre denunce sono precise e circostanziate si deve solo intervenire e smetterla con queste perdite di tempo, con queste prese in giro e con i tavoli tecnici.  In merito a quest’ultimo tra l’altro nulla di concreto è stato fatto sapere alla popolazione sulle determinazione assunte durante l’incontro dello scorso 9 dicembre tra ANAS, Provincia e Comune di Motta San Giovanni. Rileviamo che non c’è la volontà di mettere in sicurezza detto tratto di strada e non si comprendono i motivi.
Prima o poi succederà la tragedia e qualcuno dovrà rispondere. Non è possibile che si permetta la sosta dei veicoli nelle corsie di emergenza e chi deve garantire la sicurezza stradale si  gira dall’altra parte, quando succede il sinistro però si provvede a sequestrare i veicoli ivi posteggiati, come già è successo”. Gli fa eco un’altra associazione omologa “Amici di Raffele Caserta” diretta da Gaetano Pace, che a più riprese ha promosso iniziative a sostegno della convegnistica. Per sensibilizzare, ammonire, rimproverare, suggerire, consigliare gli automobilisti a moderare la velocità. Ma anche gli amministratori comunali, provinciali, regionali e governative a riparare i guasti sulle strade; spesso sprovviste di segnaletica orizzontale e verticale o luminosa, scadente, insufficiente e decrepita. Sconvolge il fatto, che nessuno si preoccupi dei bivii completamente al buio e sprovvisti addirittura di pali della luce con relativo impianto d’illuminazione. In quei bivii dove sono morte numerose persone. Proprio così, Occhio di Pellaro, Lazzaro, Saline, Melito, Marina di San Lorenzo, Condofuri, Bova Marina, Palizzi, Brancaleone e così via. Polizia, Carabinieri, mezzi dell’Anas, Vigili del Fuoco, ditte autorizzate, hanno faticato per l’effettuazione dei rilievi e la rimozione dei mezzi coinvolti; ma anche per bloccare e poi far ripartire il traffico veicolare; e quindi per stilare il rapporto, ciascuno secondo la propria competenza. I feriti se la caveranno con una prognosi di qualche giorno per ferite, escoriazioni, multiple e/ o lacero-contuse, ecchimosi, trauma cranico o di altro tipo. In ospedale con l’ambulanza in codice giallo o rosso, s.c. Hanno potuto festeggiare l’arrivo del nuovo anno in casa, che si spera sia migliore del vecchio, con parenti ed amici. Un altro incidente. L’ennesimo. Un altro campanello d’allarme. Per la prudenza. Ma negl’incidenti a catena…Angelo di Dio, che sei il mio custode, illumina, custodisci, reggi e governa me, che ti fui affidato dalla Pietà Celeste e così sia.

Domenico Salvatore

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