L'assedio e il cavallo di Troia

25.12.2015 22:35

Di Elio Cotronei

Si legge in questi giorni che Bolzano, seguita da Milano, detiene il primo posto in classifica per la “qualità della vita”.  Purtroppo si legge anche che all'ultimo posto  c'è Reggio Calabria attribuendo semplicisticamente tale condizione alla malavita  o alla malavita organizzata. Parlare di Reggio Calabria significa parlare del Sud, parlare del Sud significa parlare di una terra storicamente espropriata di ogni risorsa a vantaggio del "grande" Nord e della Mittel Europa: attività produttive   e forza lavoro.

Attività produttive, un esempio:  qualcuno ricorda che la prima linea ferroviaria fu la Napoli-Portici e che in Calabria c'erano le industrie (es. Reali ferriere e officine di Mongiana) che producevano il necessario, poi trasferite?

Forza lavoro:  qualcuno ricorda il numero enorme di operai e professionisti, sovente rivelatosi di grande valore,  costretti all'emigrazione a vantaggio dello sviluppo di altre aree. Non  consegue  depauperamento e condanna del Sud al sottosviluppo?.

E la storia continua ai giorni nostri.

Tutto ciò ha determinato e determina l'innesto del malaffare in tutte le sue forme: la miseria è terreno fertile anche se non c'è alcun determinismo assoluto tra miseria, sottosviluppo  e devianza considerato il percentualmente elevato numero di persone laboriose, professionalmente abili, che resistono nella loro terra o, costrette a emigrare, spesso  senza poter tornare,  riscattano l'immagine di un'area martoriata per la quale  si preferisce evidenziare il negativo che  purtroppo nelle logiche massmediali fa più notizia.

Le Istituzioni in tutte le loro espressioni  (Regioni, Provincie, Comuni, Comunità, Istituti, Enti vari) sono il soggetto su cui si concentra l'attenzione, un autentico stato d'assedio: malavita organizzata, malavita, cooperative, associazioni, singoli cittadini, studiano il modo di entrare nel sistema, cercano l'elemento disponibile al do ut des:

- tangenti e favori, l'apparato burocratico è pronto per essere coinvolto, tanti cavallini di Troia,  pochi resistono),

- si agisce spesso in via preventiva assicurando l'appoggio elettorale (voto di scambio implicito o programmato)  o addirittura candidano una persona di "fiducia" per assicurarsi un loro uomo all'interno, un autentico cavallo di Troia e ... il gioco è fatto.

Ora si avvertono le strategie di posizionamento in attesa dell’Area Metropolitana.

Esiste una schiera considerevole di persone che vivono di questa forma di parassitismo a spese del danaro pubblico. La loro condotta anche se non finalizzata è sostanzialmente sodale con i sistemi politico-economici che nel tempo hanno determinato la situazione attuale.

Quando di una spesa pubblica non si vede lo scopo funzionale allo sviluppo si tratta soltanto di spreco, di assistenza,  di malaffare, di concausa contingente al perseverare di una strutturale forma di assistenzialismo fine se stesso. Tutto ciò a discapito degli interventi prioritari.

Purtroppo la ricerca del consenso porta a dire troppi sì adeguandosi  ad un egoismo sfrenato.

Incarichi senza gare o concorso di idee, sono evitati, si procede  senza consultare nessuno, progetti approvati in funzione della pressione politica esercitata o del grado di affidabilità nel sostegno elettorale e … chi più ne ha più ne metta.

Una nota a margine merita la graduatoria sulla qualità della vita.  Secondo quali parametri?

Di che  cosa parlano?

Quando si elabora una classifica in base ad un punteggio assoluto, consentitemi, si danno i numeri!

6 aree, Servizi/Ambiente/Salute, Popolazione, Ordine pubblico, Tempo libero, Tenore di vita, Affari e lavoro) con 36 indicatori. È evidente che la preponderanza di alcuni indicatori relativi ad affari, lavoro, tenore di vita  innalza il punteggio, ma il più alto punteggio non dice alcuna verità sulla qualità della vita che tra l’altro ha una ampia dose di soggettività:  bastano da soli alcuni indicatori bassi relativi all’ambiente, alla salubrità dell’aria (leggi inquinamento), alla sicurezza generalizzata, allo stress derivato da ritmi frenetici che rendono robotica la vita quotidiana,  per non considerare una vita di qualità apprezzabile.

Queste analisi non si fanno, il sistema dell’informazione si piega al mostro sacro che sentenzia.

Vanno a chiedere come avverte questa qualità della vita il cittadino comune, il precario diffuso, il supplente nella scuola che dopo tre mesi di lavoro non ha preso ancora un euro?

E intanto, chi non ha “qualità della vita”, Reggio Calabria, è in attesa di riscatto.

Sembra che sia fuori dalla portata del  “radar  della Repubblica”.e

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