L'altalena del petrolio, delle Borse e dell'oro fa volare l'economia mondiale?

12.01.2016 22:35


Incidono forse l’accordo sul protocollo di Kjoto o quello sul nucleare con l’Iran. Se non la concorrenza arabo-americana, che si contendono i mercati. E fors’anche le fonti alternative o rinnovabili
IL PETROLIO, L’ORO E LE BORSE SONO IN PICCHIATAUN SEGNALE  DI UN POSSIBILE RILANCIO O RIPRESA DELL’ECONOMIA GLOBALE?
Domenico Salvatore
A leggere il lancio dell’Ansa…”Indice materie prime mondiali a minimi dal 1991 - L'indice Bloomberg che monitora i prezzi globali delle materie prime scende ai minimi da almeno il 1991. Lo segnala l'agenzia statunitense, mentre il petrolio Wti è in calo del 2,5% a 30,62 dollari dopo aver segnato 30,41, minimo dal dicembre 2003.

Il mondo rischia di dover fare i conti con un prezzo del petrolio a 20 dollari al barile, di fronte a un "balzo della produzione" dovuto anche all'estrazione da acque profonde. Lo dice Ed Morse, capo degli analisti per le materie prime di Citigroup, che a dicembre aveva previsto che il greggio Wti, potesse scendere sotto i 30 dollari. Secondo Morse, dopo un taglio dei costi del 30% dovuti allo 'shale', ora è in arrivo una riduzione di pari entità dovuta proprio all'estrazione dalle profondità oceaniche.

Bp: taglia 4.000 posti lavoro, pesa crollo prezzo petrolio - La compagnia petrolifera Bp ha deciso di tagliare 4.000 posti lavoro nel giro di due anni. La decisione è stata presa nel quadro del piano di risparmi per far fronte al ribasso delle quotazioni del greggio, piombate ai minimi da 12 anni. Il presidente di Bp per l'area del Mar del Nord, Mark Thomas, ha dichiarato in un comunicato che il provvedimento è stato preso a causa delle difficili condizioni del mercato e che per la compagnia è necessario varare "misure specifiche per garantire che il nostro business rimanga solido e competitivo". Brent giù fino 30,50 dlr, a minimi da 2004  - Brent in caduta libera con le quotazioni che toccano i minimi da aprile del 2004: il prezzo è sceso del 3,2% fino a 30,50 dollari al barile, per la prima volta da aprile del 2004, totalizzando da inizio anno un crollo del 17,7%. Il greggio europeo è poi leggermente risalito, cedendo il 2,38% a 30,8 dollari.” Tante le domande in ordine sparso che gli economisti si pongono. Ci si chiede: ma cosa si nasconde dietro il crollo verticale del petrolio? E soprattutto: perché trascina le Borse e l’oro nella caduta? La legge di mercato è sempre fondata su domanda ed offerta o è cambiata qualcosa?
Mossa strategica per indebolire chi e da chi? O per rafforzare chi e perché?
Il petrolio basso, si avvicina ai prezzi degli Anni Ottanta: vuol dire che c’è la necessità di vendere ed alla svelta anche.
Perché non ci sono compratori. Perché c’è bisogno di incassare soldini pronto cassa, per reinvestirli in quali settori. Perché la concorrenza incalza. Sono stati scavati nuovi pozzi e di qualità superiore?
Stanno cambiando le moderne tecnologie, che richiedono sempre meno uso del petrolio? E che c’azzecca il ‘Protocollo di Kjioto’?
Per esempio, l’ottimizzazione dei consumi d’energia termica, consiste nel diminuire il fabbisogno termico de gli edifici dove si abita, si soggiorna o si lavora…
E’ scoppiata una nuova rivoluzione industriale o sta per iniziare un nuovo ciclo?
Miliardi di euri, dollari, sterline, yen, yuan si spostano da un continente all’altro. I tassi continuano a scendere. Perché tutto questo?
S’intravedono all’orizzonte massicci investimenti, consumi, occupazione?
Tutta una serie di domande che devastano la pia madre, la dura madre e l’aracnoide delle ‘teste di uovo’ dell’economia mondiale
Vero è, che vi siano zone del pianeta, dove l’uomo non ha mai messo piede. Ricchezze ancora inesplorate.
C’è una connessione con il duello fra Arabia Saudita (anche a 10 dollari il barile ci guadagna, visto che è il maggior produttore fra i paesi dell’OPEC) ed America (che ha scoperto un nuovo Eldorado del petrolio anche in Canada) sulla produzione del petrolio? E la crisi economica cinese?
C’entra in tutto questo bailamme, il petrolio dell’Iran, che si prepara ad aumentarne la produzione di almeno un milione di barili al giorno?
E l’accordo sul nucleare? La parola magica è “ c r e d i b i l i t à”. Torna la  f i d u c i a negli investimenti in titoli di stato. Il che significa, che non vi sia la necessità d’investire in beni rifugio come l’oro, che sta perdendo il suo fascino e sta crollando anch’esso, a quanto pare. Se l’oro crolla, vuol dire pure, che non vi sia inflazione. Il petrolio, Storia alla mano, ha condizionato l’economia mondiale. I miglioramenti dell’efficienza dei motori e la ricerca di fonti alternative hanno avuto sempre origine dall’esigenza di ridurre il più possibile la dipendenza delle nazioni dagli approvvigionamenti di carburante. Non è pensabile, che le così dette fonti alternative, abbiano raggiunto un qualsivoglia “p i c c o”. Da quella parte è cominciata la crisi economica mondiale. Da quella parte, arrivano i segnali concreti della ripresa. C’è connessione fra le due cose?
L’industria automobilistica ha ripreso a macinare. Stanno per finire i giorni grami dell’economia mondiale? Stop ai tempi di vacche magre, spighe vuote, austerity, pauperismo? Forse, ma gli osservatori internazionali, ancora non si sbilanciano. Nel 2010, dissero e sentenziarono che per la ripresa, sarebbero serviti cinque o sei anni e strette di cintura. Domenico Salvatore

 

 

 

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