La bella favola del calcio a 5 maschile (serie B) e femminile (serie A), al capolinea? Scriveva Domenico Salvatore...

18.05.2016 11:17

 

La formazione di Gianluca Borruto, Mimmo Franco e mister Davide Oliveri, neo-promossa, penalizzata dagli amministratori di ogni epoca, che non sono riusciti a sbloccare il palazzetto dello sport ed a tesaurizzare i fondi finalizzati. Traguardi prestigiosi ed impensabili, che potrebbero finire nel dimenticatoio od finire nel buco nero della  Galassia Nana. Con le promesse, non si farà strada. Anzi. Si salva il calcio, ‘grazie’ alla geniale idea, dell’Amministrazione Comunale diretta dal sindaco Giuseppe Iaria

IL MELITO FUTSAL DI CALCETTO FEMMINILE, ‘TRAVOLTO DA UN INSOLITO DESTINO NELL’AZZURRO MARE DI AGOSTO’ GIOCHERÁ IN SERIE A, MA,  SEMPRE E COMUNQUE FUORICASA. L’ANTICAMERA DELLA CHIUSURA. SENZA PALAZZETTO DELLO SPORT ANCHE IL CALCIO A 5 MASCHILE FARA’ IL PASSO DEL GAMBERO, COME IL BASKET E LA PALLAVOLO

Domenico Salvatore

Non stiamo gufando, ma il rischio di chiusura della serie A Femminile e B maschile di calcetto, è dietro l’angolo. Non si fanno le nozze, coi fichi secchi.

Dopo enormi sacrifici economici, fisici e mentali, purtroppo si va verso l’annichilimento, verso l’azzeramento. Dodici mesi all’anno impegnati nella quadratura del cerchio.

Quando Mimmo Franco, leggendario calciatore, capitano, allenatore ( anche in serie A), top menager, confidò agli ‘amici’ che avrebbe portato il calcio a 5, sia maschile, che femminile, in serie A, ‘quelli’, che il padre Dante, avrebbe confinato nel girone degl’ignavi, si misero a ridacchiare, bofonchiare, sogghignare e sghignazzare…” Cos’è, la bufala del giorno? Semel in die licet insanire?”.

Personaggi squallidi, amorfi ed incolori, che non hanno mai, speso una parola buona per il bene dello sport e del calcio a Melito. Bastian contrari, amanti dell’arte di Michelasso, (mangiare, bere ed andare a spasso), che nei bizoli, nelle bettole e nei crocicchi, hanno sempre soffiato sul fuoco della polemica, del pettegolezzo da bassifondi, congetture e fantasie per distruggere e demolire; non per costruire….”

E chi sei, il mago di Hamelin? I soldi non ce l’hai; il Comune, non scuce quattrini per la cenerentola dello sport, ben lo sappiamo; il palazzetto dello sport è una porcilaia, dunque….”.

Gli splendidi risultati, sono sotto gli occhi di tutti. Avevano torto marcio gli ‘sfasciacarrozze’ del Corso Garibaldi, del Lungomare, del bar degli amici, bizolari ed allampanati dell’osteria. Una fauna nausebonda, putrida e schifosa, sempre a caccia di carogne da ruminare, come la iena maculata.

Lingue biforcute come quella del naja-naja, avvoltoi capovaccaio e ‘collo rosso’, intenti a roteare intorno alle carcasse; dìvide et ìmpera.

Benpensanti disponibili a vedere la pagliuzza nell’occhio degli altri, ignorando la trave del proprio. Fedro ci ricorda che…Peras Iuppiter nobis duas imposuit, quarum alteram vitiis nostris repletam post tergum nostrum posuit…

Giove ci diede due bisacce  Le due bisacce assegnateci da Giove sono quella dei vizi altrui, che portiamo dinanzi, sempre bene in vista, e quella dei nostri difetti, che portiamo nascosti sulla schiena.

Altro discorso è, quello dei tifosi ‘veri’; quelli che amano lo sport ed il calcio in modo particolare. Sebbene, purtroppo siano una specie in via di estinzione, come il Lemure del Madagascar.

Questi hooligans e skin-heads, meritano ogni rispetto. Sono persone umane, affezionate, appassionate.

Hanno cercato sempre di costruire e di ricostruire. Homines bonae voluntatis; operai della vigna del Signore, tipo Gianluca Borruto, i fratelli Oliveri ed un ristretto gruppo di amici ben amalgamato ed assortito.

Il mitico Mimmo Franco, con la pazienza di Giobbe, ha raccolto la pecorella smarrita. Non solo, ma per il ritorno alla casa del padre, del figliol prodigo, ha macellato il vitello più grasso.

Il bravo dirigente, ha incassato tante amarezze e delusioni lungo il cammino irto di difficoltà di ogni genere, ma anche tante soddisfazioni.

Ha dimostrato soprattutto, al di là di ogni ragionevole dubbio, che anche senza stipendi, gettoni di presenza, premi partita e premi promozione, contributo spese (salvo qualche ‘gesto d’amore’), si possano ottenere traguardi impensabili ed inimmaginabili. D cenerentola a principessa.

Da brutto anatroccolo a cigno reale. Giorno dopo giorno, anno dopo anno. Con la costanza e la pazienza della formica argentina. Mimmo Franco & company, hanno issato sul pennone più altro la bandiera della città di Melito Porto Salvo e l’hanno portata in giro per la Calabria; per il mondo.

E per ricompensa, avranno un disco gratis di Lucio Dalla…”Caro amico ti scrivo così mi distraggo un po'/e siccome sei molto lontano più forte ti scriverò. /Da quando sei partito c'è una grossa novità,/ l'anno vecchio è finito ormai /ma qualcosa ancora qui non va./ Si esce poco la sera compreso quando è festa/ e c'è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra,/ e si sta senza parlare per intere settimane,/ e a quelli che hanno niente da dire /del tempo ne rimane./ Ma la televisione ha detto che il nuovo anno/ porterà una trasformazione/ e tutti quanti stiamo già aspettando/ sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno,/ ogni Cristo scenderà dalla croce / anche gli uccelli faranno ritorno. /Ci sarà da mangiare e luce tutto l'anno,/ anche i muti potranno parlare /mentre i sordi già lo fanno. /E si farà l'amore ognuno come gli va,/ anche i preti potranno sposarsi /ma soltanto a una certa età, /e senza grandi disturbi qualcuno sparirà,/ saranno forse i troppo furbi /e i cretini di ogni età. /Vedi caro amico cosa ti scrivo e ti dico/ e come sono contento/ di essere qui in questo momento,/ vedi, vedi, vedi, vedi,/ vedi caro amico cosa si deve inventare/ per poterci ridere sopra,/ per continuare a sperare./ E se quest'anno poi passasse in un istante,/ vedi amico mio/ come diventa importante/ che in questo istante ci sia anch'io./ L'anno che sta arrivando tra un anno passerà /io mi sto preparando è questa la novità /”.

Mettere sulla graticola di San Lorenzo o sottoporre al supplizio di San Sebastiano i commissari, gli ultimi in ordine di tempo poi…è un comodo sport, che non serve a nulla.

Nemmeno a cercare il pelo nell’uovo od il comodo alibi per celare le proprie colpe. Le così dette amministrazioni ordinarie. Hanno avuto decenni di tempo e di spazio, per risolvere il problema alla radice.

Peccato, che sia mancata, la volontà politica. Non diciamo, il comodo alibi dell’incapacità amministrativa o dell’inettitudine politica; se non la pochezza culturale e la mentalità provincialotta.

Il capro espiatorio della mafia, ci convince poco a dire il vero. E men che meno quello degli zingari. L’eco-mostro, è oramai un rudere fatiscente da abbattere e ricostruire; se e quando.

Ma, quanti soldi si stanno perdendo? Ci vanno di mezzo anche i giornalisti…”Domenico, ma non scrivi mai un c…di rigo su questo palazzetto della discordia, sullo sport, sul tempo libero, sui giovani?. Quanto costa il vostro silenzio? “. Siamo grati al senatore romano Tito Caio, che pronunziò la famosa locuzione…scripta manent, verba volant. I nostri articoli, non sono lettere alla mamma e cartoline alla fidanzata, ma vere e proprie filippiche, se non catilinarie (“Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra ?”) restano, rimangono sulle pagine dei giornali cartacei e su quelle on line. Ma non chiamateli, missili terra-aria.

Sono stati sciolti per mafia, ma non hanno mai organizzato una pubblica assemblea per recitare il mea culpa; per stigmatizzare; per controbattere.

Ma avranno il coraggio di ripresentarsi alle prossime elezioni, potete giurarci, nella primavera del 2015. Forse, insieme alle Regionali, se non alle politiche.

Sic transit gloria mundi. Immaginate amici lettori sovrani, in quali condizioni, in quale stato d’animo si venga a trovare la cordata di Mimmo Franco, che ha dovuto affrontare problemi logistici come l’intimidazione ed il danneggiamento della struttura di Viale della Libertà annesso al Liceo Cassico, porte e finestre divelte, se non asportate, scritte irriferibili.

Ma, non era la prova di un contrasto onorato, che voleva mostrarsi ‘degno e meritevole’, né di uno squilibrato o di un mitomane. Il Melito, potrà giocare per divertirsi… Mens sana in corpore sano, se non altro.

In attesa dei tempi migliori, aspetta e spera… Chissà che all’orizzonte, non spunti sul carro dell’Aurora, qualche mecenate o filantropo.

Con questi chiari di luna; di tempi grami; di vacche magre, spighe vuote e crescita sottozero…Debito pubblico, Pil.

Intanto il premier Matteo Renzi, il pool dei grandi esperti & i ragazzi della Via Paal, che non ha indossato ancora gli stivali delle sette leghe, capaci di correre più velocemente del fiabesco “Gatto”, potrebbe cominciare ad esprimere uno dei tre desideri, al Genio della Lampada di Aladino.

A prescindere da quelli della notte del X Agosto. A Venezia, c’è il…”Ponte dei sospiri”. Manca assai per il …”Pozzo di San Patrizio?”. Sognare, non è proibito, ma…tutti i sogni all’alba svaniscon perché, quando tramonta la luna li porta con sé…

Poi verranno le lacrime di coccodrillo e l’inestinguibile pratica dello ‘scaricabarile’. La colpa sarà sempre…degli altri. Gli aficionados, sono col morale sotto i tacchi; e non santo più, che santo pregare.

Forse, bisognerà ancora scorrazzare 20 mila leghe sotto i mari o trovare qualche…isola del tesoro; se non, quello di Alì Babà.

Melito continua ad essere cenerentola in tutto. Anche nello sport. Tenere la città ed i cittadini, schiavi e sottomessi, ignoranti, trogloditi e senza diritti, nel regno di Jurassic Park, popolato da pachidermi e plantigradi, perennemente in letargo, giova a qualche tirannosaurus rex.

O no? Altro che oscurantismo pre-illuminista, che regna sovrano. Di Voltaire, Rousseau e Montesquieu, nemmeno l’odore. Di Masaniello o Giovanna d’Arco, nemmeno l’ombra.

Speriamo tanto,che Cassandra possa essere clamorosamente smentita dai fatti…

Domenico Salvatore

 

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