“Il fanciullo si sta facendo male da solo”, megalomania, viltà democratica e violenza alla Costituzione

19.04.2016 19:51

di Mimmo Musolino*.                                                                                                                                            

       Non sono un avversario viscerale, (ma  se ne sta facendo proprio tantissimi di nemici, a meno che non ami  il vituperato detto: molti nemici molto onore …),  del Presidente del Consiglio dei Ministri, ma la frase ( “ il fanciullo si sta facendo male da solo…..” )  con la quale inizio questa riflessione non è farina del mio sacco ma una dichiarazione pubblica, durante una intervista al TG3, di un autorevolissimo politico e filosofo: Massimo Cacciari, ex sindaco di Venezia.                                                                                      

Io mi chiedo che cosa potrebbe succedere se alle prossime elezioni amministrative del 5 giugno, fra  poco più di un mese, il 31,19 % dei cittadini-elettori,  chiamati ad eleggere i propri rappresentanti locali, memori dell’invito al non voto del capo del governo,   non andassero a votare?                                       Forse nessuno se ne accorgerebbe .  Ma se a questo 31,19% si aggiungesse l’altro, quasi,  40% ( che ormai solitamente, nelle ultime consultazioni elettorali, diserta  autonomamente e quindi senza l’invito autorevole-autoritario di nessun capo di governo), allora la situazione diventa grave  per la nostra democrazia .                             

Probabilmente, il voto per questo referendum  voleva essere una prova generale  di quando dovrebbe entrate in vigore (  Referendum di  autunno permettendo) la nuova legge elettorale detta “ italicum”, sembra una pillola o meglio una supposta, e la riforma della Costituzione.                                                                 

Legge  che vuole e mira ad una democrazia elitaria ad uso e consumo delle lobby, più di quanto lo è oggi, ed in forma legalizzata da una normativa approvata   dal parlamento italiano e per di più consacrata dal popolo sovrano, tramite referendum, quello del prossimo mese di Ottobre.                                                                                      

Che significato politico  può avere Il ricorso all’astensionismo del Presidente del Consiglio in carica, Matteo Renzi ? ( non si può scrivere onorevole non per diminuire o offendere la sua persona ma soltanto perché non gli compete in quanto mai eletto deputato o senatore ). Si potrebbe obiettare, ma allora come è maturata la tanto prestigiosa carica di capo del Governo italiano? La risposta è semplice: da  elettori “ privati “ del suo stesso partito in un complesso e complicato contesto di elezioni “private” cosiddette primarie del PD.                                                                                                 

 Ed i voti in Parlamento?      Altrettanto semplice! Quelli avuti dal PD del “rottamato” Pier Luigi Bersani, candidato a premier,  alle elezioni politiche del 2013.            

E gli altri cittadini non PD ? Naturale: devono subire; zitti e pancia a terra!  Quello che più deve  fare riflettere gli elettori è il significato politico  della conferenza stampa da una sede istituzionale (con bandiera italiana ed europea in bella  evidenza)  non appena sono stati  diramati i risultati del Referendum con una schiacciante vittoria del SI che ha conseguito ben 13.334.764 , pari all’85,84% di consensi, contro i 2.198.805,pari al 14,16%   di consensi avuti dal NO .

                                

Volersi accaparrare, inopinatamente, una impropria (può essere mai  una vittoria un invito alla astensione dal voto  per una personalità ai vertici delle Istituzioni repubblicane? ). Ma se voleva veramente difendere i lavoratori e le maestranze del settore petrolifero delle trivellazioni  e assurdo che egli, anche dall’alto del suo potente “potere, abbia scelto la via ( non nobile)  della fuga nell’astensionismo e non si sia battuto lealmente sul terreno della democrazia reale ed effettiva  esponendosi e lottando per il NO? Risposta ovvia: era sicuro di andare incontro ad una sonora ed umiliante  sconfitta e così, coraggiosamente, ha cavalcato  il cavallo vincente, anche se dopato,  dell’astensionismo !                                                            

E la dice lunga la dichiarazione pubblica del Presidente (solitamente molto riservato)  della Corte Costituzionale (presidio delle Istituzioni)  che ha sentito il dovere di dire agli italiani come il diritto al voto sia una delle conquiste ed uno  dei diritti basilari di libertà e di una democrazia compiuta.                                                                                    

E poi il volersi elevare a paladino dei lavoratori ( pensando di diminuire il ruolo del sindacato, e non è la prima volta ). E che dire dei messaggi in politichese , quasi minacciosi, inviati a qualche governatore di Regione, del suo stesso partito, il PD,  nella cui Regione ( la Puglia )  hanno votato il 42% ed in alcune province ( Lecce  ecc.)  addirittura quasi il 50%.  Senza tenere conto  che nel quasi profondo Sud, nella Regione Basilicata , da sempre governata dal Centro sinistra ed ora dal PD ( non quello di Renzi ? ) si è superato il 50% dei votanti, ed addirittura superando la percentuale dei votanti delle ultime elezioni europee (quelle del trionfo del PD di Renzi ) che si era fermata al 49,55% .                                                                                                                    

Forse  la Basilicata è considerata extracomunitaria ( ma non del sud-est dell’Europa e dell’Africa) in quanto è definita una Regione  che ben potrebbe stare accanto alle Regioni del Nord Europa per sviluppo reale e sostenibile, molto probabilmente perché è la Regione italiana che riesce ad utilizzare quasi tutti i contributi ed i finanziamenti  europei.                                                                                          

Prima di  Matteo Renzi  solo due capi di governo avevano  disprezzato il diritto di voto ed il voto  dei cittadini  : Bettino Craxi, referendum del 9 giugno1991 su quesiti elettorali ( brutto segno per Renzi )e Silvio Berlusconi il quale aveva definito   “coglioni “  gli elettori che avrebbero votato contro i propri interessi ( ma l’interesse era  solo ad-personam per l’ex cavaliere ) e quindi “coglioni “ erano da considerare gli elettori che non votavano per lui.                                                                                                      

Altro che “ rottamatore” di vecchi personaggi della politica e del vecchio modo di fare politica come si è auto-referenziato lo stesso Renzi . Ho la brutta, ma fondata   impressione e grande paura , che si voglia  rottamare  la libertà e la democrazia, conquistata a prezzo del sacrificio e del  sangue  dei nostri padri.           

*Referente Comitato Nazionale per la Difesa della  Costituzione “O.L. Scalfaro” 

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