“Il 30 aprile scadrà il termine per l’approvazione del bilancio di previsione dei Comuni e sono molti gli amministratori locali calabresi che lamentano l’impatto devastante del fenomeno delle residenze fittizie sulle casse comunali”.

21.04.2016 12:58

Reggio Calabria,  21.04.2016

“Il 30 aprile scadrà il termine per l’approvazione del bilancio di previsione dei Comuni e sono molti gli amministratori locali calabresi che lamentano l’impatto devastante del fenomeno delle residenze fittizie sulle casse comunali”.

Lo afferma in una dichiarazione il capogruppo consiliare della lista  “Oliverio presidente”. 

 “Sono sempre più numerosi, infatti, i cittadini che per ottenere sgravi e agevolazioni fiscali, in particolare l’esenzione da Imu sulla prima casa, spostano la propria residenza nei Comuni dove risultano possessori di seconde case. Questo fenomeno è particolarmente diffuso in Calabria dove, soprattutto in alcune aree tipicamente balneari del Tirreno e dello Ionio cosentino – evidenzia Greco - si registrano ingiustificabili aumenti delle residenze incongruenti rispetto ai dati statistici storicizzati. Le residenze fittizie hanno due conseguenze negative: la prima riguarda i Comuni di provenienza che si trovano con un dato anagrafico falsato che impedisce un’adeguata programmazione dei servizi misurata sul numero di cittadini; la seconda colpisce i Comuni che registrano le residenze fittizie e vengono fortemente penalizzati dalle mancate entrate derivanti da tributi per i possessori di seconde case. Ripercussioni negative si registrano anche per le regioni: laddove le residenze fittizie hanno origine da flussi extraregionali – continua Orlandino Greco -  risulta infatti falsata anche l’entità dei rimborsi statali collegati al numero di residenti, come avviene ad esempio per il comparto sanità.  Se si pensa poi che a partire da quest’anno i possessori di prime case saranno esonerati dal pagamento della Tasi, lo scenario è destinato a subire ulteriori peggioramenti. Non a caso, in una recente interrogazione parlamentare, alcuni senatori della Repubblica hanno evidenziato il caso emblematico di San Nicola Arcella dove si è registrato un’ingiustificabile incremento delle residenze (il 22% negli ultimi 7 anni). In questo quadro bene ha fatto il consigliere Bevacqua a presentare un’interrogazione sul tema; ritengo che la discussione debba coinvolgere necessariamente il Ministero dell’Interno e i sindaci calabresi. E’ indispensabile infatti che i Comuni, di concerto con il Ministero, individuino delle procedure utili a verificare la concessione di nuove residenze così da limitare un fenomeno che rischia di avere conseguenze devastanti per la capacità di programmazione della Regione e degli stessi Comuni coinvolti da flussi migratori”.

 

 

     fd                                                                                              L’Ufficio Stampa Giunta Rgionale

 

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