Grecia - COSTANTINO NIKAS, tra gli intellettuali più seri e consapevoli dell'importanza della cultura grecanica che egli ha saputo ravvivare di significazioni profonde, ci ha lasciato.

27.04.2016 20:58


Rubrica Europa Ellenofona di Filippo Violi
 
Costantino Nikas era nato a Kiato (Grecia), il 07-04-1935. Laureato in Filologia Greca all'Università
 
di Atene e in Lingua e Letteratura Neogreca all'Università di Roma. Dal 1962 Assistente Ordinario
 
alla Cattedra di Filologia Grecomedievale e Neogreca dell'Università di Atene. Dal dicembre del 1965
 
collaboratore scientifico alla Cattedra di Filologia Bizantina dell' Università di Roma per l' edizione
 
degli Analecta Hymnica di cui ha pubblicato due volumi (Canones Aprilis et Maii). Dal 1971 prof. di
 
Filologia Bizantina all'Università di Napoli "L' Orientale" e dal 1974 prof. di Lingua e Letteratura
 
Neogreca alla stessa Università fino a quando era andato in pensione. Parallelamente, dal 1971 al
 
1982, Assistente Ordinario di Lingua Neogreca all' Università degli Studi di Napoli "Federico II".
 
Costantino Nikas viveva in Italia ormai da più di 40 anni. Ha svolto indagini in molteplici direzioni
 
sulla letteratura neogreca, avvicinando gli studiosi italiani alla poesia della sua terra. In Lingua e
 
Letteratura Neogreca oggetto delle sue ricerche sono state l'Illuminismo Neogreco, le Lettere greche
 
all'Estero, i Dialetti Greci dell'Italia meridionale (Calabria-Puglia), la Letteratura Neogreca dal 15°
 
secolo ad oggi e i rapporti culturali tra i due popoli, Greci e Italiani. Tra i suoi interessi particolare
 
rilievo hanno gli studi sull'origine, storia e attività delle Comunità Greche in Italia. Ha tradotto e
 
presentato al pubblico più di centocinquanta (150) poeti e narratori Greci e Italiani in vari periodici
 
letterari e in raccolte e monografie: A. Manganaris, G. Delighianni – Anastasiadi, Nikos Kazantzakis,
 
Kostas Valetas, Dinos Vlachoghiannis, Michaìl Dedes, Jannis Ritsos, K. Kariotakis, Manolis
 
Anagnostakis, Takis Varvitsiotis, Evangelos Moschos, Christos Katsighiannis, P. Stàvrakas, Rebecca
 
Mavromichali, P. Tsoutakos, Iakovos Kambanellis, Margherita Dalmati, Petros Stulianoù, Titos
 
Patrikios, Nasos Vaghenàs, Jannis Kamarinakis, Maria Michaìl Dede, Dimosthenis Kòkkinos, Zoì
 
Savina, Kostas Mìssios, Panos Panaghiotounis, Jannis Petritakis, Jorgos Seferis, Nikiforos Vrettakos,
 
Olga Votsi, Panos Panaghiotounis, Ektor Kaknavatos, M. Fronimadi-Matatsi, G. Vafopoulos, D.
 
Karamvalis, Vassilis Vitsaxìs, Nikos Ladàs, Kostoula Mitropoulou, E. Papachristou – Panou,
 
Odisseo Elytis, Th. Vlachodimitris, Kypros Chrysanthis, Th. Papathanasopoulos, Tasos Korfis,
 
Margherita Liberaki, K. Asimakopoulos, Jota Parthenìou, Tasos Athanasiadis, Torquato Tasso, G.
 
Carducci, Emilio Argirofi, e molti altri. E’ stato Presidente della commissione del Premio di poesia
 
Greca e Grecanica degli Ellenofoni del Sud Italia a Bova Marina, dove sono stati premiati, tra gli
 
altri, i Greci Titos Patrikios, Manolis Anagnostakis, Kostas Steriopoulos, Olga Votsi, Ektor
 
Kaknavatos, Pavlos Màtesis, etc.. Ha contribuito alla realizzazione del Centro di Studi Ellenofoni a
 
Bova Marina in Calabria e a molti gemellaggi di Città e Licei tra la Grecia e l' Italia; come anche alla
 
partecipazione di vari Licei Greci al Festival del Dramma Antico di Siracusa (Pallazzolo Acreide).
 
È stato membro fondatore del Centro Filellenico di Napoli e della Comunità Greca di Napoli e
 
Campania.
 
Tra i pochi intellettuali ad uscire dalla pagina scritta e dalla sua cattedra di insegnamento, per stare
 
accanto alla gente, per parlare della cultura greca, stringendo legami di amicizia e di fervido confronto
 
intellettuale con i migliori studiosi della cultura greca in Italia, aveva sviluppato un forte interesse per
 
la terra della bovesìa e dispiegato da subito il suo impegno anche in questa direzione.
 
La letteratura grecanica contemporanea registra oggi rarissime voci di studiosi. Una significativa
 
presenza, dai generosi sforzi critici, ci è stata data proprio dal registro creativo e appassionato di
 
Costantino Nikas. Lo studioso greco da più di un ventennio ormai era diventato il punto di riferimento
 
culturale e il referente principale della cultura grecanica. Il Nikas univa alla conoscenza dei problemi
 
della grecità, la passione e l'amore verso questa terra che sentiva come sua. La grecità calabrese,
 
appannata sempre più da una cultura di massa, ha trovato continui stimoli nell'opera indefessa dello
 
studioso greco, sempre teso a valorizzarla attraverso il suo intervento e quello di altri studiosi delle
 
università greche e italiane. Era un muovere costante verso la resurrezione del Lazzaro grecanico, un
 
interesse che non si piegava ad alcuna spiegazione se non si comprende che esso partiva dal cuore.
 
Direttore della rivista di cultura greco-moderna «Italoellhnikà» dell'I.U.O di Napoli, ha curato in essa,
 
fra gli altri suoi studi, alcuni saggi e brani antologici di poeti grecanici ( tra cui Il quaderno degli
 
“appunti lessicali” di Luigi Borrello1
 
ultimo lavoro, soprattutto, aveva denunciato una conoscenza diretta della vita e della cultura
 
complessiva dei Greci di Calabria. In esso il Nikas rivelava una capacità di assimilazione dei temi
 
ellenocalabri che è rara negli studiosi, se la si vive per interposta persona. Il saggio del Nikas spaziava
 
dai riferimenti storici alla lingua, dalle differenze diatopiche nei vari paesi dell’area grecanica, alla
 
produzione letteraria, soprattutto quella poetica, che si premurava di trascrivere anche in neogreco.
 
Nel corso dei tanti anni in cui il nostro studioso è stato presente in Calabria, ha diretto e coordinato
 
alcuni corsi di riqualificazione di lingua grecanica e neogreca per docenti, ha presieduto la giuria del
 
premio internazionale di poesia grecanica e neogreca nel vecchio "Jalò tu Vua", e la relativa sezione
 
greca del Premio "Febo Delfi". In atto Costantino Nikas aveva organizzato un gruppo di lavoro per
 
la compilazione di un dizionario greco-bovese-neogreco-italiano. Tra i suoi studi, come abbiamo già
 
detto, trovavano spazio numerose traduzioni ed edizioni critiche in lingua italiana di alcuni tra i
 
migliori poeti greci.

 
I documenti umani e culturali che lo hanno accompagnato sono un fatto che non può essere revocato
 
in dubbio. Ecco perchè il Nikas si è distinto tra gli intellettuali più seri e consapevoli dell'importanza
 
della cultura grecanica che egli ha saputo ravvivare di significazioni profonde. Il risveglio della
 
cultura grecanica sa di essere debitore per gran parte a questo "ambasciatore" della grecità calabrese
 
che serbava in sè tutti i valori positivi della civiltà e della cultura greca, non imprigionati dai limiti
 
condominiali delle culture romanze, pur esse fattore importante nella formazione della civiltà
 
meridionale. Egli è stato un intellettuale convinto che non si trattava di salvare semplicemente una
 
lingua, ma tutta una cultura, con tutti i valori che essa esprime. Erede di quella società che ha espresso
 
le prime associazioni di uomini liberi e, con la libertà, ha visto fiorire la fiducia nel pensiero umano
 
favorendo la formazione delle coscienze, il Nikas ha favorito ancor più l'emersione di una condizione
 
del vivere, aderendo, da uomo e da intellettuale, ad una umanità sempre più stanca nelle proprie
 
abitudini. Ha riscattato una realtà affaticata e assediata, come quella grecanica, riuscendo ad inserirla
 
in una prospettiva più vasta e letteraria. Egli ha saputo annullare il rozzo e semplice intervento
 
testimoniale, che è, poi, la negazione dell'impegno, senza atteggiamenti predicatori, senza più
 
retorica, non più comiziante, come spesso capita ai grecanici della domenica. E seppure abbiamo
 
trascurato lo studioso per l'uomo, proponendo un approdo nella realtà dell'essere più che nei materiali
 
narranti, il risultato è lo stesso. L'intellettuale che si eleva dalla società ufficiale difende i maggiori
 
valori dell'uomo e della cultura, nel nome di una società che intravede cogli occhi della ragione e con
 
i sogni del cuore, a fronte di un crollo della ragione stessa e dei sentimenti. A fronte dei grumi sempre
 
più vasti dello smarrimento morale e delle coscienze. Nel 2006 ha ricevuto a Giardini Naxos, per la
 
sua instancabile passione per lo studio della cultura greca, il premio Teocle 2006. Negli stessi anni
 
aveva tradotto in neogreco la Grammatica e la Sintassi di Filippo Violi. Ciao, Costantino, non ti
 
dimenticheremo mai!
 
, Lingua e Letteratura degli Ellenofoni di Calabria2
 
 
 
1 C. Nikas, Il quaderno degli “appunti lessicali” di Luigi Borrello, «Italoellinikà», rivista di cultura greco-moderna
 
dell’IUO, Napoli, 1991-1993, vol. IV, pp. 245-255 2 C. Nikas, Lingua e letteratura degli Ellenofoni di Calabria, «Italoellinikà», rivista di cultura greco-moderna dell’IUO,
 
Napoli, 1991-1993, vol. VII, pp. 293-328
 
 

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