Gli olivicoltori calabresi e le importazioni dalla Tunisia. Il Premier Renzi in Calabria.

12.03.2016 16:02

     Da Elio Cotronei

Gli olivicoltori calabresi particolarmente, ma anche italiani in genere,  sacrificati sull'altare delle questioni internazionali: favorire la Tunisia e il suo processo di democratizzazione e di cotrapposizione all'Isis, spostarla sul piano buoni rapporti con l'Europa rendendo florida la sua economia per non farla fagocitare dal fondamentalismo islamico. A questo proposito riportiamo di seguito  le posizioni in Consiglio regionale

“Non abbiamo visto il governatore Oliverio puntare i piedi e per la verità non l’abbiamo sentito neppure levare timidamente la voce in difesa degli olivicoltori calabresi che finiranno sul lastrico grazie all’autorizzazione concessa alla Tunisia che potrà esportare in Europa altre 70mila tonnellate di olio di oliva ‘a dazio zero’ in più in due anni”. È quanto dichiara Alessandro Nicolò, presidente del Gruppo FI in Consiglio regionale che  aggiunge: ”La Calabria, seconda regione produttrice d’olio d’oliva in Europa, avrebbe meritato un governo regionale adeguato alla difesa degli interessi degli agricoltori, dei frantoiani e di tutti gli addetti di un settore che subirà un colpo durissimo con l’arrivo agevolato di 70mila tonnellate di olio dal Nord-Africa che per di più si vanno ad aggiungere alle quote annue di 56.700 tonnellate d’olio d’oliva vergine ‘duty-free’ già concordate tra Bruxelles e Tunisi. Capisco – continua Nicolò – che Oliverio preferisce non disturbare i manovratori, cioè in questo caso il ministro dell’Agricoltura, Maurizio Martina e la signora Federica Mogherini, l’ex ministro mandata da Renzi a fare la commissaria Ue con delega agli Esteri, entrambi impegnatissimi ad aiutare il governo tunisino a spese dell’olivicoltura calabrese e meridionale. Capisco anche che un aiuto concreto l’Europa doveva pur darlo all’economia della Tunisia in grave difficoltà dopo la strage del Museo Bardo e le pressioni del terrorismo jihadista. Quello che proprio non riesco a capire è perché, ancora una volta è il comparto agricolo calabrese a farne le spese, perché proprio la nostra olivicoltura diventa merce di scambio senza alcuna considerazione del pesante impatto negativo sul piano economico, occupazionale ed ambientale sui nostri territori”. Ancora l’esponente politico: “Sono certo che Oliverio sappia bene che le ripercussioni in Calabria saranno drammatiche. Come d’altra parte hanno annunciato gli allarmi accorati della Coldiretti, della Confagricoltura e di tutte le altre organizzazioni del settore, saremo invasi dall’olio d’oliva tunisino che costa meno di due euro, avrà il record delle offerte speciali nella grande distribuzione e mortificherà i nostri produttori che investono in qualità, tecnologia, innovazione e tutela dei consumatori. Non solo l’olivicoltura e il settore agricolo ma sarà l’intera economia regionale a subire un danno gravissimo. Non conta più nulla, forse, Oliverio? - conclude Alessandro Nicolò – Non credo proprio. Penso, invece, che sia più impegnato su altri versanti nel confronto col governo ‘amico’ di Matteo Renzi. E ritengo che i calabresi e gli olivicoltori che rappresentano la quota più significativa del made in Calabria e la voce più rilevante dell’export regionale avrebbero meritato governanti migliori, magari capaci di orientare una battaglia per determinare altre soluzioni di aiuto alla Tunisia, non quella che penalizza soprattutto gli agricoltori calabresi e meridionali e rischia di incrementare il fenomeno delle frodi”. 

 

Reggio Calabria, 10.03.2016

“Quello descritto ieri, in occasione dell’inaugurazione della nuova galleria di Mormanno, sembra il libro dei sogni e il premier Renzi appare un narratore di fiabe quando trionfalmente afferma: ‘Inaugurerò la A3 Salerno - Reggio Calabria il 22 dicembre; costi quel che costi, noi vogliamo che sia un’autostrada seria a quattro corsie. Lo richiedono principi di civiltà e credibilità’”.
E’ quanto afferma il presidente del gruppo di Forza Italia alla Regione Alessandro Nicolò che aggiunge: “Forse al Presidente del Consiglio sfugge che dei 443 km di autostrada tra Salerno e Reggio Calabria, solo 54 km sono a 4 corsie; poi l’infrastruttura si snoda verso la città dello Stretto con 3 corsie, di cui una d’emergenza, e per ben 4 tratti (per un totale di 52 Km), rimane quella costruita nel lontano 1972 (2 anguste corsie senza quella d’emergenza)”.
Secondo il Capogruppo di Fi: “I toni festosi del Presidente sono assolutamente fuori luogo e si scontrano con un’amara realtà.  Di fronte alle affermazioni pirotecniche del Capo del Governo c’è da chiedersi: Esiste un piano strutturale di ammodernamento delle nostre infrastrutture viarie e ferroviarie? La chiusura della galleria ‘Limina’ rappresenta forse un segnale di civiltà? Come leggere l’assenza di interventi per la manutenzione straordinaria, per l’efficientemente dell’impianto elettrico e per il ripristino dell’impianto di ventilazione dell’importante arteria che collega in Calabria il versante jonico a quello tirrenico?”.
“La dura verità è che il Sud e la Calabria non rientrerebbero nella programmazione strategica per il Paese. Ed è altrettanto evidente e scontato - incalza Alessandro Nicolò - il metodo con cui il Premier si sta confrontando con le reali condizioni del Mezzogiorno”.
“Dichiarazioni impregnate di retorica e frasi ad effetto cercano solo di far dimenticare gli ultimi interventi del Governo che hanno drenato in diversi comparti, risorse già assegnate al Sud, consumando nuove ed inaccettabili spoliazioni. Basterebbe rileggere le cronache degli ultimi mesi per ribaltare, senza tema di smentita, le affermazioni del Premier Renzi” - evidenzia l’esponente politico regionale di Forza Italia.
“Sorprende anche l’atteggiamento ‘ad intermittenza’ del presidente Oliverio che esprime attestazioni di orgoglio e soddisfazione per la visita del Premier Renzi, alternate a posizioni di rottura con il Governo centrale, (vedi il decreto Scura sulla rete ospedaliera, adottato senza il necessario coinvolgimento dell’Esecutivo regionale). Al di là delle passerelle - evidenzia Alessandro Nicolò - resta forte lo scollamento tra il Governo e la Regione in tutti i settori”.
“Le distrazioni e le promesse non mantenute - prosegue - stanno aumentando il distacco e la disaffezione dei calabresi nei confronti delle Istituzioni e della politica. Ne è testimonianza il fatto che la visita del Premier si sia consumata nella generale indifferenza. Nessuno si è avvicinato alle numerose transenne,  neanche per scattare una foto. A Cosenza, una piazza blindata, gremita solo di divise, paradigma del sentimento di totale disinteresse dei cittadini rispetto alla visita del Capo del Governo. I cittadini sono stanchi dei proclami e delle rassicurazioni cui non seguono comportamenti concludenti ed efficaci. E’ necessario - conclude Alessandro Nicolò -dare testimonianze credibili di impegno per l’occupazione, la sanità, la giustizia sociale e lo sviluppo, pena la perdita totale della fiducia e del consenso popolare”.decl                                      

 

 Reggio Calabria, 10.03.20

“La visita di Matteo Renzi oggi in Calabria incoraggia tutti noi a fare di più e meglio. Con il pieno sostegno dell’Esecutivo nazionale, che è consapevole del ritardo di sviluppo della Calabria e dimostra attenzione sia alla Sa-Rc che alle altre infrastrutture, potremo ottenere importanti risultati. Ho visitato anche io - sostiene il consigliere regionale del Gruppo ‘Oliverio Presidente’ Vincenzo Pasqua -   la struttura delle Poste in cui si svolgono attività legate alla sicurezza e le start-up incoraggiate dall'Università della Calabria, perciò condivo pienamente l’esortazione del Capo del Governo affinché la Calabria punti ancor di più su innovazione e tecnologia ed alla piena valorizzazione dei nostri talenti”. 

 

 

 

 

                                                                             L’Ufficio Stampa  del Consiglio Regionale

 

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