Gli alberi (pini e palme) dell’ospedale di Melito Porto Salvo distrutti da un insetto e dall’incuria degli uomini.

06.04.2016 22:11

   di Domenico Musolino        

        C'era una volta l'oasi del nosocomio "Tiberio Evoli"

 Arrivando alla Stazione di Melito Porto Salvo lo sguardo veniva attratto da una imponente costruzione immersa nel verde  di maestose piante di  palma  e imperiose piante di pino calabrese (una delle varietà di piante di pino da proteggere).                                                                                                                                  

 Era l’ospedale di Melito, intestato al fondatore Tiberio Evoli, riferimento per la cura delle malattie e salvaguardia della salute non solo per i cittadini  dei comuni dell’area grecanica o della provincia reggina ma anche per ammalati di  tutta la Calabria  e di altre regioni d’Italia in quanto si avvaleva dell’opera medico-scientifica di livello internazionale di medici  come Evoli, Spatolisano, Panuccio e tanti altri .                  

 Del degrado e del progressivo abbandono ( anche se una tantum arriva qualche “contentino “ ) di questo ospedale se ne parla tanto, ma mai abbastanza,  e credo che   ancora non è stato spazzato via dalla malefatte della  mala-politica solo e soltanto per l’impegno costante di valenti e preparati medici, del personale paramedico, ausiliario ,amministrativo  e per il  sostegno di associazioni e comitati spontanei che lottano fortemente non solo per non dismettere tale importante struttura sanitaria ma anche per rafforzare  le possibilità di cura per i pazienti che ancora hanno tantissima fiducia in questa prestigiosa  istituzione a salvaguardia della salute .                                                                                                                                         

Ma quello che volevo sottolineare , tornando alla premessa ,  è  la completa    distruzione e scomparsa del verde che abbelliva e dava un senso di salubrità a tutto l’ambiente ed era un biglietto di visita molto positivo, importante e caratteristico   per la città dei garibaldini e del bergamotto .                                                               

Vegetavano  degli imponenti alberi di pino calabrese e delle meravigliose palme  delle canarie, che nel tempo, non hanno  avuto nessuna  cura e attenzione, e  via via si sono ammalate ed essiccate.                                                                                      

 Le prime  ( i pini ) malandati, trascurati e poi  abbattute da mani impietose e le  seconde    ( le palme )  distrutte  completamente dal Punteruolo rosso delle palme, un maledetto e terrificante  insetto che è riuscito ha cambiare il volto e sconvolgere l’immagine non solo dell’ospedale di Melito  ma di intere città, da Palermo a Sanremo, da Rimini a Siderno , da Roma , Napoli e del più bel chilometro d’Italia di Reggio Calabria  ecc..                                                                                                   

Purtroppo si investono, in maniera improduttiva, e vengono sottratti  ( rubate), dalla casse dello Stato tantissimi soldi, ed una gravissima ed imperdonabile colpa della classe politica  è stata quella di non avere prestato l’attenzione dovuta ed elargito gli investimenti necessari nella ricerca scientifica , nella Entomologia   e nell’impegno per debellare tale  malefico e distruttivo  insetto coinvolgendo, attivamente ed in sinergia,  tutte le strutture  scientifiche e tecnico agricole  operanti su tutto il  territorio nazionale .                                                                   

 Un vero e proprio imperdonabile delitto contro i verde pubblico, la natura e l’ambiente !!!                                                                                                                                         

 

Quel verde serviva anche per fare da schermo alla desolazione che molte volte si coglie guardando le strutture dell’ospedale , ed anche  la statua che ricorda il suo fondatore, Tiberio Evoli,  giace nel più vergognoso abbandono ( vedi foto in alto) ed è praticamente impossibile anche  leggere l’epigrafe.                                      Speriamo che non sia il segnale nefasto e colpevole  di chi (…. in molti fra i detentori  del potere politico e dei poteri occulti… )  vorrebbe far sparire il glorioso ospedale dalle fondamenta iniziando dalla cancellazione del ricordo e dell’immagine  dal suo fondatore Tiberio Evoli . 

                                                                                              Mimmo Musolino

 

 

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