Giù le mani dal procuratore Nicola Gratteri!

17.01.2016 23:37

E' stato messo sotto tutela, il figlio del procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri, protagonista, suo malgrado, di un episodio dai contorni ancora misteriosi, ma che viene affrontato con la massima attenzione dalle forze dell'ordine.

GIU’ LE MANI DA NICOLA GRATTERI

Domenico Salvatore

Il lancio dell’Ansa, conferma qualora ce ne fosse bisogno, quanto dia fastidio alla ‘ndrangheta ed a Cosa Nostra, il procuratore aggiunto della Repubblica di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, in corsa per il posto di procuratore capo di Milano e di Catanzaro; mancato ministro della Giustizia, comunque incaricato di apportare modifiche al Codice Penale. Bestia nera della ‘ndrangheta, ha mandato in carcere un sacco ed una sporta di mafiosi e fatto sequestrare tonnellate di cocaina, ma anche il famigerato 41 bis per i padrini e capicoca. A parte il sequestro e la confisca di beni mobili ed immobili di provenienza illecita. “E' stato messo sotto tutela il figlio del procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri, protagonista, suo malgrado, di un episodio dai contorni ancora misteriosi ma che viene affrontato con la massima attenzione dalle forze dell'ordine. La decisione, secondo quanto si è appreso, è stata presa in sede di Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica dopo che due persone incappucciate hanno suonato al campanello dell'edificio in cui abita a Messina”. Ed ovviamente tutto ciò che gli appartenga, direttamente od indirettamente. Foss’anche un figlio. Anzi. Secondo quanto scrive il Fatto Quotidiano nell’edizione di domenica 17 gennaio 2015, due sconosciuti incappucciati, si sono introdotti venerdì notte a casa del figlio del magistrato Nicola Gratteri ed hanno suonato al citofono:”Siamo della Polizia aprite!”, Il ragazzo non si è fidato ed affacciatosi sul pianerottolo ha notato due persone incappucciate che si sono date subito a precipitosa fuga. Lo studente universitario, si è barricato in casa ed ha chiamato la Polizia. Lo stesso Gratteri, forse il magistrato più protetto della Repubblica, in passato è stato più volte minacciato di morte. Come hanno riferito i ben numerosi collaboranti o collaboratori se non testimoni di Giustizia. La ‘ndrangheta è di casa a Messina. Come confermano le inchieste della DDA reggina. E controlla pure l’Università. Le sentenza della magistratura hanno chiarito tanti ‘si dice’. Non sono pochi gli studenti che si sono laureati, senza aver letto mai un libro. Sono stati uccisi pure dei docenti, che avevano osato ribellarsi e quanto meno opporsi allo strapotere della Piovra calabrese. Sui resoconti dei giornalisti della cronaca giudiziaria apparvero particolari inquietanti. E’ vero o no che tanti studenti, abbiano “preso” la materia con la pistola sulla cattedra? Cosa Nostra e ‘ndrangheta, legate da vincoli antichi, hanno sempre collaborato in una sorta di joint-venture. Gli organi inquirenti, stanno indagando e valutando il tipo di spedizione punitiva, che gl’incappucciati volevano portare a termine; con uno stratagemma, vecchio quanto il mondo, ma pur sempre efficiente e funzionale. Ma che con il figlio di Gratteri, studente dell’Università di Messina, ha fatto cilecca. Il magistrato, che abita a Gerace (RC), impegnato all’estero, in una delle tante operazioni della DDA, contro i narcotrafficantes, in una vecchia casa di famiglia è stato informato dell’accaduto. Nicola Gratteri, punta di diamante del CSM e della magistratura calabrese e reggina, è anche un affermato scrittore, saggista ed antropologo; autore assieme al giornalista e professore universitario Antonio Nicàso, di gettonati best-sellers. Si sono mossi quelli della politica Giorgia Meloni presidente di Fratelli d'Italia, ha scritto su Facebook: "Solidarietà al procuratore antimafia Nicola Gratteri e alla sua famiglia per la gravissima intimidazione mafiosa fatta ai loro danni. L'Italia è in debito con Gratteri per le sue coraggiose inchieste contro la 'ndrangheta e il traffico di stupefacenti. A lui tutta la nostra vicinanza". Mara Carfagna, portavoce di Forza Italia alla Camera "Il lavoro di Gratteri è un esempio di dedizione nel contrasto alla ndrangheta e al traffico di stupefacenti, nel tentativo di sradicare queste piaghe dal nostro paese. nel ribadirgli tutta la mia stima sono certa che continuerà a svolgere con coraggio ed abnegazione il suo compito “. Dalila Nesci, Nicola Morra, Paolo Parentela, Federica Dieni e Laura Ferrara, parlamentare di 5 stelle hanno presentato alla Camera un'interrogazione al ministro dell'Interno sul recente episodio che ha riguardato il figlio del magistrato chiedendo conto delle misure di sicurezza nei confronti dell'intera famiglia. "Nulla va sottovalutato, quando c'è di mezzo l'impegno vero contro la criminalità organizzata. Il dottor Gratteri, è tra i magistrati più esposti e impegnati contro la 'ndrangheta. Il recente episodio capitato a suo figlio è di estrema gravità, perché ha le caratteristiche di un segnale, pericoloso e perfino macabro". Da domani, si muoverà tutto l’ambaradan istituzionale e non. Chi, ha detto a chi, dove si trovasse il figlio di Gratteri? Qual è il messaggio criptato che la così detta zona grigia, colletti bianchi o borghesia mafiosa, voleva spedire al coraggioso e lungimirante Nicola Gratteri? Lo Stato non si è limitato a rigirarsi i pollici ovviamente. La ‘ndrangheta, non è stragista nei confronti dei magistrati quanto Cosa Nostra. Sebbene, comunque ne abbia ucciso ben tre di magistrati: Bruno Caccia, il 26 giugno 1983 a Torino; Antonino Scopelliti il 9 agosto 1991 a Piale di Campo Calabro e Francesco Ferlaino, ucciso dalla 'Ndrangheta a Lamezia Terme il 3 luglio 1975. Tantissimi altri giudici, sono stati minacciati con il tritolo, le bombe, con lupare, pistole e perfino bazooka, lettere e telefonate anonime. Lo Stato contro l’anti stato; se non Stato dentro lo Stato. Sono mosse per destabilizzare e sovvertire l’ordine democratico e le istituzioni. Ma soprattutto per togliere di mezzo giudici-coraggio, come Nicola Gratteri, “veramente” indipendente, che non ha mai guardato in faccia nessuno. Un paladino della Giustizia. Strenuo difensore della democrazia e della libertà i ben più preziosi dello ‘zoon politikon’. Domenico Salvatore

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