E’ un soffio leggero la poesia

10.12.2015 22:06

di Santo Scialabba

E’ un soffio leggero la poesia, strano sognante strumento dell’anima, dove si articolano, si sposano, contrastano sentimenti dolci e inquiete passioni, turbamenti contorti di sogni e luminose praterie della realtà.

E’ un genere letterario speciale la poesia,  necessaria, spontanea, creativa, intramontabile, luminosa, divina, inafferrabile, eterna.

Essa sboccia tra i rami della “nostalgia”, (dal greco nostos- ritorno e algos- dolore), nell’infinito viaggiare della mente verso i traguardi della conoscenza, raggiunti e sempre rinnovati in altra avventura, in sogni ripetuti, abbandonati e ripresi, con un dispendio di energia che travolge ma offre la gratificazione del dono di un senso alla nostra vita. Il percorso non è agevole sempre, essa ama le profondità e gli abissi, si sporge oltre il rischio, ma è proprio allora che l’anima respira l’eterno movimento delle cose, coglie il fuoco del lampo che abbaglia e atterrisce, la dolcezza della notte che arriva e invita al riposo, l’amore universale che sottende all’alba che si attarda  e al tramonto del sole che si ad occidente  si spegne.

La poesia è funzionale all’essere civile; essa ha dato inizio alla nostra civilizzazione, dentro al canto delle ritualità o della fatica del lavoro o del richiamo d’amore; nella linea dell’arte rupestre, che graffia la vita della caccia, nell’identico sentimento di sopravvivenza che stringe uomini e animali;  nella musica che si avvale di strumenti capaci di commuovere il cuore degli uomini e sollevarli dalla ferocia dei tempi.

E’ fantasia geniale la poesia, ricerca e conquista, si eleva e si scioglie nell’aria, si perde e ritorna più consistente di prima, s’abbassa come un turbine che prende e rivolta; la vita è cambiata che sembra creata di nuovo, è un continente continuamente esplorato e, meravigliosamente, sempre ignorato.

La poesia è luce di affetti, di sensibilità dell’animo, della natura nelle sue variabili manifestazioni, imprendibili sempre, ma eternamente la luce è attesa, ricercata, come sul sorriso di un bimbo come sulle labbra del morente.

Inspiegabile, stupefacente è il cammino della poesia e l’uomo non sa come.  

 

                                                                                                                          

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