DOVE VUOLE ANDARE L'UNIONE EUROPEA?

12.03.2016 16:59

Un'Unione Europea senza UNIONE. Vengono al pettine gli errori del passato: aver pensato ad un'UE solo dal punto di vista monetario e dell'economia, che giovava soltanto alla speculazione finanziaria, alle multinazionali, al flusso delle merci, senza passare subito  ad una vera integrazione in tutti i campi, dalla sanità ai trasporti, dalle telecomunicazioni ai sistemi di sicurezza e di difesa. La verità è che vincono le lobbies che premono sulle risoluzioni.

Che senso ha, per esempio, se non speculativo e di profitto, che appena varcato il confine di stato impennino subito le tariffe telefoniche quando sono le stesse compagnie o collegate che gestiscono il servizio? Gli esempi possono essere tanti ma  il risultato delle "gelosie" dei singoli stati che non vogliono perdere le proprie prerogative nell'interesse comune, è rappresentato dai problemi che stiamo vivendo in relazione alle inarrestabili ondate  di immigrazione. La mancanza di una seria e rigorosa politica comune fa annaspare il sistema Europa: si va dalla accettazione selettiva di migranti   da parte della Germania al filo spinato dei Paesi new entry dell'Est (hanno nostalgia della cortina di ferro?)

Questa grave e compromissoria carenza determina iniziative come quella che riportiamo che  un chiaro fenomeno di rigurgito.

Dall'Ufficio stampa del Parlamento Europeo.

 

PROPOSTA DI RISOLUZIONE  
17.2.2016
PE576.650v01-00
 
B8-0282/2016

presentata a norma dell'articolo 133 del regolamento

sulle misure per impedire l'arrivo o il ritorno di jihadisti negli Stati membri dell'Unione europea

Steeve Briois, Louis Aliot, Marie-Christine Arnautu, Nicolas Bay, Dominique Bilde, Mara Bizzotto, Mario Borghezio, Gianluca Buonanno, Mireille D'ornano, Sylvie Goddyn, Édouard Ferrand, Jean-François Jalkh, Gilles Lebreton, Philippe Loiseau, Dominique Martin, Joëlle Mélin, Jean-Luc Schaffhauser, Mylène Troszczynski
Proposta di risoluzione del Parlamento europeo sulle misure per impedire l'arrivo o il ritorno di jihadisti negli Stati membri dell'Unione europea  
B8-0282/2016

Il Parlamento europeo,

–  visto il regolamento che istituisce un codice comunitario relativo al regime di attraversamento delle frontiere da parte delle persone(1),

–  vista la decisione del Consiglio che istituisce misure temporanee nel settore della protezione internazionale a beneficio dell'Italia, della Grecia e dell'Ungheria(2),

–  visto l'articolo 133 del suo regolamento,

A.  considerando che gli attentati di Parigi del 13 novembre 2015, rivendicati dallo Stato islamico, hanno mostrato l'incapacità dei nostri dirigenti e delle istituzioni europee di proteggere i nostri concittadini dalla minaccia del terrorismo;

B.  considerando che la crisi migratoria e la libera circolazione delle persone nello spazio Schengen facilitano l'arrivo di jihadisti negli Stati membri;

C.  considerando che nell'UE è presente una forte inerzia in materia di lotta al terrorismo in nome della difesa delle minoranze etniche e religiose;

1.  chiede la sospensione immediata e definitiva degli accordi di Schengen;

2.   esorta la Commissione a porre immediatamente fine all'accoglienza e alla dispersione dei migranti irregolari negli Stati membri;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione e agli Stati membri.

 

 

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